lunedì 14 gennaio 2013

LE AMAZZONI - III



AMAZZONE




Antiche sacerdotesse

- Fummo amate e rispettate dai popoli dei Lelegi.
Presso i Cari danzammo attorno al noce sacro.
- Vaticinammo nel popolo degli Etoli,
- fra i Pelasgi inneggiammo alla Dea del Sud,
quando il sole è fisso nel cielo
e si prepara alla discesa nel sepolcro.
- Fra i Cauconi coltivammo gli Orti Sacri
per la Dea e le nostre mense,
ma c'era sempre posto per i miseri.
- Fummo sacerdotesse e maghe tra Arcadi ed Epei.
- Ci benedirono come guaritrici tra i Mini e i Teleboi.
- Tra i Sabini adorammo la Dea delle fiere
e il lato selvaggio della natura.
- A Locri Epizefiri il potere sacerdotale era donna
e celebrammo i Sacri Misteri di Persefone
che emergeva dalle acque paludose dell’Ade.
- Tra Lelegi, Etoli e Lidi, fummo sacerdotesse
e ierodule della Madre degli Dei.
- Gli uomini ci amarono, poi ci temettero,
infine ci fecero schiave.

Da allora combattemmo per la nostra libertà
nell’Asia centrale e occidentale
e nell’Africa dell'Ovest, ove fummo Amazzoni,
col seno nudo e l’arco lunare a tracolla,
contro il popolo patriarcale che ci voleva schiave,
ma non ci permisero di vivere.
Da sole non potevamo stare, un insulto per gli uomini,
eserciti di donne perirono in battaglia,
e la fine del femminile fu decretata.
Un tempo fummo sacerdotesse, “Sorelle Lune”.
Oggi le donne sono fantasmi. -



ANCORA LE PROVE


L'areopago

Tracce del passaggio delle Amazzoni rimanevano nei molti monumenti sepolcrali dell’Attica, per tutti l’Amazzonio, che sorgeva presso l’Areopago, come narrano Diodoro  Siculo ( IV 28, 2) e Apollodoro (Bibl. 3, 14, 2), e di altre regioni della Grecia continentale.
L“Areopago” fu la collina nei pressi di Atene dove si accamparono le Amazzoni guidate da Orizia, sorella di Antiope, contro gli Ateniesi comandati da Teseo, che le sconfisse, e dove le amazzoni uccise vennero sepolte con tutti gli onori.
Se vennero sepolte con tutti gli onori vuol dire che: o vennero sepolte dalle stesse amazzoni durante i combattimenti, ma non ne ebbero il tempo visto che si trattava di monumenti, soprattutto per l'Amazzonio, che era il tempio più grande conosciuto all'epoca, oppure Teseo era un gran bravo ragazzo che riconosceva il valore ai nemici. Ma su questo, come vedremo, esiste qualche dubbio. Allora la spiegazione è un'altra, e cioè che per molti anni le Amazzoni governarono Atene, o almeno gran parte di essa.


La violenza sulle donne

Ed ecco la conferma: Alirrozio, figlio di Posidone e della ninfa Eurite, che, avendo fatto violenza ad Alcippe, figlia di Ares, cioè amazzone, fu ucciso dal Dio presso una fontana alle pendici dell’acropoli di Atene. Ares fu quindi chiamato in giudizio da Posidone davanti al tribunale divino riunito sul colle che poi prese il nome di Areopago. Questo era situato presso l’acropoli di Atene, il più antico tribunale della città, composto dagli ex arconti, le cui attribuzioni vennero ridotte nel 462-61 a.c. al solo giudizio sui
delitti di sangue.

- E' evidente la prima questione e cioè che lo scontro è tra le Amazzoni e i cosiddetti iperborei adoratori di Poseidone. La violenza sulle amazzoni o su una di loro equivaleva a dichiarare loro guerra, così lo stupratore, o gli stupratori, vengono portati in giudizio e vincono le amazzoni.

Alirrozio però entra in due leggende contrastanti. Nella prima fu ucciso da Ares per averne violato la figlia e Poseidone chiese giustizia, ma il tribunale dette ragione al dio della guerra.


Il dominio dell'Attica

Nella seconda Alirrozio è geloso di Atena che aveva ottenuto l'Attica, che spettava invece al padre Poseidone. Egli tentò quindi di tagliare l'ulivo che la dea aveva donato alla regione, ma l'ascia gli sfuggì, recidendogli la testa.

