lunedì 17 giugno 2013

I SACRI MISTERI - I



I SACRI MISTERI AMAZZONICI

Mirina (regina delle Amazzoni), percorse gran parte dell’Africa e spintasi sino in Egitto strinse un trattato d’amicizia con Oro, il figlio d’Iside, che allora governava il paese, combatté contro gli Arabi e ne uccise molti, soggiogò la Siria e mandò liberi quei Cilici che spontaneamente avevano ceduto e le si
erano presentati con doni dichiarandosi pronti ad obbedire ai suoi ordini, motivo per cui costoro ancor oggi si chiamano Cilici Liberi.

MISTERI DI CERERE
Sottomise anche le genti della regione del Tauro, benché fossero di forza superiore, ed attraverso la Grande Frigia scese sino al Mar Mediterraneo dove conquistò una dopo l’altra le regioni costiere, fissando il confine della sua campagna al Caico.
Dopo aver scelto nei territori presi colla spada i luoghi piú acconci per la fondazione di città ne fondò molte, fra le quali diede il suo nome ad una sola [Mirina in Misia, alle foci del Kodja], alle altre invece quello delle Amazzoni che tenevano le cariche piú alte, ad esempio Cuma [eolica, presso Namurt Kjöi], Pitane [sulla penisola di Candarli] e Priene.

Questi furono gl’insediamenti sulla costa, ma altre piú numerose città fondò nell’interno. S’impadroní anche di alcune isole, in particolare di Lesbo, dove fondò la città di Mitilene dal nome della sorella che
aveva preso parte alla spedizione.
Poi mentre stava conquistando le altre fu sorpresa da una tempesta, ed avendo supplicato la Madre degli dei [Cibele] di salvarla, fu trascinata sino ad un’isola deserta che, obbedendo ad una visione avuta in sogno, consacrò alla dea erigendovi altari e compiendovi grandiosi sacrifici.

L’isola fu da lei chiamata Samotracia, che in greco significa ἱερὰ νῆσος, ossia “isola sacra”; alcuni storici però sostengono che si chiamasse dapprima Samo, poi i Traci che vi abitarono per un periodo la chiamarono Samotracia.

Il mito racconta che quando le Amazzoni tornarono sul continente la Madre degli Dei, compiaciuta dell’isola, vi stabilí altri abitanti, tra cui i propri figli noti come Coribanti [PLUT.  (chi sia il loro padre viene indicato nella cerimonia d’iniziazione e non si può qui rivelare [PLAT. Euthid. 277d]). La Dea istituí anche i misteri che ora vi si celebrano e stabilí per legge che il santuario
fosse inviolabile.


ANTICHE SACERDOTESSE (Vivens Mortuus - Eburnea 48)

Danzammo orgiastiche all’ombra dei templi,
attorno all’omphalos primigenio, l’ombelico del mondo,
a piedi nudi, nei boschi consacrati,
fendendo la notte col falcetto d’argento,
e sui capelli ponemmo l’edera e il finocchio selvatico.
Vestimmo pelli di lupa per l’ombra della foresta.
Ci addentrammo nella notte oscura cercando noi stesse,
vagando incerte al chiarore della luna.
Così penetrammo i Sacri Misteri.
Ultime lupe d'un tempo scomparso
fuggimmo i maschi per non perderci,
ma i maschi ci odiarono per questo,
perchè solo noi potevamo dargli la luce,
e piuttosto che riconoscerci il dono
rifugiarono nel mondo inquieto della mente.
Lì erano finalmente i padroni del mondo. 


Ora le donne pregano la Madre addomesticata perché interceda presso il Dio maschio, e così gli uomini. I Sacri Misteri non esistono più, Avalon, il mitico mondo della magia.. è un mito, e s’allontana sempre più dagli uomini. “Pochi riescono a raggiungerlo, i più sbarcano sull’isola dei preti” avverte la maga Morgana nelle Nebbie di Avalon. La fantasia è tacciata d'irrealtà, anche quando è intuizione.

