lunedì 28 aprile 2014

LA SFINGE



GLI EVANGELISTI


I QUATTRO ELEMENTI

La sfinge egizia, deturpata con l'immagine del faraone, sembra che in antecedenza aveva testa di leone o di donna. Sakmet ne fa testo. Col passaggio dal matriarcato al patriarcato anche in occidente i quattro elementi tradizionali di:
- fuoco, simbolo il leone
- aria, simbolo l'aquila
- terra, simbolo il toro
- acqua, simbolo la donna
ne cambiano uno e diventano: leone, aquila, toro (anzi prima bue e poi vitello) e angelo (uomo alato). Essendo tutti gli elementi alati anche l'uomo è alato. In realtà gli elementi non erano alati, ma questo lo vedremo fra poco.

Naturalmente l'ebraismo e il cristianesimo non parlano mai della donna, perchè il tetramorfo femminile è stato già bandito. Non parlano nemmeno dell'angelo, ma nella visione di Ezechiele, avuta durante la deportazione a Babilonia nel 598a.c.
"Gli apparve «una grande nube, tutta circondata da bagliori» nel mezzo della nube quattro esseri viventi dotati di quattro ali e quattro facce con il volto di uomo, leone, bue e aquila, identificati solo in seguito come cherubini.

Iside con le ali è anche dipinta sui sarcofagi nell’atto di prendere l’anima tra le ali per condurla a nuova vita. Presso gli Etruschi era la Lasa ad accompagnare il defunto nel mondo dei morti. Era una bella donna alata, una semidea, talvolta completamente nuda con i simboli di specchio e corona. Accompagnava l'umano dalla nascita alla tomba, proteggendolo e dandogli consigli, insomma si capisce da chi la chiesa cattolica abbia preso l'angelo custode.

Che la donna poi potesse avere una qualsiasi rilevanza non era accettabile per la chiesa, per cui la donna viene sostituita con l'angelo che tra l'altro ha sembianze femminili ma è senza seno. Viene infatti conclamato, e ci vuole un concilio per sancirlo, il Concilio di Trento (1545-1563), che gli angeli non hanno sesso. Ma non basta, per completare l'opera i 4 simboli passano alla chiesa, e cioè diventano i simboli di 4 apostoli: San Marco (leone), Matteo (uomo-angelo), Luca (non più toro ma vitello sacrificale) e San Giovanni (l'aquila).

Ora gli antichi distinguevano da tempi immemori questo tetramorfo che attribuivano sia alla terra che all'uomo. Nell'uomo la donna era l'anima, i fuoco era lo slancio della volontà mossa dalle passioni o dai bisogni, la terra era l'istinto  e l'aquila era la mente.



LA SFINGE

Col principio che macrocosmo (l'universo) e microcosmo (l'uomo) fossero identici, principio caro agli ermetisti e pure agli alchimisti, si poteva capire l'uomo per capire l'universo.

DEA SAKMET
In tal senso l'universo con la sua complessità veniva spesso rappresentato come una sfinge, o un'arpia, o una chimera, o una sirena, insomma come una donna mista ad animali.

Talvolta veniva solo rappresentato un animale con tratti di animali diversi.

E' logico dunque supporre che la sfinge fosse o una leonessa intera o con testa da donna.

Del resto anche molti Dei egizi avevano testa o corpo di animali. L'antica sfinge era l'antica divinità femminile, l'antica Sekhmet, o Sakmet,

Ella era la terribile Dea della guerra che incarnava i raggi dal calore mortale del sole che rendeva rovente il deserto e faceva morire di sete le creature. Rappresentava anche lo strumento della vendetta di Ra contro la rivolta degli uomini imponendo l'ordine del mondo.

Questa è la solita storia: la Dea unica diventa la figlia o la subalterna del re degli Dei, come Atena da Dea Madre diventa figlia di Giove. Ovviamente era una triade legata a nascita crescita e morte, e il suo lato curativo era rimasto come Dea protettrice dei medici.