- La seconda questione è sul dominio dell'Attica che si contendono Atena e Poseidone, o almeno i loro seguaci. Sicuramente l'Attica andò al dominio delle donne, cioè alle Amazzoni.


La contesa tra Atena e Poseidone

- Ma c'è una terza questione perchè furono le donne (tra cui sicuramente le Amazzoni), come narra Euripide, a vincere la contesa del Partenone che doveva essere dedicato secondo i cosiddetti iperborei, cioè i patriarcali, a Poseidone che portava in regalo il cavallo (cioè il cavallo da guerra), e secondo le donne, e le amazzoni, ad Atena che aveva portato in dono l'ulivo. Anche qui vinse Atena, il che fa pensare ad una vittoria ulteriore delle Amazzoni.
- La terza questione si riallaccia alla seconda, perchè Alirrozio tentò di tagliare l'ulivo, simbolo di Atena ma gli sfuggì l'ascia e si decapitò, è evidente che fu decapitato dalle Amazzoni di cui non accettò (probabilmente non accettarono, perchè si trattò di molti) il verdetto, tanto è vero che l'ascia era lo strumento di guerra delle Amazzoni che usavano: ascia, giavellotto e arco.

- Ma c'è una quarta questione ed è che " Quella fu la prima sentenza pronunciata in un processo per omicidio; la collina su cui si svolse il processo fu chiamata Areopago e ancora porta tale nome.". Ovviamente non è possibile che non vi fossero mai stati processi per omicidio, vero è invece che sull'areopago stava "il più antico tribunale della città, composto dagli ex arconti, le cui attribuzioni vennero ridotte nel 462-461 a.c. al solo giudizio sui delitti di sangue."

Questo significa che tra i conservatori come il grande generale greco Cimone (vincitore di Salamina) e gli innovatori come Efialte, promotore della rottura tra Sparta e Atene che produrrà la rovina di Atene), vinsero gli innovatori, cioè quelli che svilirono le donne facendole schiave. Al tribunale che condanna lo stupro di una donna subentrerà infatti il tribunale che assolve Oreste dal suo matricidio, come descritto nell'Orestiade di Eschilo del 458 a.c. Qui Atena da Dea tutelare delle donne diventa complice dello Zeus schiavista delle donne, dichiarando "Io son tutta del Padre" e facendo per la prima volta assolvere un omicidio volontario. Per gli studiosi fu l'inizio della democrazia, per noi ne fu la fine.



GLI SCAVI DI POKROVKA

Per giunta nel 1997 sulla rivista Archaeology e successivamente in un libro, compaiono dei resoconti delle campagne di scavi compiute a Pokrovka vicino al confine del Kazakistan, tra il 1991 e il 1995, sotto la direzione dell'archeologa Jeannine Davis-Kimball dell'Università di Berkeley su un gruppo di 50 "kurgan" (in russo tumuli) del VI sec. a.c..

Gli archeologhi si affannarono a sostenere l'impossibile, perchè negli scavi, vennero ritrovate sepolture femminili con corredi funebri sorprendenti, non specchi, gioielli, oggetti di toilette ma armi. Dichiararono allora che trattavasi di corredi esclusivamente cerimoniali ma che le donne di cui sopra non avessero mai fatto la guerra.
Ma anche questa assurda ipotesi (dimostrazione di quanto venga osteggiata la verità sulle Amazzoni) cadde perchè gli scheletri femminili riportavano segni di ferite da combattimento e deformazioni delle ossa delle gambe caratteristiche dei cavalieri nomadi.

Ma gli scavi hanno rilevato la loro presenza in una zona piu' vasta, dalle rive est del basso Don fino alle steppe meridionali degli Urali. La Davis-Kimball dimostrò così che intorno al 600 a.c. vi fu l'allevamento di pecore, cavalli e cammelli sulle steppe attorno a Pokrovka, dove arrivavano in primavera, sostandovi fino all'autunno, per poi scendere verso il piu' mite clima del sud Kazakistan e del nord Uzbekistan.

