venerdì 28 febbraio 2014

DEE E DEMONI



LA DEA TANIT

GLI ICONOCLASTI

In S. Maria sopra Minerva l’indicazione è sfacciata, la chiesa giace sui resti del tempio di Minerva (ma più probabilmente di Iside) e i mosaici cosmateschi derivano dalla frantumazione dei marmi romani dei templi abbattuti dal cattolicesimo.

Dicono che non è vero, ma io stessa una decina d'anni fa, mentre facevano dei lavori scavando sei m sotto la piazza scorsi l'imponente scalinata marmorea di quello che poteva e doveva essere un tempio pagano.

E che dire dei mosaici cosmateschi, tanto belli eppure tanto devastanti? Come se ad un tratto togliessimo il pavimento del Pantheon, quel meraviglioso pavimento a giganteschi lastroni di marmi disposti in varie forme tonde e quadrate e in diversi colori e li frantumassimo per farne pezzettini decorativi.

Non sarebbe uno scempio? Caratteristico il marmo serpentino e il porfido rosso esauriti in epoca romana: i fanatici son sempre iconoclasti. Roma è piena di chiese erette su antichi templi pagani.

Ebbene fu tutto uno scempio ma la Chiesa ne fu entusiasta, perchè il mondo pagano era per lei orribile in quanto seppur anch'esso maschilista, dava alla donna una posizione che secondo il cattolicesimo non le spettava. Infatti come la chiesa raggiunse il potere la donna romana perse tutti i diritti acquisiti.

Peccato che le Dee pagane per l’ebraismo, e per il cattolicesimo, sian divenute demoni, come Astarte. Nella lingua originaria significava “utero”, (Iside era detta “utero d’oro”) trasformata nel diavolo Astaroth.

Del resto tutto il paganesimo è divenuto demoniaco e Bel-Zebub, uno dei nomi del Dio Bel babilonese in qualità di protettore dalle mosche, è ora Belzebù.

La Lilitu mesopotamica era la diavolessa in triade con Ardat-Lili e Lilu, tutte demoni alati, tempestose e lussuriose. Durante la notte ispiravano agli uomini desideri sessuali e polluzioni notturne (e ti pareva che non era colpa delle donne?). Erano chiamate vergini, ribelli alla condizione matrimoniale e alla procreazione pur essendo estremamente seducenti, sicuramente attributi delle antiche Dee.

LE DONNE PRIMA DI ESSERE ADDOMESTICATE RIFIUTAVANO IL MATRIMONIO, ABITUATE ALLA LIBERTA' DI LEGARSI E SLEGARSI COME VOLEVANO, E PURE DI FARE SESSO COME VOLEVANO.

E i figli, gridano i maschi, non si pensa ai figli? Che coraggio, i padri i figli se li filano poco e la ragione per cui i tribunali nelle separazioni affidano i figli piccoli alle madri è che i padri se va bene affidano i loro figli ai nonni, perchè non sanno sacrificarsi per la prole. Quando le donne erano libere i figli erano figli di tutte, ma i maschi non si sentono padri di tutti, per loro il figlio è una riedizione di sè, e pertanto con attese e aspettative in cui l'amore c'entra poco.

In un rilievo babilonese Ardat-Lili compare nuda, giovane e bella, corona a otto corna, alata e munita di artigli su due leoni accovacciati, con due civette a lato, il suo aspetto notturno.

Lamashtu, altra diavolessa mesopotamica, era invece orribile, volto esangue, testa leonina, denti e orecchie d'asino, spire di serpenti (ma il serpente non ci è nuovo).

Faceva abortire le donne strappandogli il feto dal ventre.

MINERVA
Per tenerla lontano ci si premuniva di amuleti, su uno è stata rinvenuta un esorcismo con i sette nomi di Lamashtu:
“Figlia di Anu (padre di tutti gli Dei)”,
“Sorella delle divinità delle Strade”,
“Clava che fende il cranio”,
“Colei che provoca l’infiammazione”,
“Divinità dal volto ceruleo”,
“Adottata da Ishtar (una delle figlie)”,
“Nel nome dei grandi Dei che tu sia esorcizzata, spicca il volo con gli uccelli del cielo”.

