mercoledì 9 gennaio 2013

LA DEA MAGA





MESSA MAGICA

La Chiesa cristiana (e cattolica) è terrorizzata, non confondiamo la magia con la religione. La Messa, se funzionasse, sarebbe un rito magico, non è una commemorazione ai defunti crocifissi. Però non se ne deve parlare, si fa ma non si dice. Ogni contatto con mondi invisibili è Magia. La paura dei maschi (maschi patriarcato) per la donna strega è nel potere femminile trasformatore, mentre il maschio ha bisogno di staticità per fermare il tempo e la morte.

Vogliamo dirla più chiara? I maschi hanno una paura fregata della Magia. Vogliamo dirla tutta? Quasi tutte le Dee delle origini erano maghe, e pure le sacerdotesse, e facevano Magia di notte e di giorno, per benedire o maledire. A sentir parlare di magia gli occhi delle donne s’accendono, la magia attira le femmine e fa scappare i maschi.

Non a caso Papa Benedetto XVI si è scagliato contro i film di Harry Potter e l'autrice dei libri. Non pare strano che uno dei rari film privi di scene sanguinarie o porno, uno dei pochi adatto ai bambini, venga condannato come turbatore di animi? Cos'è che spaventa il Papa in queste storie? La magia, perchè è solo femminile, i maschi sanno fare tante altre cose ma in genere non ne capiscono nulla.
Il patriarcato non ha paura della religiosità del femminile, anzi la cerca, anche perché le donne sono le più devote, ma s’oppongono a che possano operare, che non facciano Magia! Cosa si crede facessero nei templi le Sacerdotesse? Le giaculatorie dei preti? Magia e poteri taumaturgici andavano di pari passo.

Walter F. Otto, studioso di Storia delle religioni, spiega: - Si concepisce oggi la magia primitiva sovente in senso razionale e meccanicistico, quale una pratica, la cui azione si basi solo sulla propria forza. Ma è questa una concezione assai limitata: Tutte le vere magie presuppongono da un lato la coscienza  umana e la concentrazione del pensiero, dall’altro la concezione di un ordine naturale rigido, ma non meccanico. L’atto veramente magico è solo possibile in uno stato di eccitazione particolare. Questa eccitazione però subentra allorchè l’animo ha la sensazione che le venerande regole della natura abbiano subìto uno sfregio. Ciò è quanto distingue la vera magia dall’arbitrarietà, che si suole oggi prendere come punto di partenza onde spiegarla. Non bisognerebbe mai cessar di vedere come essa sia intimamente connessa alla coscienza delle norme universalmente valevoli. Che limitano la volontà personale. -

Traduzione (perchè i dotti parlano sempre difficile):
La magia presuppone una conoscenza delle leggi di natura reali e non costruite, non è rigidità ma osservanza. La magia può esplicarsi in uno stato di coscienza particolare, (più o meno attivo o passivo a seconda della cultura e della persona), ma sempre uno stato di eccitazione (che la droga o l'alcol non sono in grado di provocare). L'eccitazione dovrebbe sorgere dalla consapevolezza di una regola naturale violata.

La magia femminile ristabiliva l’ordine naturale della Madre, quella maschile il potere personale. La prima ha un fine impersonale, agisce per mano della Dea, la seconda tenta di compensare il senso di nullità. Non a caso Faust desidera l’eterna giovinezza, e la magia diventa patto col diavolo. Chi insegue poteri personali amplifica l’io, il mentale, separandosi di più dall’universale, mentre la magia per la Dea, per la Giustizia di Temi, Dea oracolante pre-gioviana, cerca il benessere della specie, e della natura, fondendosi con essa. Per questo Demetra era la Thesmoforos, la legislatrice, che ristabiliva la legge della terra per la terra.



MAGA NON MONACA

- Tu maga, sacerdotessa, incantatrice, sibilla, pitonessa, sciamana, mai monaca del Dio maschio finchè avesti un’anima.

Tu sai che il Dio maschio non accoppiato alla Dea femmina è ordine senza amore, e il Logos senza Eros si chiama OSSESSIONE. -

Questo Dio maschio ha un unico figlio maschio che non s’accoppia col femminile. Il Cristo storico è altro, girava con le pie donne, se ne fregava se non lavavano i piatti e facevano vita allegra, ma la Chiesa l’ha bandite. In un libretto ebraico lessi che la donna rappresenta la materia, mentre l’uomo lo spirito, ambedue importanti. Ne è convinta pure la Chiesa Cattolica. Pure Oscar Wilde riteneva che il maschio fosse la vittoria dello spirito sulla psiche, e il femminile la vittoria della psiche sulla materia. Ma lo spirito di che? Di-vino?

