giovedì 29 dicembre 2016

VANITA' DELLE VANITA'




PAPA PACELLI CON TIARA
" Vanità delle vanità, tutto è vanità ", recita l'Ecclesiaste (1, 2; 12, 8). Come è vero! Soprattutto per la Chiesa Cattolica. Questo sopra è papa Pacelli con vesti sontuose, tiara sontuosa e trono sontuoso,ventilato da un ventaglio degno della regina Cleopatra... ma è un sacerdote o un re?

AUGUSTO
I papi da subito si sentirono al centro del mondo ostentando vesti e ornamenti faraonici, con sfarzo di ori, pietre preziose e argenti, oltre a ricami preziosissimi, stoffe di seta, rasi lucenti, merletti preziosi, e damaschi degni di un grande regno orientale, eh già, orientale perchè gli occidentali certe sontuosità non se le sognavano neppure.

Basta vedere la statua di Augusto nella veste di Pontifex Maximus, di diverso ha solo il manto che gli copre il capo, perchè quello era il costume del capo dei pontefici di Roma.

Non ha ornamenti, non una frangia, o un orlo dorato, nè un copricapo regale o gioielli, eppure era un Imperatore Romano, padrone del mondo allora conosciuto, l'uomo più potente in assoluto.



LA TIARA

L'origine della tiara è di derivazione persiana, usata anche nella Roma imperiale dai sacerdoti di Mitra, ma solo da quelli.
Dalla "Sala stampa della Santa Sede" 

(1) PAPA RONCALLI CON TIARA
" Copricapo extraliturgico che il Sommo Pontefice assumeva durante la cerimonia dell'incoronazione ed usava portare allorché si recava a qualche solenne funzione e ritornando da esse.

Circa l'origine della tiara la più comune delle quali la fa derivare dal camelaucum, o phrygium, un alto berretto conico di stoffa bianca di foggia frigia, dove veniva considerato un simbolo di libertà, e con il quale i papi cominciarono a coprirsi il capo intorno alla fine del IV secolo.

Si deve ritenere tuttavia pura leggenda che Silvestro I (314-335) possa averlo ricevuto dall'imperatore Costantino in segno della libertà della Chiesa.

Incerto è altresì il papa che abbia collocato alla base di tal berretto il primo cerchio d'oro o corona, facendosi da alcuni il nome di Simmaco (498-514),  di Leone III (795-816) o di Niccolò I (858-867).

È indubbio però che sia stato Bonifacio VIII (1294-1303) ad aggiungervi la seconda corona, arricchendo inoltre la tiara di splendide gemme, mentre a Clemente V (1305-14) viene generalmente attribuita l'aggiunta della terza, trovandosi infatti in un inventario del 1315 la più antica menzione della tiara a tre corone, detta pertanto anche triregno, divenuto simbolo dell'autorità papale.

(2) PAPA MONTINI CON TIARA
Come la mitra, pure la tiara reca le due bande (vitte) posteriori introdotte, a quanto pare, nel secolo
XIII, mentre soltanto dall'inizio del XVI essa si presenta sormontata dal bottone e dalla crocetta, come si può riscontrare in quella di Giulio II (1503-13).

Le tre corone stanno ad indicare il triplice potere pontificio  che, nel 1596, designava il papa come «padre dei principi e dei re, rettore del mondo, vicario in terra di Cristo».

Antica formula sostituita ora con altra, dopo che Paolo VI, ultimo papa ad essere incoronato con la tiara (1963), fece dono della propria ai poveri, sostituendola con la mitra.

Quindi soppresse anche la carica e la denominazione di Custode dei sacri triregni, allorché provvide al riordinamento della Casa Pontificia. "

Accidenti che cambiamento, come se togliessi un fiocchetto dall'abito lungo da sera per trasformarlo in un abito sportivo.



ALLA FACCIA DELLA MODESTIA

Tra il IX ed il X sec. la tiara o mitra di forma conica, un po' rigonfiata al centro, oltre ad essere il copricapo del papa lo divenne pure dei vescovi.

Poverini, si sentivano deprivati, il papa si e loro no? Era tanto carino quel carciofo in testa tutto d'oro e d'argento! Ma Cristo che portava sul capo? La corona di spine? Eh si, ma quella è tutt'altra faccenda.