Comunque Lilith o Lilitu babilonese entrò nella tradizione ebraica come moglie di Adamo, il primo uomo.

Ambedue plasmati da Dio nel fango, due creature di pari dignità “Maschio e Femmina Egli li creò” (Genesi 1,27). Ma gli ebrei ci ripensarono e poichè era orgogliosa, disinibita e indocile, la scacciarono nel deserto con demoni e belve. Ad Adamo venne concessa poi la remissiva Eva, dopo averla fatta nascere da una sua costola, non più plasmata nel fango, così da toglierle per sempre l’idea di uguaglianza tra i sessi.
Con la civiltà patriarcale e maschilista le Dee vennero declassate a ninfe, donne, streghe, diavolesse o geni malefici.

Presso i Greci non andò meglio: le antiche Dee erano diventate Arpie, Chere, Moire, Lamie, Erinni, Gorgoni etc.: tutti mostri orribili. Omero svela l'importanza delle antiche Chere: durante lo scontro di Ettore ed Achille, Zeus pesa la Chere (il destino) dei due eroi su una bilancia, in presenza di tutti gli Dei, per sapere quale dovrà perire; il piatto con la Chere di Ettore scende verso l’Ade e Apollo, che fino a quel momento l'aveva protetto, l'abbandona alla sorte.

Dunque le Chere esercitavano su vita e morte un potere superiore a quello degli Dei, retaggio del potere delle antiche Grandi Madri. Platone invece considerava le Chere alla stregua delle Arpie: esseri infernali che insozzavano la vita degli uomini che, per placarle, offriva loro sacrifici di sangue.

Lamia d'altronde era un mostro femmina che divorava i bambini. Originaria dalla Libia, era stata amata da Zeus, con cui aveva partorito molti figli, ma tutti uccisi dalla gelosia di Era, finché la povera Lamia si era rifugiata in una grotta trasformandosi in un mostro invidioso che rapiva e divorava i figli altrui.

Era, non contenta (ma perchè non se la prendeva con Giove?), la privò del sonno, ma Zeus le concesse di deporre gli occhi e di riprenderli dopo il sonno.

In un mito precedente Lamia aveva ricevuto da Giove il dono di profetizzare attraverso una seconda vista, che fa pensare a una Dea oracolare di cui Giove si prende il merito, del resto era recidivo, per emettere oracoli aveva ingoiato Meti. Poichè Lamia non corrispose alle profferte del Dio venne trasformata in un mostro, insomma le era andata maluccio col patriarcato.



LE ERINNI

Le Erinni erano tre: Aletto, Tisifone e Megera, geni alati con capelli intrecciati di serpi (che la dicono lunga), torce e fruste con cui punire i colpevoli di crimini contro la famiglia (v. Edipo e Oreste).
I Greci tolsero loro il potere vendicativo e le trasformarono in Eumenidi, la vendetta era passata in mani maschili. C'era però una grossa differenza tra la vendetta del femminile e quella del maschile.

SACERDOTESSA
Le Erinni erano tre, e quindi seguivano inevitabilmente la Triade: nascita, crescita e morte, un processo naturale che non conteneva vendetta ma solo un moso della natura per eternarsi. Per la mente maschile invece l'idea della morte inquinava tutta la loro vita, per cui una Dea che conteneva la morte era solo crudele.

Così le Erinni divennero megere, anche se in realtà erano espressione della rabbia delle donne spodestate dal loro ruolo naturale. Le donne erano le sacerdotesse, il lato più spirituale della società, spirituale in quanto, può sembrare strano a dirlo oggi, erano legate all'istinto, quello oltremodo condannato dai maschi.

Le donne arrabbiate divennero Eumenidi, santarelline sottomesse ai maschi.

LA DOLCEZZA CHE L'UOMO RICHIEDE ALLA DONNA E' IN REALTA' LA SUA SOTTOMISSIONE. La donna sente che è una fregatura, ma non capisce perchè. E' talmente abituata ad essere addomesticata che la sua sottomissione non la vede. Pensa che le donne furono sottomesse nei secoli passati, ma che oggi sia cambiata la situazione.