Parliamo dell’acqua di vita che Iside tiene nella mano sinistra o dell’acquavite che i giovani si scolano il sabato sera per dimenticare? Spirito e materia son tutt’uno, lo spirito di cui parla la Chiesa ( e Oscar Wilde e gli ebrei) è un’elucubrazione mentale. Se un prete parla di fede, fa una disquisizione dotta con faccia tetra. Una donna luna, la sacerdotessa, ci mette viscere e anima. Non siamo una mente che ha un corpo, ma un corpo senziente e pensante. Dura da mandar giù per il maschile onnipotente e distaccato. 



L'ANGELO DECADUTO

Altroche diavolo, l'angelo decaduto è l'uomo, basta vedere quanto è carogna nei confronti dei suoi simili, e degli animali, e del pianeta.
Oggi l’umano è molto pensante e poco senziente, la mente fantastica, invece di vedere il mondo l’immagina, invece di vedere gli altri l’immagina, e ci chiacchiera su.
La donna è Psiche e l’uomo è Mente, ma di spirito non se ne parla, nè per l'uomo nè per la donna, a meno di non aver penetrato l’abisso. Molto del mondo ostile e persecutorio sta dentro, e a forza di rimandarcelo uno con l’altro ci perseguitiamo davvero. La materia non è l’altra polarità dello spirito, "l’istinto intelligente è lo spirito". Certo l'istinto può essere intelligente se è consapevole oppure è stupido, allora la mente sogna di stare su una nuvoletta fuori dal corpo e avere vita eterna.

Dal momento in cui l’uomo distinse il creatore dal creato ha spezzato qualcosa dentro di sè. Ha messo la natura in basso e Dio in cielo, e se stesso… con la testa tra le nuvole. Se scindiamo l'esterno scindiamo noi stessi. Il creatore crea dal nulla, quindi non ha bisogno di nessuno, il creato dipende dal creatore. Trasponiamo sugli umani e diventa più chiaro: Il maschio non ha bisogno di nulla, la femmina dipende da lui. Non è vero, se Dio crea ha bisogno delle creature, altrimenti non ci sarebbe necessità, e non si dica che lo fa per amore delle creature perchè allora ha commesso una svista.



LE DEE MAGHE

- Ecate era per eccellenza Dea della Magia e dei sortilegi, nella Tessaglia le streghe di cui parla Apuleio erano devote all’antica luna. 
- In Irlanda Airmed era Dea della Magia e della conoscenza delle piante, quindi della spagirica: la medicina fatta con le erbe. 
- Jaga Baba era la Dea slava della guerra e grande maga. Fu declassata poi a strega e citata nelle favole dei bimbi cime nefasta. 
- In Italia le streghe marsicane derivano dalla Dea Angizia, Grande Madre del popolo degli Osci e maga. - Icovellauna era una Dea celtica simile a Ecate, dea luna e infera, nonché grande maga.