(3) RATZINGER CON TIARA
Ma perchè si conciarono così? Avevano paura che non li riconoscessero? Non può essere. Ma forse ci sono, volevano sembrare più alti, più erano alti più sembravano imponenti.

In fondo abbiamo fatto lo stesso con la bombetta, che era pure piuttosto elegante. Beh la tiara elegante non si può dire. Sembra in ananas infilato in testa..

I papi invece, che sin dall'VIII sec. avevano assunto il potere temporale su gran parte dell'Italia centrale e che dall'800 avevano acquisito la potestà di investitura imperiale, inanellarono la tiara con una corona, come per un sovrano.

Nella foto (3) papa Ratzinger è giustamente compenetrato nell'alto onore di indossare la tiara... ma non l'aveva già abolita papa Montini? Misteri della fede.

Nella foto (4) però Ratzinger indossa la tiara, è rientrato nei ranghi, però dall'espressione si capisce che quel cambio non gli piace, quanto lo faceva sentire meglio la tiara!

Comunque il papa è tutt'oggi un monarca, sicuramente l'unico monarca assoluto dei paesi occidentali, con diritto di emanare leggi e ordinanze, o di abolirle, o di cambiarle, senza aiuto alcuno, in assoluta autonomia.

La tiara era in genere in metallo, in genere d'oro o d'argento lucida o satinata. Un vero e proprio gioiello.

(4) PAPA RATZINGER

Mano a mano la tiara fu decorata con ori e pietre preziose per somigliare di più ad una corona reale.

La seconda corona venne aggiunta, sembra, nel 1301 da Bonifacio VIII, per puntualizzare la doppia sovranità spirituale e temporale del Papa, superiore a qualsiasi monarca. 

In seguito divenne il triregno, in quanto con le tre grandi potestà: sullo spirito dei fedeli, sulla carne dei fedeli e sulla nomina degli imperatori, tante volte qualcuno se lo scordasse.

La tiara, o triregno, venne dunque inanellata da tre diademi e sormontata da un piccolo globo su cui era inserita una croce d'oro o d'argento. 

L'ultima cerimonia di incoronazione papale con la tiara vi fu nel 1963 per papa Paolo VI. 

L'uso del triregno fu quindi sostituito da quello della mitra. 

Certo che la Tiara doveva pesare parecchio, con tre corone, spesso d'oro o d'argento e arricchita di pietre preziose.

E con le tiare abolite che ci hanno fatto? Ci hanno arricchito il patrimonio del vaticano, quello stesso che Papa Francesco ha promesso di rivendere per intero onde togliere la fame nel mondo.

(5) PAPA RATZINGER
Papa Francesco ha un grande carisma ma anche una scarsa memoria, non ricorda mai ciò che ha promesso, per esempio quando decise di aprire le chiese all'accoglienza degli immigrati.

Accadde più o meno quando a Roma fece porre una lunga grata intorno alle scale della basilica di Santa Maria Maggiore, non era estetico vedere tutta quella gente, immigrati e non, che si sedeva sulle scale,

La gente scuote la testa: " Poverino, lui vorrebbe fare tutte quelle belle cose, ma i cardinali glielo impediscono. " 
Davvero? Ma non era un monarca assoluto, o ci è sfuggito qualcosa? 

Come disse Giulio Cesare, ognuno crede in ciò che vuole credere.

Papa Ratzinger, nella foto (5) non è ancora nè contento nè convinto, a lui piaceva di più la tiara. Non se ne consolerà mai di tale perdita.

Papa Luciani (6) invece ne fu molto contento, ma durò poco.



LA MITRA

Eccola qua la mitra, indossata dal solerte Papa Ratzinger che si cambiava peggio di Fregoli, mai due costumi uguali. Che c'è di male? Ognuno ha le sue debolezze. 

Però i prelati di debolezze ne hanno parecchie, sono un tantino vanitosi, un po' tanto vanitosi, poi dicono delle donne. Mentre i prelati sfoggiavano vesti sgargianti e pietre preziose, la Chiesa proibì alle donne di mostrare i capelli e di indossare vesti che non fossero di colore scuro.

