venerdì 29 marzo 2013

LA DEA GUERRIERA




Da Atena greca alla Sakmet egizia, ad Andraste britanna, Dea invincibile invocata prima d’ogni battaglia. Più di Marte a Roma era adorata Bellona, Dea guerriera, nel cui tempio si stabiliva la battaglia e gli accordi con gli ambasciatori. All’inizio delle ostilità il sacerdote della Dea scagliava la lancia davanti al tempio, che restava aperto finchè durava la guerra. Poi la faccenda passò a Marte. -
Anahita fu Dea babilonese armata e a cavallo, in Persia Grande Madre e Dea guerriera, e tra i Germani le antiche Dee Valchirie, declassate a semidee, erano guerriere a volte rappresentate come corvi che volavano sui campi di battaglia a banchettare con i cadaveri.



LE DONNE GUERRIERE

Non solo le Dee ma anche le donne erano guerriere, ce ne sono infinite testimonianze, Amazzoni a parte.
- Artemisia fu grande stratega navale caria e acquistò fama combattendo come generale persiano contro i greci.
- La vergine Camilla dell’Eneide non era invenzione di Virgilio, ma fu regina, condottiera e gran sacerdotessa dei Volsci.
- Candace, regina della Nubia, fu grande condottiera anche se Strabone la diceva brutta e cieca da un occhio.
- Semiramide, regina Assira, guidò l'esercito conquistando l'oriente,
- anche la regina egizia Hacheputzu guidò le armate in battaglia.
- Nelle società meno patriarcali le donne erano libere di combattere, il mondo antico è pieno di regine guerriere, perché la discendenza al trono era maschile e femminile. In Irlanda le guerriere furono abolite poco prima del 1000 d.c. dal cristianesimo, con l'Editto di Tara, per il solito maschilismo della Chiesa. - - Chi passa la vita a fare la guerra deve far tacere sentimenti e pietà, deve staccarsi dall'anima, una donna può essere chiamata a farlo, per difendere se stessa o i suoi cari, ma la guerra non appartiene al carattere femminile e questo è un pregio. Spesso i maschietti criticano i desideri militari di alcune donne, ma perchè hanno paura della concorrenza.

C'è timore di eguaglianza nei ruoli, ma la donna richiede rispetto per le sue scelte. La parità dei diritti è d'obbligo, anche se esistono differenze fondamentali. Si è urlato un tempo contro gli obiettori di coscienza, come fosse un'infamia, traditori della maschia immagine. Poi il pregiudizio è caduto, anche perchè è caduto il servizio di leva. Se una donna vuol fare il militare lo faccia, se un uomo lo rifiuta è sacrosanto, questi sono diritti, ma se un uomo o una donna desiderano scoprire la propria identità profonda dimenticheranno i ruoli perchè un ruolo è una prigionia. La via interiore passa attraverso l'abbandono degli schemi, delle paure e stereotipi del mondo.

L'aspetto guerriero della Dea era uno degli aspetti della morte, quella che si incontrava o si dava in battaglia, oltre alla morte di malattia o di vecchiaia.


Inno Orfico a Morte

"Ascoltami, tu che reggi il timone di tutti i mortali
concedendo un tempo santo a tutti, da quanti ti tieni lontana;
perché il tuo sonno spezza la vita e la traccia del corpo,
quando sciogli i forti legami della natura
portando ai viventi il lungo sonno eterno,
essendo comune a tutti, ma ingiusta con alcuni,
quando nella rapidità della vita interrompi giovinezza al culmine;
poiché in te sola fra tutti si compie ciò che è stato deciso;
tu sola infatti, né da preghiere né da suppliche ti fai persuadere.
Ma, beata, ti chiedo di avvicinarti con tempi lunghi di vita,
supplicando con sacrifici e preghiere
che la vecchiaia sia un buon privilegio fra gli uomini."



ATHENA

Una Dea vergine, di nome Pallade, giunse con l'invasione degli Elleni: era una guerriera, una specie di valchiria, protettrice della tribù. Questa figura fu collegata all'antica Athena Dea del fuoco e del focolare e ne venne fuori Pallade Atena, il cui mito fu riformulato più volte per adattarlo al nuovo ordine patriarcale.

