lunedì 10 marzo 2014

VILLAGGIO PREISTORICO DI LONGOLA





DA http://www.archemail.it/poggiomarino.htm

IL VILLAGGIO PROTOSTORICO DI POGGIOMARINO
Le vicende di uno scavo lungo il fiume Sarno


LA STORIA DEL RITROVAMENTO

"Si stava costruendo il Bacino di Depurazione del fiume Sarno in località Longola a Poggiomarino quando gli operai incapparono in alcuni reperti archeologici. La Soprintendenza accorsa sul posto si è trovata di fronte alla presenza di un villaggio palafitticolo con continuità abitativa a partire da prima del XVI sec. a.c. fino al VII sec. a.c. Una scoperta eccezionale.

Anzitutto il villaggio potrebbe essere stato l'antesignano di Pompei poiché, dopo il suo abbandono, la popolazione si sarebbe diretta verso l'area vesuviana. 

Ma è soprattutto la sua struttura che rende il sito unico: le abitazioni sono infatti strutture palafitticole costruite su isolette ricavate tra canali artificiali. 

In pratica una sorta di "Venezia", in un luogo nel quale non ci aspettava di trovare nulla del genere. 

Un capolavoro dell'ingegneria protostorica, visto che l'area era paludosa e venne bonificata dagli indigeni grazie alla creazione di canali ed isole. Il largo impiego di legno come materia prima è testimoniato per la prima volta nell'Italia del Sud.

Dalle prime ipotesi sembrerebbe che il sito doveva essere un importante centro di produzione e scambio di beni di prestigio visto che in quasi tutte le abitazioni è stato rinvenuto un forno di fusione per il bronzo. Insomma un centro industriale sulle rive del fiume Sarno.
Si ipotizza che il sito venne abbandonato, a causa di un'alluvione, all'inizio del VI secolo a.c., e che proprio dalla migrazione di questi abitanti e di quelli della valle superiore del Sarno potrebbe essere nata l'antica Pompei.

Al momento non si sa quale potrà essere il futuro dello scavo. 

L'unica certezza sembrerebbe la creazione di un Museo di Protostoria voluto dalla Soprintendenza in cui esporre video, piante e foto dello scavo dell'abitato che si estende per almeno 7 ettari, nonché l'enorme numero di reperti finora venuti alla luce: oltre 500.000 reperti ceramici, 80.000 reperti faunistici, centinaia di reperti in legno, oltre 600 particolari di rilievi in bronzo, pasta vitrea, ambra, ferro, piombo, osso e corno lavorato. 

Per la prima volta si sta scavando un’area insediativa coeva alle tombe del ferro e dell’orientalizzante della valle del Sarno (IX-VI sec. a.c.) e che colma la lacuna conoscitiva tra le fasi iniziali dell’età del bronzo."

Gli abitanti erano riusciti a sviluppare tecniche progredite per abbassare la falda freatica (deviando le acque superficiali in canali secondari) e per realizzare colmate per un migliore utilizzo dei piani di calpestio.
Infatti gli scavi archeologici hanno riportato alla luce tralci di vite residui dalla potatura, ammassi di acini, vinaccioli, pedicelli e raspi: insomma su questi isolotti c'era sufficiente spazio per coltivare la vite e pigiare l’uva già durante l’età del Ferro.

Rinvenuti anche utensili da lavoro quali aghi, spatole, lesine/ punteruoli, immanicature di pugnali, oggetti di ornamento quali spilloni, anellini, distanziatori per collane, pendagli, placchette decorate. Dell’industria su avorio, essenzialmente ornamentale, si sono trovati finora oggetti estratti da canini mandibolari di maiali e cinghiali e a rari esemplari di denti di orso, dell’industria su ambra,  vaghi e pendenti di collana e fibule con inserti in ambra, talvolta associati ad elementi in osso.