(6) PAPA RATZINGHER VESTITO A NUOVO
Temevano che guardassero le donne più di loro? Ma non è tutto, perchè questo povero vescovo deve pur cambiarsi, e se deve essere mitra che mitra sia, ma non una sola.

Il vescovo indossa infatti tre tipi di mitra: quella ornata (es. durante le processioni). quella preziosa (es. durante un'ordinazione) e quella bianca. 

Neanche i persiani avevano a corte un cerimoniale così dettagliato e sontuoso. 

Ma non è finita: durante la messa la mitra viene indossata solo in determinati momenti, della serie: leva metti, leva metti. Senso del ridicolo molto scarso. 

La mitra bianca viene usata durante i funerali o quando il vescovo non presiede la celebrazione, ma sta accanto al celebrante. Dire che sia un rituale faraonico è dir poco.

La mitra è concessa anche agli abati non vescovi, ci mancherebbe! Si sa, i prelati sono vanitosi e ogni tanto vanno accontentati, specie se nel loro ruolo acquisiscono potere e soldi.

(7) PAPA LUCIANI
Il primo a concedere l'uso della mitra agli abati fu papa Urbano II nel 1089, per la supplica di san Pietro Pappacarbone, abate della santissima Trinità di Cava de' Tirreni.
E così vanitoso l'hanno pure fatto santo? Beh, lo dice pure la Bibbia che tutto è vanità!

In passato è stata concessa, tanto per non far torto a nessuno, anche a presbiteri titolari di chiese particolarmente importanti o ai prevosti (sacerdoti), ai canonici dei capitoli di alcune cattedrali e persino alle badesse dei conventi femminili e a singoli laici meritevoli.

Meritevoli di che? Di essere diventati ricchi e potenti. Insomma se ottieni poteri ti do i titoli, molto cristiano non c'è che dire. 

Dopo l'incoronazione Paolo VI usò la tiara il 10 novembre 1963 per la presa di possesso dell'Arcibasilica Lateranense. 

Ma non era già del Vaticano? Si ma la cerimonia si ripete ad ogni papa tante volte qualcuno se ne dimenticasse.

La tiara fu usata nuovamente da Paolo VI per la benedizione Urbi et Orbi nel 1964. 

Il 13 novembre di quell'anno, nella messa che celebrava la riapertura del Concilio Vaticano II, Paolo VI scese dal trono papale nella Basilica di San Pietro e, udite udite: con gesto "inaspettato e simbolico", depose il Triregno sull'altare papale. 

Come mai? Gli era venuto il mal di testa per i peso? 
Giammai, come segno di umiltà e di rinuncia a qualsiasi potere di natura politico-umana.

Tutta la stampa ne parlò estasiata comportandosi come ci si credesse. Ma quando mai! 
Del resto anche la veste cardinalizia si usava di un raso riccamente damascato, con una sciarpa ricamata finemente e rifinita di merletto.
(8) PAPA BERGOGLIO

Nemmeno la Regina Elisabetta avrebbe osato tanto. E se osavano i cardinali figuriamoci quanto osavano i papi!

Nello stesso anno il Pontefice volle dare un ulteriore segno mettendo in vendita la tiara per darne il ricavato ai poveri. 

Questo almeno disse il Vaticano. Effettivamente il cardinale Spellman chiese ed acquistò la tiara, che è oggi esposta nella basilica dell'Immacolata Concezione a Washington. 

Evidentemente al cardinale sta più a cuore il collezionismo che non i poveri. I Papi più esigenti però non sfoggiarono solo la mitra, perchè la alternarono con copricapi svariati, antichi e moderni.

Notare l'eleganza del gesto (9) con cui Papa Ratzinger, timidamente sorridente, si infila lo zucchetto rosso rifinito di pelo bianco di ermellino, non sembra un po' Babbo Natale?

Fa tenerezza, perchè ha l'aria di chiedere: " Come sto? Mi sta bene? "

Comunque da Paolo VI in poi la mitra (detta volgarmente mitria, ma la dicitura è inesatta), cosiddetta proprio perchè derivata dal Dio Mitra, è il copricapo più importante della Chiesa cattolica dopo l'abolizione della tiara. Ma c'è mitra e mitra. 