- Le sacerdotesse della italica Dea Marsia, la maga da cui prese nome la Marsica, praticavano Magia e guarigione. 
- Nell’India prearia la Grande Madre Terra era Diti, la maga guaritrice. 
- Holla era la Dea benefica e maga della Germania centrale. 
Con l'avvento del Cristianesimo decade a strega facente parte dell'Esercito selvaggio. Rimase il detto che nevica quando Holla sprimaccia il suo letto. 
- Che dire di Circe? La famosa maga narrata nell'Odissea abitava l'isola Eèa, in effetti una ex Dea, declassata a sollazzo dell'astuto Ulisse. 
- Altrettanto nota è Medea, sua nipote. Aiutò Giasone a conquistare il Vello D'oro altrimenti col piffero che ci riusciva. Donò a Creusa una veste stregata che si incendiò appena venne indossata, poi uccise i due figli avuti da Giasone. Fuggì ad Atene su un carro trainato da serpenti alati e divenne la moglie di re Egeo. Fu smascherata da Teseo e tornò in Colchide dove regnò sulle terre del padre. Un misto di riverenza e condanna, ma i serpenti alati la indicano come ex Grande Madre e maga.
- La Dea ittita Hanna Hanna, da cui si suppone derivi Anna, madre di Maria Vergine, è Maga e resuscita il figlio morto. 
- Anuket Dea dell'isola di Sehel e della prima cateratta; Dea e maga, assieme a Khnum e Satet, di cui era forse figlia, formava la triade di Elefantina.
- Iside è maga, con un incantesimo estorce al padre Ra, il sole, il suo nome segreto, acquisendo il suo potere. Secondo un mito lo fece pungere a morte da uno scorpione, ma una delle Grandi Madri egizie era la Dea Scorpione, maga anch'essa. 
- La stessa cosa fa Lilith a Jahvè, però supplicandolo, in realtà la figura del Dio ebraico fu presa dalla Dea Iahu-Anat (Iehova), versione di Anahita, maga anch'essa, ovvero la luna immacolata, che fu trasformata in maschio. 
- Soprattutto in Toscana, Aradia, Dea italica e romana figlia di Diana e di Lucifero, suo fratello, fu Dea maga e poi Regina delle Streghe. 
- Heka o Hekaw fu la Dea egizia dai poteri divini e magici che suscitano la vita e curano, invocata da tutti i medici quando esercitavano la cura. 
- Serket appartiene alla cerchia delle Dee maghe, associate a Iside. Dea scorpione, era rappresentata come scorpione a testa di donna o come donna con uno scorpione in testa.
- Perfino il buddismo aveva le maghe: le Yaksi, una specie di fate, per alcuni magiche guaritrici, per altri mangiatrici di bambini. 
- Macha fu un'antica Dea celtica, grande maga, da cui si pensa derivi il termine Maga. 
- Jince, Dea greca. figlia di Pan e di Eco, fu grande maga. Hera la mutò in uccello per avere fatto su Zeus l'incantesimo che l'aveva fatto innamorare di Io. Fatica inutile, Zeus non s'innamorava mai, stuprava e basta, ma le Dee maghe le dovevano pur abolire, altrimenti le donne continuavano la magia.
- Comunque se Hera la mutò in uccello fece una magia.
- Iynix, fanciulla maga e incantatrice, che osasti offrire a Zeus una bevanda d’amore, ohibò, può il re degli Dei innamorarsi e patire quando può facilmente violentare una donna? Zeus non si smentì e, non perché amava i bambini, ma perché non c’erano i profilattici, la mise incinta col solito stupro. Ma si sa, le antiche Dee divennero ninfe o donne, e se era maga poi andava punita.
- Le Deae Matres Celtiche, maghe dotate di aureola (i cattolici non si sono inventati nulla, nel senso che hanno copiato tutto, pure l'aureola dei santi) sedute sotto un arco, furono distrutte dai Romani, perché le druidesse facevano smaccatamente magia.
- Neith la Dea maga stende il cielo nel suo telaio. Con la navetta pazientemente vi tesse il mondo. Ultimata la tessitura intreccia alcune reti con cui pesca gli esseri viventi dalle acque primigene. Quindi inventa il parto e lo esperimenta su di sè per dare vita a Ra.


Religione ebraica

Gli ebrei fecero la stessa cosa dei maomettani e dei cattolici: abbatterono culti e templi, torturarono e uccisero le sacerdotesse e imposero nuovi Dei maschi, nonché il predominio sulla donna. Del resto Agar, la schiava con cui giacque Abramo, era in realtà la Dea del deserto, tanto è vero che il figlio fu chiamato Ismaele, che significa “il prediletto della Dea”. Secondo il mito antico Agar fondò una città e insegnò ai figli che la governavano la magia nera. Per gli uomini la magia delle donne è sempre nera, perché si sentono odiati dalle donne che dominano, e hanno pure ragione.

I capo tribù ebrei inizialmente erano donne; la vituperata Jezebel e più tardi Athaliah, sua figlia, erano governatrici, maghe e sacerdotesse della Dea cananea Ashera, l’antica Dea dell’omphalos rappresentato da un albero, da cui gli ebrei trassero il mito dell’albero del bene e del male, e della vita.
Sia Jezebel che Athaliah, che le era succeduta, furono uccise, tanto per cambiare, e così i seguaci della Dea Atagartis, Dea triplice del mare, dei boschi e dell’Ade, nonché maga. 

Si racconta che dopo l’attacco Giuda Maccabeo attirasse i seguaci della Dea nel suo tempio garantendo l’incolumità. A quel tempo nessun luogo sacro poteva macchiarsi di sangue, le leggi del matriarcato lo proibivano, per questo sia Edipo che Oreste, colpevoli di assassinio, si rifugiarono in un santuario, dove neppure le Erinni potevano raggiungerli. 
Ma per il maschile la vita non è così sacra, né la parola data, o l’odio per il femminile troppo, e tutte le sacerdotesse e i fedeli di Atagartis furono traditi e trucidati dal Maccabeo.

Del resto Jahvè s’arrabbia nel Vecchio Testamento, perché gli Ebrei, attaccando una città, hanno risparmiato donne e bambini, da eliminare perché devoti ad Astarte. Com’era buono lui!