Ogni anno a mezza estate la sua immagine veniva estratta dal tempio e portata fino al mare con una solenne cerimonia, poi veniva detersa e rinnovata in forza e purezza e addobbata con una nuova veste.

Questo qui in basso era dunque il bellissimo volto della Dea, Athena, ex Grande Madre della Grecia, naturalmente col viso colpito dall'odio cristiano che ha distrutto l'arte più pura mai esistita in una civiltà dove il perseguitato paganesimo consentiva ogni religione e ogni credo.

Athena era dunque figlia della Dea Metis nei miti più antichi, figlia di Zeus successivamente, partorita dalla sua testa (meno male, poteva andarle peggio, ma dell'invidia dell'utero gli psicologi non ne hanno mai scritto?), il giorno in cui il re degli Dei aveva un gran mal di testa. Allora si rivolse a Efesto, cioè Vulcano, e gli chiese la cortesia di spaccargli la fronte con un'ascia. Efesto, che forse qualche rancore verso Zeus ce l'aveva, non se lo fece dire due volte e gli aprì il divino cranio da cui uscì la fanciulla già armata.

Miti a parte, basta guardare Athena per capire da che mondo proviene. Ad Athene le donne erano schiave, completamente asservite ai mariti, murate vive nei ginecei da cui non potevano uscire neppure per andare la mercato, figuriamoci le feste e i banchetti.

Eppure una Dea così non ce la sogneremmo neppure oggi, dove chi somiglia di più a una Dea è la Madonna, ma solo come titolo, perchè come immagine sembra una bambina imbarazzata o supplicante, spesso con gli occhi al cielo e a mani giunte. Rispecchia la sudditanza che le donne hanno ancora oggi verso gli uomini.

Ma le ateniesi erano ancora più sottomesse delle donne di oggi, come si spiega allora questo volto maestoso e bello, autorevole e sereno, determinato non da una volontà ma da un'essenza, cui si applica molto bene il detto della Dea Tellus:
"Io sono Colei che è, che è sempre stata e sempre sarà".

Il suo volto non è da Dea Figlia ma Dea Madre, e se il greci le dedicarono il più grande tempio di Atene, quando già imperava il maschilismo, una ragione ci sarà stata.

Secondo un altro mito, quello primitivo, Athena era dunque figlia di Metis e di Giove, e Metis sarebbe stata un'oceanina, una ninfa dunque, capace però di oracolare. Si sa però che la capacità di oracolare veniva dalla Madre Terra e non dai mari per cui la cosa è piuttosto dubbia.
La ninfa aveva predetto a Crono che uno dei suoi figli l'avrebbe detronizzato per cui il buon padre per non perdere la poltrona se li divorava tutti, (come mai il re degli Dei dava retta a una semplice Oceanina? Anche questo fa pensare) però poi aveva predetto che Zeus sarebbe stato detronizzato da un figlio avuto da lei stessa, forse per scampare al solito stupro.
Anche Zeus le credette però le voglie se le doveva togliere a tutti costi, per cui il gioco non le riuscì perchè Zeus, dopo essersi giaciuto con lei, se la divorò: Talis patris...

Athena Promachos
Per farlo Zeus l'aveva indotta a trasformarsi in una goccia d'acqua, (nella mitologia greca l'intelligenza e l'astuzia erano rappresentate come poliformi ed in continuo cambiamento: Meti, infatti, è in grado di assumere qualsiasi forma desideri) e la inglobò bevendola.
Non a caso Proteus, figlio della Terra, poteva ssumere qualsiasi forma e non a caso Ercole lo staccò dalla terra per vincerlo e naturalmente ucciderlo, come tutto ciò che era collegato alla Dea Terra.

Dal che si deduce che l'astuzia (oltre che la perfidia) era di Zeus e non di Metis, visto che si lasciava fregare così. Infatti il re dell'Olimpo non solo evitò la detronizzazione, ma l'obbediente Meti gli oracolava dalla pancia così Giove divenne pure nume oracolare.