(9) RATZINGHER RINNOVA IL GUARDAROBA
In quanto al " mitra " come arma bellica, le fu dato questo nome perchè il culto misterico di Mitra veniva seguito quasi esclusivamente dai legionari romani, pertanto inerente alla guerra.

Ma tornando alla veste dei prelati in genere, a parte quella lugubre e nera dei preti che fortunatamente indossano sempre meno, dal prete in su si tratta di vesti sgargianti, che lasciano un po' interdetti come seguaci di una religione che invita alla semplicità se non addirittura alla povertà.

Si dice, in difesa di tanta costosa eleganza, che il clero si vesta così per dimostrare la dignità del loro mandato e del loro compito. ma i proverbi popolari non li conoscono? 
Ohè attenzione, che l'abito non fa il monaco!

Tutto inutile, non ce la fanno, senza l'abitino alla moda e gli orpelli preziosi non ce la fanno, gli sembra di girare nudi. Ratzinger poi si chiude nel suo mutismo e ci sta male. Come si può costringerlo così? Basta guardarlo in viso per comprendere quanto ci soffre.. e quanto lo faccia arrabbiare... (10)

Del resto fu Papa Luciani nel 1978 a rifiutare una cerimonia di incoronazione, sostituendola con una più sobria "Messa di solenne inizio del Ministero Petrino". 

(10) PAPA RATZINGER senza tiara nè mitra
Non abolì l'uso della tiara, ma la rese non più obbligatoria.

Dopo la morte improvvisa di Giovanni Paolo I, il successore Papa Vojtyla, nella sua omelia d'inaugurazione affermò che:

« L'ultimo incoronato è stato papa Paolo VI nel 1963, il quale, però, dopo il solenne rito di incoronazione non ha mai più usato il triregno lasciando ai suoi Successori la libertà di decidere al riguardo. 

Il papa Giovanni Paolo I, il cui ricordo è così vivo nei nostri cuori, non ha voluto il triregno e oggi non lo vuole il suo Successore. Non è il tempo, infatti, di tornare ad un rito e a quello che, forse ingiustamente, è stato considerato come simbolo del potere temporale dei Papi. 

(13) PAPA VOJTYLA
Il nostro tempo ci invita, ci spinge, ci obbliga a guardare il Signore e ad immergere in una umile e devota meditazione del mistero della suprema potestà dello stesso Cristo. »

Bel discorso, però tra vesti, sottovesti, mantelli, sciarpe, scarpe e mitra, i papi e pure i vescovi coi cardinali spendono un patrimonio.

Non solo perchè le stoffe sono preziose, non solo perchè i ricami sono complicatissimi e raffinatissimi, ma perchè le vesti sono tante.

Comunque il Vaticano sa come risparmiare: invece di ordinare fuori i vestiti, ha i suoi sarti e le sue ricamatrici che stipendia.

Avete capito bene? Li stipendia, li paga tutto l'anno. il che significa che lavorano, si fa per dire, tutto il santo giorno.

E quante vesti nuove devono fare dentro al Vaticano? Tante, perchè i prelati sono come principi, hanno sempre bisogno di abiti nuovi da sfoggiare.

E meno male che il numero è limitato, cioè non ne possono fare più di uno per tipo, altrimenti sarebbero doppioni, perchè se fossero a fantasia dei prelati, ne cambierebbero uno al giorno.

(12) LA STESSA VESTE PER MONTINI E RATZINGER
E non basta, perchè ogni papa se ne fa fare di nuove. Sembrano quelle donnine un po' superficiali che dicono:

(15) PAPA RATZINGER
Oh no, non posso andare alla festa con lo stesso vestito dell'anno scorso! Che direbbero le mie amiche? Ho bisogno assolutamente di un abitino nuovo! "

Il paragone calza a pennello, perchè quando non ci sono cerimonie papi cardinali e vescovi usano delle vesti più normali e pure più comode. Basta guardare l'espressione di Papa Ratzinger nella foto sopra (14):

" Non mi sento a mio agio con questa veste, la stola può andare, un po' di ricamini e pietruzze ce l'ha, ma la veste è la stessa di due papi fa. E' la stessa che indossava papa Montini! Mi sa che se ne sono accorti tutti. "

Non ha tutti torti, ancora si ricorda che all'inizio, approfittando della sua ingenuità, gli fecero indossare una veste già portata da Papa Montini, una veste di due Papi fa!