La natura non è più magia ma scienza. Il femminile agonizza da millenni. Satiri e ninfe non s’accoppiano più nelle selve profumate, le ninfe non s’addormentano più sull’erba umida, non si rincorrono sulle sponde dei rivi. Tutto è codificato, la vita è contratta dentro una scatola vuota e gli esseri gridano prigionieri di quel vuoto. S’innamorano per riempirlo, o opprimono con il loro potere, o contestano il potere oppressivo. Gridano per la libertà ma sono prigionieri dentro, oppure lottano per il successo restando col vuoto. Vivono in un casellario, e credono sia la vita.

DEA FAUNA
Per il filosofo Walter Shubart:

- La religione primitiva è la religione del matriarcato generatore. La religione di redenzione è la redenzione delle creature separate dal grembo materno. Nella prima il principio universale assoluto e creatore è dichiarato sacro; nella seconda l’individuo creato va cercando tentoni all’indietro la sua origine assoluta. Quella si completa riproducendo in eterno, questa si dilania la nostalgia dell’eterno. La devozione della religione primitiva è la creatività. La devozione della religione di redenzione è la nostalgia. -

Il peccato originale, se esiste, è d’esserci creati una mente individuale che ci separa dall’universo madre, da qui la nostalgia, ma è stato pure il cammino dell’uomo, e non poteva essere altrimenti. Nell’essere umano la presa di coscienza è sofferenza.
Per tornare all’unità, occorre, come diceva Jung, “destrutturare” la mente. La coscienza universale, filtrata dall’individuo, è frammentata, ognuno la percepisce col proprio ego, non per egoismo, ma per separazione.

Tutte le dottrine sull’altruismo sono quindi imposizioni comportamentali, che possono provocare un miglior rispetto sociale, e non è detto, ma non danno nulla alle anime e non tolgono un grammo all’infelicità umana. La redenzione è il ritorno alla madre universo, meta della pace e distruzione dell’individualismo, per cui vissuta come morte.

Il femminile sapeva immergersi nella palude, palude dell’anima e della vita, che è la stessa cosa.
Se non mi immergo non muoio, ma nemmeno vivo”.



MADRE DI TUTTI I MISTERI



"Madre di tutti i misteri, che i preti non sanno che roba sia, 
tu vivi nel buio della nostra profondità, 
e invano i semiti proibirono l’immagine del Dio padre nei templi, 
egli resta un padre di famiglia, severo e dispotico, 
aldifuori di noi, da pregare e supplicare. 
Tu, la velata, sussurri che siamo della tua stessa essenza 
e che pregarti è superfluo, perchè tu sei nell'anima. 
Madre velata, tu dai a ognuno 
la possibilità di penetrare nel mondo ignoto, 
per questo sei pietosa, ma farlo scatena paure. 
Sei l’oscurità dell’Ade dove Pluto nasconde un tesoro, 
come Saturno nel Lazio, per questo ti chiamarono: Saturnia Tellus"

Secondo la leggenda Saturno fu legato nel Tartaro da Giove, (ma è tartaro pure il residuo delle vinacce che si deposita nelle botti, tanto prezioso per l’alchimia) e non aveva tutti torti, visto che divorava i figli.
Saturno divorava i figli, cioè il futuro, attraverso il termine della morte.

Per questo accanto a Diana, nel bosco di Ariccia, si venerava il Dio Termine, o Sabazio, cioè Saturnino, per altri Vertumnio, Dio autunnale del ciclo vegetale. Ma il Dio, continua il mito, è sepolto nel Lazio, Latium, il luogo segreto, (latere=nascondere, da cui latente: ciò che può essere svelato) e chi lo trova scopre il seme d’oro che ha celato.

Non è un Dio da nulla Saturno, perché è vecchio, vecchissimo, ha tanta esperienza, e una falce tra le mani, con cui non sembra voler mietere il grano. Che avessimo celato nel profondo il concetto di morte? Che i pochi che possono attraversarlo scoprano l’indistruttibile?

Fossi tu, Saturno, quel piombo vile che gli alchimisti volevano trasmutare in oro?

Saturno, Dio nudo coperto solo dai lunghi capelli bianchi, vagamente palustre, preciso come S. Rocco nelle vecchie iconografie; in quelle più recenti una veste ce l’ha se no fà scandalo, e porta un bastone con una campanella, quella del risveglio.

CERERE
L’hanno già tolto dal calendario?

Se è così ci dispiace, era un vecchio simpatico.

