venerdì 17 gennaio 2014

PROSTITUZIONE SACRA - II



SANTA SEVERA ERA SEVERA, MA PYRGI UN PO' MENO

Il primo documento che parla di Severa è un manoscritto dell'Abbazia di Farfa dell'anno 850 che narra la cattura, l'interrogatorio e il martirio della figlia di Massimo "comes millenarius... ? ", di famiglia cristiana, durante le persecuzioni dell'imperatore Diocleziano intorno all’anno 298.

TESTA DELLA SANTA
Severa viene interrogata dal prefetto Flaviano che, durante un intenso ed appassionato colloquio, si converte e per questo viene decapitato a Centumcellæ il 29 gennaio. 

Dopo pochi mesi, il 5 di giugno, anche Severa ed i suoi fratelli subiscono il martirio con flagelli di piombo sulla spiaggia di Pyrgi e sepolti nello stesso luogo.

Davvero commovente, ma anche un pochino tirato, perchè un prefetto romano che si converte durante un interrogatorio è un po' difficile da mandar giù, ma questo è il meno, il più è che un prefetto romano era militare e in tal caso si occupava dei suoi militi e del suo castro oppure era civile e non si occupava di interrogare i rei di tradimento, semmai se ne occupava un normale legionario. 

Di più, Diocleziano nominò 4 prefetti del pretorio, che dirigevano tutte le milizie romane, insomma ve lo immaginate un grande generale romano che si commuove e si converte per una fanciulla che ama un Dio straniero che odia gli Dei di Roma, odia l'imperatore e vuole il martirio dei suoi adepti?

Anche perchè, come ci illustra Plinio il Giovane, ai cristiani non gli si faceva un processo, gli si chiedeva di onorare l'imperatore e se quello onorava, cristiano o no, si liberava, se non onorava veniva condannato al supplizio. 

Ma c'è un'altra cosa che taglia la testa al toro, ed è che l'Abbazzia di Farfa verso la fine dell'800 fu incendiata e distrutta dai Saraceni che di essa non lasciarono pietra su pietra, per cui (ammesso che ci ricordasse di una povera martire di 4 secoli prima) tutti i manoscritti andarono persi.



PYRGI

Comunque la beffa delle beffe è che dove è oggi Santa Severa, sorgeva l’etrusca Pyrgi, il principale scalo commerciale di Caere (Cerveteri), celebre per il suo santuario, chiamato dai greci di Leucothea o Ilizia, dove si praticava la "Ierodulia" o prostituzione sacra.

MURA POLIGONALI DI PYRGI
A sud-est dell'abitato etrusco, lungo la spiaggia, sono tornati alla luce i resti del santuario: le fondamenta in blocco di tufo squadrato e parte della decorazione architettonica in terracotta di due templi, uno dei quali, come ricorda un'iscrizione, era dedicato ad Uni, la Giunone etrusca.

Il secondo tempio, più antico, di fine del VI sec.a.c. ha pianta rettangolare con una sola cella, ma a destra del tempio, addossate al muro di cinta del santuario, asi trovavano una ventina di celle con davanti dei piccoli altari. 

Anche grazie al confronto con il santuario di Centocamere a Locri, si può desumere che in questi minuscoli ambienti si svolgesse la prostituzione sacra. 

Molti studiosi la ipotizzano di provenienza orientale, ma in realtà se ne trova in tutto il mediterraneo, e pure nella Roma monarchica. Il fatto è che agli studiosi non piace pensare che un'usanza così "barbara" potesse essere nativa delle nostre terre, sono viziati nel giudizio, tanto più che in genere sono maschietti.

Per gli antichi, dai Babilonesi ai Fenici, dagli Egizi ai Greci, fino ai nostri antenati Romani la ierodulia era una pratica sacra. Le alcove erano dentro i templi, nei tiasi e le donne, oggetto di passione, erano sacerdotesse: le «ierodulae». Famose furono anche le «liburnae», prostitute sacre ad Erice, sia in epoca punica che nella successiva dominazione romana. Il segno della loro presenza resta a Paestum e, persino, sul finire dell'impero romano, si trovano loro tracce ad Ostia, il porto dell'Urbe.

La pratica doveva servire a porre in comunione il fedele con la divinità, tramite l’unione con la sua sacerdotessa. In realtà serviva soprattutto alle donne, e questo i maschi difficilmente possono capirlo. A Babilonia, per esempio, già intorno al 1750 a.c., molte giovani di ottima famiglia si servivano la Dea prostituendosi. Erodoto ne era scandalizzatissimo, per giunta ogni donna babilonese, almeno una volta doveva recarsi al tempio e darsi ad uno straniero, altrimenti non poteva sposarsi.