Guardare sopra per credere (14) : era si una veste ricamata a filo d'oro, tutta di raso e lunga fino ai piedi come un abito da sposa, ma lui non ci sta,

Potevano almeno cambiargli la stola. Qui a fianco, dalla faccia,  si può notare che questa cosa ancora non gli era andata giù.

Tanto più che lui è più alto di quanto non fosse Papa Montini, per cui la veste è troppo corta, gli si vedono le scarpe.

(16) PAPA VOJTYLA IN DAMASCATO
Questo spiega perchè Ratzinger dovette comprarsi le scarpe di Prada di 3000 euro. Non poteva assolutamente sfigurare dopo la figuraccia del vestito!

Ora si spiega anche perchè Ratzinger si sia sempre vestito compulsivamente con abiti diversi, diverse le stole, le mazzette, i mantelli, le mantelline, i pastorali e le tiare.

Quel che non si comprende è perchè i preti e la Chiesa in genere attribuiscano alla vanità tanto disvalore se ce l'ha una donna, mentre passa totalmente sotto silenzio se è appannaggio di un prete.
Sottolineo: di un prete non di un uomo, perchè se si tratta di un maschio laico allora è gay.

Eh già un prete non può mica essere gay, altrimenti perchè darebbe tanto addosso ai poverini che non hanno nè colpa nè peccato?

(17) MONTINI IN RASO RICAMATO
Sorvoliamo per carità cristiana. Dunque i Papi sono un po' vanesii, nessuno escluso, solo chi più e chi meno. Fatto sta che i guardaroba dei papi è una storia che si allunga, perchè ognuno ne aggiunge di nuovi.

E non si tratta di vestitini di 2 o 3000 euro, che ai tanti che comprano nelle bancarelle e magari pure nell'usato, farebbero impallidire, ma stoffe preziose con ricami in svariati colori e sfumature che fanno salire i prezzi a 10 o 20000 euro cadauno.

Cifre con cui molte famiglie italiane spendono per camparci in uno o due anni.

Ma questi soggetti dove vivono? E soprattutto, dove vivono quelli che a loro si inchinano reverenziali?

Certo fa un po' impressione sentir parlare di capi così costosi con la base religiosa di un Cristo che ha sempre invitato ad ignorare i successi e gli agi in nome dei valori di altruismo, uguaglianza e generosità.

Ma per caso Cristo vestiva Prada?



VESCOVI E CARDINALI

(18)
Se poi ci aggiungiamo San Francesco che è il patrono d'Italia e che inneggiava alla povertà, la discrepanza diventa macroscopica.

Comunque qui sopra il papa s'è ripreso, ha sfoggiato tante vesti nuove. Ci voleva proprio.

Ma i sottoposti? Come agiscono i vescovi, i monsignori e i cardinali?

Eccoli qua, sembrano tanti papi, tutti con pastorali d'argento, tiare ultra ricamate e vesti e sopravvesti ancora più ricamate.

E' il caso di dire che valgono quanto pesano, ma per le vesti e gli ammennicoli.

Per certi versi molti prelati sono stati, dal punto di vista delle vanità,  peggio dei papi. Ne sia di esempio per tutti la Cappa Magna.

Una dei capisaldi della fiera delle vanità, all'insegna dell'ostentazione e del cattivo gusto.


La Cappa Magna

(19)
I cardinali e i vescovi per non sentirsi inferiori al papa, si portano i loro strascichi bizantini come spose alle nozze.

Nel 1952 Pio XII accorciò di metà lo strascico delle cappe dei cardinali, che prima erano di 12 metri, oggi solo di sei.6.

Se non è sfarzo levantino questo! Comunque papa Pacelli ci ripensò e l'anno dopo accorciò di metà anche quelle dei vescovi, che prima erano di 7 metri, oggi solo di  3,5.

