lunedì 24 dicembre 2012

LE AMAZZONI - I





MEGLIO SOLE     (ovvero la VENDETTA DEL MATRIARCATO)

 (Virgilio - Eneide, libro I.810-814)

« guerriera ardita,
che succinta, e ristretta in fregio d'oro
l'adusta mamma, ardente e furïosa
tra mille e mille, ancor che donna e vergine,

di qual sia cavalier non teme intoppo.
 »

Le amazzoni fuggirono i maschi perché perseguitate. Della serie: meglio sole che male accompagnate. Ma la loro ribellione la pagarono cara perchè furono sterminate o imprigionate. E si che se ne stavano per fatti loro e non rompevano le scatole a nessuno.
Erano vergini? No, ma il termine vergine in antico significava senza partner, mentre la vergine in senso fisico era detta "virgo intacta" La mania della verginità come assenza di rapporti sessuali la instaurarono i romani, per trovare ragazze vergini se le sposavano pure a 12 anni, perchè dopo era difficile trovarle intatte. Le pretendevano vergini ma chi ne abusava erano pur sempre i maschietti. Accade ancora oggi nei paesi arabi dove le sposano anche a 9 o 10 anni.

Il periodo amazzonico è negato e relegato a leggenda, strano, visto che la battaglia finale è scolpita sul timpano del maggior tempio d’Atene. Donne e Dee dominarono il mondo per 25000 anni. Cerere innalza il fascio di spighe e dall’altro lato Britomarti mostra i serpenti, ma non fanno più effetto a nessuno, perchè nessuno le ricorda più.

Omero: - Artemide pure, la rumorosa dea dal fuso d'oro mai cedette all'amore di Afrodite, dal dolce sorriso. Artemide così come la natura è ritrosa. - Non solo Artemide, ma pure Athena era Vergine, che nel tempo suonò come un rifiuto ai maschi. Non più libera e sessuata? Allora casta e senza maschio.




SENZA SENO

Le fonti attestano che le amazzoni si mutilassero un seno infiggendosi un ferro rovente su quello destro per non intralciare l'uso dell'arco, insistendo sulla relazione fra la mutilazione/occultamento degli attributi femminili e il miglioramento delle abilità guerriere reputate qualità esclusivamente maschili. Per comportarsi come i maschi occorre pagare. Naturalmente è un'invenzione, e indurire il seno è semplicissimo con un po' di sport.

Invece lo pseudo-Ippocrate narra che le donne Sauromati, Amazzoni, si bruciano la ghiandola mammaria destra con un disco di rame arroventato. La pratica viene compiuta nell'infanzia per impedire lo sviluppo del seno e fortificare il braccio. Naturalmente non c'è relazione tra mammella e braccio eppoi sarebbe stato sufficiente mettersi una fascia più stretta sul seno. Lo fecero le romane quando giudicavano il proprio seno troppo grande e quindi antiestetico.

Diodoro Siculo è d'accordo sulla mutilazione, non fornisce dettagli, ma dice che rende più forti le donne guerriere. Eustazio di Salonicco, ecclesiastico bizantino del XII sec., cita la bruciatura del seno nei termini e negli scopi precisati da Ippocrate («ut arcus facilius intendant»), ma riferendola alle Amazzoni del poema omerico.

Virgilio, descrivendo Pentesilea, una delle loro regine, annota come il seno della donna sia compresso strettamente da una fascia d'oro «aurea subnectens exsertae cingula mammae». Ma se è stretto da una
fascia significa che non è stato mutilato, anche le romane portavano il subligar, cioè il reggiseno.
Secondo altri la Ά iniziale sarebbe un rafforzativo, come dire un "grande seno". Il fatto è che tutte le rappresentazioni le mostrano con entrambi i seni. Altri ancora lo derivano dal caucasico masa, "Luna", e quindi si potrebbe tradurre con "sacerdotesse della Luna".

Nei fregi del Partenone comunque le Amazzoni hanno entrambi i seni e maneggiano agili sia spade che lance, nei sarcofagi di Tessalonica riposano in pose armoniose, e a Petra danzano col tamburello.
Gli Sciiti le chiamavano Oriopata, cioè "quelle che uccidono uomini". Sulla sommità del tempio di Petra in Giordania agitano le armi mostrando le forme seducenti, peccato che ne abbiano tolto le teste a colpi di badile, guarda caso, e devono aver faticato, a trenta metri da terra, ma era una vergogna da cancellare.

