venerdì 10 maggio 2013

DISPREGIO DELLE DONNE



''È raro che gli uomini che nutrono il massimo rispetto per le donne
godano di qualche popolarità fra di loro
'' ... (Joseph Addison)

E'decisamente così. Dal patriarcato in poi i mariti hanno cercato di convincere le mogli, e gli uomini hanno cercato di convincere le donne che loro gli siano superiori. E un'infinità di loro ci credono ancora, nonostante a scuola e sul lavoro i risultati dimostrino il contrario.



PROBLEMI DI CLIMA

- Levi-Strauss, grande antropologo, scrive che in Grecia vi sono "città calde" e "città fredde". Le "città fredde", come Sparta, hanno deciso di conservare l’organizzazione in case e di limitare l’appartenenza alla comunità cittadina ai soli possessori di terreni.

Le "città calde", come Atene, pongono fine alla struttura per case e rifiutano di limitare l’appartenenza alla comunità cittadina ai possessori di terre. Nelle città fredde la sposa è padrona della sua persona e del suo corredo matrimoniale, mentre nelle città calde la sposa, legata a una dote in denaro, è sottoposta all’autorità maritale.

Insomma donna, vuoi la parità dei diritti? Come sarà fredda la tua città! 

Ma va pure peggio:



DISPREGIO DELLE DONNE

- Menandro, antico autore greco, racconta una storia:

Carisio, ricco figlio di un mercante, a una festa si ubriaca e violenta una ragazza, Panfila, che poi sposerà senza riconoscerla. A cinque mesi di matrimonio, Panfila partorisce il bambino.. (e il marito non se n'era accorto?), ma non sapendo che è di suo marito lo espone in un bosco, mettendogli un anello strappato a Carisio durante la festa. Questi, venutolo a sapere, abbandona la moglie e cerca di dimenticarla insieme a una flautista che per caso viene in possesso dell'anello e per ottenere la libertà si dichiara madre del bambino; poi però incontra Panfila e riconosce la ragazza violentata. Capisce che il bambino è figlio dei due sposi, e svela a Panfila la verità. Il padre di Panfila tenta di convincere la figlia ad abbandonare il marito. Ecco un padre illuminato, ma lei rifiuta e Carisio, ancora innamorato, che aveva ascoltato il colloquio, si pente e perdona la moglie. Morale a lieto fine: Panfila ha sbagliato ad esporre il figlio, ma comprende il marito che l'offende con la flautista e non lo abbandona. La flautista smentisce la fama di etera corrotta e salva un matrimonio. Infine Menandro insegna che comprendendo e perdonando si può rendere meno difficile la vita e il rapporto coniugale, e si raggiunge quella dignità che ci rende uomini."

Viene da piangere... Cos’è che non fila? Panfila ha tentato di uccidere il figlio, è orribile ma si può capire. E' figlio di uno stupro, il fatto che non fosse consenziente non conta, verrebbe cacciata da tutti e morirebbe di fame col figlio. Ma Carisio che scusante ha dello stupro? Lui perdona la moglie, ma chi perdona lui? Fosse stata stuprata da un altro la commedia non sarebbe a lieto fine, ma il figlio è suo e l'orgoglio di maschio è salvo. Questa è solo una storia, ma le storie sono figlie del tempo a cui appartengono, e alla loro etica.


Seconda storia, dal Libro dei segreti di Enoch 71:

Ecco, la moglie di Nir, Sofonim, essendo sterile non aveva generato a Nir..” (al tempo la sterilità non esisteva nei maschi, la colpa era sempre delle donne)
“…Sofonim era al tempo della vecchiaia e vicina alla morte e concepì nel suo grembo e Nir il sacerdote non aveva dormito con lei dal giorno nel quale il Signore lo aveva posto di fronte al popolo….”
(Perché? I sacerdoti non avevano obbligo di astinenza)
“… Sofonim ebbe vergogna e si nascose e nessuno del popolo lo venne a sapere. Era al giorno del parto e Nir si ricordò di sua moglie…”
(Alla buon’ora!)
“… e la chiamò da lui nella casa per conversare con lei…”
(Estroverso e loquace…)
“…Sofonim andò da suo marito ed ecco, era gravida al tempo del parto. Vedendola, Nir si vergognò grandemente di lei e le disse: "Perché hai fatto questo, o donna, e mi hai svergognato di fronte a tutto il popolo? Ora vattene da me, va dove hai concepito la vergogna del tuo ventre, perché io non insudici le mie mani su di te e pecchi in faccia al Signore"…”
(ma il fatto che la moglie fosse sterile e vecchia?)