Il villaggio palafitticolo in località Longola a Poggiomarino: una ”Venezia” preistorica sul fiume Sarno.
scritto da Maria Lippiello

"Nel novembre del 2000, durante i lavori per la costruzione dell’impianto di depurazione del fiume Sarno, in località Longola a Poggiomarino e a pochi km dall’antica città di Pompei, è avvenuta l’eccezionale scoperta di un insediamento preistorico databile all’età del bronzo, considerato il più grande tra quelli rinvenuti in Campania. I reperti affiorati sono riferibili ad una società che ha vissuto, per molti secoli, in simbiosi con l’acqua; il villaggio, che si estende su un’area di sette ettari, era costituito da isolati emergenti entro una laguna che, arginati con un complesso sistema di pali e travi, ospitavano capanne in legno a forma di ferro di cavallo o a pianta rettangolare, queste ultime rinvenute ad una profondità di 5 metri e più.

Gli elementi che rendono eccezionale la scoperta del sito sono diversi e legati all’area in cui esso si trova in quanto potrebbe essere considerato l’antesignano della città di Pompei perché, dopo il suo abbandono, la popolazione si sarebbe diretta verso l'area vesuviana, ed elementi legati alle caratteristiche ed alla tipologia dell’insediamento. 

TRAVE LAVORATA

Per la prima volta, in Campania, si viene a conoscenza di un insediamento costituito da case in mezzo all’acqua - strutture palafitticole – ricavate tra canali artificiali  e relative ad un periodo che abbraccia un arco temporale di otto secoli che va dal XV al VI sec. a.c.. 

Centri abitati di questo tipo sono stati rinvenuti nell’area della Pianura Padana, in Etruria, nel Lazio ed in Calabria, ma in ogni caso nulla di confrontabile con il sito archeologico di Longola. 

Quest’ultimo, definito dagli archeologi una “Venezia di 3500 anni fa” [Pruneti, 2002], rappresenta per la storia di questi luoghi della valle del Sarno un importante tassello, di grande utilità per la ricostruzione di un’età, quella del ferro, finora documentata dalle sole scoperte dei siti funerari. 

Un capolavoro, dunque, dell'ingegneria protostorica: l'area, infatti, su cui l’insediamento archeologico, costituito da abitati sovrapposti l’uno sull’altro, sorgeva era paludosa e fu bonificata dagli indigeni con la creazione di canali ed isole, dimostrando anche una straordinaria conoscenza, da parte degli abitanti dell’area, delle nozioni di ingegneria idraulica e di una selezione attenta dei materiali utilizzati per le strutture abitative.

Le attività di scavo, condotte a partire dal 2000, e le cui notizie sono state rinvenute da fonti documentarie di studiosi ed archeologici [Livadie et al., 2010, Pruneti, 2002], hanno portato alla luce una grande quantità di materiali di età protostorica – come resti ceramici, faunistici e lignei – ed il ritrovamento di un insediamento in palude, caratterizzato da un labirinto di piccoli isolotti, con palafitte e sistemi di drenaggio e bonifica. 
Tale impianto infrastrutturale, un unicum in Italia ma forse anche in Europa, induce a supporre che il sito di Longola fosse un importante porto fluviale sul fiume Sarno ed il rinvenimento di lavorazioni in bronzo e ambra fa supporre anche l’esistenza di un centro di artigianato. Inoltre, i diversi elementi strutturali venuti alla luce - pali principali e secondari, travi e travicelle, pareti a graticcio - hanno consentito di proporre una prima tipologia delle capanne individuate a Longola, che si differenziano per dimensione, orientamento, divisioni interne e numero di aperture.

Allo stato attuale, questo straordinario sito archeologico è stato ricoperto dall’argilla, sembrerebbe per mancanza di fondi utili per continuare le operazioni di scavo e per recuperare e poi valorizzare il più grande giacimento culturale della preistoria mondiale. L’indagine, essenzialmente di tipo conoscitivo, da portare avanti servirà a ricostruire le fasi dell’urbanizzazione della Campania di quell’epoca perché si sviluppa in ambiente umido e pluristratificato – oltre a mettere in salvo gli elementi maggiormente significativi che continueranno ad emergere dallo scavo - e a ricostruire, là dove sia possibile, la struttura delle case realizzate in quell’epoca e a ricavare informazioni sui materiali impiegati. 