Esiodo ci dice che le Amazzoni erano un popolo pacifico, che iniziò a combattere solo perché attaccato, ma una volta sconfitte sembra, come le Sabine, fossero tanto contente di sottomettersi ai vincitori. Grossi dubbi in merito, anche perché si fecero ammazzare e si suicidarono parecchio prima di arrendersi.




RAGAZZE MADRI

Si diceva esistesse una terra popolata interamente da queste donne: i Greci, raccontarono che vivessero ai loro confini, in un paese sul fiume Temodonte. Una o due volte l'anno le Amazzoni si recavano alle frontiere e avevano rapporti sessuali con gli uomini; poi trattenevano le figlie che ne nascevano, mentre rimandavano i maschi alle tribù.
Alcuni sostengono che sopprimessero i figli maschi, ma dubitiamo che i ragazzi-padri allevassero figli: la paternità, diciamocelo, non ha mai brillato, sebbene condanni ogni mancanza materna. Più facile che i padri li lasciassero morire. Vero è invece che spesso i padri lasciavano morire le femmine. Accadeva nella Roma monarchica, in alcuni paesi orientali accade tutt'oggi. le femmine valgono di meno. Diciamo che se li dovevano allevare i ragazzi-padre avevano poche chance. La bella usanza dei Persiani, tanto ammirata da Erodoto, era che i padri non vedevano i figli prima dei cinque anni, così se morivano non avevano a dolersene. Poveri figli e povere madri.

Le Amazzoni avevano almeno due regine, a volte tre, (fossero stati maschi si sarebbero scannati, vedi Romolo e Remo), una per la difesa l’altra per le questioni interne. Guidate dalla regina guerriera, formavano un potente esercito a cavallo, con scudi a forma d’edera e asce da guerra a doppio taglio: il Labris, antico emblema lunare della matriarcale Creta e semimatriarcale Etruria. Sulle asce a doppio taglio abbiamo grossi dubbi, indubbiamente il labris fu un simbolo matriarcale per indicare il crescente e il calante lunare, ma usato in guerra sarebbe pesante e scomodo, supponiamo pertanto fosse usato solo nei rituali.

Comunque vivevano pacificamente, provvedendo a tutti i bisogni economici e producendo tesori artistici molto apprezzati oltre frontiera. Si facevano da sole le case, le armi, le vesti e le suppellettili. Per quasi quattro secoli (1000-600 a.c.) ebbero il dominio sulla zona dell’Asia Minore che costeggia il Mar Nero. La loro Dea ancestrale era Otrère, nome rimasto da allora a tutti i capi femmina. La storia riporta vita e morte di diverse regine amazzoniche, nonché vittorie e sconfitte.



LE FARNETICAZIONI DEGLI STUDIOSI

Più tardi i Greci negarono la validità di questi racconti, e ancor oggi gli eruditi discutono se le Amazzoni siano o no realtà storica, come la tesi secondo cui i Greci, barbuti, avrebbero creduto che una persona senza barba fosse inevitabilmente una donna, per cui un esercito d’uomini sbarbati divenne di sole donne… fa ridere, avrebbero dovuto scambiare per donne anche i romani, si sbarbavano tutti! 

Per altri studiosi, poiché alcune donne delle tribù settentrionali combattevano al fianco dei loro uomini, vi hanno costruito un mito di donne guerriere. Non distinguevano le donne dagli uomini? Un esercito di uomini e donne veniva scambiato per un esercito di sole donne? Fa ridere due volte.

Per altri si tratterebbe solo delle mogli degli Sciti sopravvissute alla distruzione dei loro uomini in guerra (IUSTIN. II 4) e da quando in qua le vedove vengono scambiate per i mariti? Se questi facevano i marinai o i fornai le donne diventavano marinai e fornai? Fa ridere tre volte.

Altra versione (EPH. fr. 70F60b FGrH JACOBY = schol. AP. RHOD. II 965), per cui profittando di un conflitto, avevano parte uccisi parte cacciati i mariti che le maltrattavano. Ma questa può essere la causa di un piccolo gruppo, non di un esercito di donne che conquistò l'Asia.

Infine vi sono quelli che vorrebbero le Amazzoni proiezione della mente maschile greca, che non siano mai esistite al di fuori della psicopatologia. Fa ridere tre volte. Le donne in Grecia erano trattate come quelle degli integralisti islamici, ve li immaginate i mussulmani inventarsi che hanno combattuto contro un esercito di donne? Si vergognerebbero come ladri. Se le Amazzoni non sono esistite non possono aver invaso Atene, come ci riferisce, tra gli altri, Plutarco.