Meti era la Dea dell'astuzia in battaglia, pertanto doveva essere una Grande Madre con un lato donativo e uno distruttivo e guerriero, sostituita poi dalla figlia Athena che non solo era Dea della guerra, ma ai greci aveva insegnato tutto: dalla matematica alla geometria, all'arte agricola e agli attrezzi adatti (vanga, zappa ed erpice), ad innestare le piante soprattutto l'ulivo e quindi a produrre l'olio, alla navigazione e a fabbricare le navi, all'arte di fabbricare i vasi, all'artigianato in genere e ad addomesticare i cavalli ponendogli le briglie.

Era chiamata in Grecia "la Dea" che è tutto dire, (come oggi diciamo Dio senza dargli un nome) poi giunsero le invasioni dei cosiddetti iperborei e le cose cambiarono. Mentre Athena era la Dea Vergine, cioè colei che non aveva marito che la comandasse ma solo amanti, Zeus divenne quello che partoriva da solo, vedi non solo Athena ma anche Dioniso che venne partorito dalla sua coscia.
Ma se il volto di Athena era quello, e quelle le sue armi, significa che la Dea, e pure la donna, era stata stimata e rispettata con il giusto riconoscimento del suo valore.

Dall'altro lato la deviazione delirante:

Da Ezio Albrile:
L’idea legata all’androginia e alla proprietà autofecondativa dell’essere supremo è molto diffusa nell’antichità, la si ritrova nei più arcaici miti della creazione egizia, in particolare nella teogonia eliopolitana si narra “Io Atum ebbi un’unione con la mia mano stretta, unii me stesso con un abbraccio con la mia ombra, riversai il seme nella mia propria bocca, e misi discendenza nella forma di Shu.”

Insomma, il Dio Aton si masturbava! Ecco l'antico monoteismo che per un breve periodo sostituì il politeismo egizio, e soprattutto che sostituì la potente e veneratissima Iside. Ma durò poco perchè alla morte del faraone smantellarono templi e statue del Dio Sole che tornò ad essere personificato dalla Dea Sakmet.

Già, nessuno psicanalista ha parlato dell’invidia dell’utero che c’è nel maschio. Psicologicamente diremmo che il Dio si nutre, ovvero compensa le sue mancanze, attraverso l'autoimmagine di "portatore del pene potente". Questa mentalità è conservata ancora oggi.  Si potrebbe obiettare che le Grandi Madri facessero altrettanto, cioè partorissero senza la collaborazione del maschio, però il matriarcato non ha mai oppresso i maschi, che al contrario hanno oppresso le donne.

Inoltre la Grande Dea era la natura, e il Grande Dio cos'è? Non si sa.

Dunque le donne da sacerdotesse, consigliere, muse ispiratrici e fantasiose creatrici sono diventate serve, obnubilate, passive o balocchi sessuali dei maschi.
Ma come era possibile che la divinità della guerra fosse femmina anzichè maschio? Un maschio veramente ci fu, Marte, ma è successivo, in Grecia prima di lui c'era Athena, nel suolo italico c'era Bellona e in Etruria c'era Menrva.

Secondo la tradizione Pelasgica, di sicuro la più antica, Atena sarebbe nata presso il lago Tritonide, in Libia, dove fu raccolta e nutrita da tre ninfe della regione che vestivano di pelle di capra. Il che la riallaccia alla Dea Capra, e la Libia è nota per il suo regime matriarcale.

Così la Grande Dea era partenogenica, da cui Athena Partenos e relativo Partenone. Generava vita da se stessa, senza concorso maschile, il massimo della potenza. Alla Dea era associato il ciclo lunare e della natura. La morte era la sepoltura nel ventre della Madre, poi la rinascita, come per il ciclo vegetale. La Dea, fonte di vita e morte, assunse miriadi di forme e nomi, disseminando il culto ai quattro angoli della terra.