L’attività di scavo, a parere della scrivente e della Consigliera Regionale Anita Sala, deve continuare, è un atto dovuto all’umanità in quanto si è convinte che in quella valle paludosa siano nascoste tutte le problematiche della preistoria e dell’inizio della storia classica sia campana che italiana. Per l’area di Longola, sempre a parere della scrivente e della Consigliera Regionale Anita Sala, esiste la possibilità di avviare un progetto che possa coniugare il turismo culturale con quello ambientale, realizzando un itinerario storico-turistico, una sorta, cioè, di viaggio nella memoria.

ISOLOTTI
I reperti emersi dall’attività di scavo e ben conservati sono esempi unici al mondo, pertanto è doverosa un’azione di valorizzazione e di recupero degli stessi per garantirne la fruizione alle generazioni future. 

E’ importante, inoltre, credo in questa fase, la redazione di un progetto che porti ad individuare nella valle del Sarno, la presenza di un sito archeologico quale patrimonio dell’umanità

Allo stato si sta valutando la possibilità di attivare la procedura di riconoscimento del sito archeologico di Longola e della valle del Sarno quale bene da inserire nella lista dei beni patrimonio dell’Unesco.



11/11/2000 ALLA LUCE UN ANTICHISSIMO VILLAGGIO LUNGO IL SARNO 

(CHE BELLO!)


Un rinvenimento fortuito è avvenuto durante uno sbancamento per la costruzione di una vasca di depurazione, in località Longola.

Durante gli scavi sono venuti alla luce frammenti ceramici, pezzi di legno e di ossa che hanno portato all'immediato arresto dei lavori.

Gli esperti della Soprintendenza hanno potuto accertare l'esistenza di un insediamento dell'età del bronzo recente (1300-1250 a.c.). La scoperta riveste un'eccezionale interesse sia per la datazione (in Campania è poco attestata la presenza di villaggi del Bronzo recente) sia per l'estensione, davvero notevole, dell'area.



09/06/2002 IL SITO DI POGGIOMARINO VERRA' SALVATO

(MENO MALE!)

Buone notizie per il sito archeologico protostorico di località Longola a Poggiomarino. Il cantiere del depuratore del Medio Sarno e lo scavo archeologico procederanno di pari passo, ma su due aree separate fra loro. Ma c'è di più: i reperti, che al momento sono già in numero considerevole (oltre mezzo milione di frammenti ceramici e circa centomila resti ossei di animali, oltre a tantissimo materiale di altro genere), faranno parte di un parco archeologico del Sarno, una sorta di museo delle civiltà che hanno abitato lungo questo breve ma importantissimo corso d'acqua. Continueranno pertanto gli scavi che adesso inizieranno ad andare ancora più in profondità del livello attuale così da giungere allo strato "vergine", cioé esente da reperti. 

ISOLOTTO STILE VENEZIA


03/09/2002 NULLA DI FATTO PER IL SITO DI POGGIOMARINO

(MA COME, NON ERA STATO GIA' SALVATO?)


Non si è giunti ad alcuna conclusione per quanto concerne lo scavo del villaggio su palafitte del "Bronzo Medio" in località Longola a Poggiomarino.
Questo è quanto è emerso dall'incontro tenutosi tra i responsabili dei vari ministeri interessati (Beni Culturali, Interni ed Ambiente).
Per ora i lavori del depuratore sono stati fermati a ferragosto e non sono ripresi.
Ma il problema è che esistono troppi interessi in gioco e lo scavo archeologico, per alcuni, è soltanto "una perdita di tempo".

Per adesso si è rimandato tutto a fine mese ad una riunione del Consiglio dei Ministri.



22/10/2002 LA PROTEZIONE CIVILE

(40 MILIONI DI EURO? SE LI SONO MANGIATI TUTTI!)


"Richiama, quindi, la nota datata 25.10.2002 con la quale il Dipartimento della Protezione Civile trasmetteva l’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la quale si richiedeva alla Regione Campania di dare il proprio assenso alla prosecuzione dei saggi archeologici.