Attorno al 400 ac., poi, i Sauromati vennero sostituiti da un popolo chiamato Sarmati: e anche nelle tombe femminili dei Sarmati, (IV e II sec. ac.) sono state trovate armi. Sul corpo di una ragazza di circa 13 anni sono stati trovati amuleti di tipo guerriero, una punta di freccia in bronzo in un sacchetto di pelle e la zanna di un orso; le ossa arcuate delle gambe di una ragazza di 13 - 14 anni mostrerebbero la sua abitudine a cavalcare. In alcune tombe femminili sono stati trovati oggetti di lusso, di culto e della caccia alla "saiga", un'antilope delle steppe. Le donne, insomma, avrebbero controllato in questi secoli una grande ricchezza, avrebbero celebrato come sacerdotesse dei riti per il clan, sarebbero andate a caccia e avrebbero combattuto come uomini.
Ma con tutto ciò sui libri di scuola non se ne parla perchè ancora oggi sono i maschi a controllare la cultura, e ancora oggi contestano il matriarcato, perchè vogliono la superiorità dell'uomo sulla donna e la discendenza dell'uomo dalla scimmia, perchè vogliono la superiorità dell'uomo sugli animali, dimenticando che siamo tutti animali.



IL DECLINO

Nel VII secolo a.c. Efeso come tutte le città della zona ionica fu invasa dai Cimmeri, che non si stanziarono definitivamente ma causarono molte devastazioni tra cui la distruzione del tempio della Dea Cibele, venerata come "Grande Madre" e le cui caratteristiche erano simili a quelle della Dea greca Artemide (Diana per i Romani). Nel VI sec. a.c. Efeso fu assediata dagli abitanti della Lidia divenuta uno stato potente con capitale Sardi.

Gli Efesini, sicuri della protezione di Cibele tesero una corda dal tempio fino alla porta della città e si radunarono da una parte senza preoccuparsi dell'attacco di Creso, re di Lidia, che però invase la città. Creso non usò violenza sugli abitanti, anzi li aiutò nella ricostruzione del tempio di Cibele e in una delle colonne utilizzate fece incidere il suo nome.

Ma il Tempio di Artemide, e relativo Amazzonio, una delle Sette meraviglie del mondo, venne raso definitivamente al suolo nel 401 per ordine di Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli, colui che scrisse delle omelie antigiudaiche utilizzate nei secoli per le discriminazioni e persecuzioni contro gli ebrei.
Da allora i Cristiani usarono per secoli i resti dell'Artemision come cava di pietra, per cui oggi piú nulla ne resta; i trovamenti degli scavi, condotti prima dagl’Inglesi poi sino ad oggi dagli Austriaci, si ammirano alMuseo archeologico d’Istanbul e al British Museum di Londra. Eustathius  di Tessalonica.


La Chiesa Cattolica

Colla misoginia che l'ha sempre contraddistinta, se da un lato non potè negare l'amazzonismo per l'evidenza delle fonti, ne parlò nel modo peggiore possibile. D'altronde oggi si negano addirittura le abbondantissime fonti:
(XII sec. dc. vescovo) Il. I 634

"Le Amazzoni, di cui si fa piú ampio cenno nei nostri Commentarii al Periegeta, si chiamano cosí o perché si mutilano d’una mammella (quindi “senza mammelle” varrebbe qui “con una mammella sola” per non esser impacciate quando tirano d’arco, se è vero che il Poeta dice: "il nervo s’accostava alla mammella, all’arco il dardo ferreo" oppure perché abitualmente non si cibano di pane bensí di carne, tra cui forse, a quanto si racconta, anche quella di tartaruga, di lucertola e di serpente. 
Secondo il mito sono figlie di Ares e della naiade Armonia. Si diceva pure che montate su cavalli che spiravano fiamma avessero invaso molte terre, tra cui la Frigia, con un esercito comandato da Melanippe e da alcune altre di loro.
Ulteriori Amazzoni famose che si ricordano sono: Ippolita, la quale in séguito divenne moglie di Teseo, Antiope, Anea, Andromaca, Glauce, Pentesilea. Che a tutte sin da bambine fosse cauterizzata la mammella destra, onde il loro nome, lo dichiara anche l’opera del Geografo, presso il quale si legge pure questo: Chi mai crederebbe che un esercito, o uno stato, o una nazione di sole donne possa sussistere senza uomini, e non solo sussistere, ma pure prender l’iniziativa di far spedizioni in terra straniera ed avere il sopravvento? ... Sarebbe come se uno dicesse che gli uomini del passato erano donne e le donne uomini.  Si tramanda anche la storia che un’Amazzone si sarebbe congiunta con Alessandro in Ircania per averne dei figli. Da loro deriva poi chiaramente il proverbio “Anche uno zoppo scopa benissimo”  infatti, a quanto si dice, le Amazzoni mutilavano i maschi di una gamba o del braccio destro; quando gli Sciti le invitarono ad aver commercio con loro sostenendo d’essere sani, secondo riferisce Pausania, Antianira, un’Amazzone insolente e sfrenata, rispose: “Anche uno zoppo scopa benissimo”, intendendo che per le loro esigenze bastavano i monchi. Che il termine χωλός non indicasse soltanto chi era zoppo da un piede, ma pure chi era storpio ad un braccio, è evidente da queste antiche narrazioni."  