Religione islamica

Prima di Allah, nel deserto arabo si adorava la Grande Madre e Maga Al-lat che veniva invocata così: 
- Per il sale, per il fuoco e per Al-lat, che è la più grande di tutte. - 
Stendhal, nel saggio “Sull’Amore” parla bene degli Arabi… prima di Maometto 
- Il secolo eroico degli Arabi, durante il quale quelle anime generose brillarono immuni da ogni ostentazione di bello spirito, o di sentimenti raffinati, fu quello che precedette Maometto e che corrisponde al V sec. della nostra era… Maometto fu un puritano, e volle proscrivere i piaceri che non fanno male a nessuno: nei paesi che hanno accettato l’islamismo l’amore è morto…. Una prova commovente del rispetto degli arabi per la donna più debole era nella formula del loro divorzio: la donna, durante l’assenza del marito da cui vuol separarsi, toglieva la benda e la rimetteva, facendo attenzione a porre l’apertura dal lato opposto a quello in cui prima si trovava. Con quella semplice cerimonia i due sposi erano separati per sempre. -

Oggi le donne arabe non possono divorziare e neppure respirare, ma era l’epoca della Dea Allatu, quando il femminile era amato e rispettato, l’epoca delle “Mille e una notte”, cui è seguita l’epoca triste, bellicosa e misogina.



OGNI DEA UNA MAGA


Tutte le Dee luna erano maghe, perché un aspetto della luna era oscuro, legato a morte, astrale e magia, consequenziali tra loro e nei Sacri Misteri venivano vissute e svelate. Ora il maschio ha dato alla mente il massimo potere, ma il femminile non doveva far nulla per attribuirlo all’anima, bastava sentirlo. Le sacerdotesse “sapevano” d’avere un potere, i sacerdoti devono ricorrere alla violenza per conquistarlo. Perché nei paesi dove manca la Dea mancano i miracoli o sono ridicoli? Ebrei e islamici non ne hanno e pure tra i cattolici i miracoli non li fa Cristo né Dio, ma la Madonna.

Le società in cui sono vessate le donne, vedi le islamiche, le africane, e pure le asiatiche, non hanno creatività né evoluzione. Il femminile avvilito perde il contatto con l’astrale, così non ispira e il maschile non costruisce. Se c’è una possibilità di penetrare l’astrale e impartire direzioni, questo è del femminile, il maschile non è cosciente, è mentale, e la sua magia crea larve nell’astrale, cioè mostri. Il diavolo è stato creato dal contraccolpo del mentalismo cattolico. Mentre la magia femminile agisce direttamente sull’astrale, il maschile crea di rimbalzo, nell'astrale, e senza controllo.


La legge del contrappasso

Se si crea un Dio unico nascono tanti Santi, perchè di Dio non ci si fida, meglio un tizio più umano. Se si crea un Dio unico e misericordioso spunta il diavolo malvagio, la vera essenza delle menti che l’hanno costruito. Il nazismo voleva una razza superiore? Ha creato un demone distruttore che non era stato programmato e che gli ha preso la mano. Ai maschi viene disagio perfino a parlare di psicologia, cioè di psiche. I più mentalisti non ammettono neppure di star male, perché sarebbe togliere onnipotenza alla mente. Dicono a sé stessi, e agli altri, che “basta uno sforzo di volontà”, oppure risolvono i disagi con gli psicofarmaci.

Medici e psicologi sanno tutto, per cui spesso non capiscono un’acca. Per capire qualcuno bisogna ammettere che non lo conosciamo, altrimenti non c’è vero ascolto né vero interesse. Il maschile vuole togliere le immagini paurose del soggetto malato senza conoscerle, così potenzia le sue larve ed aumenta la sofferenza mentale. 
Per questo follia e malattie psichiche sono in aumento. Curano la follia con le medicine, benedette perché danno sollievo, ma non capiscono la follia e non aiutano il soggetto a capire se stesso, perché la maggior parte ha paura del proprio lato folle. 
Frequenti episodi schizofrenici vengono considerati una casualità, o addirittura all'ereditarietà, senza collegarli a una sofferenza, a un evento violento nell'infanzia. Lo stesso per alcolismo e droga. La vita è fatta di relazioni, sentiamo noi stessi e le nostre emozioni mediante l’altro, e la vita di relazione avuta nell’infanzia condiziona tutta la vita.



 IL SENTIRE MAGICO

La magia è il mondo del sentire, del percepire, fondendosi con l’altro fino all’astrale collettivo. La natura ritorna, è la bacchetta di nocciolo trovata in un bosco, la radice a forma di serpente o di creatura danzante, sassi tondi come uova, dove un oggetto è un regalo della Madre Terra che in quel punto ha un’energia particolare: il Genius Loci, come dicevano i Romani. 