Sempre per quest'ultima serie gli antichi volevano solo rappresentare il conflitto tra matriarcato e patriarcato, allora il matriarcato era ammesso come esistente? No, stavano solo nell'animo delle donne che rompevano le scatole con la solita storia della libertà. E l'hanno rappresentato sull'acropoli di Atene solo per una questione di conflitti verbali? Eh si, le donne quando ci si mettono scocciano parecchio.
A questo punto non viene più da ridere, ma cadono le braccia.



KURGANS

Gli spagnoli nel '500, navigando un fiume in Sud America, avvistarono amazzoni e dettero al fiume il loro nome: Rio delle Amazzoni. Per altri deriva da un nome indigeno che significa Terra delle Madri, poi un gruppo di archeologi, condotto da Jeannine D. Kimball, scoprì il sito Neolitico di kurgans, tumuli sepolcrali, al confine della Russia con il Kazakistan.

Nelle tombe c'erano scheletri di entrambi i sessi e le donne avevano pugnali e spade; una aveva una faretra con quaranta frecce dal puntale di bronzo e ossa delle gambe arcuate come chi passi la vita a cavallo, un'altra aveva conficcata una punta di freccia piegata, mortale ferita in battaglia, tutte femmine guerriere di 2500 anni fa.

Molti archeologi russi lavorarono nei siti kurgans, ma le armi nelle tombe femminili le attribuivano a scopi rituali (sarà un caso?), mentre gambe arcuate e punte di freccia rivelavano un uso da guerra. In successivi scavi a Xinjian in Cina, l'archeologa rinvenne "mummie di sacerdotesse guerriere" datate circa 2000 a.c., prova delle elevate posizioni sociali occupate dalle donne: sacerdotesse i cui utensili di culto, come specchi, mazze e i tatuaggi spiraliformi sono simili a quelli russi.

Naturalmente gli archeologi si batterono parecchio per negare l'avvenimento, il fatto delle Amazzoni ai maschi non va, tutte le volte che in TV o peggio sui libri mostrano i primordi dell'umanità fanno vedere le donne che cucinano o allattano e gli uomini che combattono o vanno a caccia.
Nulla di più falso, di caccia non si vive e non si viveva perchè non riesce a comando e il più delle volte tornavano dopo una settimana, come avviene del resto nelle tribù di tipo primitivo ma attuali.



DONNE COMBATTENTI

Ma se ragioniamo senza schemi confezionati, scopriamo che le tribù primitive, come mostrano i nostri incisivi, campavano di erbe e cereali spontanei, raccolti dalle donne, che giravano ovviamente armate o coi figli appresso, se i maschi erano a caccia, o li mollavano ai maschi se erano in grotta o in tenda o a casa, ma comunque le donne giravano armate, perchè lo stare nei pressi dell'accampamento non rende immuni dagli attacchi, come sanno quelli che si divertono ad ammazzare animali nei safari in Africa, perchè di notte, chiusi nelle tende, hanno i guardiani coi fucili spianati, perchè le belve se hanno fame attaccano tutto e tutti.

Dunque di canini ne abbiamo solo 4, di incisivi 8, e poi 8 premolari e 12 molari, più 4 denti del giudizio che vengono o meno. I canini servono per azzannare la carne, gli incisivi per tagliare l'erba, i premolari per tenere fermo il boccone e i molari per triturare. Ergo, siamo più erbivori che carnivori, tanto è vero che sembra che i denti canini li abbiamo aggiunti nella famosa siccità del pleistocene che ha fatto morire di fame mezzo pianeta, mentre prima mangiavamo, erbe, frutta, radici, insetti, come le scimmie. Coi canini potevamo mangiare anche animali e quindi sopravvivere.

Ergo l'umanità è campata di erbe, bacche e semi, cioè di raccolta, prima dell'agricoltura, e di cereali e verdure dopo l'agricoltura. La carne è stata un optional che fino alla metà del '900 il 90 % della popolazione mangiava solo una volta la settimana. Il pesce invece si mangiava molto più spesso, anche ogni giorno, ma l'uso era limitato alle coste. Ergo sono le donne che hanno mantenuto le tribù, che hanno allevato i figli, che li hanno difesi dalle belve, esattamente come fanno gli animali.

Questa favola che solo i maschi difendevano la tribù è una balla che occorre sfatare, perchè le donne hanno sempre combattuto, non aspettavano il ritorno dei mariti che andavano a caccia per difendere le capanne, altrimenti erano morte coi loro figli.

Se ragioniamo solo un attimo capiamo che non si raffigurerebbe una Dea guerriera, sia pure nell'aspetto distruttivo, se la donna non avesse portato le armi, suonerebbe come il Signore Dio che sta a filare al telaio. Se il Dio degli Israeliti era chiamto il Dio degli eserciti significa che i maschi combattevano, se Sakmet in Egitto er chiamata la Dea degli eserciti è perchè un tempo anche le donne combattevano, altrimenti la Dea avrebbe fatto ridere i polli.