Accanto alla Dea le pitture rupestri hanno riportato immagini di uomini barbuti, maturi come la vegetazione dopo il raccolto, per poi morire in 'inverno. Vicino al vecchio della vegetazione c'è un giovane col pene eretto, l'anno nuovo, la nuova vegetazione primaverile. 
Oggi raffiguriamo allo stesso modo l'anno vecchio, stanco e con barba bianca, che se ne va l'ultimo dell'anno per lasciare spazio al pargoletto, speranza di gioia e prosperità per i mesi a venire. La vegetazione è frutto del ventre della Dea, il figlio che nasce, cresce, muore e risorge. L'idea del Dio maschile che personifica la vegetazione sembra formarsi attorno al V millennio a.c., con riti di morte e nascita per uomini e vegetazione.


Armata e nuda

Ma perchè certe Dee erano armate? In qualità di leonessa la Dea asiatica e libica mostrava il suo aspetto guerriero, a oriente Astarte aveva seni nudi e cavalcava una leonessa, o con testa di leonessa, ed era orgiastica, odiata dagli ebrei perché in suo nome si praticava la ierodulia. Come osavano le donne darsi a tutti, quando dovevano stare chiuse in casa e avere un unico partner.. così non facevano confronti sulle loro capacità sessuali.

Anche l’ape era sacra alla Dea, e api erano chiamate le sacerdotesse di Efeso, le “melisse”, dette “le vergini”, che però vergini non erano perché la Diana Efesina con cento mammelle e fiere sulla veste era  anch’ella orgiastica, tanto è vero che il cristianesimo ne bruciò i templi con fervore. In certe feste le sacerdotesse indossavano armi e corazza e inscenavano un combattimento “danzato”, come si trova anche in oriente.



DURGA

La Dea Durga, in sanscrito "colei che difficilmente si può avvicinare" è una Dea Madre raffigurata come una bellissima donna che cavalca una tigre, o un leone, con numerose braccia le cui mani impugnano diversi tipi di armi.

Le belve che cavalca la riconducono alla "Signora delle fiere". la Dea della terra, la Grande Madre.

Rappresenta l'incarnazione dell'energia creativa femminile, che possiede entrambi i poteri di creazione e distruzione. Una delle più fonti di distruzione è la guerra.

Nel racconto del Devi Mahatmyam, un poema epico indiano, Durga fu creata come Dea guerriera per combattere e distruggere il demone Mahishusura. 
Il demone grazie alle intense preghiere a Brahma, ebbe la grazia di non poter essere sconfitto da alcun uomo o essere celeste. Così grazie a questa forza attaccò le divinità (i Deva) che andarono in aiuto della Trinità (Brhama, Visnu e Shiva).

Tuttavia Mahishashur li sconfisse tutti e riuscì a sconfiggere anche le tre divinità principali. Ma dopo la sua vittoria scatenò il terrore sulla terra, in cielo e negli inferi.  

Rieccheggia un po' la storia cattolica del diavolo cattolico che si ribellò a Dio e venne scacciato dal paradiso sprofondandolo negli inferi, ma l'operazione non andò bene, perchè sembra che il Diavolo alberghi allegramente sulla terra insidiando le anime degli uomini.

Anche qui vi fu una battaglia tra angeli e demoni finchè San Michele, l'arcangelo, vinse il demone. Ora San Michele ha le fattezze di una donna, così come gli angeli avevano fattezze femminili, ma la chiesa rifiutò che qualcosa di buono potesse essere femminile, con interminabili e labirintiche discussioni mentre cadeva Costantinopoli e l'impero romano d'oriente.
Lo stabilì nel dibattutissimo Concilio di trento che durò dal 1545 al 1563, ben 18 anni solo per stabilire che gli angeli non avevano sesso. Questa misoginia non apparteneva invece a Gesù:
- Simon Pietro disse loro: “Maria deve andare via da noi! Perché le femmine non sono degne della vita”. Gesù disse: “Ecco, io la guiderò in modo da farne un maschio, affinché ella diventi uno spirito vivo uguale a voi maschi. Poiché ogni femmina che si fa maschio entrerà nel Regno dei Cieli” - (Vangelo di Tomaso, loghion 114)