Il sacerdozio femminile della ierodulia (ma ve ne fu anche di maschile, seppur molto ridotto) serviva alle donne come via interiore per liberarsi dalla supremazia maschile. Conoscere gli uomini a letto era conoscerli in tutte le loro fragilità, per cui il mito maschile cadeva, e l'essere costrette a prostituirsi una volta nella vita liberava dall'obbligo della verginità, perchè nessuna ci arrivava vergine. 

Un obbligo coercitivo e terribile che ha afflitto le donne per secoli e secoli, e che ancora è sentito in certe zone meno evolute. I romani non obbligavano le donne alla verginità prematrimoniale, però, siccome le volevano vergini, le sposavano in media a 12 anni. Una pedofilia autorizzata.

EX TEMPIO DI VENERE ERICINA

ASTARTE

Anche la Dea fenicia Astarte aveva le sue prostitute sacre, che prosperavano anche a Cipro ma da una certa epoca in poi le sacerdotesse di Astarte non versassero più nel tempio i proventi del loro servizio, ma li conservassero per portarli in dote ai loro mariti. Questi ultimi non si vergognavano del denaro ricevuto, ma se ne vantavano, reputando che una somma elevata testimoniasse la bellezza della loro sposa e le sue grazie recondite. Sicuramente non si erano ancora identificati nel loro fallo.

Astarte era onorata anche a Pyrgi, dove era in qualche modo assimilata ad Uni: lo provano le tre lamine d’oro (fine VI – inizi V sec.a.c.) rinvenute nel 1964 nell’aedes (area sacra recintata) tra i due templi.
Su due delle lamine ci sono iscrizioni in etrusco, mentre la terza reca un testo di 11 righe in fenicio arcaico, l'unico in questa lingua rinvenuto in Italia. Nel testo fenicio si parla della dedica di un'area sacra alla dea Astarte fatta dal re di Caere, Thefarie Velianas. In quello etrusco, la Dea si chiama "Unialastrus", risultato dell'unione dei nomi di Uni e Astarte, considerate probabilmente come la stessa divinità.

Sulla roccia sovrastante Drapranon (Trapani) c'era il passaggio ravvicinato per le navi provenienti dalle colonie greche della Sicilia sud-orientale o dalle coste settentrionali dell'Africa.

Il tempio di Afrodite Ericina sorgeva isolato nella estrema propaggine sud del monte. Per raggiungerlo era necessario percorrere un sentiero che attraversava il bosco. In luogo del tempio ora c'è un castello normanno che conserva la dedica a Venere. Poggia su un muro megalitico tutt'oggi chiamato «muro di Dedalo», perché perchè costruito dall'antico architetto. 

Diodoro Siculo riporta che il contrafforte serviva a consolidare il pianoro su cui sorgevano le costruzioni che circondavano il tempio. 

Sull'antica area sacra resta un'enorme vasca che doveva essere il luogo della purificazione corporale prima dell'amplesso. 

Vi si immergeva la «ierodula», con il capo coperto da velo arancione o rosso. Certamente vi si immergeva pure il marinaio straniero inerpicato lassù per porre fine all'astinenza e onorare la Dea dell'amore. 

A Corinto, città capitale della sacra prostituzione non solo del mondo greco, Pindaro riporta le «ierodulae», «ancelle di persuasione» che bruciano incenso mentre allietano i viandanti. 

Strabone riferisce che qui il tempio di Afrodite aveva più di mille prostitute. Senofonte, vincitore dei giochi olimpici del 464 a.c., offrì alla Dea cinquanta prostitute per il tempio, incaricando Pindaro di celebrare con i versi il munifico gesto. 

Naturalmente il culto di Afrodite si è sviluppato soprattutto nei porti, dove maggiore era la frequentazione dei marinari stranieri, come del resto Alessandria, in Egitto. 

L'antica Poseidonia dei Greci, divenuta quindi la Paestum dei Romani, conserva la testimonianza della ierodulia. 

Dietro uno dei più grandi templi esiste ancora una strana vasca con un enorme fallo di pietra che la sovrasta, con i gradini che servivano alla «ierodula» per immergersi. 

Accanto c'è un'altra vasca, meno profonda, forse per il cliente.