Si potrebbe obiettare che fosse meglio proteggesse i malati, ma la medicina in Egitto, in Grecia e poi a Roma era molto raffinata ed erudita, solo con l'avvento della chiesa crollerà e verrà dimenticata, perchè ammalarsi era segno della punizione divina e pertanto curarsi era superfluo, molto meglio espiare e pregare.

I suoi templi dovettero essere una specie di ospedali, un po' come i templi di Esculapio a Roma, e i suoi sacerdoti erano medici curavano i fedeli. La Dea era pertanto pericolosa e potente, tanto è vero che fu lei e non Ra sconfiggere nell'Aldilà il malvagio Seth ed il serpente Apopi. Ed era ancora la Dea va ad abbracciare con le sue spire di fuoco Ra nel suo viaggio notturno.

Nel mito Ra, adirato con gli uomini che avevano cospirato contro di lui, la inviò per ucciderli, (ma non lo poteva fare lui che era così potente?)  ma dovette poi fermarla ubriacandola con la birra tingendola affinchè sembrasse sangue, per non far estinguere il genere umano. La Dea, assetata di sangue, bevve la birra e cadde addormentata, risvegliandosi poi con le sembianze di Hathor.


Somiglia straordinariamente al mito della Dea Kali che deve difendere Shiva dai demoni e che nella sua furia uccide tutti rischiando pure di uccidere Shiva:

- La storia andò così, inviata sulla Terra per sgominare un gruppo di demoni, (la Dea Kali) iniziò ad uccidere anche gli esseri umani, perchè quando le prendevano i cinque minuti...
Per fermarla, Shiva si distese fra i cadaveri; un modo un po' strano per fermarla, forse bastava gridarle: "guarda che casino stai fecendo!" però funzionò, perchè quando la Dea si accorse che stava per calpestare il marito si calmò. 




L'IBRIDO

Dunque le antiche divinità erano spesso ibride: metà donna e metà pesce, testa di donna e corpo di serpente, testa di falco e corpo di uomo, testa di donna e orecchie di mucca ecc. Oppure erano più animali combinati tra loro, come la chimera o il capricorno, che poi assunsero anche l'aspetto delle stagioni.

Noi non sappiamo se la sfinge egizia avesse una testa di donna e un corpo di leone, oppure fosse una leonessa anche nel capo, ma pensiamo che il faraone che le fece rifare la testa doveva davvero ritenersi un Dio a tutti gli effetti.

La Sfinge risulta presente nella Grecia sia  micenea che minoica, ma le rappresentazioni sono sia maschili che femminili. Solo successivamente la figura femminile prese il sopravvento.

Inizialmente poteva essere alata, con barba, non alata, con zampe di altri animali, dal VI secolo a.c. divenne alata e femminile, tanto che Erodoto specifica la maschilità di alcune sculture di sfingi, perchè im genere sono femminili. Una coppa del 550-540 a.c. prodotta da Glaukytes ed Archikles mostra sfingi femminili alate. Lo Pseudo-Apollodoro la descrive in modo classico, ossia come un leone con volto da donna ed ali da uccello.

Sul corpo della sfinge sono presenti evidenti segni di erosione dovuti all'esposizione continua all'acqua piovana, ipotesi accettata dalla comunità scientifica.

Però la comunità scientifica non sa come spiegare questo fatto, considerando che le ultime piogge in grado di sortire tali effetti nella regione di Giza risalgono alla fine dell'ultima glaciazione.
Qualcuno ha obiettato che le piogge non smisero di cadere con l'ultima glaciazione, e le precipitazioni avvennero intense e in più periodi fino a circa il 3.000 a.c. determinando quello che viene definito il periodo neolitico umido.

Questo periodo però, chiamato anche Fase umida dell'olocene, andò dal 7500–7000 a.c. al 3500–3000 a.c. per cui i conti non tornano. Inoltre gli stessi segni non gravano sul volto del faraone. Il volto della Sfinge inoltre si è infatti mantenuto molto meglio della parte sottostante del corpo, nonostante esso dovrebbe semmai aver sofferto di più per l'erosione dei venti che scagliano la sabbia contro la roccia.