Durga la Bella

Allora sapendo che solo una donna avrebbe potuto sconfiggere il demone, i Deva e la Trinità crearono un abbagliante raggio di energia dal quale nacque Durga. La sua forma era di una bellezza accecante, il viso scolpito da Shiva, il busto da Indra, il seno da Chandra (la luna), i denti da Bramha, il sedere dalla Terra, le cosce e le ginocchia da Varuna (il vento), e i suoi tre occhi da Agni (il fuoco), il corpo dorato e dieci braccia

Ogni Dio diede a Durga la sua arma più potente, Shiva il tridente, Visnu il disco, Indra la folgore. Durga sfidò Mahishasur, la battaglia durò dieci giorni, l'esercito del demone venne decimato, e il decimo giorno di luna piena il Demone venne ucciso.
Ella rappresenta talvolta la Shakti, l'energia divina e primordiale femminile, e talvolta è associata allaMahadevi, la Dea Suprema. Nel suo trionfo è celebrata come Mahishasura Mardini, colei che uccise il Demone Buffalo, questa uccisione costituisce l'episodio centrale delle scritture Devi Mahatmya. La sua vittoria è celebrata annualmente nella festa di Navaratri e Durga Puja.

Come mai per vincere il demone occorre una Dea? Come mai il femminile viene colto come più forte del maschile? Nel Tao sta scritto che il femminile è più forte del maschile, perchè il maschile penetra ma il femminile smussa e accoglie, in poche parole ingloba. 
Il femminile unisce, il maschile separa. 
Il maschile focalizza il particolare, il femminile ha la visione dell'insieme.
Il maschile ragiona, il femminile comprende.
Ricorda un po' la visione che chiameremmo femminile di Giovenale quando dice:
"Nihil humani a me alienum puto" cioè "nulla di ciò che è umano mi è estraneo".



KALI

Kali deriva da Durga, ovvero è un suo aspetto. Durga, creatrice generosa, eterna sposa e controparte di Shiva, il quale ammette di essere vuoto senza di lei, divenne allora sadica e crudele, orribile e follemente distruttiva, quando si trasforma in un guerriero forte e inarrestabile, molto più potente degli Dei maschi, per loro stessa ammissione.

Si racconta che il demone Sumbha (c'è sempre un demone di mezzo), innamorato di lei, le invia il generale del suo esercito, Sugriva, per l'offerta di matrimonio, invitandola però ad arrendersi. Ma la Dea aveva fatto voto di sposare solo chi fosse riuscita a sconfiggerla in battaglia, per cui rifiutò. Allora il demone infuriato ordina a Sugriva di mettersi a capo dell'esercito, e di portargli la Dea sconfitta.

Il demone-comandante la attacca ma lei, la terribile Kali, emette una Om che lo incenerisce. La battaglia continua:  le forze della Dea sono tutte divinità femminili da lei emanate.

Interviene il demone Munda, che lancia contro la Dea migliaia di dischi, ma tutte le sue armi sono annientate in un istante. Un altro demone la sfida personalmente: Kali ritira il suo esercito e accetta il duello.

Il comandante porta Kali fino in cielo, ma infine il demone muore trafitto dal dardo della Dea. È chiaro che Kali non ha bisogno di eserciti al suo seguito, e non ha nessun problema a dare l'ordine di ritirare tutte le truppe.

Kali può prendere decisioni da sé, impartire ordini ed accettare le sfide di tutti i demoni, comandanti di orde nemiche, con la perizia di un generale valoroso.

Alcuni tra gli dei più potenti ricorrono a lei per chiedere aiuto in battaglia: Shiva la invoca per combattere contro il demone Tripura, e allo stesso modo si rivolgono a lei Brahma e Indra. La si definisce decisa e spietata, capace di combattere il nemico frontalmente senza mai arretrare, annientando tutto ciò che si trova sulla sua strada.