La donna per amore dell’uomo rinuncia ai suoi poteri di strega e diviene solo moglie e madre. Questo è quanto il maschio chiede, e non solo, perché reclama la rinuncia agli amici e talvolta al lavoro, altrimenti ha paura. Come strega porta iella, se libera è traditrice e puttana. 

L'Albero Sephirotico, Albero della Vita ebraico, nella Kabalah, (per i rabbini vietata alle donne, tante volte si svegliassero troppo), descrive gli attributi del Dio maschio, con un aspetto infinito, uno restrittivo e uno mediano, della misericordia. Il lato femminile dell’albero è il rigore, cioè la restrizione, il maschile invece è infinito, al contrario della realtà. Il cuore è l’inconscio, campo di sentimenti e istinti che sprofonda e s’allarga fino alle radici cosmiche, il lato razionale è restrittivo e focalizzante, quindi mentale e maschile.

Semplice: per gli ebrei vedere il maschile come rigore e il femminile come infinito era un insulto: la donna deve esser sempre da meno dell’uomo, pure nei simboli. Perché la via maschile è la via razionale, la via della mano destra, attiva, osannata dai maschi, in particolare da Julius Evola, e la via femminile la mano sinistra, la via interiore, considerata passiva anziché recettiva. Il femminile non è passivo, ma solo passivizzato. Perché il mentale vuole emergere sull’universo, anziché immergercisi? Perché istinto e sentimenti son divenuti malefici e trionfa solo la volontà del padre? Perché la religione è solo legge? Perché ci confessiamo a preti maschi che non sanno la profondità del femminile, che giudicano invece di capire, e danno penitenze invece di chiarire l’incertezza notturna?



Inno di Proclo

Salve, o madre degli dei, dai molti nomi, dalla bella prole;
salve, o Ecate, custode delle porte, di gran potenza
.



LUNA NEGATA

- O Ecate, triplice luna con triplice testa di cane,
- maledetta dalla mente maschile che teme l’ombra-Cerbero,
- dilaniatore di anime prive di conoscenza e d’anelito.
- Iniziatrice di vita e morte,
- maga, modellatrice di forme in terra
- e nell’invisibile Mondo di Mezzo,
- noi tue sacerdotesse aprivamo i candidi ombrelli-para-luna
- nelle processioni estive,
- per difenderci dall’oscuro richiamo
- dell’anime larvali in cerca di preda,
- ma in autunno, a Creta e in Attica,
- ci cullavamo alla vendemmia
- sulle altalene sacre
- evocando il movimento lunare,
- perché Semele porta all’ebbrezza dionisiaca del figlio
- che ha in sé sole e luna.
- Fummo orgiastiche,
- invasate e divinamente folli,
- portatrici della conoscenza lunare,
- iniziatrici ai Sacri Misteri
- fino alle porte dell’Ade e oltre.
Per questo ci chiamarono streghe. -

Nel silenzio appare una danza di ninfe, e menadi col tirso tracciano archi di fuoco nella notte (è visione o magia?)  Nella penombra della cella ogni monaca sbiadita nella femminilità sacrificata chiede, almeno una volta nella vita, se questo è davvero la via ascetica: pregare un Dio sconosciuto che altri danno per certo, giudice implacabile che dicono misericordioso, razzista con le donne che chiamano giusto.

Jahvè condanna le femmine a stare nell’anticamera della Sinagoga, il Cattolicesimo le bandisce dai Sacri Misteri, Allah, oltre a lasciarle sull’androne della moschea, fa mutilare i loro genitali e le copre come mummie. Che vuoi che sia: in Cina le figlie femmine le ammazzavano subito (e ancora accade). Gli eccidi delle donne ad opera dei maschi non si contano, e avvengono anche in Italia, dove la Chiesa o dice che se lo meritano oppure tace. La religione è figlia e madre del suo tempo, ne è condizionata e condiziona, aldilà delle leggi il maschilismo è imperante, finchè la mente domina i sentimenti.



L'INFIBULAZIONE

Quante donne nel mondo subiscono l’infibulazione? Venti anni fa la Fao ne contò sessanta milioni, oggi molte di più, circa 150 milioni, perché l’Africa si fa sempre più islamica. Ma anche i cristiani copti lo fanno. Le donne vanno soggette a dolori atroci, a volte ne muoiono, camminare diventa doloroso, orinare pure, i genitali sono devastati, al posto del clitoride hanno orribili cicatrici. Come mai la Chiesa non ha mai gridato contro questo abominio? Come mai i ribelli non hanno mai dimostrato contro l’orribile mutilazione?
In Africa non si muore solo di aids ma d’infibulazione, e le donne sono sfruttate per i lavori più pesanti, lavorano la terra coi figli sulla schiena, e lavorano i prodotti della terra, e caricano l’acqua dai pozzi, e cucinano, mentre l’uomo sta a guardare, o fa la guerra.