Lettura di PAOLO DIACONO 
monaco, scrittore e patriota longobardo (720 - 799)

- Historia Langobardorum Libro I, capitolo 15 -
"Si racconta che i Longobardi durante una marcia giungessero ad un fiume che le Amazzoni impedirono loro di varcare, ma La missione gareggiò a nuoto nel fiume con la più forte di loro e la uccise, procurando a sé lode e gloria e ai Longobardi la possibilità del passaggio.

Infatti questo si era patteggiato fra i due eserciti prima della prova, che se l’Amazzone avesse superato La missione, i Longobardi si sarebbero ritirati dal fiume, se invece. come poi accadde, fosse stata vinta da lui, i Longobardi avrebbero avuto la possibilità di passare il corso d’acqua.
Risulta però che tutte queste affermazioni abbiano uno scarso fondamento di verità. Infatti quanti conoscono la storia passata sanno bene che la stirpe delle Amazzoni fu annientata molto tempo prima che potessero accadere questi fatti; a meno che, essendo i luoghi in cui si colloca il racconto poco noti agli storiografi, i quali solo in alcuni casi vi fanno cenno a stento, non si voglia supporre che la stirpe delle donne guerriere sia sopravvissuta colà sino a quel tempo.
Infatti anch’io ho sentito raccontare da alcuni che ancor oggi nelle zone più riposte della Germania esiste questa popolazione di donne."



ADAMO DI BREMA (1050 - 1081)
Gesta Hammaburgensis Ecclesiae Pontificum
MGH, SS rer. Germ. VII JOAN, 19, 228.

- Si dice che lungo la costa del Mar Baltico abitino le Amazzoni, nella regione ora detta “terra delle femmine”. Alcuni sostengono che concepiscono bevendo dell’acqua. Altri invece che restano incinte dei mercanti di passaggio, o dei prigionieri che tengono presso di loro, o di altre creature straordinarie, che si ritiene non siano rare in quelle zone. A nostro parere, ciò sembra più degno di fede. Quando partoriscono, se il neonato è maschio, si tratta di un cinocefalo, se femmina, di una donna d’aspetto bellissimo. Le Amazzoni vivono sole e sdegnano la compagnia degli uomini, respingendoli vigorosamente si gli si accostano. -



Lettera di CRISTOFORO COLOMBO a Luis de Santangel 
15 febbraio 1493
"Stavano in Matinino [la Martinica] che è la prima isola che si trova veleggiando di Spagna alle Indie, nella quale non v’è uomo alcuno. Esse non sono dedite a lavori femminili, ma usano archi e frecce di canna [...] e si armano e si fanno scudo di lamine di rame che posseggono in abbondanza."



Lettera di MARCO POLO (1254 - 1324)
- Il Milione, 184

- L’isola chessi chiama Malle [l’isola “dei maschi”] è nell’alto mare [...] e dicovi che in questa isola non stae veruna femina, ma istanno in un’altra isola che si chiama Femele, che v’è di lungi XXX miglia. E li uomini vanno a questa isola ove stanno queste femine, e istanno co loro III mesi dell’anno, ed in capo di III mesi tornano a l’isola loro, e quivi si fanno loro uttulità VIIII mesi. -



CONSALVO FERNANDO D'OVIEDO al rev. cardinal Bembo, (20 gennaio 1543)
Lettura dalla Navigazione del grandissimo fiume Maragnon