La situazione è cambiata in parte per esigenze di costumi ed economia, ma la mentalità persiste. Basti pensare che una donna che fa sesso liberamente viene ancora oggi tacciata di essere una puttana. Peraltro una prostituta, cioè una donna che si concede per soldi viene disprezzata e considerata una fuori casta. NON E' STRANO VISTO CHE SONO I MASCHI A PAGARLE? C'è un'incongruenza che nessuno vede. E questa ingiusta valutazione fa si che le prostitute vengano usate, sfruttate, torturate, rapite e sequestrate senza che la società faccia o almeno dica qualcosa.

Le prostitute non fanno del male a nessuno, non tolgono nulla a nessuno, eppure tutti le colpevolizzano, donne comprese. La Chiesa poi le odia talmente che non ha mai avuto una paola di commiserazione per il modo in cui vengono trattate. Le considera peccatrici perchè fanno sesso, la cosa più naturale del mondo. Invece i peti osservano la castità (si fa per dire, ma teoricamente dovrebbero, che è una cosa assolutamente innaturale).

La Chiesa e i maschi in genere odiano le donne perchè i maschi dipendono dalle donne più di quanto le donne dipendano dagli uomini. Le donne se lasciate dal maschio non tirano una fucilata a chi le molla, potrebbero farlo se volessero. Non lo fanno perchè pur affrante sentono che possono rifarsi una vita.

I MASCHI INVECE SE UNA DONNA LI ABBANDONA SENTONO CHE RIMARREBBERO TUTTA LA VITA A RIMPIANGERE QUELLA DONNA, una malattia senza guarigione, per cui per non rimpiangerla la uccidono.

L'uomo è più legato alla donna perchè la donna è madre, e il legame con la madre è infinitamente più forte del legame col padre. Per questo l'uomo rimane legato tutta la vita. La donna è altrettanto legata alla madre solo che lei stessa può essere madre, e poco importa se fa o non fa figli, lei, se matura, diventa madre dentro e pertanto può slegarsi dalla propria madre.
Questo le permette di raggiungere una certa libertà interiore che dovrebbe coincidere (se la società maschilista non si opponesse ferocemente) con la propria libertà sessuale.

L'uomo sente l'istinto come mancanza della donna e pertanto la odia, la donna sente l'istinto come l'animale libero che rugge in lei e le parla delle foreste e della natura, che la riporta in comunione con la Terra e la Dea.

Lucifero non era del resto uno dei nomi di Venere in quanto stella del mattino (luxfero=porto la luce)? Beh, demoniaca si ma brutta no, non era la Dea della bellezza?

Bella e lussuriosa, come la natura che è bella e si riproduce continuamente, è un concetto molto difficile da comprendere. Chi legge pensa: - Ma non è vero, io lo capisco benissimo, magari non lo condivido ma lo capisco. -
Non è così, perchè si capisce con la testa non con l'istinto. Si pensa ma non si sente. E' come l'idea

La stella che vedete per prima nel cielo blu (se non abitate in città), e la stella che perdura nel farsi dell'alba nel cielo turchino è sempre lei: Luxfero, Lucifero, ovvero Venere, perchè uno dei suoi appellativi era "la portatrice di luce".

Ma bada bene, in realtà non era la portatrice di luce, che si sarebbe tradotto con LUX FERENS, bensì era LUX FERO, cioè io porto la luce.

E chi poteva dire IO tra gli Dei senza tema di doversi specificare? E' ovvio, è la Grande Madre, la Dea unica, che partorisce figli ma che non ha eguali tra di essi.

"IO SONO COLEI CHE E'm CHE E' SEMPRE STATA E SEMPRE SARA', E NESSUN UOMO HA MAI SOLLEVATO IL MIO VELO"

In effetti nessun uomo ha mai penetrato il suo mondo, ma molte donne lo fecero, divenendo la voce della Dea. Attraverso quella voce le donne insegnarono ai maschi a costruire le capanne, i vasi, gli utensili e le navi.
Anche i maschi sostennero di aver udito la voce di Dio... che però gli trasmise. le leggi, le punizioni e l'ordine di combattere in guerra.
Una bella differenza.




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