venerdì 3 maggio 2013

ATHENA






NASCITA DI ATENA

Secondo la tradizione Pelasgica, Atena sarebbe nata presso il lago Tritonide, in Libia, dove fu raccolta e nutrita da tre ninfe della regione che vestivano di pelle di capra. Da fanciulla, per errore, avrebbe ucciso la sua amica di giochi Pallade durante un combattimento per scherzo, armata di lancia e scudo, e per questo, in segno di lutto, avrebbe aggiunto al proprio nome l'epiteto Pallade. Poi, avrebbe fatto un viaggio verso la Grecia, passando da Creta, e avrebbe vissuto in Atene, presso il fiume Tritone, in Beozia. Questo mito, secondo Graves, ci spiega le origini libiche della dea Atena, come già aveva fatto Platone che l'aveva riconosciuta in Neith, dea libica. Il combattimento sarebbe stato un combattimento annuale, in cui si sarebbero impegnate le sacerdotesse vergini di Neith per il titolo di Gran Sacerdotessa. Anche l'abito, di pelle di capra, era tipico delle donne libiche.

Per l'uccisione di Pallade: è una tarda versione patriarcale data da Apollodoro, che punta sulla paternità di Zeus verso Atena (lui avrebbe protetto la figlia contro la sorellastra Pallade, che era figlia di Tritone ). Però, l'egida (la sacca magica di pelle di Capra di Atena) era già della Dea molto tempo prima che Zeus si attribuisse la paternità di Atena.
In Erodoto, poi, si dice che certe grida di trionfo che a lei erano dedicate (olou, olou) erano già di origine libica.



IL PATRIARCATO

Poi il vento cambiò e il mito pure. Così Atena nacque già adulta dalla testa di Zeus, che aveva inghiottito la sua prima moglie Meti (la consigliera) per paura che gli desse un figlio a lui superiore. E' un vezzo del patriarcato, i padri ammazzano i figli o i fratelli si scannano tra loro per conquistare il trono, cioè il massimo potere.
Il potere, in un famoso detto napoletano, appaga più che fare sesso, perchè fa sentire onnipotenti, è come una droga.

Qualcuno disse che l'antico epiteto di Athena era Triteia, nata da Tritone oppure significava la piena ruggente (buona la seconda), mentre la indicherebbe come figlia dell'oceano. E' vero che secondo Omero, Oceano era l'origine di tutte le cose e di tutti gli Dèi - Ma io sono figlia di Meti - ruggì la Dea - lo velete capire? -

Ecco come la descrive Graves: "Atena inventò il flauto, la tromba, il vaso di terracotta, l'aratro, il rastrello, il giogo per i buoi, la briglia per i cavalli, il cocchio, la nave. Fu la prima ad insegnare la scienza dei numeri e di tutte le arti femminili, come il cucinare, il filare e il tessere. Benché Dea della guerra, essa non gode delle sanguinose battaglie, come invece accade ad Ares e a Eris, ma preferisce appianare le dispute e far rispettare la legge con mezzi pacifici. Non porta armi in tempo di pace e qualora ne abbia bisogno le chiede in prestito a Zeus. La sua misericordia è grande. Se nei processi che si svolgono all'Aeropago i voti dei giudici sono pari, essa di solito aggiunge il proprio per ottenere l'assoluzione dell'accusato. Ma se si trova in tempo di guerra non perde mai una battaglia, sia pure contro lo stesso Ares, perché più esperta di lui nell'arte strategica; i capitani accorti si rivolgono sempre a lei per avere consiglio."

Per il rapporto tra Erittonio ed Atena, Graves aggiunge: "Atena fu in origine la triplice dea e quando la figura centrale, cioè la Ninfa, venne soppressa e i miti che la riguardavano vennero attribuiti ad Afrodite, Orizia ed Alcippe, rimasero soltanto la Vergine vestita di una pelle di capra, e patrona della guerra, e la Vegliarda, che ispirava oracoli e presiedeva a tutte le arti. Erichtonius è forse una forma dilatata da Erechtheus che significa "dalla terra dell'erica" anziché "molta terra" come comunemente si interpreta. Gli Ateniesi lo rappresentavano come un serpente dalla testa umana perché era l'eroe o il fantasma del re sacrificato che rendeva noti i desideri della Vegliarda".



ATENA E IL FLAUTO

Ecco il racconto di come Apollo uccise il satiro Marsia, che era seguace della Dea Cibele.
Un giorno Atena si costruì un flauto doppio con ossa di cervo e lo suonò ad un banchetto degli Dèi. Era ed Afrodite cominciarono a ridacchiare e lei non capiva come mai, allora, andò a suonarlo vicino ad un ruscello, ma quando si guardò riflessa, si vide gonfia e paonazza, così orribile che scagliò lontano il flauto maledicendo chi l'avesse raccolto. Marsia fu la vittima della maledizione: trovò per caso il flauto e subito lo suonò. La maledizione lo avrebbe portato ad essere scorticato vivo da Apollo durante una gara musicale.