E non basta: la cappa magna rende necessario l'ufficio di un chierico (caudatario), incaricato di sostenerla (in presenza di un cardinale, però, i vescovi arrotolano la coda sul braccio).

Certo la sposa ha le damigelle d'onore, perchè i preti non dovrebbero avere i damigelli d'onore?

Però ci sono delle limitazioni, a dir poco ossessive, perchè i vescovi possono indossarla solo nella propria diocesi, gli arcivescovi metropoliti invece solo nella loro provincia.

Per giunta i nunzi apostolici e i delegati apostolici nel luogo della loro legazione, mentre naturalmente i cardinali possono incedere col loro lungo strascico ovunque vadano, anche per strada.
(20)

Sennò che gusto ci sarebbe a fare il cardinale?

Tutti, però, hanno l'obbligo di indossarla durante la cappella papale, se o finché il papa non indossi i paramenti della messa se celebra personalmente.

Se non celebra personalmente non c'è l'obbligo di strascicarsi.

Per tutto il resto l'uso della cappa magna è facoltativo. Poverini, perchè togliergli questo sfizio?


(21)
Come damigello per lo strascico l'alto prelato ha il caudatario, così chiamato dal latino cauda, "coda". era sarebbe un chierico incaricato di sorreggere lo strascico degli abiti degli alti prelati nelle funzioni solenni della Chiesa di rito latino.

In particolare, il caudatario regge lo strascico della Cappa magna e la coda dell'abito talare dei vescovi e dei cardinali, che veniva lasciata cadere solo durante la celebrazione della Messa.

Attenzione però: il caudatario del papa veste come gli altri cappellani, cioè in mantellone, o in crocia alla Cappella papale.

Ma non è così semplice, perchè la coda della falda viene però sostenuta da due camerieri segreti, mentre la coda del mantum dal principe assistente al Soglio.

(22)
Noi poveri ignoranti non sappiamo nulla di tutto questo. ora invece dovremmo chiederci chi siano i camerieri segreti.

Noi, nella nostra beata ignoranza, pensavamo che i camerieri fossero quelli che servono nei ristoranti e negli alberghi, e men che meno supponevamo che ne esistessero di segreti, come i servizi segreti o le logge segrete della massoneria.

Invece no, e il caudatario va distinto a seconda se regga la coda del papa, del cardinale o del vescovo.

Noi pensavamo che i problemi della vita, e quindi della chiesa, fossero come sfamare i poveri, come dargli un tetto, come fermare le guerre e come riabilitare i condannati.

Invece no, ci sono molte altre questioni che sono anche più importanti. Ad esempio, come vestono i caudatari dei cardinali e quelli dei vescovi?

Di certo non come i caudatari del papa, altrimenti che gusto c'è a fare il papa?

(23)
Ma neppure si deve supporre che i caudatari dei cardinali vestano uguale ai caudatari dei vescovi, altrimenti che gusto c'è a fare il cardinale?

Ecco qua: il caudatario dei cardinali indossa una veste talare di seta o di lana (e certo, dipende dalla stagione) di colore viola con bottoni e rifiniture nere, e sopra una crocia, cioè un abito lungo viola a larghe maniche, quando il Cardinale è in abiti rossi.

Ma non finisce qua, perchè quando il Cardinale è in abiti viola, nei tempi di penitenza, il caudatario non può certo vestire dello stesso colore, e certo, altrimenti sarebbe uno scandalo.

In questo caso il caudatario indossa il ferraiolo di seta nero sulla veste.

Per ultimo, il caudatario indossa invece la cotta quando il cardinale assume i sacri paramenti.

(24)
Tutt'altro invece è il caudatario dei vescovi, e mi pare cosa buona e giusta.

Questi infatti indossa una veste talare di lana viola con bottoni e rifiniture nere, e sopra di essa il ferraiolo di seta nero.

E non è finita, perchè il caudatario indossa la cotta sulla veste viola quando il vescovo assume i paramenti sacri.

Ma tutta questa costosa ostentazione da prima donna, col Cristo che c'entra?

Nulla, ma vuoi mettere una coda di venti metri? 
Non finisce mai, la devono vedere tutti, e nessuno può muoversi mentre passi tu, altrimenti... ti pesterebbe la coda.