“... Sofonim rispose a suo marito "Ecco, o mio signore, il tempo della mia vecchiaia e non c'é stato in me l'ardore della giovinezza e non so come é stata concepita l'indecenza del mio grembo". 
Nir non la credette e le disse una seconda volta: "Vattene da me, perché non ti colpisca e pecchi in faccia al Signore". Accadde che mentre Nir parlava a sua moglie, Sofonim cadde ai piedi di Nir e morì….”
(Con un marito del genere…o lo ammazzi o ti suicidi)
Nir si afflisse grandemente e disse nel suo cuore: "Le è forse successo per la mia parola?... “
(Ma va? E come gli è venuto in mente?)
”...E ora, misericordioso il Signore eterno, perché la mia mano non è stata su di lei..."
(Insomma lo ha salvato dall’uxoricidio pensandoci lui direttamente, quanta misericordia!)
“…Nir andò da suo fratello Noé e gli raccontò ciò che era successo a sua moglie. Noé si affrettò verso la camera di suo fratello e vide la moglie e il suo ventre nel tempo del parto.
Noé disse a Nir: "Non essere afflitto, Nir, fratello mio, perché il Signore oggi ha coperto la nostra vergogna, perché nessuno del popolo lo sa e ora affrettiamoci, seppelliamola e il Signore coprirà la nostra onta".
Posero Sofonim su un letto, la rivestirono di vesti nere, chiusero la porta e scavarono tombe in segreto. Quando furono usciti verso la tomba, il fanciullo uscì dal cadavere di Sofonim ed era seduto sul letto. Noé e Nir entrarono per seppellire Sofonim e videro il fanciullo seduto presso il cadavere, che stava asciugando il suo vestito. Noé e Nir si spaventarono: il fanciullo era compiuto nel corpo, parlava con la sua bocca e benediceva il Signore.”

Ma che bella storia, sembra la Sicilia di un tempo. Dunque Sofonim procrea da vecchia e sterile, esattamente come S.Anna, poi un sogno mandato da Dio avverte che il figlio (si tratta di Melchisedec) non è frutto di adulterio e qui somiglia a S. Giuseppe. E Dio non lo poteva avvertire prima, così la moglie non schiattava di rabbia? Il Nuovo Testamento non ha fantasia, quel che non ha copiato dal paganesimo l’ha copiato da testi biblici o pseudo biblici.

Ma quel che più interessa: le donne non contavano un tubo, Nir poi è rimbambito, che la moglie incinta sia vecchia e sterile non lo scompone, quel che conta è il disonore…. Non parla e non ha rapporti con lei, se ne ricorda dopo anni.

Ma lei doveva essergli fedele, altrimenti lui che figura faceva? Noè poi si stropiccia le mani per la morte provvidenziale, opera di Dio, che in fondo le donne le odia non c’è male, e ha voluto salvare l’immagine del sacerdote,  la morale è questa: la donna non vale un soldo bucato. Solo l'uomo conta.



E GLI ALTRI? 
Pure peggio.

- I seguaci dell'orfismo avevano della donna la concezione che ne aveva Pitagora che disse: esiste un principio del bene che ha creato l'ordine e l'uomo; ed un principio del male che ha creato il caos, la tenebra e la donna.

- Platone sostenne una rigida divisione tra anima e corpo. Il corpo, oltre ad essere la prigione dell'anima, era il piacere del demonio, mentre la salvezza è di un altro mondo. Fu ostile alla sessualità, alla corporeità ed alla vita libera (e quindi alla donna).

- Giove s’arrabbia molto quando il pelasgico Prometeo, impietosito per la condizione umana, ruba il fuoco agli Dei per darlo ai mortali.
S’arrabbia come Jahvè quando scopre che Adamo ed Eva hanno assaggiato la mela. Ecco cosa promette Zeus agli uomini per punire il pio gesto - (Esiodo)
A loro, qual pena del fuoco, darò un male del quale tutti si rallegreranno nel cuore, facendo feste allo stesso lor male.” Così parlò, poi rise il Padre degli uomini e degli Dei. Comandò all’inclito Efesto che subito impastasse terra con acqua e vi infondesse voce umana e vigore, e che del tutto fosse simile all’aspetto delle Dee immortali, e di bella, virginea, amabile presenza… L’Araldo Argifonte le infuse in petto l’indole ingannatrice, le menzogne e gli astuti discorsi… Questa donna fu chiamata Pandora perché tutti gli Dei dell’Olimpo le donarono doni, rovina degli uomini industri.” 