UN MILIONE DI ANNI A SCHEGGIARE PIETRE

Gli archeologi contemporanei hanno abbandonato i miti e nei testi di archeologia non si parla di religioni e costumi, ma solo di guerre e rapporti commerciali, una noia mortale. Nei libri di scuola la preistoria non è citata o lo è come periodo di elaborazione di punte di frecce e raschiatoi, per un milione di anni l'essere umano avrebbe solo scheggiato pietre come un deficiente. S'era rincitrullito? Un milione di anni sono infiniti possibile che non avessero un'idea nuova? Eppure ci hanno creduto tutti, pur di negare le innumerevoli civiltà matriarcali.

Anni fa si credeva che fino al 700 a.c. l'Europa facesse solo questo per cui i megaliti di Stonenge erano datati a quest'epoca, finchè è stata fatta un'enorme retrodatazione non solo per i megaliti ma per le mura ciclopiche e un'infinità di siti archeologici. L'archeologa lituana Marija Gimbutas, esperta in culture neolitiche del sudest europeo, nel 1974 pubblicò "Gods and Godesses of Old Europe" - Le Dee e gli Dei dell’Europa Antica - ma dovette cambiare l'ordine, perchè non le permisero di scrivere Godesses prima di Gods!!!!

Così scrisse "L’Europa Antica è stata abitata da una cultura matrilocale (le coppie sposate vivevano con il gruppo della madre della sposa) e probabilmente matrilineare” (discendenza ed eredità si tramandano per via materna), agricola e stanziale, egualitaria e pacifica. Questa idilliaca società fu distrutta intorno al IV millennio a.c. da nomadi Indoeuropei violenti, chiamati dalla Gimbutas “popolo dei kurgans”. Il libro contiene foto di 30000(!!) manufatti dell’Europa Neolitica: Dee con maschere di uccelli o avvolte in spire di serpenti, vasi dipinti con api, farfalle, cani e pietre, o a forma di fungo, e sostiene che l’Europa antica avesse immagini e civiltà ispirate al femminile molto antecedente a qualsiasi influenza d'Asia o Egitto.
In un saggio intitolato "The World View of the Culture of the Goddess" (La visione del mondo nella cultura della Dea) spiega che gli Antichi Europei non stanziarono su alti colli, come in seguito gli Indoeuropei con cittadelle e mura di cinta, ma sceglievano i luoghi per il panorama, le risorse del terreno e i pascoli. Ispirati dalla pacifica Dea, vivevano in "case confortevoli" senza conflitti. Non c'erano guerre.

Lo stesso Esiodo, nelle "Opere e i giorni" richiama un'età dell'argento in cui i figli maschi restavano a lungo presso le madri e non si facevano guerre, mentre nell'era successiva del bronzo le guerre ebbero inizio, ed Esiodo non è favorevole alle donne. L'argento è simbolo del femminile a tutt'oggi. Quest’epoca gloriosa, secondo la Gimbutas, finì violentemente con l’arrivo di saccheggiatori portatori di lingua proto-indoeuropea, nonchè di guerra, tecnologia militare e patriarcato.

Per la prima volta in tombe europee, accanto a uno scheletro maschile eccezionalmente alto, o con le ossa grosse, si trovano scheletri di donne sacrificate, mogli, concubine o schiave del defunto. Questa frequente aberrazione, che la Gimbutas definisce sati (termine che in India indica il rogo delle vedove, pratica che in questo paese continuò fino al XX secolo), fu introdotta in Europa dagli indoeuropei. Da allora vi fu declino, guerre, massacri e torture.

Riane Eisler, storica culturale, parla - Il Calice e la Spada - Pratiche Editrice, 1996 - di eguaglianza fra i sessi demolita circa 5000 anni fa da invasori maschilisti. Concorda la sociologa Judith Lober, che in "Paradoxes of Gender" (Paradossi di Genere, Yale 1994), presuppone, attraverso manufatti e statuette neolitiche, millenni di civiltà matriarcali legati al culto della Dea nel sudovest europeo seguiti da una patriarcalità violenta, con uomini bellicosi che fecero delle donne una classe sfruttata e maltrattata di "lavoratori, partners sessuali, balie, ecc".



