lunedì 25 novembre 2013

IL CALENDARIO MATRIARCALE



LA PRIMAVERA

Antiche sacerdotesse:

Ci stendevamo sui prati in fiore, in primavera,
quando l'antica Grazia, o Flora,
spruzzava colori su petali e farfalle.

La Dea correva con l’arco a tracolla, e il cane
famelico seguiva le orme e rintracciava le belve.

Inebriate dalla rosa canina ci consacrammo a Lei;
la rosa dell’anima poteva schiudersi,
e il cane della Necessità snidarci.

Prede e cacciatrici,
partecipammo al morire e risorgere della natura,
dolore e gioia ci afferrarono come un laccio d’amore,
perché la Grande Diana col fedele cirneco
era risorta dall’Ade e noi con lei.

Così nel primo mese seguivamo la Dea nei boschi
e ci stendevamo esauste accanto ai rovi di rosa.

Marte era un Dio e Marzia un gigante,
scuoiato dal crudele Apollo,
geloso della melodia del biflauto.

Poi Apru schiudeva le corolle dei fiori
che stendevamo ai piedi della Dea,
presagio di rinnovamento e buon frutto.

Quindi Maia avanzava col suo velo di rugiada,
e nel secondo e terzo mese dell’anno
ci sdraiavamo alla luna dall’alone rosso,
temuta dai pastori che coprono il capo
sotto la luna rossa che rende folli.

Amavamo quella follia,
che ci accendeva come una candela,
e nel tempio ardevano i bracieri
con erbe che danno visioni.



LA ROSA

Trattasi anticamente della rosa selvatica, poi è passata alla Madonna, ma era di Iside... lo dice Apuleio.

La rosa mistica è l’estasi della natura, ma la Chiesa l’ha trasformata in simbolo di purezza, così da Vergine è diventata frigida, da Grande Prostituta a puritana.

Nel mito di Venere e Adone, quando lui viene colpito dal cinghiale, la Dea corre pungendosi con un rosaio. Il sangue della Dea tinge le rose che da quel giorno diventano rosse.

Prima erano solo bianche. Nelle Metamorfosi Apuleio, come suggerisce la Dea Iside, deve mangiare rose rosse per tornare da asino a uomo.

La via mistica della setta orientale dei Sufi a Baghdad, nel XII secolo, era il Sebil-el-Uard, " La Via della Rosa”.

I Rosacroce si salutavano: “Possa fiorire una rosa sulla tua croce”.

In un mito poco conosciuto, Marte, Dio della guerra, nasce da una rosa, infatti in tempo di pace era protettore dei giardini, insomma è figlio della Dea.

Nell'antica Roma fin dal I sec. d.c., c’erano le Rosalia o festa delle rose, dedicate al culto dei morti, tra l'11 maggio e il 15 luglio, e venivano portate sulle tombe per offrirle ai Mani. Del resto Ecate, Dea degli inferi e dei morti, aveva una corona di rose.



LO SCUOIAMENTO

Dunque Marzo è da Marte in origine Dio del raccolto.
Marsia invece, o Martia, o Marzia, è un gigante che sfida Apollo nella musica: il biflauto contro la lira. Marsia ha successo e Apollo, che ha un brutto carattere e non sa perdere, lo scuoia vivo.
Il mito dello scuoiamento ha radici più profonde e nelle vecchie chiese romaniche compare il martire scuoiato, S. Bartolomeo, che gira tranquillo con la pelle a tracolla.
“Togliersi i vestiti di pelle” era l'antico detto dell’introspezione. Il moto in mano maschili diventa violenza, ma aveva tutt'altro significato.

Togliere l’immagine artefatta di noi è come levarsi la pelle, fa maluccio.
Ma gli eroi greci, già patriarcali, se ne guardarono bene e scuoiarono gli animali, meglio uccidere l’istinto che l’immagine di noi stessi.

E' una carneficina di animali:

- Dioniso porta la pelle della pantera
- Ercole la pelle del leone di Nemea che ha regolarmente ammazzato
- Ercole strangola i serpenti quando era in culla
- Mitra ammazza il toro
- Apollo uccide il serpente pitone
- Giove strappa un corno alla capra Amaltea

Lo scuoiamento anziché la denudazione di se stessi diventa tortura e morte per gli animali. Prova ne sia che l'immagine di Apollo che scuoia Marzia vede il gigante sempre rovesciato, a testa in giù e piedi in su, uno che vede il mondo a rovescio, come l'appeso dei tarocchi.

Di Athena, che aveva inventato il flauto, si dice vi rinunciasse perché le gonfiava le guance imbruttendole il viso, ma era una Dea che rifuggiva la seduzione e faceva la guerra, figurarsi se temeva di sfigurare. Guarda caso il flauto gettato da Athena fu raccolto da Marsia e con quello sfidò Apollo.