Comunica, poi, che è stato costituito apposito nucleo di monitoraggio al fine di verificare la possibilità di garantire il prosieguo dei lavori di costruzione dell’impianto di depurazione con il contestuale svolgimento dei saggi archeologici che insistono sulla stessa area.

Comunica, infine, che la Giunta Regionale con propria delibera, del dicembre scorso, ha destinato 40 milioni di euro per la valorizzazione del patrimonio culturale dell’intero agro nocerino-sarnese. 



21/06/2003 E' DECISO: GLI SCAVI A POGGIOMARINO CONTINUERANNO

(CAVOLO, C'ERANO DUBBI PER UN DEPURATORE?)


IL TERRITORIO
Ottime notizie per il sito preistorico di Poggiomarino. Roberto Jucci, commissario delegato dalla presidenza del Consiglio per il superamento dell'emergenza inquinamento del fiume Sarno, ha deciso che il depuratore che blocca gli scavi del villaggio preistorico non sarà costruito. Verranno invece incrementati gli scavi per riportare alla luce l'intero sito e farne un parco archeologico.

La decisione dovrà ovviamente avere la ratifica del Presidente del Consiglio Berlusconi, ma a suo favore si è espresso anche l'ex direttore generale del Ministero dei Beni culturali Francesco Sisinni, ora docente universitario ed esperto incaricato, il quale ha escluso la possibilità che la costruzione del depuratore potesse conciliarsi con gli scavi archeologici. Sembra così fatta per la salvezza del sito di Poggiomarino, unico al mondo, per il quale avevano lanciato appelli studiosi, archeologi, appassionati e cittadini.



24/11/2003 DEFINITIVAMENTE SALVO LO SCAVO DI POGGIOMARINO

(SARA' VERO?)

Anche l'ultimo tassello per la salvezza del villaggio preistorico di Poggiomarino è giunto a compimento. Sono stati infatti interrotti definitivamente i lavori per la realizzazione del depuratore di Poggiomarino, lavori che rischiavano di compromettere gli scavi archeologici. La decisione è stata annunciata dal commissario delegato dal governo all'emergenza Sarno, generale Roberto Jucci. Questa decisione comporterà naturalmente delle varianti ai collettori originari in quanto la mancata realizzazione dell'impianto di Poggiomarino implica lo sversamento dei reflui di quell'area nei depuratori di Scafati e Angri. 



07/03/2004 UN PROGETTO PER POGGIOMARINO

(MA NON E' DETTO)

In barca, sul Sarno dragato, depurato e reso nuovamente navigabile, una passeggiata lunga 6000 anni. Un viaggio nel tempo e nella storia, una suggestione che potrebbe non avere uguali nel mondo. Un itinerario che, partendo dai ritrovamenti del periodo Neolitico passa per quelli del Bronzo Antico di Sarno, del Bronzo Medio e Recente di Poggiomarino, quelli dell’Età del Ferro di San Valentino Torio, di San Marzano e Striano, del periodo Ellenistico (il teatro di Sarno) e di quello Romano di Terzigno e Scafati, giunge fino a quelli Medioevali e oltre.

Una visita di una straordinaria valenza formativa per gli studenti in vista dei quali potrebbero essere attrezzati proficui percorsi didattici, e che potrebbe diventare attrattore di flussi turistici per uno sviluppo sociale ed economico dell’intera area. E’ questa la proposta che il Gruppo Archeologico “Terramare 3000”, organizzato in collaborazione con il comune di Poggiomarino e le Soprintendenze ai beni archeologici di Pompei, Salerno, Avellino e Benevento e con il patrocinio della Regione Campania, delle Province di Napoli e Salerno e dei comuni dell’area.  Il convegno ha costituito l’occasione per fare, alla vigilia della ripresa dei lavori, un primo bilancio degli scavi del villaggio protostorico rinvenuto a Longola. 

Risultati straordinari: ad oggi, ed è stata indagata solo una piccola parte dell’area, sono stati rinvenuti 500.000 reperti ceramici, 80.000 reperti faunistici, centinaia di reperti in legno, più di 600 reperti di particolare rilievo in bronzo, pasta vitrea, ambra, ferro, piombo, osso e corno lavorati. 