Si dice che se le donne smettessero di lavorare l’Africa crollerebbe. Nel terzo mondo le donne e i bambini affrontano la fatica più degli uomini, e in alcuni paesi arabi le adultere vengono interrate fino al collo e lapidate, con pietre che non siano troppo piccole, se no fanno poco male, né troppo grosse, o la fine viene troppo presto.

Anche in Italia è praticata l’infibulazione dai musulmani, ma nessuno parla. Sono solo donne, che contano? Così non provano piacere nell’amplesso e non tradiscono, e la chiamano esigenza religiosa ma il Corano non ne parla, e pure se ne parlasse? Se ce lo chiede rifacciamo i sacrifici umani? Come se castrassimo i maschi per renderli fedeli.
Per renderli fedeli no, ma per dargli voce da donna si, nei primi del ‘900 viveva ancora l’ultimo castrato dalla Santa Madre Chiesa per il coro della Cappella Sistina. Si castravano i maschi perché cantassero nei teatri al posto delle donne. Giusto, che è tutta questa libertà o importanza alle donne: farle cantare in pubblico? Giammai, piuttosto che usare le donne castriamo i maschi, una chiesa illuminata. 

Cosa resta del femminile? L’attrazione sessuale che per un attimo le fa desiderare, poi il servilismo familiare. Ci credo che alla menopausa cadano in depressione, se invecchiano non servono più. Se l’anima non esiste tant’è prolungare artificialmente la bellezza con creme e bisturi, perché si esiste solo nella mente degli altri, di per sé si è vuoti, disperatamente vuoti. E’ il dramma dell’umanità, sono gli altri a dirci che contiamo, attraverso ammirazione, invidia o innamoramento (l’amore è un’altra cosa), oppure lo chiediamo ai gruppi che ci danno un ideale, spesso dettato dalla rabbia, perché è contro qualcuno, non ideale dell’anima ma della mente, e la mente divide sempre.



IL PATRIARCATO

Che gliene importa poi al Padreterno di come e quanto facciamo l’amore non s’è mai capito. Già, lo dice solo agli umani, non ai polli o ai canguri, e non è un problema di comunicazione: saprà bene il pollese e il
angurese. E' una nefasta preferenza, sembra un guardone moralista, spia nei nostri letti e ci condanna per un istinto che ha creato lui, se non è perversione questa!…

Una volta gli animali erano sacri agli Dei, oggi solo al WWF. Un tempo il mattatoio era luogo sacro, oggi è un business, puzza di sangue, di soldi e spesso di mafia. Non c’è rispetto per gli animali uccisi, e s’uccide aldilà dei bisogni, pelli, pellicce, carni inusuali d’animali selvatici di cui si fa strage.

Scrive Gibran Kahlil Gibran:

- Vorrei che poteste vivere del profumo della terra
e che la luce vi nutrisse in libertà come una pianta.
Ma siccome mangerete uccidendo,
e ruberete al piccolo il suo latte materno per estinguere la sete,
sia allora, il vostro, un atto di adorazione.
E la mensa sia un altare sul quale i puri e gli innocenti
dei campi e delle foreste s’immolino
alla parte più pura e più innocente che vi è nell’uomo.
Quando uccidete un animale ditegli in cuore:
“Dal medesimo potere che ti abbatte, io pure sarò ucciso e consunto,
poiché la legge che ti consegnò nelle mie mani,
consegnerà me in mani più potenti.
E il tuo sangue e il mio non sono che la linfa che nutre l’albero del cielo.”

E quando mangerete una mela ditele in cuore:
“I tuoi semi vivranno nel mio corpo,
e i tuoi germogli futuri fioriranno nel mio cuore,
e il mio respiro sarà la tua fragranza,
e noi godremo insieme in tutte le stagioni.”

Quando d’autunno coglierete dalle vigne l’uva per il torchio, dite nel cuore:
“Io pure sarò vigna, e per il torchio sarà colto il mio frutto,
e come vino nuovo sarò tenuto in botti eterne.”