Gli strumenti a fiato sono antecedenti a quelli a corda, nel bandire le sacerdotesse furono sostituiti gli strumenti sacri alla Dea, sembra che gli iperborei usassero la lira e condannassero le Dee locali sostituendole col culto di Apollo.



IL MONDO ROVESCIATO

Che vuol dire l'Appeso dei Tarocchi?

Che significa vedere il mondo a rovescio?

FLORA
Significa scambiare il cielo con la terra, vedere sacro ciò che sta in terra e falso ciò che sta in cielo, perchè in terra c'è l'istinto che appartiene alla natura, e in alto c'è la mente che inganna.

Dobbiamo scambiare il sopra col sotto perchè già lo scambiammo a suo tempo.

Nelle origini la Dea stava sulla terra, nelle origini gli Dei, si dice, camminavano tra gli uomini.

Le Dee stavano nelle acque, dentro gli alberi cavi, nel profondo dei vulcani, nelle grotte, ma pure tra le rocce sui campi.

Poi venne il patriarcato e gli Dei si allontanarono dagli uomini, rifugiandosi sulle vette dei sacri monti, come gli Dei Olimpici.

Ma non bastò, gli uomini si allontanarono da se stessi confinandosi nelle loro menti e così fecero per gli Dei, cacciando il mondo femminile e creando un solo Dio maschile, dispotico e geloso, punitivo e vanitoso che però chiamarono giusto e misericordioso.

Questo Dio si staccò dalla natura e andò oltre le nuvole, cioè nella mente degli uomini, cancellando da sè ogni femminile, pertanto cancellando amore, compassione, partecipazione, perdono e misericordia. tanto che poi dovettero affiancargli una donna (giammai una Dea), che fosse misericordiosa, ma la fecero passiva, ancella e schiava del Dio maschio, per cui totalmente impotente, capace solo di implorare il Dio padrone.

Sulla Porta Alchemica di Piazza Vittorio a Roma sta scritto:

SI FECERIS VOLARE TERRAM SUPER CAPUT TUUM EIUS PENNIS AQUAS TORRENTIUM CONVERTES IN PETRAM

(Se avrai fatto volare la terra al di sopra della tua testa con le sue penne tramuterai in pietra le acque dei torrenti)

e poi:

QUI SCIT COMBURERE AQUA ET LAVARE IGNE FACIT DE TERRA CAELUM ET DE CAELO TERRAM PRETIOSAM

(Chi sa bruciare con l'acqua e lavare col fuoco, fa della terra cielo e del cielo terra preziosa)



LA RINASCITA

Nel matriarcato vigeva l'anno lunare, di 13 lune che gli ebrei adottano tutt'oggi. Lo adottano perchè risale al loro matriarcato, in cui la luna era più importante del sole, sia perchè permetteva di vedere l'oscurità dell'anima, sia perchè era il riferimento per le coltivazioni, a seconda di ogni luna c'erano da fare particolari lavori.
La primavera pertanto alludeva sia alla natura che alle creature viventi, tutto muore e risorge.

Anonima - Pervigilium Veneris (III sec. d.c.)

Ami domani chi non amò mai: domani ami chi amò.
Ecco la nuova primavera, la primavera dei canti;
di primavera è nato il mondo,
di primavera concordano gli amori,
di primavera sposano gli uccelli e la foresta
spiega la sua chioma dalle piogge fecondatrici.
Domani la congiungitrice degli amori
tra le ombre degli alberi intreccia
verdi capanne con ramoscelli di mirto.
Domani detta Dione le sue leggi dall’altissimo trono.
Ami domani chi non amò mai. Domani ami chi amò.

E' evidente che si parla di reincarnazione. Ma Dione chi è?

Un'antica Dea, madre di Venere, della natura e della fertilità. Chiamata Dia, o Dione o Diana, da qui la parola Dio nel monoteismo cattolico. La primavera era la sua rinascita.



MARZO

Era il mese in cui iniziava il calendario matriarcale, cioè l'anno nuovo che moriva il giorno precedente l'Equinozio di Primavera e rinasceva appunto all'Equinozio di Primavera.
In latino si diceva æquinoctium, perchè la notte aveva la stessa durata del giorno, ma perchè non si diceva aequidies, sottolineando che il giorno aveva la stessa durata della notte?

Perchè in era matriarcale la notte era più importante del giorno, il buio più della luce, perchè l'ombra, o il buio è ombra e buio dentro di noi e conta più del mondo esterno.