- In una certa parte ebbero una battaglia molto aspra e contenziosa: i capitani erano donne arciere che stavano quivi per governatrici [...] vivono senza uomini e signoreggiano molte provincie e genti, e in certo tempo dell’anno fanno venire uomini alle lor terre, co’ quali si congiungono, e poiché sono gravide gli cacciano via: e se partoriscono maschio l’ammazzano o lo mandano al padre, e se è femmina l’allevano per accrescimento della lor republica [...] danno obbedienza ad una regina ricchissima [...] secondo che si sa per udita e relazione d’Indiani.-



MIRACOLI DELLA FEDE E DELL'ARCHEOLOGIA

Anna Katharina Emmerick (1774 - 1824), una donna tedesca ammalata da anni e incapace di camminare ebbe una visione mistica e scrisse un libro sulla vita di Maria indicando il luogo dove la Vergine avrebbe trascorso gli ultimi anni. Un sacerdote francese decise di recarsi ad Efeso nel 1881 e, con l'aiuto del vescovo di Smirne, trovò la casa di Maria, ma nessuno gli credette. Soltanto dieci anni dopo le ricerche del frate lazzarista Jung coadiuvato dal direttore del Seminario di Smirne Pouline si accettò che la rivelazione della Emmerick fosse esatta. (E da quali annali risulta, Maria non era mica un personaggio storico)

Ma nel 1967 il papa Paolo VI e nel 1979 il papa Giovanni Paolo II si recarono ad Efeso e pregarono nella casa di Maria facendo sì che ormai tutto il mondo fosse d'accordo nel ritenerla tale.
Appunto, bastava che ci andasse un papa perchè diventasse reale. Ma perchè gli archeologi si affannano tanto? Chiedano al Papa così risparmiamo le spese per gli scavi.
Anche l'attuale papa Benedetto XVI nel suo viaggio in Turchia ha visitato Efeso e pregato nella casa di Maria.

La casa è ora una piccola cappella con pianta a croce, a destra dell'altare c'era una camera distrutta in seguito, a sinistra dell'abside una piccola stanza si pensa sia stata la camera da letto, davanti all'altare il pavimento è di marmo nero e si presume che qui vi fosse il focolare della casa. Onestamente che la moglie di un falegname avesse la casa col marmo nero sul pavimento sembra un po' tirata, anche perchè allora non usavano nemmeno i pavimenti, a parte i ricchi naturalmente con le case di lusso.


Il martirio dei pagani

Ma forse qualcuno ricordava che ad Efeso vennero crocefissi e martirizzati dai cristiani circa 30000 fedeli della Grande Dea di Efeso, gli ostinati pagani che non si volevano convertire. "Grande è Diana la Dea degli Efesini" gridavano i suoi proseliti, anche se adesso si sono inventati che quel grido conosciuto fin dai secoli lontani li hanno usati i commercianti di Efeso per coprire le truffe. Certo un po' invasati e malati di mente dovevano esserlo, perchè chi ha una fede non c'è bisogno che si faccia ammazzare, se la coltiva per suo conto e Dio, o la Dea certamente non vuole il suo martirio, altrimenti è un sadico (Cristo sicuramente non lo era). D'altronde anche i martiri cristiani erano invasati e malati, anche lì potevano fingere e farsi poi il proprio culto.
Per rispettare la religione e chi la professa bisognerebbe cominciare da quelle altrui.



AMAZZONI DEL SUD AMERICA

Uccisione di prigionieri da parte di Amazzoni in Sudamerica

Nel XVI sec. i primi esploratori spagnoli dell'America meridionale guidati da Francisco de Orellana riferirono di essersi imbattuti in donne guerriere che li colpirono con frecce e dardi di cerbottana dalle rive del fiume Maranon, che essi chiamarono per questo "fiume delle Amazzoni".

Nel 1557, al ritorno da un viaggio in Brasile, l'esploratore André Trevet nel saggio "Les singularitez de la France antarctique" ebbe a testimoniare le donne guerriere.

Secondo Trevet, esse trattavano crudelmente i prigionieri che catturavano: li appendevano per una gamba al ramo di un albero, li uccidevano trafiggendoli con le frecce e bruciavano i loro corpi. Trevet affermò che ai tre tipi di Amazzoni descritti nell'antichità (Amazzoni di Scizia, d'Asia e di Libia) si venivano ad aggiungere le Amazzoni d'America: in tal modo, ciascun continente aveva le sue Amazzoni.



