lunedì 1 luglio 2013

L'UNICORNO




Jung dice che l’unicorno è "una coniunctio oppositorum che esprime il monstrum hermaphroditum dell’alchimia." cioè che l'unicorno è la congiunzione degli opposti che esprime il mostro ermafrodita dell'alchimia.

Il poeta R. M. Rilke ne parla come “l’isola che non c’è”:

"E’ questo l’animale favoloso,
che non esiste. Non veduto mai,
ne amaron le movenze, il collo, il passo: 

fino la luce dello sguardo calmo.
Pure "non era". Ma perchè lo amarono,
divenne. Intatto. Gli lasciavan sempre
più spazio. E in quello spazio chiaro, etereo:
serbato a lui - levò, leggero, il capo.
Neppure fu. Non lo nutrir d’avena.
Ma del suo "poter essere", soltanto.
E questo infuse in lui tale vigore,
che dalla fronte, il niveo corno spinse.
Candido venne a una fanciulla incontro.
E fu - per lei - nel suo specchio d’argento."

Beato il mistero dell’unicorno!“ sospiravano gli antichi, ma forse non ne avevano capito granchè.
La Chiesa invece ne ha fatto l’immagine del Cristo, con quale accostamento non si capisce, visto che è selvaggio, schiva i mortali e uccide chi tenta di catturarlo; solo una vergine lo può, perché egli s’accoccolerà nel suo grembo e si farà allattare da lei, che lo porterà al re.

Ma si sa, il Cattolicesimo il Cristo l’ha infilato dappertutto, come "signaculum domini", facendolo pure cervo alla chiesa di S. Eustachio, araba fenice nelle pitture catacombali, e rosa mistica (poi ci ripensa e lo passa alla Madonna), nonché calice del Graal, cuore circondato di spine e pure mandragola.

Ma l’unicorno che ci azzecca? Se per vergine s'intende Maria Vergine che allatta il figlio sembra un po' tirata, perchè il cavallo non è un puledro e non è figlio della vergine.

Secondo la leggenda di unicorni ce ne sono davvero pochi, e affermano che un unicorno nasce quando viene al mondo una persona veramente speciale... stiamo freschi...

Nella tradizione greca ne parlano Ctesia e Megastene, come di un animale selvaggio che vive in India.

Il medico di Artaserse II infatti, nella sua opera sull’India, descrive i colori dell’unicorno, nemmeno a dirlo: bianco, rosso e nero, di natura lunare. Nel mito cinese dello Shan-hai-king il corno dell’unicorno preserva dal fuoco, per altri è antitossico o fa campare mille anni.

Come la pietra filosofale: da veleno a medicina..
Insomma questo corno ha virtù miracolose, come quello della capra Amaltea, che Zeus estorce indebitamente, alla faccia delle antecedenti Madri degli Dei che l’avevano prima di lui….

A cominciare da Opi, o Opima, Dea delle messi, a Pomona, Dea dei frutti autunnali, a Diana con cornucopia piena o vuota, a Hera, alla Bona Dea, e a finire con la stessa Amaltea, Dea capra declassata ad animale cui lo sgraziato Zeus spezza un corno alla faccia degli animalisti e del WWF.

Oggi il corno è etnicizzato, e siccome l’unicorno non esiste ammazzano i rinoceronti vendendo i corni a peso d’oro. Portano fortuna e sono afrodisiaci, cioè raddrizzano ciò che da solo non si tiene dritto…
Tanto i maschi si sono inventati che gli animali non hanno un’anima, così gli possono fare quello che vogliono.

La Chiesa sostiene che l’essere umano ha un’anima fin nella pancia della madre, invece un animale adulto non ce l’ha. Ma che è una nuvoletta in dotazione? L’anima ce l’abbiamo tutti o nessuno.




IL CORNO LUNARE

Il cavallo per alcuni è alato, sempre lunare, il pegaso di Perseo, che vola oltre le nubi. E’ bianco immacolato e a volte invece delle ali ha un corno che non dovrebbe avere, perché è un cavallo, e perché le corna di solito son due.
Il cavallo è un simbolo di libertà e bellezza, non ha la forza o la violenza del toro, eppure come Unicorno ha un corno. Si dice pure “corno lunare” e l’antica Dea Vacca era la luna, come Hator e Iside in Egitto.