Non a caso sul frontone del Tempio della Dea Tellus a Delfi era scritto in lettere cubitali: GNOTHI SEAUTON, tradotto in latino NOSCE TE IPSUM, cioè CONOSCI TE STESSO.

Ops o Demetra o Abbondanza, Dea dei raccolti rigogliosi fu Grande Madre e Dea del raccolto, era venerata con riti esoterici o quasi dai fratelli Arvali.

La più antica preghiera in lingua latina è il carme dei sacerdoti Arvali, seguaci della Dea (arva i campi e Ambarvalia le feste di maggio dedicate alla Dea) in cui si invocano i Lari, Marmar (Marte) e i Semoni, geni della seminagione.

APRILIA
Marmar, in origine Mavors, era una divinità agreste (da cui martius, il primo mese della primavera). Marmar è strano nome per un Dio maschio perchè "ma" era l'inizio del nome della Grande Madre, come Mary, Maria, Miriam, Ma, Maia, (maio è il nome dell'albero Maggio-ciondolo), Maat, Mara, Mamma, Mammona (divenuta il diavolo), Magna Mater, Mater Matuta. Un Dio del raccolto che diventa Dio della guerra è incongruo, mentre le Grandi Madri, nel triplice aspetto, erano Dee della natura fertile e della distruttività in guerra.

Marvor era peraltro il figlio vegetazione della Dea che moriva e rinasceva ogni anno, mito seguito da molte religioni compresa quella cattolica in cui il Cristo appunto muore e risorge all'Equinozio di Primavera.

- Dunque il primo dell’anno era in primavera. -

Le feste del primo dell'anno, fra Marzo e Aprile, erano per la Grande Madre, come la festa del 15 Aprile dedicata a Forcidia Tellus e del 19 Aprile, le Ceralia dedicate a Cerere. Per ambedue le feste si sacrificava la scrofa, o “porca praecidiana” per la prima mietitura, mentre la “porca praesentania” veniva sacrificata ai funerali in presenza del cadavere come offerta funeraria, quindi nascita e morte. La scrofa è l'animale che alleva e allatta molti figli era la Dea prolifica e generosa, regolatrice di vita e morte, come la cornucopia piena e vuota, o luna piena e luna nuova, nel mito dell'eterno ritorno, o del ciclo infinito.

Cerere fu assimilata a Demetra nel V sec. a.c., Dea della terra e della guarigione, che al ratto di Core assume l'aspetto irato e diventa Melania, la nera, o Erynis, l'irata, da cui le Erinni. Sembra che la Gorgone fosse l'alter ego di Core, in realtà la spaventosa Dea era l'energia della terra, col serpente e la lingua di fuori come la Dea Kali. 

Temuta per chi non la comprende, generosa per chi ne conquista i Sacri Misteri. Alla Dea Dia, da cui l’appellativo Dio, altrove chiamata Bona Dea, veniva sacrificata un'agna opima. Bona Dea era una divinità latina anteromana venerata dal sodalizio dei Fratelli Arvali che recitavano a passo di danza il famoso Carmen Arvale: - Enos lases invate... - fu detto un culto agrario ma era misterico, posto al V miglio della Via Campana, e solo gli eletti potevano essere accolti. 

La Dea Opi era una Grande Madre della natura, suo marito era il Dio Conso e veniva festeggiata il 25 Agosto nell'Opiconsivia e il 19 Dicembre nelle Opalia. Alla Dea Flora i Romani dedicavano una settimana di feste dal 28 Aprile al 6 Maggio con giochi e spettacoli, oltre al lancio di lupini e fave, piante legate ai Sacri Misteri. 



APRILE

- Aprile da Apru, Dea etrusca della primavera, corrispondente ad Aprilia latina, colei che apre le corolle dei fiori. Corrispondente pure a Flora. -



MAGGIO


- E Maggio è Maia, Dea del fuoco e del calore sessuale, e la sua festa si celebrava il primo Maggio, il giorno in cui si festeggia la Madonna.

Maia partorisce Hermes, o Mercurio, e lei passa in secondo piano. Sicuramente agli inizi era il figlio che muore, resuscita e s’accoppia con la Madre.

Infatti Mercurio ha il lato infero in qualità di “psicopompo”, accompagnatore di anime, come la Lasa etrusca aveva ali, lei sulle spalle e lui ai piedi.

Nel mito successivo Hermes s’accoppia con Venere, antica Dea primigenia, che gli partorisce Eros, l’amore.

Maia lascia il trono olimpico ai maschi come fece Estia, per la variazione del culto da femminile a maschile.

Il primo maggio è pure la festa dei lavoratori. Perchè? Se era la festa di Maia e della Madonna, che c'entrano?

C'entrano Perché le donne lavorano più degli uomini.