LE AMAZZONI DEL DAHOMEY


R. B. EDGERTON (docente università della California)
- Warrior women: The Amazons of Dahomey and the nature of war, 2000 -

"Quando il principato del Danhomé (che oggi si chiama Benin e al tempo della dominazione francese si chiamava Dahomey) nel XVIII sec. estese il suo controllo dall’altipiano di Abomey sino alle coste atlantiche e visse un periodo di fulgore, giunto al culmine durante il regno di Guézo (1818-1858), grazie ai proventi della tratta degli schiavi, i monarchi costituirono un esercito di Amazzoni, che divenne famoso presso i viaggiatori e gli avventurieri dell’Ottocento anche per le sue consuetudini misandrone: si tratta della prima notizia storica che ci sia dato incontrare nel nostro sommario excursus sulle femmine guerriere

È storia l'esistenza di donne guerriere in Africa nel regno del Dahomey tra il XVIII e il XIX sec.. Inizialmente ebbero compiti di guardia al palazzo reale, poi, sotto il re Agadja, vennero usate nei combattimenti finchè arrivarono a costituire un terzo dell'esercito.
Le Amazzoni del Dahomey erano alte e forti. Indossavano una tunica e un paio di pantaloni all'altezza del ginocchio ed avevano varie armi, tra cui spade corte, pugnali, asce, archi e lance; nell'Ottocento aggiunsero anche i fucili.
Oltre a partecipare ai combattimenti, svolgevano anche compiti di esecuzioni capitali dei prigionieri mediante decapitazione. La conquista del Dahomey da parte della Francia avvenuta nel 1882 mise fine all'esistenza di queste amazzoni africane, soppiantate dai maschi francesi.



E OGGI ?

"Le genti slave che arrivarono in Europa nel VII° sec. d.c. non avevano la subalternità della donna nei confronti del’uomo e il pantheon paleoslavo aveva molte divinità femminili della terra e della fecondità. Forse la “libertà” sociale della donna slava dell’alto Medioevo si deve all'influenza delle genti scizie e sarmate. Erodoto, nel V sec. ac., scriveva delle donne guerriere che, sulla piana del Don, si univano ai giovani sciti prendendoli come amanti giusto il tempo della fecondazione.

Cosma di Praga, storiografo boemo, nel XII° secolo narra di donne ceche che “desideravano ardentemente possedere armi ed eleggevano capitani all’interno del gruppo. Stavano in guerra né più né meno dei maschi e come questi cacciavano nelle foreste. Né facevano differenze tra abiti maschili e femminili”.

AMAZZONI MODERNE UCRAINE
Ibn Ya’kub racconta del privilegio delle donne serbe di scegliersi lo sposo e disporre di sè prima del matrimonio: “Quando una giovane si innamora di un uomo va alla casa di lui per soddisfare il proprio desiderio. E se un ragazzo trova una fanciulla vergine la abbandona poiché se di buono vi fosse stato in lei qualcun’altro prima l’avrebbe voluta”.

Il cavaliere francese de Beauplan scrive che in Ucraina “si vedono ragazze andar a far l’amore ai ragazzi che piaccion loro, e mai che falliscano un colpo”.
Sempre in Serbia la donna poteva, con il consenso maritale, uscire temporaneamente dal vincolo matrimoniale per farsi fecondare da un estraneo, qualora il marito non avesse potuto farlo.
La condizione femminile presso gli slavi era assai diversa da quella del resto d’Europa. Una libertà della donna che la lenta ma progressiva cristianizzazione ha fortemente ridimensionato ma di cui sopravvive tutt’oggi qualcosa. Basti pensare alle donne ucraine, che emigrano per lavoro lasciando a casa il marito e i figli. Una scelta che testimonia la profonda potestà femminile sulla famiglia."



MASSIMILIANO DI PASQUALE
nel libro "Ucraina terra di confine"

racconta di Asgarda, un gruppo di centocinquanta ragazze, della foto di cui sopra, che si proclamano a tutto titolo discendenti delle Amazzoni.
Kateryna Tarnovska, leader del movimento, dichiara che lo scopo è emancipare l’Ucraina dal retaggio totalitario dei maschi, liberando i sogni e desideri delle donne.
Donne che vivono secondo una regola comune, e le cui figlie vengono “educate” dal gruppo una volta raggiunta l’età di tre anni. L’acqua è l’elemento sacrale su cui svolgono dei riti tutti loro."




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