Il corno lunare era attributo della Dea e comparve in epoca romana come testa o cranio del bue. Veniva scolpito sulle erme fra tralci di alloro, e simboleggiava la luna nuova nel cranio, la vacca o il bue morto, quando invece la luna è piena la testa dell’animale è viva e vegeta con la sua carne.

Così la cornucopia traboccante di frutti è simbolo di luna piena, o gravida, mentre la vuota sta per luna nuova o nera, o luna vergine, coi terribili riti alla terra (terribili perchè oscuri e ai maschi fa tanta paura, sa di streghe).

Il bucranio è un simbolo antico che risale ai Dori, ancora eredi del matriarcato. Altri simboli ai lati delle erme romane, l’anfora e l’umbone solare.

L’anfora per l’acqua, il sole per il fuoco; maschile e femminile, battesimo d’acqua e fuoco, nella liturgia cattolica a Pasqua il cero pasquale veniva spento nell’acqua, ha a che vedere?



IL CERO PASQUALE

La grandiosa veglia pasquale, in cui si celebra allo scoccare della mezzanotte la Resurrezione del Cristo, si svolge nello scenario di Piazza San Pietro, dove viene acceso il Lucernario, il cero pasquale simbolo del Cristo risorto.

Sant'Agostino spiegava che nel cero ardente si dovevano distinguere la cera, carne verginale del Cristo; lo stoppino, simbolo della sua anima; e la fiamma della sua divinità.
Capperi ne aveva di fantasia! E l'acqua in cui il cero si immergeva che era, la catinella in cui s'era risciacquato il Padre Eterno?

Si benedice l’acqua immergendo due o tre volte il cero nel fonte battesimale o in un bacile. Toh, guarda caso è lo stesso rito che le sacerdotesse facevano a Diana, e pure a Estia, in Marzo il fuoco veniva spento affogandolo in un catino d'acqua e il tempio veniva chiuso. Da noi si chiudono dolo le campane, nel senso che non suonano più..
Si lavava poi ogni cosa, sacerdotesse comprese, si riaccendeva il fuoco e si apriva il tempio. Maschile e femminile s’incontrano, per formare, come dice l’alchimia, “un fuoco che gela e un’acqua che brucia”.

La Chiesa nel suo mentalismo è cupa e triste e le usanze migliori le ha tolte di mezzo, semmai i fedeli si divertano troppo.

Il riso è decadenza morale ed espressione del demonio, ma un tempo c’era il "risus paschalis", (risata pasquale), legato alla predica della Messa di Pasqua, quando il sacerdote si adoperava per far divertire i fedeli con barzellette oscene.

Tradizione che perdurà fino ai primi del '900.
Nel 1698, un reverendo bavarese, Andreas Strobl, pubblicò un manuale intitolato: “Ovum paschale novum” per l'omelia pasquale ed ebbe molto successo: una quarantina di prediche con altrettante barzellette.

Cosa legava il riso, il sacro e l'osceno?
La risata liberava dalle penitenze e dal pianto, come avveniva nei culti pagani quando il Dio era risorto e la terra fruttificava.
Il trionfo della vita sulla morte, dove la lascivia è fertilità, ma per la Chiesa Cattolica c’è solo rimprovero, colpe, sacrificio e pentimento: la vittoria della morte sulla vita.

....Ma l'unicorno che c'entra?



IL CERVO DI DIANA

Nell’arrangiaticcio cattolico si fa rientrare tutto, pure il cervo della Chiesa di S. Eustachio a Roma, che compare al santo e si dichiara Cristo, alla faccia d’essere stato in tutta l’antichità il simbolo di Diana, trainata da un cocchio con quattro cervi e fornita di cornucopia, il corno di cervo con cui versava doni alla terra.