Ciliegina sulla torta due canoe monossili lunghe 6 m, testimonianza delle opere di canalizzazione del fiume Sarno che i vecchi abitanti di Poggiomarino avevano realizzato, dimostrando una padronanza di nozioni di ingegneria idraulica impensabile per quel tempo.

 “Si tratta – ha dichiarato Linda Solino - di una delle scoperte più importanti degli ultimi 50 anni. Il sito è stato abitato per quasi un millennio, dal XV sec. al VI sec. a.c., un caso eccezionale nell’ambito della protostoria europea, da conservare ai nostri figli ed alle generazioni futuri” 

Già si è lavorato molto per scongiurare il pericolo della cancellazione del sito, ma ancora di più si farà ora che si tratterà di porre le basi per uno sviluppo duraturo dell’area”.

REPERTI


08/03/2004 A "SECCO" IL VILLAGGIO DI POGGIOMARINO

(DUE ANNI DI CHIACCHIERE E NESSUN INTERVENTO)

Costerà due milioni e mezzo di euro, durerà sei mesi e sarà uno scavo conoscitivo, l'intervento programmato dalla Soprintendenza archeologica di Pompei per tirare a «secco» i tesori della Protostoria campana e europea (1500 a.c) conservati sotto una falda d'acqua, a 8 m di profondità, in località Longola di Poggiomarino. Riprendono così, dopo quasi due anni di stop, gli scavi nell'area che avrebbe dovuto ospitare uno dei quattro impianti di depurazione del Medio Sarno. La costruzione della struttura fu bloccata su decisione della Presidenza del Consiglio proprio per salvare il più grande giacimento culturale della preistoria nel mondo.

Gli scavi dovrebbero iniziare in questa settimana, anche se non si esclude un rinvio di qualche giorno per una «obiettiva difficoltà della Soprintendenza a fare con i propri fondi in bilancio, come è avvenuto in questo caso, una campagna di scavo su un'area tanto estesa. Per questo motivo, porteremo avanti e concluderemo solo l'indagine su quello scavo». Come dire che se le istituzioni regionali e nazionali affiancheranno Pompei, allora si potrebbe pensare a interventi maggiormente estesi nel tempo e sul terreno. Altrimenti, quando gli archeologi termineranno l'intervento sull'area di 1600 mq sotto esame, si ribloccherà di nuovo tutto.

L'indagine che secondo gli esperti dovrà essere obbligatoriamente conoscitiva - ma si salveranno gli elementi maggiormente significativi che emergeranno dallo scavo - perché si sviluppa in ambiente umido, pluristratificato e con torbe, servirà a dare risposte sull'urbanizzazione della Campania di quell’epoca, sulla costruzione delle case e sui materiali che quelle genti lavoravano. Inoltre, permetterà di conoscere l'organizzazione politica e sociale del territorio e il perché dell'abbandono dell'area tra il VI e il V secolo a.c..

Il progetto vuole coniugare il turismo culturale con quello ecologico e prevede una sorta di viaggio nel tempo, sfruttando la rinavigabilità del Sarno, lungo un itinerario che tocchi le varie epoche (Neolitico, Bronzo, Ferro, sino al periodo romano) emerse nel corso degli scavi e testimoniate da reperti unici al mondo.



27/03/2004 APPALTATI I LAVORI PER POGGIOMARINO

(MA NON ERANO 2 MILIONI E MEZZO?)


Sono stati appaltati i lavori per la realizzazione del Parco archeologico preistorico di Poggiomarino il cui costo supera di poco gli 1,5 milioni di euro.

Il via libera alla soluzione prospettata da Jucci è arrivato direttamente dal presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Con l’affidamento dei lavori si passa ora alla fase operativa degli scavi e della realizzazione del Parco che nascerà intorno al fiume Sarno e che potrebbe consentire all’intero comprensorio un salto di qualità nell'ambito turistico, culturale e commerciale. E c’è già chi pensa alla realizzazione di un itinerario storico-archeologico che riprenda la strada che facevano gli antichi, collegando gli scavi di Poggiomarino a San Marzano sul Sarno, a Pompei e Nocera Superiore.