Il Dio maschio non solo ignora la compassione, non solo infierisce sugli indifesi mortali, ma ha costruito la donna come fonte di tutti i mali, era un mondo per soli uomini? “Avete osato scoprire il fuoco per cucinarvi la zuppa e scaldarvi le ossa? Vi sentite un po' meglio e magari più intelligenti? Ora vi sistemo io.” (è Giove che parla) Non sembra un po’ sadico? Non somiglia tanto al castigo del frutto proibito dell'Eden? “Volevate stare meglio? Io vi farò stare peggio.” (è il buon Jahvè che parla). Ma il buon senso non parla mai?


Semonide di Amorfo VI sec. a.c.: “Biasimo delle donne

è una satira antifemminile in cui ogni donna viene paragonata a un animale o a un elemento naturale sulla base del carattere sempre in tono dispregiativo, sola eccezione la donna ape perché s’ammazza di lavoro e tace. Dalla scrofa viene la donna pigra e sciocca; dalla volpe quella furba e malvagia; dalla cagna la curiosa e chiacchierona; quella fatta di terra è indifferente e sa solo mangiare, quella di mare è incostante; dall’asina quella che mangia sempre e si accoppia con chiunque; dalla donnola quella che fa l’amore ma disgusta l’uomo e ruba; dalla cavalla la capricciosa e vanitosa; dalla scimmia, la peggiore, quella brutta, derisa da tutti e astuta nel male; la decima, dall’ape, è l’unica buona.

“Giove creò dei mali il più pestifero, le femmine: anche quando par che giovino, son… una disgrazia".

"L’indole della donna dio la fece
diversa, una deriva dalla scrofa
setosa; la sua casa è una lordura,
un caos, la sua roba rotola per terra.
Lei non si lava; veste panni sozzi
e stravaccata nel letame ingrassa.
Un’altra dio la fece dalla volpe
matricolata; è quella che sa tutto;
non c’è male né bene che le sfugga.
Dice, sì, bene al bene e male al male,
ma s’adegua agli eventi e si trasmuta
."

eppoi:
Dal Ramo d'oro di Frazer p. 452:

Ai tempi di Plutarco a Orcomeno, antichissima città della Beozia, abitava una famiglia di cui gli uomini si chiamavano Psoleidi (fuligginosi) e le donne Oleidi (distruttrici). Ogni anno, alla festa delle Agrionie il sacerdote di Dioniso inseguiva queste donne con una spada sguainata e se ne raggiungeva qualcuna aveva diritto di ucciderla. Durante la vita di Plutarco questo diritto fu realmente esercitato da un sacerdote di nome Zoilo.”
Siamo nel I sec. d.c. e la Grecia è in piena filosofia, cioè in pieno patriarcato. Ci sentiamo vicine a Bertrand Russel: “La singolarità della filosofia è di cominciare con qualcosa di così evidente da non sembrare neanche degno di essere affermato, e di finire con qualcosa di così paradossale che nessuno ci crederebbe .”
Ma perché le Oleici sono definite distruttrici quando sono vittime del sadismo maschile? Questo è un mistero, altro che la SS. Trinità.

- Anche Giovenale ce l'ha con le donne, lui ama la donna semplice, odia 
"quella che si rifà di continuo al Metodo di Palemone, senza sbagliare mai una regola di lingua e, ostentando le sue anticherie, cita versi a lui sconosciuti…
 Le donne colte danno fastidio, perchè mettono in forse l’intelligenza del maschio. La scusa ufficiale per la sopraffazione della donna è che si tratta di un essere inferiore, che ha bisogno d’essere protetta perché fragile e meno dotata, ma quella istruita li fa sentire in pericolo, casomai si accorga che è intelligente quanto loro. Un tempo si diceva che la donna doveva avere ”capelli lunghi e cervello corto”. Qualcuno lo pensa ancora…      
E poi: “Le lacrime delle donne sono solo sudore degli occhi....” e poi “Una moglie perfetta, bella, elegante, ricca, feconda, di buona famiglia e di ottima moralità, ammesso che esista, sarebbe insopportabile per chiunque. Quale nobiltà, quale bellezza, quale virtù valgono tanto da sentirsele rinfacciate di continuo?”    