Dunque il corno era attributo lunare, che posto su un cavallo diviene mitico, non più elemento della foresta e del mondo selvaggio, ma soprannaturale.
Il corno è lunare, istintivo, perché relativo alle bestie cornute, alla capra in particolare che è la meno raffinata e la più lussuriosa: il diavolo cattolico è il grande capro, come capro erano Pan e i suoi satiri.

Come corno lunare è simbolo del notturno, pertanto diabolico per la Chiesa, ma era tanto venerato che si dovette adattare, come la Diana efesina che diventò Madonna. Il corno unico riporta anche al fallo, e l’allusione che l’unicorno giacerà nel grembo della Vergine ha a che vedere con l’accoppiamento.

Del resto Hera, o Giunone, Madre Terra e Luna, negli specchi greci allatta Zeus, il Giove Anxur o bambino del tempio di Gaeta, che in seguito s’accoppia con la Dea Madre.

L'unicorno è selvaggio e indomabile ma, secondo la leggenda solo una vergine potrà domarlo, egli giacerà sul suo grembo e si lascerà porre il laccio con cui la fanciulla lo porterà al re. Questo nella favola medievale, in quella moderna la fanciulla si tiene l'unicorno punto e stop.

Dunque l’unicorno insemina, come lo Spirito Santo ingravida la Vergine Maria, insomma se l’anima è vergine lo spirito si fonde con lei.

- Ah, ecco lo Spirito Santo che s’accoppia con la Madonna. -
- Ma mica si accoppiano! –
- E allora il Figlio da che viene... dallo Spirito Santo? –
- Questo non si capisce,  dicono che non si accoppiano, però Gesù è figlio di tutti e due. -




LO SPIRITO SANTO

Ma lo Spirito Santo cos’è? Nell’iconografia cristiana è una colomba, che da sempre è simbolo di Venere, nonché di tutte le Grandi Madri, pensarlo maschio è difficile.

Spirito Santo o Armonia Universale, che ingravida l’anima vergine, non condizionata, e fa nascere da lei un figlio, un maschile nuovo che salva il mondo.

In parole più semplici: l’anima finalmente decondizionata esce dalla scatola, fa morire la mente e allarga i confini all’universo di cui diventa parte indissolubile: come individuo è nulla, come universo è tutto.

Ma lo Spirito Santo è un maschile lunare, figlio della luna, come il Cristo è figlio della Vergine Maria, se non s’accoppiano non diventano una cosa sola, sole e luna congiunti, o UNICORNO che dir si voglia.

Deve essere l’anima ad allattare il piccolo sole, per questo la Vergine allatta l’unicorno, affinchè cresca e possa congiungersi a lei. Ma il Cristo non s’accoppia, è tutto del padre.

Così la Madre è morta, perchè la femmina con l'aureola che sembra una bambina innocente e imbarazzata non ha nulla a che vedere con la Grande Madre, perchè rispetto a Dio non è nemmeno figlia: é l'ancella, come ancelle vorrebbero i maschietti che fossero tutte le madri e tutte le spose.

Così l'uomo ha appicicato la leggenda dell'unicorno ai miti cattolici, ne ha ignorato il mistero e l'ha spacciato per Gesù Cristo. Per la mente non c'è nulla da chiarire, non ci sono misteri da svelare.

Perchè il tempo dei misteri è finito, la religione dei padri li ha demistificati dicendo che erano tutti bugiardi, e soprattutto che non c'era nulla da capire o spiegare.

Tutto ciò che c'è da capire l'ha capito la Chiesa, e tanto basti.

Ora gli uomini hanno risolto l’enigma della Sfinge, l’hanno risolto nella mente, e la Sfinge è piombata nel buio dell’Ade, per cui c’è un buio e un’Ade dentro ognuno di noi. In quanto all'Unicorno... sta ancora cercando una vergine che abbia copulato fino allo sfinimento ma sia vergine nell'anima come un'acqua di sorgente.

Ora l'UNICORNO misconosciuto è piombato nell'oscurità dell'Ade e non è affatto contento di starci e raspa il terreno con gli zoccoli nervosi e i suoi occhi sono diventati di fuoco.




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