GIUGNO

- Giugno (Iunius) si dice derivi da Giulio Cesare, o Julius, in realtà era il mese di Iunio, o Giunone, Uni per gli etruschi.



LUGLIO

Luglio era il mese Lunio o Luna, divinità minore romana, antica Dea Madre.



AGOSTO

Augustus, o Agosto, riguardava i Cesari, anche se Augusta era un antico appellativo della Dea. -



SETTEMBRE OTTOBRE 

Settembre, ottobre, novembre e dicembre indicano la sequenza dal settimo al decimo mese, perché nel matriarcato l’anno iniziava all’equinozio di primavera, col risveglio della natura. Nessuno fa caso che Settembre è il nono mese dell’anno, e si dovrebbe chiamare novembre, che ottobre è il decimo e dovrebbe chiamarsi dicembre.



NOVEMBRE DICEMBRE

Antiche Lune:
- A novembre danzammo con i folletti e le ombre, e dissero che erano i morti dell’Ade, li nutrimmo con le offerte di vino e focacce, e ci chiamarono streghe. -
Novembre e dicembre non sono il nono e il decimo mese dell'anno, bensì sono l’undicesimo e il dodicesimo mese dell’anno.

Resta la festa di Hallowin, per noi Tutti i Santi e Giorno dei Morti, feste che vanno dalla notte del primo al due novembre, squallide riedizioni della Notte degli Spiriti, antica festa celtica di folletti e maghe, ma nessuno in quella notte osa contattare le creature della Terra di Mezzo come all'epoca. 

Hallowin è diventata la notte delle streghe, da Stryx, strige, uccello notturno che succhiava il sangue ai bambini in culla istillando latte avvelenato. 
Ritenute arpie o vampiri, da Plauto, Ovidio e Plinio, accusandole di aborti e infanticidi. Le donne che celebravano i pagani culti agrari secondo la Chiesa avevano venduto l’anima al diavolo per avere poteri magici e trasformarsi in animali.



GENNAIO

Gennaio era dedicato a Giano, Dio bifronte, antico figlio-marito della Madre Giunone (Ianua).

Giano (Ianus) era in coppia con Ianua, o Juno, divenuta poi Giunone che in alcune incisioni allatta Iovis (Giove).

Il principio e la fine dell’anno erano sacri alla Dea, perché il primo calendario lo stabilirono le Sacerdotesse, che appendevano nastri sull’albero sacro per segnare i mesi, e la Dea era bifronte, l'alfa e l'omega.

In seguito Giano divenne il figlio della Dea che nasce e muore ogni anno, come la vegetazione, e l'essere bifronte passò a lui.

Il primo calendario fu lunare, di tredici mesi, solo in seguito divenne solare, col patriarcato.



FEBBRAIO

Febbraio non è dedicato a Febo, l’Apollo Greco, nè a Februus, o a Faunus, ma in realtà risale a Febe, o Phoebe, uno dei nomi di Diana, Dea della caccia, della luna e degli inferi. Diana, come il fratello Apollo, è nata sull'isola di Delo, per cui è chiamata anche Delia. Probabilmente in origine erano madre e figlio, Febe e Febo, e poi coniugi come Juno e Jano.

Febe è greca, figlia di Urano e Gea, Esiodo la definisce “Febe dalla corona d'oro”. Le era attribuito l'Oracolo di Delfi, prima che Apollo glielo fregasse, e sostengono sia stato un gentile omaggio della Dea. Poco convincente perchè, come racconta Plutarco, il tempio della Grande Madre era in macerie e stava dietro a quello di Apollo, insomma una sostituzione.

Ma esiste anche una Iunio Februata, o Giunone Purificata, che si festeggiava il 14 febbraio, purificando case e città con fiaccole accese. Iuno Februa fu sostituita con Februus, come la Dea Lupa divenne Lupercus. -

- E... Aprilia, la cittadina, ha a che vedere con Aprile?

Gli antichi centri urbani portano spesso i nomi d’una Dea: Ceri, o Caere da Cerere, Pomezia da Pomona, Populonia dalla Dea omonima, Roma dalla Dea Roma, Alba dalla Dea Alba. Anche oltre Europa le città erano dedicate alle Dee, come Biblo dalla Dea greca Biblos e Beirut dalla Dea fenicia Beruth.

Le feste di Aprilia, Apriliae, cui è omonimo il comune del Lazio, erano dedicate alla Dea Flora e all’antica Dea Aprilia, o Apru, colei che fa aprire le corolle, legate alla primavera, all’accoppiamento degli animali e lo sbocciare dei fiori. Per non parlare di Roma, la cui immagine divina sta ancora in Campidoglio e regge in mano la luna piena e non è che gioca a palla.




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