martedì 3 novembre 2015

BEGLIK TASH





BEGLIK TASH - LA STONEHENGE BULGARA

Beglik Tash, vicino al sud della città balneare di Primorsko, è una formazione naturale di rocce, ovvero degli enormi megaliti scolpiti da una tribù tracia e successivamente utilizzati per le cerimonie religiose, il che significa che vi sono tracce di insediamenti anche precedenti.

I blocchi monolitici sono di origine vulcanica, e si sono formati dal magma indurito fuoruscito da un vulcano attivo durante l'era Mesozoica. Attualmente, il Burgas Historical Societyun museo ha instaurato un museo a cielo aperto, naturalmente poco divulgato e poco conosciuto, come del resto il sito, persino dagli stessi bulgari.

Come mai? Semplice il sito è preistorico e la preistoria non conta perchè ha strane connotazioni matriarcali, senza guerre e quindi senza storia. La storia la fa il patriarcato, che la fa appunto con le guerre. Infatti i libri di storia il matriarcato neppure lo nominano, non si sa cosa sia. Conosciamo 25000 anni di matriarcato contro 5000 anni di patriarcato, eppure per i libri di scuola esistono solo quei 5000 anni di patriarcato.

La maggior parte dei megaliti hanno tracce di sculture che riguardano i rituali sacri dei Traci e pesano oltre cento tonnellate ognuno. Ci sono anche i resti di un labirinto che i visitatori possono attraversare. C'è anche un orologio solare tracio, formato da pietre enormi. Inoltre un'enorme grande roccia, in piedi su due soli appoggi e una grotta, simile al grembo di una donna.

Nel 2003 venne scoperto il santuario tracio di Beglik Tash, il primo megalite santuario tracio trovato finora nel sud est della Tracia e la zona di costa del Mar Nero.

Gli studi condotti hanno dimostrato che dalla fine dell'età del Bronzo, nel XIII sec. a.c., c'erano già nel sito diverse attività umane, che era un osservatorio astronomico e pure un santuario, che vi sono scolpiti 'orme', 'cerchi' e 'bacini'. Dunque il poato sarebbe mistico, pieno di energie e poteri spirituali adatti a ricaricarsi e guarire dai mali.


I reperti dimostrano che il santuario è stato visitato esclusivamente dai Traci ed è associato al culto della fertilità, alla Dea Madre, e alla immortalazione dell'Eroe. Quella dell'immortalazione degli eroi è un'idea molto patriarcale, simile a quella delle prove di iniziazione, dove il maschio deve dimostrarsi degno di essere maschio. Questo perchè i maschi devono sempre dimostrare qualcosa agli altri, le donne mai, perchè sentono se qualcuno è adatto ad aiutare o meno la comunità, non devono mettere alla prova nessuno.  

All'ingresso del sito si può vedere una grande pietra piatta con la forma di un comodo letto matrimoniale dove, secondo gli archeologi, potrebbe essersi svolto l'accoppiamento rituale degli sciamani maschi e femmine. (Ma gli archeologi vedono letti e sesso dappertutto?) Eppoi l'idea degli sciamani maschi e femmine è un'invenzione, nel matriarcato le sacerdotesse, o sciamane, erano solo femmine, e gli accoppiamenti erano assolutamente liberi. L'idea di un accoppiamento elitario è solo mentale e quindi patriarcale. Perchè il femminile lavora per il bene della comunità e il maschile lavora per emergere dalla comunità, cioè per dominare.

Il labirinto è un percorso molto stretto attraverso pietre molto alte che bloccano la visuale, al fine di pulire se stessi del peccato (ma di quale peccato di parla, non siamo nel cristianesimo). Un'altra sfida, una parte del rituale Heros, era l'ingresso in una piccola grotta e la sua luce dall'altra parte, a simboleggiare la sua nascita religiosa come il figlio del Sole e Madre Natura. Infine, si può anche vedere la traccia di un orologio solare su una delle pietre (l'ultima deduzione è un po' più seria).

Un altro posto, simile a un grembo, mostra dove i Traci osservassero la luce del sole attraverso il piccolo foro, che simboleggerebbe l'unione tra il Padre Sole e Madre Natura (il che conferma che gli archeologi vedono sesso dappertutto). Un equinozio o un solstizio non è una copula ma semplicemente una posizione astronomica degli astri. C'era anche un labirinto di diverse pietre, forse una prova per la ricerca di un eletto della tribù che doveva orientarsi e uscire dal labirinto per essere proclamato un semi-dio, un Heros. 