- Abbiamo le etère per il piacere, - si congratula Demostene (Contro Neera, 122): - le concubine per le cure quotidiane, le mogli perché ci diano figli legittimi e sorveglino fedelmente il nostro patrimonio. -
Questo è il concetto greco della donna, che cervelli fini questi filosofi! 

- Nel mito di Pandora narrato da Esiodo (Teogonia, 590 s.) - Da lei viene la stirpe funesta delle donne che abitano fra gli uomini, grande malanno per i mortali. – 
Ancora Esiodo “La donna, una ladra di cibo.”

- Il grande Aristotele (un maschilista da niente) gradisce la reclusione femminile perché le donne hanno una “volontà inefficace”. Aveva ragione, perché di fronte alla forza la ragion non vale, vedi le Amazzoni.

- Dell’antico testamento non ne parliamo: Leggi di Mosè Es 22,17 "Non lascerai vivere la maga". Tradotto con "Non lascerai vivere gli stregoni" ma il testo ebraico riporta “Meh’ashefa”, cioè “la maga” e non gli stregoni, che sarebbe comunque già un abominio.

- Erodoto (Libro I) ha una certa ammirazione per i Persiani “Prima dei cinque anni il bambino non si presenta mai al cospetto del padre ma vive assieme alle donne. Fanno questo perché, se il bambino muore nel periodo dell'allevamento, il padre non ne debba soffrire...” (Poverino perchè dargli questo dispiacere?)
Quando vengono a sapere di qualche usanza piacevole, da qualunque parte provenga, subito la adottano: per esempio hanno imparato dai Greci a praticare l'amore con gli adolescenti...”
(Ma guarda, quei pedofili dei Persiani si che sapevano vivere) 
Ogni Persiano può sposare legalmente molte donne e ancora più numerose sono le concubine che si procura.... “ (Niente di nuovo, è realtà in molti paesi e in altri i maschietti lo sognano)
Quelli partiti dal Pritaneo di Atene, che ritenevano di essere i più nobili fra gli Ioni, non portarono con sé le donne nella nuova colonia, ma si procurarono mogli in Caria, uccidendone i padri.” (Ma che brave persone!)
A causa di questo delitto tali donne si imposero come regola con tanto di giuramento, e la trasmisero alle figlie, di non mangiare mai in compagnia dei mariti e di non chiamarli mai per nome; e ciò perché avevano ucciso i loro padri e mariti e figli e, dopo, se le erano sposate. Questo è quanto avvenne a Mileto.”  (Certo massacrando le donne c'è più gusto che a fare sesso)
Sempre per Erodoto “Il silenzio dà alle donne la grazia che loro si addice.” (Già, perché non soffrono in silenzio?)

Plauto ama l'umorismo, magari un po' pesantuccio “Pensa a quanto è saggio un topolino, non affida mai la sua vita ad un solo buco....”

AristofaneNon c'è nulla al mondo peggio delle donne impudiche, tranne forse le donne.” 


Con la Chiesa le cose se possibile peggiorano: 

- S. Paolo prescrive alle donne di Corinto di osservare il silenzio nelle assemblee cristiane, conformemente al costume della Chiesa: “Come in tutte le Chiese dei santi, le donne tacciano nelle assemblee; non è permesso loro prendervi la parola; si tengano in stato di sottomissione, così come la legge stessa dice. Se desiderano istruirsi su qualche punto, interroghino i loro mariti a casa loro; è sconveniente per una donna parlare in una assemblea” e nella lettera a Timoteo “La donna ascolti l'istruzione in silenzio con una totale sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo; se ne stia tranquilla.”
- San Paolo precisa che la donna è inferiore all'uomo perchè è stata creata con la sua costola, quindi è stata creata per l'uomo, e non l'uomo per la donna. Nel peccato originale poi la donna è stata più colpevole dell'uomo e si è lasciata ingannare dal demonio:

Poiché è Adamo che fu plasmato per primo, Eva successivamente. E non è Adamo che si lasciò sedurre; è la donna che, sedotta, si rese colpevole di trasgressione” (1 Tim., 2, 13-14). Qualche difettuccio glielo dovevano pur trovare..
- Inoltre il santo ritiene che la vocazione naturale della donna sia quella di sposa e madre: “Essa si salverà mediante la maternità, a condizione che perseveri nella fede, nella carità e nella santità, senza dimenticare la modestia” (1 Tim., 2, 15) Insomma le disprezzano ma se le sposano, si sacrificano per la procreazione?
- La misoginia di S. Paolo piace alla chiesa che ha adottato pari pari il santo, lui tiene all'asservimento femminile, prescrive alle donne umiltà e totale subordinazione all'uomo: "L'uomo non è stato tratto dalla donna ma la donna dall'uomo: e l'uomo non è stato creato per la donna ma la donna per l'uomo... Come la Chiesa è sottomessa al Cristo, così le donne siano sottomesse in ogni cosa al marito".
E' Paolo che impone il velo alla donna perché la donna deve vergognarsi per l'eternità del peccato indotto nel mondo. Per Paolo l'uomo è gloria di Dio mentre la donna è gloria dell'uomo perché è creata dopo e per l'uomo [1Kor. 11,7 sg]. E' ancora Paolo che non vede nulla di positivo nel matrimonio se non una promiscuità sessuale. Paolo è un povero personaggio che considera il matrimonio positivo solo perché permette all'uomo di sfogarsi sessualmente ed evitare la lussuria (remedium concupiscientiae) e solo per questo giustifica il matrimonio. In positivo dice che sarebbe meglio che un uomo non toccasse donna e che tutti gli uomini fossero come lui, cioè scapoli(8).

- S. Agostino: “ il signore ha creato l’uomo, poi ha creato una donna per dargli un aiuto simile a lui… l’aiuto non è per qualsiasi altra opera come alcuni hanno detto… infatti per qualsiasi altra opera un maschio potrebbe essere aiutato più opportunamente da un altro maschio che da una femmina, l’aiuto è dunque per la generazione…” ergo a che serve una donna? Per generare e basta, altrimenti le avevano eliminate.
Ancora Sant'Agostino: "La donna è una bestia che non è né ferma né stabile… E' nutrice di cattiveria ed è il cominciamento di tutte le piaghe, e trova la via e il sentiero gli ogni malvagità.. non c'è nulla che io debba fuggire più del talamo coniugale, niente getta più scompiglio nella mente dell'uomo delle lusinghe della donna, e del contatto dei corpi senza il quale la sposa non si lascia possedere..." (forse dovrebbero fare sesso attraverso il buco del lenzuolo?)
Sant'Agostino scrisse che gli scismatici adamiti erano contrari al matrimonio, perchè Adamo non sarebbe stato cacciato dal Paradiso Terrestre, se non fosse per la moglie che l'aveva indotto in tentazione. (Gli avessero dato ascolto...)

- Per San Giovanni Crisostomo: "Fra tutte le belve non se ne trova una più nociva della donna". 

-  Per Sant'Ambrogio: "Adamo è stato condotto al peccato da Eva e non Eva da Adamo. E' giusto che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare". E questi soggettini li hanno fatti santi!

- Quinto Settimo Tertulliano, convertitosi al cristianesimo, e soprattutto al Montanismo, movimento fanatico e in preda a strane estasi, ne dice di tutto: “Donna, tu sei la porta del diavolo. Tu hai persuaso colui che la donna non osava affrontare. Per colpa tua il figlio di Dio ha dovuto morire; dovrai andartene sempre vestita di funebri stracci..”

- In tempi successivi non andò meglio: con il pio Carlo Magno, constatando che molti ginecei dei centri feudali e la stessa reggia di Aquisgrana erano ricettacoli di prostitute, emana nell’809 il capitolare "De disciplina palazii aquisgraniensis" per effetto del quale le indesiderate ospiti vengono condotte nella pubblica piazza e fustigate. Gli illuminati Carolingi aggravarono via via le pene passando al taglio delle orecchie, al marchio col ferro rovente, all'immersione nell'acqua gelida. I maschi che le frequentavano e pagavano non venivano puniti, perché la colpa della loro attrazione non ricade sui desideri dei maschi, non è forse la donna Instrumentum Diaboli?

Ma non è finita:

- Non fu S. Nilo di Grottaferrata a dichiarare che avrebbe incontrato più volentieri una vipera che una donna? Per questo l’hanno fatto santo. La prima regola per la beatificazione è il rifiuto del femminile. Se son donne, la sottomissione al maschile, nonché verginità e martirio. Ma questi santi dovevano essere dei fusti incredibili, perché prima o poi qualche donna li tentava, nemmeno a fare gli eremiti si salvavano. Lerci, magri e insonni dopo l’eremitaggio nella fatidica grotta, non somigliavano certo all’Apollo del Belvedere, ma sembra che le donne ne andassero matte. 