Quando d’inverno spillerete il vino, per ogni coppa cantate una canzone;
E in questa ricordatevi dei giorni dell’autunno, della vigna e del torchio. -

Di origine paleolitica e neolitica il culto della Grande Madre perdurò per tutta la civiltà minoica e diventò secondario con l’avvento degli Dei della guerra importati dalla popolazione micenea. Ovunque con la calata dei popoli protoindoeuropei detti Iperborei, fra il V e il III sec. a.c. il culto femminile decadde e la magia fu bandita. 
Dal profondo giunge il canto delle sacerdotesse cretesi, votate a Pasifae, la luna, con la fronte cinta di bianche trecce e il corpo velato da reti dorate, come quelle che avvinsero Afrodite ed Ares, gli adulteri. Resti d’un rito primigenio, dove maschile e femminile s’intrecciano in una danza cosmica e orgiastica. Sono i disobbedienti della monade, i frammentatori dell’unità divina, creatori della materia attraverso il fuoco dell’eros, che si protendono per fondersi senza riuscirvi. La loro separazione crea il mondo, l’unificazione lo distrugge ma lo ricrea: siamo vigna e torchio, questo è un Sacro Mistero, dentro e fuori di noi. “Noi e la terra siamo uno



FINE DELLA MAGIA

- La Sacerdotessa siede sotto l’albero di noce, nel recinto sacro. In terra le foglie formano un tappeto sfumato, dal giallo al marrone, con chiazze tenui di verde. I Dori sono scesi dal nord e hanno invaso la penisola coi loro Dei. Si fa la guerra, gli uomini distruggono gli uomini, e cominciano a temere le donne, e ad odiarle.

Diffondono la voce che le sacerdotesse Carie sono streghe. Il popolo le ama e le difende, ma soprattutto venera Diana Caria, la pietosa, che insegna i Sacri Misteri alle donne, perché portino agli uomini l’amore del mondo. La Sacerdotessa ha visto sorgere templi ciclopici, come se gli Dei reclamassero fasti per essere uditi, come non fossero sulla terra ma tra le nubi. “Perché la vita odia la vita?” si duole tra sé. Una foglia volteggia nell’aria autunnale e le si posa sulla veste bianca. “Perché,” sussurra la Dea “ la vita che non vede la luce non crede nella vita, perché la luce vede l’ombra, ma l’ombra non vede la luce.” -

L’essere umano è nell’ombra, crede di vedere il mondo e guarda lo schema della mente. Non vede i sentimenti degli altri, nè il mondo circostante. Quando si esce dalla mente anche un palazzo appare diverso, ogni particolare interessante. Riconosciamo cose e parole, fatte o dette con l’anima, da quelle della mente. La noia è separazione dall’anima, se si toglie la mente non ci si annoia neppure da soli. Se l’umanità conoscesse la propria luna la gente si vorrebbe bene, la necessità di beni sarebbe ridotta, non dovremmo riempire i vuoti con le “distrazioni”. Riconosceremmo la natura e benediremmo la morte.

La religione attuale è mentale, un appreso, non tocca il profondo. Preghiamo non per fede ma per paura o esaltazione, e non può essere diversamente finchè restiamo nella mente. Ma se l’anima si schiude, se s’apre la scatola, “vediamo” l’essenza del mondo, e cessa la paura della morte. Allora gli altri possono dire ciò che vogliono, e se ci raccontassero che la morte è la fine di tutto, noi “sapremmo” che non è così, come sappiamo che è giorno anche se tutti dicessero che è notte.

Si narra nei miti che un giorno gli Dei stavano sulla terra insieme agli uomini, poi si ritirarono nel cielo. Esattamente quel che è accaduto. Un tempo la divinità era a portata di mano, il canale con gli Dei era aperto. Le sacerdotesse non aspettavano i miracoli, avvenivano continuamente in mezzo a loro. Nel mito di Artù accadevano ogni giorno e la Tavola Rotonda non iniziava senza presagi o portenti. Oggi si è scambiata la terra per il cielo e il cielo per la terra. Per la mente è impensabile il miracolo, l’intervento divino è l’eccezione e quando accade scardina tutto, la gente acquista la fede, si converte, cambia vita... e dà i numeri. 
L’allontanamento da Avalon è allontanamento da Magia e Dei. Nel matriarcato l’intervento degli Dei era la norma e se l’anima si libera lo percepisce di nuovo. La mente è il nostro cielo, per questo ci abbiamo relegato gli Dei. Non sono più accessibili, lontani dalla terra e dalla nostra realtà. - Il tempo della magia è finito – dichiara Merlino – ora è il tempo degli uomini. - (cioè dei maschi)

- “Perché,” sussurra la Dea “ la mente non crede nella vita, perché l’anima vede la vita, la mente e l’ombra, ma la mente vede solo se stessa.” -