Il viso presenta si delle deturpazioni ma si capisce che sono state operate dall'uomo, esattamente come fece il cristianesimo con le statue romane. Infatti il naso della Sfinge fu distrutto nel XIV secolo, in epoca Ottomana, ad opera del fanatismo islamico dei Mamelucchi dello sceicco Saim-ed-Dahr.



LA DATA DI COSTRUZIONE

Si crede che la Sfinge sia stata creata attorno al 2500 a.c.al tempo del faraone Chefren (2520-2494 a.c).
Si è tentato allora di spiegarne la causa con le esondazioni del Nilo, ma i segni dell'erosione presenti, mostrano un'erosione più marcata in alto e meno marcata in basso.

Pertanto sono incompatibili con quelli che causerebbe un'erosione dovuta all'acqua del fiume, che causerebbe segni di erosione più evidenti alla base della statua.

DEA SAKMET
Appartengono all’epoca di Chefren lo stile del copricapo, la presenza del cobra reale sulla fronte e la fisionomia del volto, caratteristiche che si ritrovano nelle sculture dei re Chefren e Micerino, della stessa dinastia.

Inoltre, un elemento in comune con le statue dell’epoca è la barba cerimoniale, di cui i frammenti sono stati ritrovati ai piedi della sfinge e ora conservati al British Museum di Londra e al Museo di antichità egiziane del Cairo.

Secondo studi recenti studi la statua rappresenterebbe invece Cheope, secondo sovrano della IV dinastia e la sua costruzione sarebbe da attribuire al figlio Kheper, a lui succeduto prima di Chefren dal 2570 al 2560 a.c.
Ma la cosa non cambia perchè sempre del 2500 si tratta.

Ma c'è il particolare più importante, e cioè che la testa è troppo piccola rispetto al corpo e i grandi scultori egizi non avrebbero mai commesso un errore del genere.

Questo unito al fatto che la testa, nonostante i danneggiamenti da parte dell'uomo, abbia le superfici meglio conservate, fa pensare che il faraone abbia fatto incidere la sua testa al posto di quella originale ritagliandola nella sagoma precedente.

Questo spiegherebbe la testa più piccola e la migliore levigatura della superficie, perchè rifatta e quindi di soli 2500 anni mentre il resto è molto più antico.

Durante il Nuovo Regno (ma siamo verso il 1500 a.c.) la Sfinge era nota con il nome Horemakhet, cioè il Dio Horus all’Orizzonte, ma noi sappiamo che il corpo di leone parlava di una divinità molto più antica, e l'unico riferimento religioso o mitologico nella cultura egizia a questa fusione di uomo e leone, era quello relativo a Sekhmet, la Dea egizia con corpo umano e volto di leonessa.

Dunque l'erosione della Sfinge è sicuramente dovuta alla pioggia battente, secondo le perizie geologiche fatte sulla statua. Se davvero fosse stata edificata nel 2.500 a.c. come dicono gli storici, essendo già completamente sepolta nel 1.400 a.c., sarebbe stata sottoposta alle intemperie per un lasso di tempo molto breve, troppo per il livello di erosione raggiunto.

Quando la sabbia seppelliva la Sfinge fino al collo fu rimossa nel 1817, si scoprì un piccolo tempio tra le zampe. Esso conteneva la statua di un leone e tre stele. La data della stele che si trovava sul petto della Sfinge apparteneva all’epoca del re Tutmosi IV che salì al trono nel 1425 a.c.



CHI RAPPRESENTA

La stele principale raccontava che, durante una battuta di caccia il re Tutmosi IV si era addormentato vicino alla Sfinge che era la dimora del Dio Kheper, una forma di Ra, Dio del sole e creatore dell’universo che gli parlò in sogno chiedendogli di togliere la sabbia che lo copriva.