SEKMET (o SAKMET)

La Dea egizia, ovvero il lato distruttivo della Dea, veniva raffigurata come leonessa o come una donna dalla la testa leonina, ed a partire dalla XVIII dinastia acquisì anche i simboli divini quali il disco solare, l'ureo ed il bastone uadj.
Dalla parola egizia sekhem, che significa potere, derivano sia lo scettro e, con l'aggiunta della desinenza et indicativa del femminile, il nome della Dea.

In epoche antichissime era una Grande Madre, o almeno il suo lato feroce, probabilmente la Sfinge di Giza aveva volto di donna e un monumento così gigantesco poteva essere riferito solo a una divinità. Infatti un faraone non si sarebbe mai fatto scolpire in forma animale a meno che quell'animale no fosse la rappresentazione di un Dio. 

L'unica divinità con corpo di leone era però una Dea, Sakmet, sicuramente una Dea Madre declassata in era patriarcale a figlia di Ra. Successivamente nella tarda teogonia menfita a partire dal Nuovo Regno, era membro della triade come sposa di Ptah e madre di Nefertem, prendendo anche l'epiteto di "La grande, amata da Ptah".

Era la terribile Dea della guerra, personificazione del cocente sole del deserto, il cui vessillo veniva sempre portato in battaglia, e a cui era rivolto l'epiteto di "Dea degli eserciti", da cui evidentemente fu copiato l'appellativo del Dio degli Ebrei

La Dea aveva però anche un lato benefico e curatrice, era infatti protettrice dei medici come citano i papiri medici Ebers ed Edwin Smith, ed i suoi sacerdoti erano spesso chiamati per la cura di patologie ossee, quali le fratture.

Veniva venerata soprattutto durante gli ultimi cinque giorni dell'anno lunare, i giorni di passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, il che riporta alla Dea duplice del passato e del futuro, nonchè Dea della trasformazione e dei passaggi. Come tutte le antiche Dee femminili era la più forte tra i combattenti,
infatti ella, discesa nell'Amenti sconfisse il malvagio Seth ed il serpente Apopi che abbracciava con le sue spire di fuoco Ra nel suo viaggio notturno.

Narra il mito della Dea Lontana che Ra, adirato con gli uomini che avevano cospirato contro di lui, la inviò per ucciderli, ma dovette poi fermarla ubriacandola con la birra, colorata di rosso come il sangue, per far sopravvivere il genere umano. La dea, assetata di sangue, che stava uccidendo sistematicamente tutti gli uomini dopo aver bevuto la birra si addormentò ed al risveglio prese le sembianze di Bastet che rappresentava solo le qualità benefiche del sole. 
Non somiglia straordinariamente al mito della Dea Kali?
Per ricordare l'evento venne indetta la Festa dell'Ebbrezza, celebrata nella stagione di Akhet ossia dell'inondazione del Nilo e nella quale venivano preparate e bevute grandi quantità di birra. Nei tempi più antichi la festa era estremamente licenziosa ma successivamente venne ristretta al cibo e alla birra.



APHRODITE

A Paphos, Cipro, dove nacque Afrodite, è stato scoperto un mosaico romano con la Dea Afrodite armata di lancia. Perfino la Dea dell'amore è guerriera. Come mai non è rimasto nulla della combattività della Dea? Figurarsi!
Già è tanto che c’è il culto della Madonna, figurati se la facevano guerriera! Doveva essere docile docile.

Il culto di Maria venne instaurato dalla chiesa per supplire al culto della Diana efesina che i greci reclamavano minacciando la rivolta. Però rieditarono l’antica Dea.
L’Assunzione di Maria Vergine fu copiata pari pari dalla Dea: sia Semele che Arianna, Dee lunari, assunte in cielo anima e corpo: nemmeno l’Assunzione è una novità. In quanto all’Immacolata, o Dea Anaitis greca, fu precedentemente la grande Dea Persiana Anhaita, che vuol dire appunto “immacolata”, Dea delle stelle e delle acque.

Dunque assunta e immacolata come le antiche Dee, ma guerriera mai, come le donne agli uomini così la Dea.. semidea... donna (non si sa bene cos'è) deve essere soggetta al Dio maschio.




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