- Nella tua veste più oscura, Madre, anche tu mostri la falce che miete le vite, ma non fai il becchino, tu uccidi i vivi lasciandoli vivi, dai la morte iniziatica. In questo sei già Sfinge, un autentico mistero.. -

Apuleio - Le metamorfosi - X
"Finalmente sfilarono le schiere degli iniziati ai sacri misteri, uomini e donne di ogni condizione e di tutte le età, sfolgoranti nelle loro vesti immacolate di candido lino, le donne coi capelli profumati e coperti da un velo trasparente, gli uomini con il cranio lustro, completamente rasato, a indicare che erano gli astri terreni di quella grande religione; inoltre dai sistri di bronzo, d'argento e perfino d'oro, traevano un acuto tintinnio. 
Seguivano poi i ministri del culto, i sommi sacerdoti, nelle loro bianche, attillate tuniche di lino, strette alla vita e lunghe fino ai piedi, recanti gli augusti simboli della onnipotente divinità. Il primo di loro reggeva una lucerna che faceva una luce chiarissima, però non di quelle che usiamo noi, la sera, sulle nostre mense, ma a forma di barca, e tutta d'oro, dal cui largo foro si sprigionava una fiamma ben più grande. 
Il secondo era vestito allo stesso modo ma reggeva con tutte e due le mani degli altarini, i cosiddetti «soccorsi», a indicare la provvidenza soccorritrice della grande dea; il terzo portava un ramo di palma finemente lavorato in oro e il caduceo di Mercurio, il quarto mostrava il simbolo della giustizia: una mano sinistra aperta. 
Questa, infatti, lenta per natura, priva di particolari attitudini e di agilità, pareva più adatta della destra a raffigurare l'equità. Costui, inoltre, portava anche un vaso d'oro, rotondo come una mammella, dal quale libava latte, un quinto recava un setaccio d'oro colmo di rametti anch'essi d'oro e un altro un'anfora."

Daeira, per altri Deianira, fu la Grande Dea venerata a Eleusi, figlia di Demetra e di Oceano; con Ermete generò Eleusi, fondatore della città omonima. Ergo, i Misteri sono figli della terra e delle acque, e non del cielo tra le nuvole. Le prime iniziatrici furono le sacerdotesse.

- Del resto Mosè viene calato in un cesto da una donna e affidato alle acque sacre del Nilo, recuperato poi dalla figlia del Faraone che lo inizia ai sacri misteri, altrimenti da chi aveva imparato a fare magia col serpente di rame?

- Anche Romolo e Remo vengono abbandonati sulle acque del Tevere per essere recuperati da una lupa. "Lupe" era il nome delle antiche sacerdotesse che s'avvolgevano in pelle di lupa e ululavano alla luna nei riti.

DIONISO ED ARIANNA
Quando la prostituzione sacra ebbe termine restarono le meretrici profane che operavano nei "lupanari", un tempo tiasi (monasteri) della Dea Lupa, dove richiamavano i clienti col verso del lupo.

I famosi Lupercali erano le feste delle antiche sacerdotesse che si svolgevano a Roma e nelle zone dei laghi romani, attuali Castelli Romani.

Passarono poi al Dio Pan Lupesco, visto che la Dea Lupa era caduta in disgrazia, che sorvegliava le greggi e le proteggeva dai lupi.

Si partiva da una grotta ai piedi del Palatino in cui, secondo la leggenda, erano stati allattati Romolo e Remo dalla "lupa", si sacrificavano capre e cani e si colpivano le donne con fruste in segno di purificazione che però le rendeva incinte, l'aggressività maschile non manca mai.

Nel V sec. d.c. fu sostituita dalla festa di S. Valentino, festa degli innamorati, con un eros più soft.... e meno allusioni misteriche...

- Rito di Iniziazione è pure il mito di Tiresia che sorprende Athena nuda al bagno, accecato e poi ricompensato con il dono della chiaroveggenza. L'accecamento è la chiusura agli stimoli esterni. In alchimia è la chiusura ermetica dell'aludel (alambicco), con apertura del terzo occhio o occhio interiore, o seconda vista, o chiaroveggenza (veder chiaro).