08/04/2004 UN ALTRO SITO PREISTORICO LUNGO IL SARNO?

(MA HANNO FATTO QUALCOSA?)


REPERTI
L'insediamento abitativo della Longola, la Venezia del Sarno, nel territorio di Poggiomarino rivelatosi dallo scavo di un ambiente palustre artificiale ottenuto con la formazione di alcuni isolotti tramite lavori di bonifica di aree strappate all'impaludamento, potrebbe essere, secondo le mie conoscenze di studioso locale e redattore della prima carta archeologica della necropoli di Striano, una semplice appendice di un abitato maggiore, una continuazione del villaggio protostorico di Poggiomarino, situato in un'area più sicura e più naturale. É dal 1992 che ne sono a conoscenza e ne ho già parlato con l'archeologa francese Claude Albore Livadie, della Sovrintendenza Archeologica di Pompei».

In un convegno sugli scavi del villaggio protostorico di Poggiomarino, lo studioso sarnese Salvatore D'Angelo ha annunciato la scoperta di un nuovo sito archeologico lungo il fiume Sarno, al confine tra Sarno, Striano e San Valentino Torio. «
Studioso attento e scrupoloso, il professor D'Angelo nel 1976 collaborò con l'archeologo Bruno D'Agostino per l'apertura del museo archeologico di Sarno e donò (unica donazione privata finora esposta in una bacheca del museo) la sua raccolta di reperti archeologici di Sarno, Striano, Paestum e Cerveteri.



22/10/2004 ECCO IL NUOVO SITO PREISTORICO LUNGO IL SARNO

(SI, MA I LAVORI?)

I recenti scavi, eseguiti tra il 2002 e il 2004 in località Longola di Poggiomarino (NA), hanno portato alla luce, come si sa, un importantissimo insediamento protostorico abitato da una popolazione indigena osca della piana del fiume Sarno, che Virgilio indica nell’Eneide (VII, 738) col nome di ‘Sarrasti’.

PARETI DELLA CAPANNA
Ora, un’ulteriore ed importante conferma della struttura pagano-vicanica dei piccoli insediamenti oschi situati in pianura lungo il fiume, viene dalla sicura esistenza, oltre a quello suddetto della Longola, di un altro villaggio, finora sconosciuto.

L'ha rinvenuto lo studioso sarnese Prof. Salvatore D'Angelo, più a monte, in località Affrontata dello Specchio di Sarno (SA), cioè nella zona estrema del territorio sarnese che si trova alla confluenza dei due rii, Foce e Palazzo, che formano il Sarno.

La scoperta di un abitato dell’età del Ferro collegato alle grandi necropoli della piana sarnese risale all’estate del 1992, quando lo studioso recuperò due parti di corna di cervo nobile ed interessanti reperti fittili, databili dal X al VI sec. a.c., venuti fuori da recenti scavi di pozzi e dal tratto di rio Foce, che prima della bonifica ottocentesca del Sarno non esisteva.

Per questo anche l’alveo fluviale di questa zona fa parte del sito da scavare.



27/12/2004 SOMMERSO DALLA PIOGGIA IL SITO ARCHEOLOGICO DI POGGIOMARINO

(MA I PRIMI LAVORI NON AVREBBERO DOVUTO SALVAGUARDARE IL SITO DALLE PIOGGE?)

Il maltempo non ha risparmiato il villaggio preistorico di Poggiomarino, ubicato lungo il Sarno in località Longola. Lo scavo è stato praticamente sommerso dall'acqua. Diversi sono i danni provocati anche se occorrerà attendere alcuni giorni per capire l'entità dell'accaduto.



07/06/2005 PRESENTATO IL PROGETTO DEL PARCO PER POGGIOMARINO

(MA INSOMMA QUESTI LAVORI PROCEDONO O NO?)

Per il Parco, che nascerà proprio sull’area dove quattro anni fa si intercettò un giacimento archeologico vasto circa sette ettari e contenente reperti classificabili lungo un arco temporale di 8 secoli: dal XV al VI a.c., è stato previsto uno stanziamento ministeriale di 3 milioni di Euro.

