lunedì 4 marzo 2013

L'AMPLESSO SACRO - I




IL SESSO COME PECCATO

Per un occidentale è un'incongruenza per non dire che è una bestemmia, perchè l'amplesso e i giochi d'amore sono visti come peccaminosi nonostante tutta la moderna civiltà e la apparente liberalizzazione sessuale.

In oriente non suona così, perchè per quanto lì la donna sia stata massacrata molto di più di quanto lo sia oggi in occidente, non hanno avuto la Chiesa Cattolica Misogina e Sessuofoba. Pertanto sono misogini ma non sessuofobi (la misoginia è di tutto il patriarcato, oriente e occidente).

Tanto è vero che il Budda, alla domanda del discepolo sul perchè le donne fossero tanto penalizzate nella condizione sociale tanto da potersi difficilmente evolversi, rispose che essere nata donna significava avere una cattiva reincarnazione, qualcosa di male si era dovuto fare nell'incarnazione precedente, per cui il maltrattamento delle donne era meritato.

Pertanto in India, per quanto le donne siano maltrattate e sfruttate, il sesso è cosa normale. Nei templi indiani infatti potete vedere l'accoppiamento tra Shiva e Shakti, le due energie universali del maschile e del femminile.

Nel cattolicesimo il sesso è invece una cosa sporca per cui l'abbiamo proibito e l'abbiamo fatto diventare una cosa davvero sporca, con la pornografia, con lo stupro e con la pedofilia. Tutto questo lo dobbiamo a un'assurda proibizione religiosa, dovuta al fatto che gli uomini e la chiesa in primis, ardevano ed ardono fare a mano della donna, considerata inferiore e fonte di peccato.

Il guaio è che l'uomo non riesce a fare a meno della donna e del sesso, per cui il sacerdote o si flagella per punirsi di questa debolezza o lo fa di nascosto con devastanti sensi di colpa. A causa di ciò la donna è ignobile e degradata, in quanto causa della concupiscenza maschile.

Eppure nell'Antico Testamento adottato come verità rivelata dalla Chiesa Cattolica il sesso non è nè proibito nè santo. Tutt'altro:


LA REPUBBLICA

In Gran Bretagna esce un libro sull'erotismo, spesso perverso, raccontato nella Bibbia.
Stupri, bigamia, incesti: l'autore è un professore ebreo, che ha interpellato esperti e rabbini



COME E' HARD IL SESSO NELL'ANTICO TESTAMENTO

LONDRA - "Negli anni Settanta in America uscì un manuale intitolato "The joy of sex", che descriveva minuziosamente tutti i modi per ricavare il massimo della gioia da questa fondamentale attività umana. Diventò un best-seller mondiale. 

lot e le figlie
Adesso arriva nelle librerie del Regno Unito un volume che riecheggia quel titolo, con una provocatoria aggiunta: si propone infatti di narrare la gioia del sesso "nell'Antico Testamento".

Di gioia, per la verità, nel libro sacro di ebrei e cristiani, non ce n'è tanta, perlomeno collegata al sesso; ma di quest'ultimo, in effetti, se ne può trovare in abbondanza. Sebbene sia improbabile che un parroco vi dedichi ampio spazio durante le lezioni di catechismo, la Bibbia, o meglio l'Antico Testamento, narra di incesti, bigamia, stupri, mutilazioni corporee, infedeltà e amore - inteso come "fare l'amore" - in tutte le salse.

Prendendo lo spunto da questa circostanza, generalmente trascurata dai credenti, un docente della Bangor University del Galles, il professor Nathan Abrams, di origine ebraica ma laico, ha scritto per l'appunto un libro sull'argomento, "Sex and the Jews" (Il sesso e gli ebrei - per quanto avrebbe potuto includere nel titolo anche i cristiani). O per essere precisi, è stato il curatore del libro, affidando la stesura dei vari capitoli a colleghi, esperti e rabbini.

Uno di questi, un accademico americano, Jay Michaelson, scrive per esempio un saggio su se stesso, cercando di spiegare come è possibile essere contemporaneamente gay ed ebrei ortodossi, nonostante il noto passo dell'Antico Testamento in cui si afferma che gli uomini che vanno a letto con altri uomini dovrebbero venire uccisi. Un altro, Geoffrey Dennis, rabbino del Texas, esamina minuziosamente i passaggi di "teologia erotica", ovvero dei numerosi punti dell'Antico Testamento che affrontano il tema del sesso.

C'è la celebre storia di Onan, fulminato da Dio per avere "sparso il proprio seme" anziché averlo usato per dare un figlio alla moglie di suo fratello, precedentemente ucciso per avere peccato: un episodio diventato nell'educazione religiosa e nel linguaggio comune sinonimo della condanna della masturbazione, anche se dal racconto biblico sembra in verità di dedurre, scrive il rabbino, che Onan si fosse limitato a un "coitus interruptus" piuttosto che al cosiddetto "vizio solitario".