Vedete qui sopra (24) che lo strascico è facoltativo, c'è chi lo indossa e chi no.
(25)
Ma la maggior parte lo indossa.

Si sa che la carne e debole e i vescovi in genere di carne, come si può controllare dalle foto, di carne ne hanno parecchia.

Nel senso che uno che si fa fotografare con uno strascico di venti metri non può essere considerato normale.

E' come un test: cammini con lo strascico? Sei caduto da piccolo e non stai bene. Avanti un altro! E invece no, se li tengono, con la loro prosopopea, le loro vanità e il loro narcisismo.

Sono vecchi, brutti e vanitosi. Questi sarebbero il pastore del gregge? 
Ebbene si, perchè solo un gregge di pecore potrebbe andare dietro a certi soggetti da lettino psicanalitico.


IL PERCHE' DELLO SFARZO

Il teologo Gian Gabriele Benedetti spiega al volgo il perchè di tante vesti sontuose degli alti prelati.

« Quando Dio scaccia Adamo ed Eva dal giardino dell'Eden procura loro delle vesti perché possano iniziare il nuovo cammino con dignità: «Il Signore Dio fece all'uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì » (Gn 3,21). » (26)

(26)
Dunque l'uomo nudo dell'era arcaica o quello degli aborigeni africani o australiani non hanno dignità?

« Quando ha voluto indicare la dimensione estrema del suo amore, Gesù si è spogliato della veste del banchetto e ha indossato il grembiule del servo per lavare i piedi ai suoi discepoli » (Gv 13,4).

Forse Gesù non voleva sporcarsi la veste buona, oppure è un gesto simbolico, ma che significa, che siccome Gesù si è tolto il vestito della domenica dobbiamo tutti andare vestiti a festa col massimo lusso?

« Così nell'episodio della trasfigurazione, dove si preannuncia la dimensione gloriosa della sua risurrezione, le vesti di Gesù «divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche » (Mc 9,3).

Ma non so, forse le avevano lavate con Perlana, sembra una pubblicità in TV. Che c'entrano le vesti bianche con le sete, gli ori e gli argenti della Chiesa?;

« E la beatitudine finale per coloro che entreranno nella Gerusalemme del cielo è proprio questa:

 " Beati coloro che lavano le loro vesti per avere diritto all'albero della vita e, attraverso le porte, entrare nella città " (Ap 22,14).


(27)
" L'albero della vita, perduto a causa del peccato d'origine, viene concesso agli uomini attraverso il perdono definitivo di Dio, simboleggiato dalle vesti lavate nel sangue dell'Agnello " (cf Ap 7,14). 

Nel mondo biblico, allora, le vesti non sono un elemento puramente funzionale e la vita della Chiesa non può non tenerne conto. »

Che caspita c'entrano "le vesti lavate nel sangue dell'Agnello", significa che dobbiamo sgozzare gli animali per lavarci i vestiti?

Qui non si allude nè al lavaggio (non si tratta di scegliere una buona lavatrice) nè al lusso! Il ruolo specifico dei ministri nel culto cristiano chiede che sia messo in evidenza anche attraverso un abito usato appositamente per le azioni liturgiche.

« Per qualche secolo i ministri della Chiesa non hanno indossato abiti distinti da quelli dalla gente. 
L'attuale Codice di Diritto Canonico non entra in merito alla forma dell'abito ecclesiastico, lasciando la decisione alle varie Conferenze Episcopali.  
(28)
Rimane l'obbligo di portare un abito tipico del clero e che sia decoroso: «I chierici portino un abito ecclesiastico decoroso secondo le norme emanate dalla Conferenza Episcopale e secondo le legittime consuetudini locali » (can. 284).
Ma che dice? Le legittime consuetudini locali sono simili a queste vesti faraoniche? Non le usano neppure le donne alla prima della Scala a Milano!
« La storia insegna che ogni ordine religioso o la sua eventuale riforma hanno scelto un abito povero, nello stile del tempo in cui è nata la comunità, cercando sempre una semplicità evangelica: gli abiti religiosi sono stati via via complicati e ricondotti successivamente a maggiore semplicità. 