Accanto, sarà realizzato un museo per la conservazione e tutela dei reperti.

Ancora, sarà costruita una strada di collegamento con il centro cittadino dal costo di 700000 euro, gia finanziato.

Sullo sviluppo sostenibile del sito, stimato tra i più interessanti mai scoperti  «Ha continuato il Ministro – il mio impegno per questo Parco potrebbe non bastare, perciò auspico un intervento corale con assunzione di responsabilità da parte di tutti: cominciando dalla Regione, passando per la Provincia, per giungere sino al comune. Continuando, magari, con una Fondazione».



16/03/2006 BANDO DI GARA

(SEI ANNI PER UN BANDO DI GARA?)

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI
Soprintendenza archeologica di Pompei
ESTRATTO BANDO DI GARA
Procedura aperta D.Lgs 163/06 per l’aggiudicazione dei lavori di “Scavo archeologico e realizzazione di un deposito e di un laboratorio nelle vasche dimesse limitrofe allo scavo in Poggiomarino (NA)
Importo complessivo: € 2.506.708,24 oltre IVA



08/01/2012 RISCHIO DI CHIUSURA A LANGOLA

(E TE PAREVA?)



18/01/2012 L'INTERRAMENTO

(E I SOLDI STANZIATI CHE FINE HANNO FATTO?)

Il sito preistorico della Longola sarà seppellito: l’argilla coprirà gli scavi. 
Elena Cinquantaquattro, soprintendente per i beni archeologici di Napoli e Pompei: 

«Il villaggio protostorico è costituito da strutture lignee facilmente deperibili e il livello della falda richiede un uso continuo di pompe idrauliche per poter operare. Se interriamo è proprio per garantire la salvaguardia delle importanti scoperte». 

Un po’ a sorpresa, la soprintendente ha rivelato che i reperti di Poggiomarino hanno già fatto il giro del mondo: sono stati esposti in Germania e in primavera arriveranno all’Antiquarium di Boscoreale. ed ha anche ammesso che «finora il territorio di Poggiomarino non ha tratto alcun beneficio da questo eccezionale scoperta», 

Il punto, ora, è trovare soldi e strumenti per far diventare la Longola un’occasione di sviluppo per la valle del Sarno. 

Ma, aggiungiamo noi, i soldi guadagnati nel giro del mondo dei reperti, che fine hanno fatto? E ancora, perchè, visto che per affittarli devono averli catalogati e restaurati, non si è fatta una pubblicazione in TV e nei giornali, di questi importantissimi reperti?

REPERTI


20/09/2012 RISEPPELLMENTO

Il sindaco di Poggiomarino Leo Annunziata esprime la sua preoccupazione per il futuro di Longola e sottolinea un paradosso: “Spostarono il depuratore per valorizzare Longola. Oggi non abbiamo né le fogne né il museo. Chi sta perdendo tempo si assumerà la responsabilità di aver abbandonato un patrimonio storico e archeologico di inestimabile valore. Noi siamo pronti, il Comune è pronto: abbiamo un progetto di valorizzazione del sito che coinvolgerà l’intera valle del Sarno e che porterà benefici dal punto di vista culturale, sociale ed economico. Ma tutti devono sapere che stiamo aspettando, da mesi, un segnale che non arriva mai”.


CONCLUSIONE:

Un'importantissimo sito matriarcale da XVI a VII secoli fa, esempio unico di un così vasto sito di ben 7 ettari, dovrebbe far fare salti di gioia, investimenti e sponsorizzazione, sia italiane che estere. Invece si fanno girare all'estero per le mostre tanto per farci un po' di soldi, ma poi tutto viene seppellito, perchè la cultura non conta, ma soprattutto quelle statuine fittili femminili fanno un po' paura. Non dimentichiamo che Bachofen, nel libro "Il Matriarcato" riuscì ad essere pubblicato per intero in Italia solo un secolo dopo. Perchè il matriarcato ancora è avversato e negato.




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