IL DELIRIO D'ONNIPOTENZA

- Ovunque domini l’ossessione, - spiega Neumann (La Grande Madre) - ostile alla vita, del principio spirituale maschile, il Femminile diventa negativo e malefico proprio nel suo aspetto di creatore, sostenitore e alimento di vita. Ora ciò che è vitale, e la Grande Madre è l’archetipo di questo elemento vitale, incanta e seduce, attrae e possiede: le pulsioni e gli istinti, in quanto elementi naturali, portatori di piacere, sopraffanno l’uomo e il principio luminoso della coscienza con la trama che struttura la vita, il velo di Maya, l’incantevole illusione della vita di questo mondo. Perciò la Grande Dea viene discriminata e demonizzata dal principio di permanenza maschile, che esige la permanenza e non il mutamento, l’eternità e non la trasformazione, la norma e non la spontaneità creativa. Il principio maschile trascura in tal modo il segreto aspetto spirituale e amoroso del principio femminile che, nella trasformazione spirituale, guida ciò che è terreno e umano verso un senso superiore, illuminandolo. -

Le antiche civette di bronzo e d'avorio osservano enigmatiche, lo sguardo aldilà della vita e della morte, vedono cose precluse ai mortali, da sempre scrutatrici del buio, emissarie d’Atena e di Bastet, d’Ecate e delle Vergini nere. Antiche lune senza luce, imperscrutabili e sagge, oggi portano jella... o son diventate Madonne nere.

In una mastaba egizia, tre Anubis, (figli della luna notturna Iside) neri sciacalli dell’ombra, formano un’immagine di svastica in senso antiorario, nello stesso movimento delle Gorgoni greche, lunari e oscure, interpretata dai nazisti come emblema di potere e distruzione. Gli Anubis poggiano a terra il ginocchio sinistro e il piede destro, con la mano destra chiusa sul cuore e la sinistra in alto, col pugno chiuso e il pollice alzato. 
E’ la via della mano sinistra, percepita nefasta dal maschile, opposta alla mente razionale. E’ simbolo delle tre lune, sciacalli neri come la notte, col corpetto a scaglie come l'omphalos e le orecchie drizzate nel percepire. La mano sul cuore indica la sorgente del sapere, il pollice in alto della mano sinistra è riunificazione all’uno attraverso lo scrigno del cuore. 

La svastica sinistra, inversa alla destra, la solare, è polarità opposta al mondo del divenire. Tutto nel mondo nasce e muore nel ciclo della vita, e tutto muore e rinasce portando l’esperienza maturata in vita. Se il ciclo destro porta alla vita lo deve al sinistro che porta alla morte, trasmettendo la sintesi della vita. Il ciclo sinistro porta con sé il seme d’oro di rinascita e perpetuazione di vita. 
L’uomo ha negato la morte, la luna nera dell’universo e l’anima oscura in noi. La svastica sinistra non è malefica, se non si separa da quella destra, ambedue necessarie alla ciclicità dell’universo. La svastica destra non è benefica, se si separa dalla sinistra. 
La Natura è maga, e questo è uno dei Misteri Maggiori di Eleusi, e di qualsiasi altra via segreta.

Il grande respiro di Brahama ha sistole e diastole come un cuore, se ne togli una cessa la vita universale. I tre Anubis danzano nell’eterno movimento del divenire, sciacalli divoratori di carogne, come la natura divora se stessa per rinnovarsi, e l’anima divora la sua esperienza per rielaborarla in consapevolezza. I tre Anubis non sono maschio né femmina, bensì maschio e femmina insieme, oscuri archetipi dell'universo.



MAGIA TRADITA

- Grande Madre, con la corona del disco lunare come Iside, e il diadema lunare tra i capelli come Diana, perché ora, Signora del firmamento notturno, schiacci il candido lunare sotto al piede, contro una roccia guarnita di rose?
- Cosa ti spinge a soffocare la luce notturna che illumina il profondo dell’anima? Perché rinneghi il lunare femminile tu che sei Ma-donna?
- Come mai nelle icone calpesti il satiro dei boschi, alato come l’anima di Nike vittoriosa, armato del tridente di Nettuno, Dio delle profondità marine?
- Come mai, o Stella Maris, rinneghi il mare che t'appartiene, la profondità boschiva del satiro Pan, che t’appartiene, la Magia che t'appartiene e sprofondi nella terra ciò che è alato?
- Perché tutto ciò che riguarda l’anima è diventato “sinistro”?
- Perché il magico telaio della creazione, che Penelope faceva e disfaceva, antica Parca, come la Natura fa e disfa in ogni tempo e stagione, è diventato malefico ordito di malevole trame?
- Come Iside fosti la Dea della Mano Sinistra, la mano del cuore.
- Perché ciò che è “sinistro” è malefico mentre ciò che è “destro” è efficiente e benedetto?
- Perché comunque l’anello dell’unione, fidanzamento o matrimonio che sia, si porta sulla mano sinistra?
- Ovvio, è la mano del cuore. -




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