Figuriamoci se una Dea che uccideva e si imbrattava di sangue in battaglia si formalizzava per le guance gonfie. Le sacerdotesse suonavano gli strumenti a fiato, mentre gli invasori apollinei portarono gli strumenti a corde. Praticamente è l'aggressione verso le seguaci e i seguaci di Atena e di Cibele.



ATHENA E LA CREAZIONE

Il mito narra che dall'unione tra mare e fiumi nacquero le Nereidi; ma non esistevano gli uomini mortali, allora Atena diede il consenso a Prometeo (figlio di Giapeto) di formarli ad immagine e somiglianza degli Dèi impastando creta ed acqua del Panopeo ( fiume della Focide ); ed Atena soffiò in loro la vita.


Le cinque età dell'uomo

Qui si dice che l'istitutore di Atena fu Alalcomeneo (il primo uomo che visse in Beozia), già consigliere di Zeus quando ebbe una contesa con Era. In realtà è un personaggio fittizio, ci dice Graves: il suo nome proviene dall'epiteto di Atena come "Alalcomeneide" (in Iliade IV 8 ), protettrice della Beozia; quindi, questo significherebbe che questa figura avrebbe voluto indicare, dogmaticamente e dal punto di vista patriarcale, che nessuna donna, neppure una Dea, avrebbe potuto diventare sapiente senza l'aiuto di un uomo e quindi che la Dea della Luna e la luna stessa erano state create da Zeus. Questa è stata ed è la più alta aspirazione del maschile; dimostrare che le donne sono meno intelligenti dell'uomo.

Per convincersi di ciò l'uomo ha asservito la donna, le ha impedito di istruirsi, di lavorare e di svolgere qualsiasi attività artistica.Per poi gridarle. - Visto che avevo ragione? Sappiamo fare le cose meglio di te! -  Questo dimostra chiaramente che l'uomo sa che la donna è più lungimirante di lui, per via di quell'anima che lei sente molto più di lui.



DIGNITA' DI ATHENA

Athena aveva una grande dignità, il suo nome era invocato, insieme a quelli si Zeus e Apollo, nei giuramenti solenni. Atene, che da lei prendeva il nome, era il centro principale del suo culto. I nomi delle prime sacerdotesse di Atena - figlie di Cecrope - Aglauro, Pandroso ed Erse, significano "aria luminosa", "rugiada" e "pioggia". Pochi sanno che la Dea portava uno scudo di aegis cioè di pelle di capra, tratta dalla capra Amaltea, già usata da Zeus come mantello armatura. Il che la rivela anche in antecedenza una Dea della fertilità e lussuria.

E Cecrope? Era figlio della Madre Terra, a lui sono attribuiti i primi segni di civiltà, come l'abolizione dei sacrifici cruenti, il principio della monogamia, l'invenzione della scrittura e l'uso di seppellire i morti. Che coraggio, fu il patriarcato a portare il sacrificio umano, insieme all'obbligo di sposarsi e all'uso di bruciare i morti anzichè seppellirli.


Atena non era interessata nè al compagno nè al sesso, aveva un ruolo importante nell'agricoltura. Fu riconosciuta inventrice dell'aratro, e del come attaccare i buoi al giogo per lavorare la terra e sempre lei aveva dato agli uomini l'albero d'olivo, così come aveva inventato i dadi a scopo divinatorio (che poi entrarono nell'uso popolare, anche se l'arte augurale rimase prerogativa dell'aristocrazia sia in Grecia che a Roma), oltre alle briglie e al telaio.

Festività a lei dedicate:
Le Panatee (che nei miti greci si raccontano essere state inventate in suo onore da Teseo), in origine feste della mietitura, poi dedicate ai doni intellettuali della Dea.

- Quinquatro: 19-21 marzo;
- nascita: 23 marzo; 19 giugno.
- In Grecia: Grandi Panatee ogni 4 anni;
- Panatee a luglio;
- Procaristerie 21 marzo;
- Callinterie fine Aprile;
- Plinterie inizio maggio;
- Eiseterie,
- Sinecie,
- Pianepsie 21 settembre;
- Arreforie in estate;
- Agraulie e Niceterie ad Atene;
- Alee a Tagea,
- Diisoteria in Attica;
- Ellotiche a Corinto;
- Niceforie a Pergamo ogni 3 anni;
- Tonee ad Argo.