ATTENTATO AL FALLO

La Chiesa Cattolica invece pretese tutte le donne vergini prima del matrimonio, ma se non si sposavano era meglio, se poi oltre a non accettare il matrimonio si facevano martirizzare era il top. Sapete perchè? Perchè ciò che fa imbestialire la Chiesa è che gli uomini sbavano per le donne, preti compresi e santi compresi, per cui l'unica speranza è che fossero le donne a rifiutarsi. 

Infatti San Giovanni nell'Apocalisse ha orrore di Babilonia e della sua libertà di costumi, ne ha così orrore che entra in delirio (allora gli psicofarmaci non c'erano):
“…Vieni ti mostrerò la condanna della grande prostituta, che siede presso le grandi acque. Con lei si sono prostituiti i re della terra… La prostituta era vestita di porpora e scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d’oro, colma degli orrori e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla sua fronte stava scritto un nome misterioso: - Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra - …”
Apocalisse 17: 1-5

Per la Santa Madre Chiesa le donne erano animali, purtuttavia gli uomini diventavano animali nel desiderarle, insomma la donna era "instrumentum diaboli" (strumento del diavolo), per cui le hanno perseguitate e bruciate sui roghi. Come disse secondo la sacra leggenda Santa Caterina:  "Non mi sposo nè con turchi, nè con pagani, nemmeno con dei fidi e buoni cristiani". Ma che santa fanciulla, poi però istigò Papa Urbano a fare la Guerra Santa, che strideva un po' con quella fissa del Cristo di amare anche i propri nemici, ma la Chiesa ha fatto santa la guerra e la guerrafondaia.

Le donne arabe e non solo (vedi le donne cristiane copte) invece le sistemano in modo che non possano provare piacere così non hanno interesse a tradire. Infatti tagliano loro le grandi labbra e il clitoride, che sono le zone più erogene nell'atto sessuale. 

Insomma:
LA MAGGIOR PARTE DEGLI UOMINI PENSANO CHE LA PROPRIA DONNA, POTENDO ASSAGGIARE IL SESSO DI ALTRI UOMINI SI ACCORGEREBBERO DI QUANTO LORO SIANO POCO APPETIBILI E LI SCARTEREBBERO.

Non pensano che le donne possano mollarli perchè non esprimono sentimenti, non siano sensibili, non parlino ecc., perchè

ESSENDOSI I MASCHI IDENTIFICATI SOPRATTUTTO NEI PROPRI ORGANI GENITALI PENSANO CHE LE DONNE CHE LI RESPINGONO NON ACCETTINO LA LORO SESSUALITA'.

La maggior parte degli uomini abbandonati dalle loro mogli non sanno spiegare perchè la moglie li abbia lasciati. Fate un'indagine e controllate.
La moglie glielo avrà detto in mille lingue ciò che non andava, ma non ne sono convinti, in fondo temono di non aver fatto bella figura sessualmente, per cui non dicono nulla per non fare brutta figura.

Un vero uomo non si identifica in un pezzo di carne e una vera donna non lo identifica in un pezzo di carne. Un uomo si identifica nel suo coraggio, nella sua tenacia, nella sua generosità e nella sua sensibilità. Dite che la sensibilità sia un attributo femminile? Sicuro ma il maschile che no ha in sè il femminile è come minimo un ossessivo.



PROSTITUZIONE OGGI

Dunque per la morale della Chiesa, che poi è diventata la morale comune, la prostituzione sacra era immorale, e i maschietti sono d'accordo. Molto meglio la prostituzione di oggi, quella che avviene per lo più in mezzo alla strada, dove le donne sono per lo più sequestrate, obbligate, seviziate, drogate e sfruttate. 

Soprattutto sono disprezzate da tutti perchè immorali. Sono disprezzate dagli uomini che odiano la libertà femminile e dalle donne che temono i loro uomini siano i loro clienti. 

Tranquille, in Italia sono di più gli uomini che vanno a trans che gli uomini che vanno a prostitute. 

Esiste una moralità nella nostra attuale società che fa a cazzotti con il buon senso e con la razionalità. Immorale dovrebbe essere ciò che procura del male agli altri. 

Prestare il proprio corpo a pagamento se è consumato consensualmente e se i due sono adulti non fa male a nessuno, per cui non dovrebbe essere reato. Invece in Italia è proibito l'adescamento, come dire che tu negoziante puoi vendere la merce purchè non la esponi in vetrina e se non fai pubblicità.

Credo che quando Gesù Cristo parlava di "sepolcri imbiancati" alludesse a questo tipo di morale. 




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