- Così Atteone che disvela Diana nuda al bagno viene ucciso e trasformato in cervo, animale sacro per le corna in comunicazione col divino, corna indossate dai druidi con lo stesso significato.

- Re Davide che scopre la nudità di Betzabea al bagno è il resto di un mito più antico e la morte iniziatica è rappresentata dalla morte del marito Urii il guerriero.

- Salomè esegue per Erode la danza dei sette veli (sette sono i gironi dell'Ade attraverso cui si spoglia nuda Ishtar nella sua discesa), la danza comporta la decapitazione di S. Giovanni ma il taglio o sostituzione della testa è simbolo di morte iniziatica e trasformazione dell'adepto.

- Così Giuditta taglia la testa ad Oloferne, poco credibile anche perchè se ne torna a casa indenne passando attraverso l'esercito, sicuramente allusione all'antico rito misterico.

- Nell'iniziazione femminile di Cagliostro conservata presso i musei Vaticani, l'adepta, raggiunto il grado di Maestra (iniziazione pseudo-massone), dichiara di aver tagliato la testa al serpente, invece della sua, perchè il rito è ormai patriarcale e dei serpenti non si cinge ma li uccide.

- L'Iside velata nell'iconografia cristiana diventa Maria Maddalena nuda coperta di capelli, prostituta redenta, retaggio della Grande Prostituta o sua sacerdotessa.

- Pure Eva, Madre dei Viventi, è rappresentata nuda e coperta di capelli, ce n'è una bella statua a Ravello dentro una grotta, con sguardo spaventato... Adamo l'avrà traumatizzata.

- Io sono colei che è, che è sempre stata e sempre sarà e nessun uomo ha mai osato sollevare il mio velo. – mormorava un tempo la Dea. Poi il detto passò a Javhè, omettendo la seconda parte perchè il Dio col velo da sollevare o non, suscita dubbi e risolini.



LA MORTE INIZIATICA

La “morte iniziatica”, o “piccola morte” dei Sacri Misterii, esiste o è pia invenzione?
Esiste, è sempre esistita e non è gradevole: c’è chi ci entra in punta dei piedi e chi si tuffa, dipende dai caratteri, ma è bruttina per tutti.

Pochi ci arrivano perché procura una depressione bella e buona: muoiono le energie legate al mondo esterno, quindi morte delle emozioni e qualsiasi azione o pensiero diventano inutili.
Si resta istupiditi a guardare una vita senza senso, perché perdiamo quel che ci ha dato il mondo.

Poi, lentamente, senso ed emozioni tornano da sole, ma da dentro.
Cominciamo a capire le cose, non col cervello, ma col cuore, e il mondo si chiarisce, ed è una favola, il sogno più bello.

E' il passaggio dalla mente al cuore, quello tanto agognato in oriente mediante tecniche di meditazione che a nulla servono se non si fa il viaggio interiore.
Il monaco benedettino Pernety, tre secoli fa studiò i Sacri Misteri:

- Le Termoforie erano chiamate Misteri a causa del segreto che si esigeva da coloro che venivano iniziati, come scrive Erodoto.
I Misteri di Cerere, detti dai greci Termoforie, erano i più sacri ed erano di due specie: i grandi ed i piccoli; per essere iniziato nell’uno e nell’altro occorreva saper custodire il segreto. I Piccoli Misteri servivano di noviziato prima d’essere ammesso ai Grandi Misteri. 

I primi si celebravano nelle vicinanze di Atene, i Grandi ad Eleusi. Il tempo della prova durava cinque anni durante il quale periodo era richiesta la più assoluta castità. Dopo aver subito molte prove si diventava Misto o candidato Epopta, vale a dire che si potevano presenziare le cerimonie più segrete, e per quanto si fosse Epopta, non si possedeva la totale e completa conoscenza; perché i Sacerdoti si riserbavano i segreti in molte cose. 

La festa dell’Iniziazione durava nove giorni. Ciascun giorno aveva le sue cerimonie: quelle del primo, secondo e terzo giorno costituivano la preparazione. Il quarto un carro con ruote senza raggi, tipo tamburo, veniva tirato da buoi ed era seguito da donne che gridavano: Buongiorno Madre di Dio!, recando scatole e ceste nelle quali erano focacce, lana bianca, melograni e papaveri. 

