lunedì 23 maggio 2016

LA NINFA SATYRIA




CALABRIA - TARENTUM - I ALLEANZA ROMANA (272-235 a.c.)
THALAS/PHALANTOS SUL DELFINO

I VERSIONE

Secondo alcuni Taras sarebbe il fondatore spirituale dell'antica colonia magnogreca di Taranto, circa 2000 anni prima di Cristo. La cosa andò così.
Mentre sulle rive italiche dello Ionio Taras compiva sacrifici per onorare suo padre Poseidone, gli sarebbe apparso improvvisamente un delfino, segno che avrebbe interpretato di buon auspicio e di incoraggiamento per fondare una città da dedicare a sua madre Satyria o a sua moglie Satureia e che chiamò quindi Saturo, località tuttora esistente con un bellissimo parco archeologico.

Anzitutto un fondatore spirituale  fa un po' sorridere: " Ehi, tu fai il solco, costruisci il muro e poi scava il fossato, quindi metti i pali per le capanne e costruisci i muri. " Questo è il fondatore spirituale, mentre gli altri eseguono, ma non c'è bisogno di invocare la spiritualità, è il re, o almeno quello che comanda.

Poi c'è il delfino, e che ci azzecca con Poseidone? Il delfino è sacro a Venere. lo sanno anche i gatti. Ma si perchè è un mammifero e pure un pesce, quindi dalla duplice natura terrestre e marina, come Venere che nasce dal mare e vive sulla terra.

Infine, la cosa più importante, c'è la conocchia, o fuso, che serviva per filare la lana, E quando mai i maschi hanno filato la lana? Giusto in Egitto, ma in occidente mai. Vuoi vedere che hanno sostituito la figura femminile con un maschio che le ha fregato gli attributi?

In altre monetazioni Taras ha una conchiglia, che è proprio il pecten, da sempre sacro a Venere, ma in un'altra moneta ha la civetta, che è sacra a Minerva. La civetta è legata al "conosci te stesso", infatti è una animaletto che vede nel buio, cosa che si addice molto all'introspezione di se stessi.

Si sa, l'introspezione la fanno le donne, gli uomini ne hanno una certa paura, anzi parecchia paura. Tanto è vero che la scritta "Conosci te stesso" stava si a Delo, ma non sul tempio di Apollo. Ce ne informa Plutarco e riferisce che il detto stava sul tempio della Madre Terra, un tempio distrutto e non distante dal tempio di Apollo, il quale tempio gli aveva fregato l'omphalos  sacro, attraverso cui le pitonesse vaticinavano.

Attenzione: si chiamavano pitonesse perchè allevavano pitoni nel tempio, visto che il serpente era sacro alla Dea Tellus, ma ad Apollo i pitoni non piacciono tanto che li ammazza, e se ne vanta pure, aumentandogli le dimensioni e la pericolosità. Erano serpenti assolutamente innocui che le pitonesse allevavano con amore, ma gli uomini...



II VERSIONE

Secondo altri però Tarasa era figlio di Poseidone e sua madre era la ninfa Satyria che di conseguenza era la moglie di Poseidone. Ma la moglie di Poseidone non era Teti? Probabilmente era una scappatella.

Ma non andò così liscia perchè secondo altri Saturo non sarebbe stata dedicata da Taras a sua madre, ma bensì a sua moglie Satureia che era un donna qualsiasi.

NINFA
Satureia o Satyria non era una donna qualsiasi, ovvero all'inizio fu una divinità, poi una ninfa e infine una donna, fa parte del declassamento delle divinità femminili con l'avvento del patriarcato.

L’Antica Sorgente sacra, cui si lega il culto della Ninfa Satyria, alimentava l’acquedotto che in età romana andava a rifornire la città di Taranto. Ma prima dei romani aveva il suo santuario dedicato a Satyria, la Signora dei satiri. Ora la Satura era un manicaretto, pieno di frutta di ogni genere che ogni anno si offriva anticamente agli Dei. Vogliamo parlare di una cornucopia piena di frutta? 

E si, ci può stare benissimo, tanto più che la cornucopia è il corno traboccante di frutta appartenente alla Grande Madre Amaltea, la Dea Capra trasformata dai greci con poco garbo in una capra. Forse il promontorio di Saturo si chiamava così in memoria di quello.

Nel XIII sec. a.c., il villaggio tarantino è costituito da capanne di forma sub-circolare e ricostruibili grazie alle tracce dei pali di legno che fungevano da strutture portanti, mentre le pareti erano in incannucciata e intonaco a base argillosa. Tutto il villaggio era circondato da un grande muro a secco, ora non più visibile, che aveva un'altezza di tre metri e una base larga cinque metri (muro che costituiva anche opera di terrazzamento), e che all'esterno era circondato da un fossato e da un altro muro più piccolo. Quest'opera di ingegneria rivela il carattere organizzato della comunità di Saturo/Porto Perone.

Si è scritto che il fossato servisse per il drenaggio delle acque piovane, ma il muro più piccolo allora a che serviva? Un muro con un fossato fa pensare ragionevolmente a una difesa del territorio.

Un passo indietro, se i satiri rappresentavano la insaziabile forza riproduttiva della natura, Satyria che rappresentava? Ovviamente la natura che come Iside era chiamata, e bada bene venerata. Era la Grande Prostituta, perchè si accoppiava con tutti bramosa di riprodursi. 

Questa bramosia però finì per spaventare gli uomini, perchè ammettere che le donne fossero bramose dava l'ansia, perchè ciò poteva portare all'infedeltà. Così la bramosia passò ai maschi, che, cosa curiosa e pure un po' patetica, rappresentarono la forza propulsiva della riproduzione, patetica perchè i maschi hanno la forza propulsiva ma senza la riproduzione.

Così i satiri rimasero satiri, sempre a caccia di sesso, le satiresse, cioè le ninfe, furono intente a sfuggirgli, con o senza successo. Così la Dea Natura da divinità del sesso divenne ninfa e talvolta donna, ma sempre intenta a sfuggire alle brame maschili. Tante volte le donne dovessero prendere l'esempio....
 


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