C'è Tamara, che finge di essere una prostituta per sedurre Giuda. C'è Amnon, figlio di re Davide, che stupra Tamara quando lei rifiuta di giacere con lui. C'è Dina, figlia di Lea e di Giacobbe, violentata da Shechem. 

C'è Lot, che dopo essersela spassata nella peccaminosa città di Sodoma, viene ubriacato e sedotto dalle proprie figlie. C'è Davide, che va a letto con Betesda, e poi ne fa uccidere il marito in battaglia per poterla sposare. C'è il saggio Salomone, che accumula un harem di 700 mogli e principesse, più 300 concubine. E così via.

"Non sono un teologo e non parlo a nome di nessuno", dice il curatore del volume Nathan Abrams al quotidiano Independent di Londra, che ieri ha pubblicato un'anticipazione del suo libro. "Vorrei solo aprire una franca discussione su questioni che finora non sono state discusse in dettaglio", cioè sull'atteggiamento scioccante e repressivo, spiega, del Dio dell'Antico Testamento in materia di sesso

L'Independent ricorda in proposito che quando lo scrittore Evelyn Waugh si ritrovò intrappolato in Europa durante la seconda guerra mondiale insieme a Randolph Churchill, figlio del premier Winston, gli diede da leggere la Bibbia per "passare il tempo" e Churchill junior "ne fu visibilmente eccitato".

Per tacere del protagonista del romanzo di Anthony Burgess (e del film ricavatone da Kubrick) Arancia meccanica, che rinchiuso in carcere per curarsi dalle sue devianze sessuali si procura una copia della Bibbia e sogna scene di sesso a occhi aperti, mentre i suoi guardiani credono che stia finalmente diventando un bravo cristiano." 

Come si possono tramandare tante fesserie?

  • Per esempio che alle figlie non faccia schifo quel vecchiaccio del padre. 
  • Che il padre tanto ubriaco da non riconoscere le figlie non avrebbe erezione. 
  • Oppure il padre non è ubriaco da perdere l'erezione e allora gli piace farsi le figlie. 
  • Che le donne in genere preferiscono diventare lesbiche che avere a che fare col padre, sia vecchio che giovane, perchè ai figli l'idea del sesso coi genitori fa vomitare.
  • Che in realtà bisogna dare sempre la colpa alle donne.


IL SESSO VIVIFICANTE

Tutto ciò ci ha allontanato dal sesso vero, quello che santifica, ovvero rinforza anima e corpo. Noi crediamo che sia normale essere spossati dopo un amplesso, invece non è così, c'è un modo di amarsi che anzichè togliere energie le aumenta.

Esiste una pratica sessuale che non fa perdere energie nè all'uomo nè alla donna, che anzi le raddoppia si che appena fatto sesso ambedue desiderano fare qualcosa di attivo, per cui niente riposo nè sigaretta dopo ma voglia di fare e di scatenarsi.

Un ritempramento dell'anima e del corpo. In oriente ne hanno spesso fatto una paratica che però non cambia la situazione, nel senso che se in una pratica non ci mettiamo l'anima e come movente all'anima non c'è la dovuta consapevolezza, otteniamo solo un fatto mentale che non può da solo mutare la nostra sessualità. Infatti per mutare la nostra sessualità dobbiamo mutare noi stessi.



L'IMPOTENZA MASCHILE

Il maschio oggi soffre di impotenza perchè non sente più la femmina sottoposta a lui come in passato. Dunque il maschio per essere sessualmente potente deve dominare la femmina, ma se ha bisogno di sentirsi sessualmente potente è perchè è impotente nel cervello, cioè nella sua mente.
Essere potenti nel fisico e impotenti nella mante fa di un uomo un bambino eccitato e prepotente che può compiere un atto sessuale, ma che lo lascerà svuotato, frustrato e debilitato.

- Se un uomo deve sentirsi superiore a una donna, quello è impotente.
- Se ha bisogno di dire ai suoi amici quanto o come o con chi ha avuto un amplesso, quello è impotente.
- Se ha bisogno di immagini pornografiche dove infatti la donna è considerata un oggetto nelle mani dell'uomo, quello è impotente.
- Se un uomo cerca la verginità o il pudore e il timore in una donna, quello è impotente.
- Se un uomo cerca di comandare alla moglie, quello è impotente.
- Se un uomo alza una mano su sua moglie, quello è impotente.
- Se un uomo si arrabbia perchè vede che le donne vestono e si mostrano in modo sexi, quello è impotente.
- Se un uomo consegna alla sua religione il potere di stabilire regole sulla sua sessualità, se fare o meno sesso, se usare contraccettivi ecc., quello è impotente.
- Se l'uomo si fa servire dalla donna con cui fa sesso, quello è impotente.