Tutmosi eseguì ciò che gli era stato chiesto ed inoltre fece restaurare il corpo della Sfinge. Tuttavia un’incisione del Nuovo Regno su una porta di un tempio, si riferiva alla Sfinge con il nome del dio Hwrna.

Nel 1937 l'egittologo Hassan ritrovò i resti di un altro tempio dedicato alla Sfinge, più antico del precedente, costruito da Thutmose I verso il 1500 a.c.Insomma era Ra, o era il Dio Horus, o era Kheper, oppure il Dio Hwrna?

Gli studiosi non riscontrano una relazione tra Sfinge e Horus; qualcuno, invece, identificando Horus con il Sole, ritiene che il rapporto esista dal momento che la Sfinge assiste alla sua nascita ogni giorno. Sembra un po' tirata, nel deserto tutti assistono alla nascita del sole ogni giorno, visto che non ci sono nè monti nè palazzi...

Un altro nome con cui viene chiamata è Kheperi-Re-Atum, la trinità del Sole al mattino, a mezzogiorno e al tramonto. Keperi, Re e Atum sono termini che compaiono anche prima di Thutmose IV, nei testi dell’Antico Regno. Inoltre in un’iscrizione scoperta da Selim Hassan, proveniente dal faraone Seti I della XIX dinastia, la Sfinge viene chiamata sia Horemakhet che Hwl, una variante del nome Hwran (Hwrna, Hwrar, Hwron o Horon), presente nella Stele dell’Inventario.

Secondo alcuni la Grande Sfinge è parte integrante dell'ampio complesso funerario di Chefren e si trova pertanto lateralmente alla rampa processionale che conduce dal tempio a valle alla Piramide di Chefren a Giza.... o è il complesso funerario di Chefren ad aver affiancato la Sfinge?

Selim Hassan ipotizzò che all’epoca del Nuovo Regno si fosse associata al Dio egizio Horus la divinità cananea Hwron, proveniente da una città della Palestina, che venne venerata a Giza con il nome di Horemakhet.

Ma il Dio Horus aveva come emblema il falco, mentre Sakmet aveva come emblema il leone. Non sarà che ci sia una qualche resistenza ad assimilare questo monumento a una Dea? Una Dea molto importante poi, visto che l'esercito in battaglia sugli stenderdi non portavano nè Horus nè Ra, ma solo la Dea Sakmet, Dea delle battaglie e protettrice dei soldati e del faraone. 



I SOTTERRANEI

Dal 1992 al 1995, numerose polemiche versarono sulla datazione della Sfinge, e le conclusioni furono che l’erosione della Sfinge è causata o dall’acqua piovana dal 7000 a.c. o dalla sabbia bagnata e dalla condensa notturna dal 2500 a.c. L’egittologia si schiera dalla parte della seconda ipotesi, in quanto non ci sono motivazioni valide per considerare la data più antica.

In sostanza si dice non vi siano indizi che in epoca precedente esistesse una civiltà in grado di edificare un simile monumento.

Però nel sud dell'Egitto si trovano le rovine di Nabta Playa, risalenti al 5.000 a.c., in cui si trovano i più antichi allineamenti di pietre esistenti. Il sito è stato definito la Stonehenge egiziana.

Al di sotto delle piramidi d'Egitto si trova una rete di catacombe, camere scavate e tunnel ignorati per quasi 2.000 anni. Essi sono stati oggi riscoperti ed esplorati per la prima volta dal ricercatore storico-scientifico Andrew Collins.

Fin dall'età dei faraoni, circolavano storie riguardanti l'esistenza sotto le distese sabbiose d' Egitto di un regno sotterraneo intorno alla tomba di Osiride e quale fosse il sotto­suolo attraverso il quale le anime dei defunti devono transitare per raggiungere una vita ultraterrena tra le stelle.

Attraverso la decifrazione di lunghe note dimenticate e mappe risalenti al XIX secolo, unitamente ad allineamenti astronomi­ci riferiti alle stelle della costellazione del Cigno, Andrew Collins ha trovato a Giza l'ingresso di un mondo nascosto, una grotta estesissima con camere scavate dall'uomo. Collins spiega che le grotte sono naturali e assomigliano ai buchi del formaggio svizzero.