Che ne dite, con tutte queste feste, si sarà trattato di una Grande Madre?



LA GRANDE MADRE

Sallustio nelll'opera "Sugli Dèi e il mondo" sostiene che la Dea faceva parte degli Dei encosmici (Dei creatori), che vigilavano sul mondo stesso ed era legata all'etere.
Per capire quanto ella fosse importante basta osservare i suoi epiteti:
Poliade (protettrice della città),
Ergane (industriosa) come patrona dei lavoratori delle arti decorative,
Leitis (Dea della bellezza),
Peana (guaritrice),
Zosteria (della cintura) quando era armata per la battaglia,
Anemotis (dei venti),
Promachorma (ancora di salvezza),
Pronoia (provvidenza),
Xenia (ospitale),
Oftalmitis (dall'occhio acuto),
Cissea (Dea dell'edera),
Mantide (protettrice di Aiace),
Aitia (sula),
Agoraia, (dell'agorà)
Parthenos (vergine),
Promachos (che combatte in prima fila) che ha ispirato la statua di Fidia.
Glaucopide (da Glaukopis, "dagli occhi lucenti"),
Alalcomeneide, (dal santuario di Alalcómenas in Beozia)
Alea, (Del tempio di Alea)
Apaturia, (onorata nelle feste di Apaturia)
Colocasia, (dal tempio di Colocasia)
Crisia, d'oro, dai giusti meriti,
Guerriera,
Itonia,
Lafria, (colei che conquista il bottino)
Madre,
Onga, adorata a tebe come un'Athena Nera.
Un altro epiteto era forse Coronide (cornacchia), che poi venne usato per designare la donna messa incinta da Apollo da cui nacque Asclepio; questo perché gli Ateniesi negarono sempre che Atena avesse mai avuto figli, e quindi alterarono il mito (secondo Robert Graves).



ICONOGRAFIA

Atena è spesso raffigurata con scudo, lancia e con in mano la testa sanguinante di Medusa. Oppure con una veste leggera e la gorgone sul petto. Spesso con l'elmo alzato.
Sacri alla Dea erano l'olivo, il gallo, la civetta, animale poi definito demoniaco e ricollegabile alle streghe ed in quanto esse erano adoratrici di Diana; la cornacchia/corvo; il serpente (in quanto essere ctonio e legato alla capacità di divinare) ed, infine, la capra (animale lussurioso), con cui spesso era rappresentata.

A lei venne dedicato il Partenone (da "Parthenos", "Vergine"), il tempio più bello e il più celebre di tutti i templi della Grecia. Edificato per volere di Pericle tra il 447 ed il 432, in marmo pentelico, presenta, dopo il pronao, la sala sacra dove si custodiva una celebre statua, scolpita da Fidia, della Dea in oro ed avorio, alta 12 m. Oltre a questa sala, vi era quella in cui era custodito il tesoro di Atene e tutti i suoi documenti più importanti. Inoltre, l'architrave del tempio era decorato con scene mitologiche e dalla guerra contro i Persiani, (sempre di Fidia); sul frontone orientale la nascita di Atena, mentre nel lato opposto la sua sfida con Poseidone.

Soprattutto dalle invasioni achee alla fine del XIII secolo a.c., e in modo definitivo con l'arrivo dei Dori, la genealogia divenne patrilineare, con ripercussioni sul sistema religioso, producendo il sistema olimpico, un compromesso fra la tradizione ellenica e pre-ellenica, in cui si avevano sei Dei e sei Dee capeggiati da Zeus ed Era, creando un Concilio divino simile a quello babilonese. Ma, come dice Graves nell'introduzione ai suoi Miti Greci:
dopo una rivolta della popolazione pre-ellenica, descritta nell'Iliade come una cospirazione contro Zeus, Era fu subordinata al marito, Atena si dichiarò "tutta per il padre" e Dioniso, spodestando Estia, assicurò alle divinità maschili la preponderanza nel Concilio".



COME ANDARONO REALMENTE LE COSE

Dunque un giorno Giove dice: - Che mi manca? Ho buttato in carcere mio padre (mia madre no perchè della mamma si ha sempre bisogno), comando sugli Dei e sugli uomini, di donne ne ho quante ne voglio e se non gli garbo le stupro, che mi manca? - Il re degli Dei si guardò attorno sconsolato, aveva una reggia dorata, una moglie bellissima che per quanto cornificata abbondantemente non lo tradiva (se no sai che botta all'autostima), che altro gli mancava? Poi capì, cavolo, non poteva partorire! Le donne avevano qualcosa che lui non aveva.

Ma perchè gli psicologi non hanno mai parlato di invidia dell'utero? Forse perchè sia Freud che Jung erano maschi? Facile, ragion per cui si sono inventati l'invidia del pene (cosa che le donne non hanno mai avuto) e naturalmente tutti ci hanno creduto.