La vista di detto corteo era permessa solo agli Iniziati, mentre i profani erano obbligati a ritirarsi anche dalle finestre durante il passaggio del corteo. Il quinto giorno s’andava in giro camminando tutta la notte, per imitare la ricerca che Cerere fece di Proserpina, sua figlia, dopo che Plutone l’ebbe rapita. Il sesto giorno si traslava da Eleusi ad Atene la statua di un giovane uomo coronato di mirto, e recante in mano una face. S’accompagnava questa statua, chiamata Iacco, con alte grida di gioia e con danze". -

Insomma i Mysteria erano la festa dell'entrata nell'oscurità e dell'uscita verso la luce.

- Mesrob Mashtot', armeno - Inno alla Dea - 394 d.c.:

FOEMINA MISTERIOSA
"Com’ella tanto nella inestinguibile tempesta 
è aurora che qui a oriente giunge,
ha così tutti noi in sé, la Dea,
amanti di Lei, la preziosissima, l’interna, che
irrompe sconvolgendo i nostri colloqui vani.
Insinuandosi, Ella penetra come Afrodite regna
nelle spume dove pure nacque
Telemaco figlio di Ulisse
e ne derivò lo scotimento dei mondi.
Nelle azzurrine davanti Leucade plaghe di
Zacinto, come sogno, tra i templi
issati all’onore di Apollo, noi pure
osservammo di lontano la felice beanza
naturale che ci attende e prima
e dopo l’usuale nascita, l’usuale morte
."

La festa dei Mysteria ad Eleusi si svolgeva due volte ogni anno e durò dal XV secolo a.c. Al 396 d.c.... circa 1900 anni! Come sono spariti senza lasciare un'eredità? 

Vi partecipavano uomini e donne, liberi e schiavi, greci e barbari. Non ricevevano un insegnamento quanto un'esperienza che cambiava la coscienza e dava la certezza della vita dopo la morte.

Poi tornavano a vivere la vita di ogni giorno, non più membri di una setta religiosa, ma uomini liberi dal timore della morte.

I Mysteria Minori erano celebrati da metà febbraio a metà marzo ad Agrai, un sobborgo di Atene. con abluzioni puridicatorie nel fiume. 

I Mysteria Maggiori erano celebrati da metà settembre a metà ottobre ad Eleusi, luogo prescelto dalla Dea Demetra. 

La Via Sacra univa Atene ed Eleusi ad Atene dove ai piedi dell'acropoli c'era un santuario, l'Eleusinion, in cui si svolgevano i Mysteria. Da qui partiva la processione diretta ad Eleusi, che venne sospesa durante la fase finale della guerra del Peloponneso. 
Nel 407 Alcibiade, accusato di aver profanato i sacri misteri nel 415 a.c., mostrò la sua pietà religiosa conducendo nuovamente la processione con la scorta dell'esercito (Plutarco, Alcibiade 34, 3-6) da Eleusi ad Atene, portando oggetti sacri, e sei giorni dopo da Atene ad Eleusi. Gli ateniesi decretavano un periodo di tregua per la celebrazione dei piccoli e grandi Misteri Eleusini. Il mystes, o iniziato, riceveva e amministrava i Misteri, un .rito composto dai dròmena (cose fatte), legòmena (cose dette) e deiknùmena (cose mostrate), tutto legato al segreto assoluto. Prima si eseguivano gli studi, poi un corso esperienziale cui seguiva un mutamento di coscienza (diathetenai).

Per Proclo i Misteri "provocano consonanza delle anime con il rito in una maniera a noi incomprensibile e divina, di modo che alcuni degli inziandi sono presi dal panico, colmi di divino orrore; altri si assimilano ai simboli sacri, abbandonano la loro identità, acquistano familiarità con gli dei, e sperimentano la possessione divina" - Proclo, In Remp. II 108 17-30 – ed. Kroll. -

Il simbolismo dei Mysteria comunicava messaggi di vita e di speranza.
Demetra era la Madre Terra e Persefone la natura visibile.
I morti tornavano nel grembo della Madre Terra, spighe d'oro venivano seppellite con i morti, simbolo del ciclo di vita: concepimento, crescita, morte e nuova vita.

La DEA è sempre se stessa, ma UNA e TRIPLICE.




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