Queste brillanti deduzioni degli archeologi non tengono conto che gli antichi, non solo non ragionavano come noi, ma non erano neppure più stupidi di noi.

Il vivere a contatto con la natura conferisce almeno quel tipo di intelligenza pratica che noi umani abbiamo spesso dimenticato. 

Noi misuriamo l'intelligenza dalla tecnologia, ma lo stato di degrado del nostro pianeta, i popoli che muoiono di fame e le guerre continue dovrebbero farci riflettere sulla qualità della nostra intelligenza. 

Il fatto di vedere qualcosa che abbia grosso modo le dimensioni  di un letto matrimoniale ci faccia pensare a una copula, è perchè essendo una società repressa sessualmente non pensiamo ad altro. Anche sul labirinto che deve mettere in evidenza l'eroe è un'idea da patriarcato. Al matriarcato degli eroi non importava nulla, perchè il bene supremo era quello della comunità unita. La mania di prevalere sugli altri è prettamente patriarcale.

Anche l'idea dell'impurità e del peccato è totalmente patriarcale, e altrettanto la congiunzione del Dio Padre Sole con la Madre Natura.

In realtà nel matriarcato il Dio Padre non esisteva.

Esisteva invece la Dea madre che faceva figli con chi le capitasse, ma la regina restava sempre lei, una regina senza re.

Nell'ottobre 2004 lo scavo è proseguito nella zona centrale del santuario e si è pure iniziato ad esplorare a nord.

E 'stato rivelato che Beglik Tash era un grande complesso rituale con edifici di servizio e un grande centro abitato, paragonabile in termini di valore storico e la bellezza al più grande santuario tracio in terre bulgare, Perperikon (vicino alla città di Kurdzhali).

Beglik Tash è in realtà il nome di una zona circostante più ampia che include la formazione rocciosa dei blocchi monolitici al bordo di una spaziosa radura nel bosco.

I blocchi di pietra sono  formate da magma eruttato dalla vicina vetta del Kitka e poi indurito.

IL PASSAGGIO STRETTO
Il vulcano è alto solo 215 m, ma agì nell'era Mesozoica.

Più tardi, una tribù tracia denominato "stima" usò il posto per le cerimonie di culto del sole (altra illazione gratuita). Conoscere le stagioni non significa adorare il sole, semmai è adorare la natura, la Grande Madre è lei, e non è un'idea ma tutta la materi che ci circonda e di cui noi stessi siamo fatti.

Il labirinto invece sta nella parte nord-orientale della Beglik Tash. Un labirinto di monoliti che si presume (secondo altri archeologi) servisse come divinazione del futuro e la professione, a cui si concentreranno i giovani della tribù. Insomma una specie di test attitudinali, ne hanno di fantasia questi archeologi.

Ma c'è di più: il labirinto ha due uscite - a sinistra, corrisponderebbe con la mistica e la professione sacerdotale e a destra sarebbe associato con l'attività pragmatica della vita. E da cosa l'avrebbero dedotto questi studiosi visto che non c'è un'iscrizione?

IL PRESUNTO LETTO MATRIMONIALE
Per raggiungere la uscite di giovani avrebbero dovuto sottoporsi a vari esami, come passando attraverso uno stretto crepaccio tra le rocce. Il divario da un'altezza di 6 m e una larghezza di circa 50 cm doveva intimorire e si pensava che solo le persone spirituali rette e pure potessero passare attraverso la strettoia. Ma che si sono fumati?

Nelle pietre sacrificali non si trovano tracce di sangue, quindi si presume che le offerte sacrificali fossero solo di origine vegetale, come  uva, fichi e altro. Questo ben corrisponde al periodo matriarcale dove si evitava il più possibile lo spargimento di sangue, animali compresi.

La meridiana è costituita da una pietra principale, curva in modo apposito, e sei pietre più piccole, che sono stati semidistrutti ma di cui si sta operando la giusta ricostruzione. L'ombra dalla pietra principale cade sulle pietre successive dividendo la giornata in sei parti.

Si sa che con l'avvento del cristianesimo vennero visti i megaliti come opera del diavolo, e quindi, dove si poteva, venivano spezzati o distrutti. La solita intransigenza (e distruttività) delle religioni monoteiste.




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