LA RAPPRESENTAZIONE

Le più antiche figure d’Amazzoni compaiono sui vasi a figure nere nel sec.VI a.c. come donne armate, a cavallo o a piedi, contro i greci, o fra Ercole ed un’Amazzone. Sui vasi attici l’Amazzone è armata di corazza, schinieri, galea crestata, lancia, spesso a cavallo col capo coperto da un berretto a punta.

L’Amazzone con armatura greca si affermò nella ceramica attica a figure nere e in quella dei primi decenni della ceramica a figure rosse, in cui compare pure la lotta tra Achille e Pentesilea.
Nella ceramica a figure nere prevalsero le Amazzoni contro Atene, la spedizione di Teseo contro le Amazzoni e pure Antiope. 
Nei vasi a figure nere si andò poi affermando l’Amazzone arciera in veste scita. 

Nelle sculture del tempio di Egina, l’Amazzone è ritratta alla foggia dei guerrieri greci, libera nei movimenti e coperta solo da un leggero chitone. 

E' armata con spada, lancia, arco, bipenne, galea attica e spesso indossa la corazza.
Nel V sec.andò moltissimo la amazzonomachia, nonchè Pentesilea che muore davanti ad Achille. Scene di amazzonomachia furono ritrovate in vari sarcofagi sia greci che romani.
Il cosiddetto Donario di Attalo, situato a 40 m di altezza sul muro meridionale dell’acropoli di Atene, era composto da più di cento statue raffiguranti Giganti, Amazzoni, Galati e Persiani, di cui, grazie alle numerose copie, dieci sono giunte fino a noi. Sono di epoca romana e sono esposte a Napoli, Roma, Venezia, Aix, Parigi e Berlino.
Il monumento, donato dai Pergameni alla città di Atene, doveva dare l'impressione di un grande campo di battaglia; fu commissionato da Attalo II, verso il 160 a.c.
L’unica statua superstite del settore del donario con la battaglia tra Greci e Amazzoni è l’Amazzone riversa a terra e ferita al petto,  vestita con un leggero chitone che le scopre il seno e adombra pieghe la bellezza del corpo, con un senso di pietà verso il vinto piuttosto che di gloria verso il vincitore.

Molti archeologi contemporanei contestano l'invasione maschilista che ha portato alla sottomissione della donna, strano, visto che gli stessi Greci, circa 2500 anni fa, hanno tolto violentemente il voto alle donne obbligandole ad allungare le vesti fino a terra e a coprire il capo come le donne arabe. In Europa solo nel '900 viene restituito il volto alle donne ed esattamente: Finlandia nel 1906, Norvegia 1910, Danimarca e Islanda 1915, Inghilterra 1918, Svezia 1924.



DIRITTI DELLE DONNE

Nei paesi nordici la donna è più rispettata per il retaggio del mondo celtico e per minor infiltrazione della Chiesa Cattolica misogina a causa della riforma luteranense. In Italia, dove la riforma fu soffocata nel sangue e nei roghi, tutto rimane biecamente tradizionalista. L'Italia riconobbe il diritto di voto alle donne solo nel 1945. Il fanalino di coda in termine di diritti umani.

Ancora oggi degli uomini si lamentano per la libertà dei costumi femminili, e ancora oggi in molti paesi le donne sono schiavizzate e mutilate nel silenzio generale.

Molti antropologi hanno invece sostenuto il pensiero dell’antropologa Sherry Otner secondo cui nel saggio "Is Female to Male as Nature is to Culture?" (la Femmina sta per il Maschio come la Natura sta per la Cultura?) la subordinazione delle donne dipenderebbe da fattori riproduttivi. Il maschio dominerebbe sulla femmina non per prepotenza ma perchè la donna non è libera di viaggiare e muoversi come l'uomo che non ha l'onere dei figli. Insomma sarebbe una necessità.

Che faccia tosta!
- La domanda che sorge per prima è: e perchè l'uomo non ha l'onere dei figli?
- La seconda è: ma gli animali femmine non fanno tutto e combattono pure quando sono incinte?
- La terza è: ma la maggior parte degli animali femmine e madri che allevano i figli da sole, non combattono per difendere i figli?
- La quarta è: ma gli uomini hanno mai lasciato libere le mogli di giracchiare dopo che i figli erano cresciuti e magari sposati?
- La quinta è: perchè non si permetteva e tuttora in molte parti del mondo non si permette alle donne di studiare e lavorare fuori casa?
- E poi: perchè non era concessa e non si concede questa libertà alle donne nubili?