Nessun uomo impotente nella mente può fare il sesso sacro. Nessuna donna che si lascia dominare dal maschio può fare il sesso sacro.

Affinchè il sesso possa salire sul piano del sacro, cioè dell'estasi corporea e mentale, occorre che entrambi i parners siano liberi dal potere e dal desiderio di potere, perchè il desiderio di potere rende schiavi, chiude la mente e mortifica le possibilità divine del corpo.

E sia chiaro, noi non siamo divini in quanto umani, perchè un micio o un topo è divino quanto noi, perchè parte del divino cosmico come noi. Siamo divini in quanto parte della Natura che è divina. Se ci si sente superiori agli altri non possiamo fare sesso sacro, se ci sentiamo superiori agli animali non possiamo fare sesso sacro. Sentirsi superiori è un modo del tutto mentale per compensare un senso di inferiorità.

Non siamo la corona del creato, come certi libercoli pseudo iniziatici propinano, siamo semmai il flagello del creato, visto la strage che abbiamo fatto di animali, di piante e pure dei nostri simili.



IL FALSO TANTRA

Quando i corpuscoli fascistelli e con velleità di magheggi, che facevano capo al delirante Julis Evola, scoprirono l'esistenza del sesso sacro ambirono immediatamente catturare quella grande possibilità magica, perchè avevano letto o intuito (propendo per la prima) che il sesso sacro apriva una possibilità di penetrare nel mondo magico.

Insomma col sesso sacro si può fare magia. E' vero, ma nessuno che non sia schivo da brame di potere può farlo.

Ciò che Evola scrisse, e cioè che occorreva una pratica che poteva essere effettuata e pure completata (naturalmente da un maschio) con una tenager o con una prostituta, cioè che la qualità era pertinente al solo maschio, era una grande frottola narrata per darsi arie di maschio superiore e mago, nochè di togliere qualsiasi importanza la donna. Lei serve solo per eccitare, ma serve come una bambola di gomma.

Evola alludeva al Tantra, giudicato peraltro la "Via della mano sinistra", al contrario di certe pratiche magiche e scritte da maschi, ritenute la "Via della mano Destra". Qui la sinistra è allusiva al campo dei sentimenti ed istinti, ritenuti inferiori della lucidità mentale (in realtà della mente maschile e condizionata) per il semplice fatto che i maschi si scrivono le favolette "pro domo sua", cioè per dimostrare la potenza maschile rispetto al mondo lunare femminile. In poche parole: paura e terrore dell'inconscio.

Mettiamo subito in chiaro una cosa: nessun uomo può pervenire al sesso sacro se non lo pratica con una donna che fa il sesso sacro; per contro nessuna donna può dare sesso sacro se non lo fa con un uomo che fa sesso sacro.

Può accadere che solo uno dei due sappia di cosa si tratti e lo insegni all'altro, ma se l'altro non è già evoluto non gli si può insegnare nulla. In ogni caso occorre che essi siano su un piano di parità. Se un uomo si sente superiore alla donna o se un a donna si sente inferiore all'uomo non c'è parità e il sesso sacro non funziona.




IL VERO TANTRA

Così Evola e i suoi deliranti discepoli si fecero un Tantra tutto per loro, ignorando che il Tantra è un'antichissima via femminile, che può essere data anche ai maschi, ma in cui l'iniziatrice è la donna.

C'è poco da fare, la Dama del Lago non fu mai un travestito ed era l'unica che dalle acque profonde poteva consegnare la spada sacra di Escalibur al vero re, ma a quale re? Al re di se stesso, è ovvio.

Chi non riconosce il potere della Natura, la Triplice Dea multiforme, cerca un effimero potere personale che non colmerà mai il vuoto interiore. Fare sesso non colmerà mai a nessun maschio (e a nessuna femmina) il vuoto interiore se non per quei pochi minuti in cui la mente si compiace per aver posseduto una donna o aver costretto un uomo a percepire la sua seduzione.

Pertanto: il Tantra fu effettivamente una ricerca del contatto con l'assoluto. Il sesso non fu la via del Tantra ma una delle vie del Tantra, il che fa un po' ridere, perchè è come dire: c'è la via del falegname che può riguardare la via del fare la panca, la via del fare una porta, la via per fare un cassetto: una di queste vie insegnano ad essere un falegname. Invece l'importante è essere un falegname, perchè se lo si è si può fare il cassetto, la porta e la panca e quant'altro.

Dunque non è fare sesso che porta all'illuminazione, cioè alla vera coscienza (quella normale è obnubilata)  ma è il modo di fare sesso che dipende da come stiamo nell'anima.

Ciò che viviamo dentro di noi guiderà il nostro modo di fare sesso. Non sarà il sesso a cambiare noi ma noi a cambiare il sesso.