- I santi, nella penombra di celle e grotte, ritrovano le istanze del proprio inconscio nelle sembianze di donne ammaliatrici, immagini di quel femminile tanto desiderato e tanto negato dal Dio Padre che esige il celibato. I sacerdoti devono essere tutti per lui, come Atena. 

- Così S. Francesco, per evitare desideri “impuri” si getta in un rosaio, e Padre Pio vede fanciulle malefiche ma bellissime che lo tentano (tra l’altro il diavolo gli compare sotto forma di un gatto nero.. guarda caso). 

L’istinto bandito diventa malefico e negarlo non si può, in qualche modo dà tormento. Perché ciò che è naturale deve essere negato? La follia degli uomini pretende di soverchiare la natura e il femminile, di qui la demonizzazione della donna. Non sono i maschi che desiderano le donne, ma sono le donne le colpevoli, ovvero il diavolo, che li tenta.

Louis Jacolliot se lo chiede: "Noi abbiamo ripudiato con disdegno le mitologie greca e romana. Perchè allora ammettiamo con rispetto la mitologia degli ebrei? Forse che i miracoli di Iehova ci impressionano di più di quelli di Giove?....Io ho molto più rispetto per il Giove dei Greci (Zeus) che per il dio di Mosè; anche se egli ci da alcuni esempi di non ortodossa moralità per lo meno non innaffia il suo altare con fiotti di sangue umano".

Ci includeremmo tutte le religioni monoteiste... e torneremmo molto indietro prima di trovare una religione illuminata, quella della Divinità che sta in terra e non tra le nuvole della nostra mente nebbiosa.

E in Oriente?

Il Budda, che s’era isolato non c’è male per non vedere più le donne: fuga dalla reggia, foresta, mezzo morto di fame, macchè, non si salva lo stesso, Mara gli porge le malefiche fanciulle, belle seducenti e disponibili: che iattura! 

- Il Corano non si scosta da questa visione misogina:

Sura IV - An-Nisâ' - (Le Donne)
Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.” Che generosità, se si pentono non saranno più picchiate, certo se tradiscono non si perdona, lì la morte è d’obbligo e il più lenta e penosa possibile…

- Guglielma, forse figlia del re boemo Ottocaro I Pøemysl e di Costanza d'Ungheria, detta pertanto la Boema, giunse nel 1260 a Milano, mossa da grande fede e quivi divenne un'oblata (una laica che viveva in un monastero) dell'abbazia cistercense di Chiaravalle. Qui Guglielma osservò tutti precetti della chiesa mostrando grande pietà ed amore cristiano, completamente dedita al prossimo, operando tra l'altro miracolose guarigioni.



GUGLIELMA LA BOEMA

Si formò così un seguito di "guglielmiti" soprattutto donne, ma anche aristocratici milanesi, tra cui Galeazzo Visconti, che la considerarono l'incarnazione dello Spirito Santo, come predetto da Gioacchino da Fiore, secondo cui l'incarnazione dello Spirito Santo sarebbe stato una donna destinata a diventare una Papessa e a rifondare la Chiesa. (Stai fresco, Papa Luciani campo' poco solo per aver detto che Dio era Padre e Madre..)

Già questo doveva far venire un dubbio, perchè Gioacchino venne prima beatificato e poi bruciato sul rogo (per fortuna i suoi resti, perchè era già morto per conto suo). Eppoi una donna Spirito Santo e.. orrore! una donna papessa? In Italia non solo le donne non vengono fatte prete, ma il cattolicesimo si è mostrato più comprensivo verso l'islamismo che verso il protestantesimo, seppur religione spuria come la cattolica e ad essa simile, proprio perchè concede alle donne di farsi prete.

Guglielma comunque fece miracoli di guarigione ed altro conquistando gente di ogni rango che la venerava e la seguiva come una santa, dalle campagne alla nobiltà milanese, conquistati dalle sue parole e dai suoi miracoli.

Guglielma morì nel 1281, oggetto di grande venerazione già nel cimitero di Chiaravalle, e poi a Milano. Ma due soli due anni dopo, gli inquisitori non la presero bene, per cui "interrogarono" alcuni seguaci coi loro modi molto suasivi, estorcendo una confessione di malefatte seguita da abiura.