Domande inutili, risponderebbero attribuendo alla salute della razza questi provvedimenti, come se l'uomo avesse una sapienza razziale che lo spinge per il bene comune.
Homo homini lupus, l'uomo si comporta da lupo verso gli altri uomini come dicevano i latini, ha condotto guerre sterminando interi popoli ed uccidendo donne e bambini, difficile sostenere che abbia un buon istinto di razza.
Del resto gli arabi sostengono con la medesima logicità l'esigenza del burca definendolo un metodo di protezione, e per la stessa ragione non fanno uscire le donne e le tengono schiave. Non invochiamo l'istinto della specie perchè la nostra razza l'ha abbandonato da lungo tempo imprigionandolo in una scatola impermeabile di mentalizzazione.

Se si chiede cos'è l'istinto si ha una risposta tratta dai libri, ma non si sa cosa sia, o si pensa a sesso e rabbia, qualcosa difficile da controllare. Si dicesse che l'istinto può avere un' intelligenza originaria che fa sentire anzichè pensare e che ha maggiore capacità di comprensione della mente cadrebbero dalle nuvole. C'è un muro tra noi e l'istinto e occorre un lavoro interiore per rivivificarlo.

L’amazzonismo, come ogni forma di matriarcato, fu ferocemente negato. Si dà più facilmente credito ad Atlantide, di cui esiste pochissimo come testimonianza, ma se fosse esistita, data l’epoca lontana, sarebbe stata matriarcale… forse ora non ci credono più!



GLI ESSERI SUPERIORI

Bachofen parlò del femminile palustre, matriarcale, un po’ inquietante, quindi inferiore (sigh!), su cui troneggiò il maschile apollineo e vittorioso. Femminile materiale su cui vince il maschile spirituale, ma dove sta la spiritualità mascolina? Dal fatto che le religioni monoteiste hanno attecchito con la violenza e la paura? Dal fatto che il loro potere si sia sempre imposto con la violenza e con la guerra? Dal fatto che non abbiano alcun rispetto per le altre religioni, per le donne e per i più deboli?

Dove sta lo slancio e l’entusiasmo per la fede? Preti e monache hanno talmente rimosso le emozioni che non hanno più nulla, se non il livore per quelli che si concedono di peccare. Hanno rinunciato a vivere per conquistarsi il paradiso dopo la morte. La solita storia dell’uovo oggi o la gallina domani, non conviene papparsi l’uovo?

Luigi Cozzo sulla Teogonia di Esiodo:
- ... il concetto di una divinità creatrice, unica e immateriale, è rimasto sempre estraneo alla mitologia ed alla religione greco-romana, che non ha mai saputo sdoppiare la cosa creata dal Creatore, lo spirito dalla materia. -

E sarebbe un guaio? Lo sdoppiamento spirito materia è il nostro sdoppiamento, siamo lacerati e divisi, praticamente schizofrenici e ce ne vantiamo. La visione degli antichi era più “naturale”, creato e creatore erano tutt’uno, l’universo era intelligente e spirituale, oltre che materiale.
Per i cattolici lo Spirito se gli gira scende a visitare il credente colmandolo di beatitudine, ma a quanto pare gli gira poco, se ci guardiamo intorno di facce sorridenti ne vediamo pochine, compresi santi e guru vari che si massacrano con stimmate, digiuni, cilici e giaculatorie. 

Quest'ardore al martirio ha più a che vedere col senso di colpa che con lo Spirito Santo. Che lo Spirito Santo debba scendere dal cielo è l'ennesima incapacità dell'uomo che nulla può se non strisciare supplicando il Dio che gli conceda lo spirito che lo salvi dalla sofferenza. Ci dicono che siamo figli di Dio, ma quale padre vorrebbe che un figlio si genuflettesse ai suoi piedi? 

Lo Spirito è dentro di noi, è l’anima incondizionata, non influenzata dal sentire comune, insomma un’Immacolata Concezione, o una capacità non condizionata di concepire… i concetti. Più siamo liberi dai condizionamenti più andiamo incontro allo Spirito, l'anima si apre alla benevolenza e la mente si chiarisce.

In oriente i corpi sono immobilizzati in posizioni innaturali alla ricerca del nirvana, quando non lo martirizzano da fachiri, in occidente hanno mortificato carne e istinti con astinenza, insonnia, digiuni e penitenze.
 “Se non mi immergo non muoio, ma nemmeno vivo”.

I maschi non sanno quanto nuoccia all'intera società il ruolo di esseri superiori. Non alleviamo maschi e femmine allo stesso modo: i maschi si possono arrabbiare ma non possono piangere, le femmine possono piangere ma non si possono arrabbiare.
Le case tenute da donne sole sono calde e accoglienti, quelle degli uomini soli efficienti e scarne. Nel patriarcato l’amicizia tra donne è penalizzata, perché gli uomini hanno sempre scoraggiato e proibito quest’incontro (Non hai abbastanza da fare in casa?… La tua famiglia è questa… ), e perché le donne dipendevano dal maschio per campare: non era dato di studiare né lavorare, e lottavano per la conquista del maschio come fonte di sopravvivenza. Il bello è che i maschi le accusavano di essere interessate.