Ciononostante delle pratiche esistono, ma ovviamente non coinvolgono solo il corpo ma includono l'anima.

Ma prima di parlare delle pratiche occorre capire chi siamo dentro di noi e fuori di noi, quindi cosa significa per noi essere maschi o femmina, perchè il concetto che ne abbiamo è un concetto condizionato.

Se non riconosciamo questo non abbiamo speranze nel sesso sacro o in tutto ciò che è sacro pur essendo carne e sangue.
  • Il fatto è che i cosiddetti maestri non hanno sperimentato un accidente di ciò che è scritto sui libri.
  • Il secondo fatto è che la maggior parte dei libri sono scritti da persone che non hanno sperimentato un accidenti.
  • Il terzo fatto è che alcuni autori scrivono sui libri cose parzialmente vere, in quanto copiato da persone che hanno effettivamente sperimentato. 
  • Il quarto fatto è che chi scrive esclusivamente con la mente non ha sperimentato un accidente, e la maggior parte degli autori, presunti maestri, scrivono unicamente con la testa, senza cuore e senza viscere. 
  • Il quinto fatto è che chi legge purtroppo non sa distinguere chi legge solo con la mente da chi ci mette l'anima.
  • Il sesto fatto è che chi scrive difficile scrive con la testa. Non alludo a chi scrive in modo celato o misterico, perchè è vero che non si può svelare ciò che potrebbe turbare, ma a chi scrive con fraseggio complicato, con paroloni e volteggi da funambolo. Chi sa scrive in modo semplice.


LA COPPIA SACRA

E' vero invece che il sesso sacro ha bisogno di una coppia sacra, cioè libera e desiderosa di espandersi.

Il sacro non è la mortificazione della gioia, non è parlare pulito e mortificare gli istinti, perchè il sesso sacro è ISTINTO PURO LIBERO DALLE CATENE DELLA MENTE.

Pertanto i due agenti della coppia sacra potranno essere persone che dicono parolacce, che non condividono la morale corrente, che sono entusiasti di provare nuove emozioni nel sesso con modi e posizioni diverse, tutto ciò non intaccherà la sacralità del sesso.
Anzi i due non necessariamente devono essere due persone che si amano, ma devono essere un uomo che ama il femminile e una donna che ama il maschile.

Quell'amore, che forse si può definire meglio come benevolenza, diventa attenzione e rispetto per il partner. Quindi un rapporto personale può esservi o non esservi nell'amplesso sacro. Amare una donna vuol dire comprendere che lei è in contatto col mondo invisibile più dell'uomo, occorre quindi riconoscerle questa sua grande peculiarità quasi sconosciuta dall'uomo.

Amare una donna è anche desiderare di darle piacere ma senza pensare che si è potenti se si dà questo piacere. Amare un uomo significa partecipare al suo piacere senza desiderare di renderlo impotente alla fine dell'amplesso.



L'ESTASI

L'estasi, quell'esperienza che molte religioni e molti mistici ricercano in anni di mortificazioni, di pratiche ascetiche, di fioretti, di digiuni, di insonnia, di preghiera e di cilici atti a mortificare il corpo impuro e bestiale, nel sesso sacro invece, diventa il mezzo per l'ottenere un'esperienza di sovracoscienza che abbatte la mente ed apre le porte al sovrasensibile.

L'estasi non è l'appannaggio dei santi, anzi quella dei santi è l'estasi di una dose di coca, che hanno spesso le persone affette da episodi di psicosi, dove vedono ciò che desiderano e ciò in cui sono condizionati, ma non si staccano dalla prigione che li separa dal cosmo.

L'estasi per essere tale deve essere lucidissima, consapevole pienamente di sè e dell'altro, vivendo l'altro come fossimo noi stessi, e mediante questo provare un'emozione molto ampliata. 

Pertanto l'Estasi non è quella che si prova con l'orgasmo abituale. Quell'orgasmo trascina in una dimensione di cui non siamo coscienti, quell'orgasmo fa tacere la mente ma toglie la coscienza. Quell'orgasmo lì, quello che tutti provano, è un orgasmo che ci possiede ma che noi non possediamo.

Il vero orgasmo avviene in una dimensione diversa ma noi in quella dimensione non entriamo, cioè la nostra coscienza non partecipa. Noi non viviamo l'orgasmo, ma è l'orgasmo che vive noi.

Nell'estasi è esattamente il contrario, la mente si toglie ma restiamo coscienti, entriamo in una dimensione diversa e ne siamo consapevoli. Anzi diventiamo immensamente più consapevoli, vediamo il mondo com'è e in quel momento siamo tutt'uno con esso e ciò procura una "gioia selvaggia".

Perchè l'estasi è l'EMOZIONE FONDAMENTALE, ma è un'EMOZIONE LUCIDISSIMA.




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