Comunque Zeus non ci dormiva la notte, doveva partorire a tutti costi, e tanto ci pensava che gli venne un forte mal di testa. Andò dalla moglie chiedendole come si facesse, lei lo guardò in modo strano: - Che ne so, io sono rimasta incinta toccando un fiore! - Zeus restò un attimo metitabondo, di tutte le balle che una donna può raccontare questa era tra le più grosse, ma il re degli Dei scosse la testa, non poteva essere che così, nessuna Dea avrebbe potuto tradire un figo come lui.

- Mi fa tanto male la testa - lamentò - che posso fare? - e di nuovo guardò Hera. La Dea sbuffò, si era alle solite, mai una volta che non volesse tutti attorno se aveva un dispiacere o un dolore, tale e quale agli uomini!.
- Che avrai mai dentro quella testa.. - mormorò inquieta. Zeus però aveva capito il mormorio ma non si arrabbiò, anzi restò lì a rimuginare. Lui non poteva partorire perchè una fichessa non l'aveva, dal posteriore non poteva perchè gli avrebbero detto che aveva partorito uno str...ano, ecco! Poteva partorire dalla testa!

Detto fatto ordinò a Efesto di spaccargli la testa ed Efesto dovette ammettere che parecchie volte l'aveva desiderato, ma per non mostrare troppo entusiasmo si finse preoccupato. Zeus però tagliò corto, quel mal di testa non l'avrebbe sopportato un momento di più.
- OK - fece Efesto - vado a prendere l'ascia. -
Invece corse da Athena, supplicandola di prestarsi alla scena: " Devi far finta di uscire dalla sua testa, e tutta armata!"
- Prima di tutto io non giro con l'armatura, perchè semmai la porto in battaglia.. -
- No tutta armata. - confermò Hera - lui ti aspetta così. -
- Eppoi come faccio a uscire dalla sua testa me lo spieghi? -
- Oh per quello - sorride Hera - una nuvola di fumo e tu gli appari davanti. -
- Vabbè ma io nasco già adulta? -
- Non ci fa caso, figurati, vai tranquilla, ne ha bevute di peggio.. - e per un attimo la sua mente vagò e ad altri tempi o luoghi, e Athena a sua volta ricordò il pancione di Hera, ma perchè s'era inventata la storia del fiore, non gli poteva dire che era suo, di Zeus?
Come se avesse seguito lo stesso filone Hera scosse il capo, - E' che in quel periodo lui non si sentiva granchè, per cui con me.... - fece un gesto eloquente.
- Ma come e tutte quelle stuprate? -
- Eh, se stupra trova vigore, se l'altra è consenziente un po' meno.. - poi fece un gesto stizzito per la perplessità di Athena - Guarda che accade pari pari tra gli uomini, quelli che stuprano ti credi che funzionino? -
- Pronti! - fece Efesto e corse nella sala del trono poi tutto accadde come d'incanto, il colpo d'ascia, una nuvola che non si respirava, Athena che tossiva e tutti gli Dei a fare il coro di meraviglia e di congratulazioni.
Atena era apparsa con elmo, corazza, scudo, lancia e giacchè c'era un serpentello avvolto alla base della lancia.  Lo stupore, le feste, i banchetti, le congratulazioni degli Dei non finivano più, anche perchè Zeus non voleva che finissero e ogni volta che incontrava qualcuno: - Beh che ne dici? Sono stato grande? - ecc. ecc.



EPILOGO


"Madre Divina, tu sei l'amore degli uomini, amore della natura e dell'universo,
la pietosa, la soccorritrice, la generosa, e l'accogliente, tu la meta e la via.
Nel profondo del cuore sei lì, e chi scopre l'amore in sè comprende che non è suo,
ma è un rivolo del fiume in cui naviga la vita. Se il rivolo si esaurisce nasce l'odio,
ma il fiume della vita prosegue "la femina misteriosa che mai si esaurisce".
Ci sussurri ogni giorno che sei paziente, che aspetti finchè ci svegliamo
e ci riconosciamo in te, divina e immortale, nell'eterno flusso dell'esistente,
legame d'ogni essere ad altri esseri, tu pavimento e tetto della vita,
tu guardiana dei nostri passaggi. Tu la Nutrice e la Rinnovatrice,
attraverso la misteriosa trasformazione che gli uomini chiamano "morte"
per le Sacerdotesse 

“L'Abbraccio Che Scioglie l'Anima nel Fiume della Vita".



ARTICOLI CORRELATI



0 commenti:

Posta un commento

 

Copyright 2012 All Rights Reserved Matriarcato e Matriarchy