Questo costume è rimasto nella mente di molte donne, convinte che se non si sposano non valgono. Il maschio decide il loro valore, perché solo il fuori conta, e son gelose tra loro: l’altra può piacere al maschio più di loro. E non ricordano chi furono.
 "La donna si danna per nascondere il danno"



ORDINE E ANIMA

A un livello di consapevolezza le donne sanno stabilire tra loro un contatto profondo e protettivo, più gioioso di quanto non sappiano i maschi, e non hanno bisogno, come loro, di stabilire gerarchie. Il femminile non cerca ordine quanto libertà. Il maschile non cerca libertà quanto ordine. Ma che si concretizza senza ordine? La creatività deve dimorare nell’infinito, ma per tradursi in realtà deve seguire un ordine, tener conto dei limiti, travasarsi nel finito. Senza maschio e femmina il figlio non si fa, né si crea nel visibile mondo. Pure le donne hanno un ordine, ma pure gli uomini hanno un’anima. Diciamo che le donne hanno più anima e gli uomini più ordine. Ma nessuno ha tolto l'ordine agli uomini, invece hanno tolto l'anima a tutti

Nel matriarcato la donna non fu dominatrice, spesso, ma non sempre, lasciò il governo ai re e comunque non lottò per il potere. Non invidiava il potere maschile perché le era riconosciuto il suo, il contatto spirituale con l’universo. Basterebbe questo…

Le Sacerdotesse d’Atena, quando c'era la Grande Madre, vestivano armature d'argento e danzavano brandendo lance, pensiamo se le nostre suorine facessero altrettanto!
Per quanto tempo sono state osteggiate e oltraggiate le donne che osavano indossare pantaloni, figuriamoci la corazza!
Unica eccezione la Pulzella di Orleans, però la bruciarono sul rogo e tutto rientrò nei canoni. Oggi gli uomini raccontano alle donne che hanno la parità, ma non è vero, o le maltrattano e strillano con la bava alla bocca. ”Avete voluto la parità? Adesso scontate.”

Per loro la parità non dovrebbe tener conto della minor forza fisica della donna, che non fanno fatica a riconoscere per gli handicappati. C’è livore per i suoi presunti privilegi; in realtà perchè lei attrae e lui è attratto. Di invidia del seno e dell’utero gli psicologi dovrebbero parlare un po’. Le donne non hanno a loro volta idee chiare, le battaglie sono state sui diritti e le pari opportunità, lotta sacrosanta, ma non ristabilisce il valore profondo del femminile. La parità si conquista con le leggi, ma la consapevolezza attraverso il capire.

Certo, ci sono uomini che hanno un’anima e donne che non ne hanno, ma sono minoranza. Chi sa governare governi, chi ha un’anima parli dello spirito: date a Cesare ciò che è di Cesare, e alla donna la sua dignità. E in ogni caso l'anima è donna e nessun uomo la può capire se non si fa donna? Farsi donna? Oddio, è come diventare gay! E dovrebbero sapere che tutti gli ordini iniziatici, tutti i Sacri Misteri prevedevano la femminilizzazione del maschio cioè il ritrovamento dell'anima.



ENERGIE SOVRAPERSONALI

La donna non è solo la veggente,” scrive l'antropologo Nink “ma l’elemento stesso, che può diventare l’elemento mediatore tra l’uomo e la primordiale determinazione del fato” quindi la donna giunge alle sue capacità spirituali, non in quanto persona, ma in quanto rappresentante di qualcosa di universale.

E che vuol dire?  Che la donna è interprete del cosmo solo se dimentica se stessa, cioè leva di torno la mente legata al passato e al contingente.
- Tutto ciò che sta negli abissi e dimora accanto alle Norne, - prosegue l'autore nel libro "Le donne Germaniche" - anzitutto l’acqua che fluisce dal profondo e l’albero che ha radici nell’acqua, è prova del destino. Acqua e albero sono perciò i più importanti simboli elementari e rivestono in tutte le tribù germaniche un primordiale carattere sacro. -