Egli ritiene che siano state create molto prima delle piramidi e forse costituiscono la ragione per cui le piramidi sono state costruite su questo sito. Le prime civiltà credevano nella morte avvenisse l'attraversamento del cosiddetto "Mondo sotterraneo" e queste grotte ne erano forse l'ingresso. Ci sono prove di attività umane nelle parti più profonde delle grotte.

NABTA PLAYA


NABTA PLAYA

Nabta Playa era un grande depressione nel deserto nubiano, situato a circa 800 km a sud del Cairo, nell'Egitto meridionale. Dal X millennio a.c, questa zona del deserto nubiano ha cominciato a ricevere maggiori precipitazioni, riempiendo un lago che avrebbe attirato molti abitant

Nel VII millennio a.c., infatti grandi e organizzati insediamenti sono stati ritrovati con profondi pozzi per l'acqua. Questo popolo si sosteneva col sorgo, il miglio, i legumi, i tuberi e la frutta.

DEA NAGA
Alla fine del millennio avrebbero importato capre e pecore dall'Asia sud-occidentale. E' anche l'epoca dei grandi focolari domestici. Questo popolo costruiva in pietra sopra e sotto la terra.

Nel VI millennio a.c. comparvero in questa zona la religione e il suo culto, con animali uccisi ritualmente e costruzione di veri sotterranei (vedi sotto la Sfinge) Ad esempio, Hathor era venerata come protettrice notturna nelle regioni desertiche.

Nel V millennio a.c. avevano addirittura costruito un modello archeo-astronomico, un "calendario preistorico "che segnava il solstizio d'estate.

Secondo alcuni studiosi "Il simbolismo incorporato nella documentazione archeologica di Nabta Playa del V millennio a.c è molto semplice, incentrato su questioni di grande importanza pratica per i nomadi: bestiame, l'acqua, la morte, la terra, il sole e le stelle. "

Considerando dunque che la Dea Hator fu in epoche remote la protettrice del deserto e che la Dea Sakmet, come Hator, fu in realtà una Grande Madre, pertanto deputata alla vita, alla crescita e alla morte di tutti gli esseri viventi, non è difficile pensare che in epoca molto remota le avessero dedicato tale immenso monumento.

Tutti rifiutano di pensare che una data così lontana, come il 5000 a.c. (la data accreditata da alcuni studiosi alla sfinge) potesse contemplare una civiltà tanto evoluta da poter scolpire questa enorme statua, sicuramente simbolo del sole e di molto antecedente alle più antiche dinastie egizie.

Eppure l'immagine più antica della Grande Madre risale a ben 30000 anni fa, agli albori del matriarcato.

Tutte le sfingi, fossero esse Arpie, o la Chimera, o il cosiddetto "capricorno di Augusto", furono Grandi Madri, tutte adorate nei vari luoghi e tempi della terra, poi scacciate detronizzate o trasformate in mostri.

Ad esse venne sostituito il Pantheon degli Dei retto da un Dio Re degli Dei, ma non bastò, perchè l'anima umana era libera di girovagare tra un Dio e l'altro.. o tra una Dea e l'altra.
Questa libertà era seccante per gli assetati di potere.

Così venne abolito il Pantheon e stabilito il Padre Eterno. Insomma venne tolto il parlamento e instaurato il potere totalitario di un monarca assoluto.

La gente si ribellò e tornò ai vecchi Dei, allora la Chiesa per non perdere il dominio acquisito si inventò i Santi. Tutti vi accorsero, perchè di Dio chi si fidava?

Ma in Egitto non sono ammessi neppure i santi, tutto è dovuto all'unico Dio, non sarebbe disdicevole allora dichiarare che in un'antichissima epoca esistesse una Dea Madre a cui fu dedicata la statua più colossale che si conosca al mondo?




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