Ma nella Pasqua del 1300 l'erede spirituale di Guglielma, Maifreda da Pirovano, che non aveva capito niente, in qualità di sacerdote e Papessa, aveva celebrato la messa, venne non solo bloccata la sua santificazione, ma gli inquisitori domenicani condannarono la Guglielmina come eretica e fecero bruciare sul rogo le sue ossa e le sue immagini, e già che c'erano posero sul rogo, stavolta da vivi, anche i suoi due più fedeli seguaci, tra cui la Maifreda e il teologo Andrea Saramita.

Alcuni riferiscono che vennero poste sul rogo una trentina di persone, e non è improbabile, dato che le donne seguaci di Guglielma erano beghine, un ordine perseguitato ferocemente e in più occasioni dalla chiesa che le sterminò in varie fasi. -



E LA MADONNA ALLORA?

Fine della storia, beh, la Chiesa non ci ha fatto una gran figura, ma erano i tempi, l'ignoranza dei tempi, gli errori dei tempi, cose che non si farebbero più, oggi la chiesa si è ravveduta... Siamo sicuri? La chiesa diciamocelo la donna non la stima granchè, e il suo Dio pure meno, ma se glielo dici si offende:

"Scherziamo? E la Madonna allora? E' stata scelta una donna come madre di Gesù! E' nientemeno che la madre di Dio!
"Non ho capito, Gesù era un uomo e chi lo doveva partorire se non una donna? Donna ma non Dea.."

Niente da fare, ogni individuo attende da Dio e dagli uomini di essere amato, riconosciuto, apprezzato, che gli si dia spazio, dignità e diritto di vivere. Pochi ragionano per loro conto e vedono la realtà. E le donne non fanno eccezione. Viene il sospetto che Dio sia un’immagine camuffata del genitore. Non disse Gesù di pregare il Padre Nostro che è nei cieli? Perchè sta nei cieli e non in terra qualcuno ce lo spiegherà.
- Caro Dio, - verrebbe da dirgli - scendi giù e parliamone. A forza di guardare in alto c’è venuta la cervicale... -
ma la Madonna non sta meglio di noi, sempre col naso per aria a mani giunte. Avrà a che fare con la misoginia? Quella che pone la donna al disotto dell’uomo, del resto Dio è rigorosamente maschio, ha pure la barba! E la posizione della donna nella Chiesa Cattolica è un pianto. S. Teresa d'Avila doveva confessarsi a preti tiepidi e scettici, perchè la donna doveva inchinarsi all'uomo, e lo deve tutt'oggi.
Ma d'altronde da lungo tempo è stato così. La Madonna conta moltissimo per i fedeli che pregano lei e solo lei (e qualche santo) perchè di Dio e di suo Figlio non si fidano. Uno è troppo severo e punitivo, l'altro sta troppo male di suo (sta sempre in croce!) che gli si può mai chiedere. Bene o male si ricorre sempre alla mamma. Ma per la Chiesa la Madonna non conta un'acca.


Da: La Repubblica del 17 novembre 2000, p. 35

(dichiarazione del Cardinale Dario Castrillon Hoyos alla XV conferenza internazionale del Pontificio consiglio)

"Duemila anni fa, un ovulo fu miracolosamente fecondato dall’azione soprannaturale di Dio, da questa meravigliosa unione risultò uno zigote con un patrimonio cromosomico proprio. Però in quello zigote stava il Verbo di Dio"

Chiaro? Lo zigote aveva un patrimonio cromosomico proprio. Lo zigote è una cellula che si ottiene con la fecondazione, (ma qui fecondazione non c'è) cioè con la fusione di due cellule specializzate: una maschile e una femminile. Invece quello della madre non c'è, quello del padre men che meno... ti credo che sono passati da un'eresia all'altra, hanno sempre sparato un mare di....
Dunque Cristo non è nato dalla Madonna e dallo Spirito Santo (che poi non si capisce che è), ma da non si sa chi, dalla Madonna niente cromosomi, lei gli ha fatto solo la cortesia di tenerlo in pancia per nove mesi, ma non c'entrava niente, non gli ha trasmesso un benemerito cromosoma. 