Insomma la donna, quando riconosce il femminile, viene a contatto con energie sovrapersonali, mediatrice tra essere umano e cosmo. Per questo è sacerdotessa. Il discorso vale in ogni cultura primitiva, anche se il patriarcato s’è ingegnato a cancellarlo. Mentre il maschio cerca la propria autoaffermazione nel religioso, la donna vi cerca l’eterna fantasia e ridà al cosmo il valore creativo originario. Il cosmo nel femminile è animato, favolistico e misterioso, pieno di sorprese e incanto. Per il maschile è un insieme di regole anguste che promettono gioia dopo la morte, cioè liberati dal corpo, nella visione estatica del Dio Padre… e chi sarà mai!? Brad Pitt? Ma tutti i gusti son gusti. Il tramite tra l’uomo e l’infinito è la donna, perché l’anima non ha i confini soffocanti della mente, o non ne aveva
finchè il patriarcato non glieli ha imposti, rendendo la vita mortalmente noiosa. Un esempio?



DA UN ANTICA STAMPA DEL 600

- Donna vestita d’azzurro stellato d’oro con ambedue le mani si sprema le mammelle dalle quali n’esca copia di latte che diversi animali lo bevano, alla sinistra banda vi sarà un altare col fuoco acceso. -

Per l’autore è l’emblema della carità, ma non ha capito niente, perchè ha i canoni cattolici che gli faaciano la testa. Ci sono cani, e l’erma su cui arde il fuoco ha quattro crani di bue fra tralci d’alloro. Si, è proprio lei, la Luna Nera, la Diana oscura, l’Astrale che nutre il mondo. E’ il grande mistero del femminile sacro, che solo una donna può svelare agli uomini, aprendogli le porte del cuore. Hai voglia a toghe vescovili o papaline, la via del sacro è la donna, oggi come sempre e i preti l'astrale non sanno neppure cosa sia.

La chiesa ha parlato di angeli e demoni, pro o contro il Dio unico, le antiche sacerdotesse parlavano di astrale, da astro, cioè a livello ultraumano, ma che non è al servizio di nessuno. Funziona e basta, se si capisce come funziona, e se non si capisce pace, tanto funziona lo stesso, che ci piaccia o no. Ma non è la Terra, o Dea Tellus, che nutre gli animali? Si, ma c'è la Mater Matuta e la Mamma Mammosa (detta anche Mammona), quella a cui la chiesa dà la connotazione di diavolo. Del resto anche Venere come stella del mattino e portatrice di luce, Lux fero, è diventata Lucifero, sempre il diavolo.

STAMPA DEL 600


LE PROVE DELL'ESISTENZA DELL'AMAZZONISMO

Ce ne sono molte di più dell'esistenza dei Re di Roma, di re Salomone e di Gesù Cristo, perchè è riportato in larga parte delle fonti antiche più autorevoli, e nessuna ne parla come di leggenda, perfino Giulio Cesare ne parla come di un fatto realmente accaduto. E nel post successivo ne riporteremo tutte le documentazioni, da Omero ad Eschilo, ad Erodoto, ad Apollonio, a Diodoro, a Dioniso, a Pausania, a Plutarco ecc. ecc. Gli antichi dell'esistenza delle Amazzoni lo sapevano tutti, solo oggi non lo sappiamo più. Solo oggi viene sorvolato dai libri di storia che sorvolano pure su 25.000 anni, se non 30.000 di matriarcato, perchè il potere è nelle mani degli uomini e lo applicano in tutto, dalla politica, all'economia e alla cultura.

Tra l'altro in Asia Minore fondarono un gran numero di città, fra cui Cuma eolica (STEPH. BYZ. ethn. s. v. Kýmē392), Mitilene di Lesbo (DIOD. SIC. III 55, 7), Smirne (PLIN. SEN. V 118) ed Efeso, ove istituirono il celebre santuario e il culto di Artemide:

"A te pure le Amazzoni bramose di guerra
un tempo in Efeso lambita dal mare eressero un idolo
sotto un tronco di quercia, per te poi compí il rito Ippo.
Esse invece, Opi signora, intorno danzarono il ballo guerriero,
dapprima in armi cogli scudi, poi dopo in cerchio
compiendo un ampio coro; le accompagnavano con voce sottile
i flauti acuti di canna affinché cadenzassero a tempo,
perché allora non si perforavano ossa di cerbiatto,
invenzione d’Atena che ai cervi porta sventura: l’eco ne corse
per Sardi sino al paese dei Berecinzi. Ed esse coi piedi
compatte battevano il suolo, strepitavano i turcassi.
Ma poi per te intorno a quell’idolo un vasto edificio
fu innalzato, di cui nulla l’Aurora vedrà piú divino
e opulento e facilmente vincerebbe Delfi"
.
(CALL. in Dian. 237-50)




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