SEMIRAMIDE

Il mito di Semiramide è riferito da Diodoro Siculo (I sec. a.c.) : - Semiramide decise di fondare una città nella Babilonia e, scelti architetti e costruttori, raccolse per le opere due milioni di persone. Circondò la città con un muro di 63 chilometri con torri fitte e grandi. Legando mattoni cotti con bitume, fece un muro alto 90 metri largo tanto da consentire il passaggio di più di due carri, e torri in numero di 250.... -

Regina di Assiria, moglie di re Nino, identificabile con la babilonese Shammuràmat, moglie del re assiro Shamshiadad V e reggente del figlio (IX sec. a. c.), passò alla leggenda come lussuriosa e crudele (Giustino I 2, 10; Agostino, De civ. XVIII ). Perché?

Paolo Orosio (V sec. d.c.) la descrisse come incestuosa col figlio e assassina del marito. Orosio era discepolo di S. Agostino e in qualità di ecclesiastico odiava le donne, soprattutto libere e potenti.
Il puritano Dante basandosi su Orosio la mette all'inferno come lussuriosa: (Inferno 52-60)

«a vizio di lussuria fu sì rotta,
che libito fe' licito in sua legge
per tòrre il biasmo in che era condotta.
Ell'è Semiramís, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che ''l Soldan corregge»

Erodoto di Alicarnasso (V sec. a.c.) e il sacerdote babilonese Beroso (III sec. a.c.) concordano sulla figura bellicosa della regina, nonchè sulle grandi opere pubbliche a Babilonia. Christine de Pizan nel libro La città delle donne - 1405 - scrive che "Fu sposa del re Nino, che diede il nome alla città di Ninive, e diventò grande conquistatore grazie all'aiuto di Semiramide, che cavalcava in armi al suo fianco. Questa donna era ancora molto giovane quando Nino venne ucciso da una freccia. Dopo aver celebrato il rito funebre la donna non abbandonò le armi, anzi più di prima prese a governare con coraggio e vigore il suo regno. Era così temuta come guerriera, che non solo mantenne i territori già conquistati ma, alla testa di una grande armata, mosse guerra all'Etiopia conquistandola e unendola al suo impero. Da lì partì per l'India e attaccò gli Indiani, li vinse e li soggiogò arrivando a conquistare tutto l'Oriente.”.

Perchè tanto odio? Perchè tutti decantano i grandi conquistatori maschi ma si tace completamente sulle femmine? Perchè solo Giulio Cesare, il grande Giulio Cesare, tacciato di essere una donna in quanto si giace anche coi maschi adulti (coi ragazzini sarebbe stato normale)  risponde che Semiramide era una donna e aveva conquistato tutto l'oriente, e le Amazzoni erano donne e avevano conquistato l'Asia?
Perchè era vero e inconfutabile, come era vero che le odiate babilonesi avevano una certa libertà di costumi, non dimentichiamo che il Giovanni nella delirante Apocalisse chiama Babilonia "La grande meretrice".

Semiramide passerà alla storia come assassina del marito, incestusa col figlio e suicida, ma è tutta una falsa storia. Nell'Opera di Rossini muore ammazzata com’è giusto che sia, mica se la può cavare così. Ma questi misfatti nascono solo dalla testa di Orosio, su cui si sono impiantate leggende molto più tarde.

La Chiesa cattolica stipendia i maschi, cioè i preti, ma non le donne, cioè le monache, che sono quelle che lavorano incessantemente, anche 12 ore al giorno, mandando avanti ospedali, B and B, alberghi, asili, pensioni ecc. Insomma lavorano più dei preti ma non sono pagate, è per troppo amore verso le donne?

Le amazzoni invece non sono mai esistite, eppure ci sono più fonti sulle amazzoni che su Alessandro Magno. Ma è un discredito per i maschi per due ragioni:
  • la prima è che le donne possano fare a meno degli uomini. 
  • la seconda è che le donne non sono così debolucce come sembrano e se si uniscono possono difendersi benissimo.
Saffo:
Le Cretesi talora così su piedi leggeri
armoniose danzavano ai lati del caro altare

sull’erbetta tenera in fiore morbida
...”

Dove sei Creta dai begli affreschi e dalla gioiosa atmosfera delle belle fanciulle a seno nudo cui nessuno mancava di rispetto? La società maschilista ha punito donne e figli, perchè il pater familias ha sempre sofferto di onnipotente autocentrismo... a discapito dei più deboli... esattamente come il suo Dio.




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