In modo analogo potremmo vedere l'uso degli abiti ecclesiastici per il clero, dai preti delle nostre parrocchie a vescovi e cardinali. »

Gli abiti religiosi sono stati via via complicati e ricondotti successivamente a maggiore semplicità? Ci scusi teologo Gabriele, ci manca proprio la seconda parte dell'evento, la riconduzione alla maggiore semplicità.



MA QUANTI SONO QUESTI ABITI TALARI NELLA CHIESA CATTOLICA?

 Tanti, anzi tantissimi, per giunta con tantissime variazioni, con un'infinità di regole e regolette degne di non di un nevrotico, ma di uno psicotico megalomane ossessivo compulsivo delirante. Non ci credete? Leggete qua sotto:
(29)
  1. La talare romana, con maniche lunghe, stretta fino alla vita come una giacca, prosegue fino a terra un po' svasata; allacciata da una fila di bottoni sul davanti; 
  2. La talare ambrosiana (dei sacerdoti di Milano), ha solo cinque bottoni sotto il collo ed è chiusa da una fascia; 
  3. La talare bresciana (dei sacerdoti di Brescia) è simile alla romana, ma più larga in vita; non ha i manicotti, ma dei bottoni sull'estremità della manica; allacciata da una fila di bottoni, dei quali solo il primo è visibile, gli altri sono nascosti sotto una finta. 
  4. La talare piemontese si differenzia dalla talare romana per il taglio del colletto a V. 
  5. La talare mantovana si differenzia dalla talare romana per il colletto a girocollo senza tagli.

Ma non basta perchè la talare viene indossata in differenti colori a seconda del grado:

- nero per i sacerdoti, cui è possibile aggiungere il ferraiolo ( mantello cerimoniale che si indossa sopra l'abito talare), di medesimo colore, in solennità civili.

- I parroci invece possono utilizzare una mantellina con bottoni rossi
- nero con occhielli, bottoni, bordi e fodera di colore paonazzo, per i monsignori di grado "Cappellano di Sua Santità";
- nero con occhielli, bottoni, bordi e fodera rubino per i:
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  1. Prelati d'onore di Sua Santità, 
  2. Prelati Superiori dei Dicasteri della Curia Romana che non hanno la dignità episcopale, 
  3. Uditori della Sacra Rota Romana, 
  4. Promotore Generale di Giustizia, 
  5. Difensore del Vincolo nel Supremo Tribunale della Segnatura apostolica, 
  6. Protonotari Apostolici de numero, 
  7. Protonotari Apostolici soprannumerari, 
  8. Chierici della Camera Apostolica, 
  9. Prelati dell'Anticamera Pontificia ed i Vescovi.
- Tutti questi prelati di cui sopra, eccettuato il Prelato d'onore di Sua Santità, ( dal 2 al 9 ), possono aggiungere il ferraiolo (mantello cerimoniale) di colore paonazzo (viola scuro) in solennità civili.

- Tali Prelati ( sempre dal 2 al 9 ), devono indossare la talare viola con occhielli, bottoni, bordi e fodera cremisi (rosso vivo) a cui si aggiunge il rocchetto (sopravveste bianca, solitamente di lino, con pizzo e lunga fino a mezza gamba, simile alla cotta), ma non dai Protonotari Apostolici soprannumerari e dai Prelati d'onore di Sua Santità ( 1 e 7 ) che indossano la cotta (veste bianca con scollo quadrato, indossata sull'abito talare, è l'abito corale del clero, indossata in tutte le celebrazioni liturgiche, a eccezione della messa; in questo caso i diaconi, i presbiteri o i vescovi celebranti devono obbligatoriamente indossare il camice). [allucinante!]

(31)
- La mantelletta (piccolo mantello senza maniche, aperto sul davanti fino al collo, lungo fino alle ginocchia) si indossa sopra la talare e il rocchetto, senza la mozzetta.( mantellina corta, chiusa sul petto da una fila di bottoni) paonazza e la berretta ( o tricorno, quasi cubico con tre alette rigide e un fiocco alla sommità ) nera con fiocco rosso; non possono invece essere indossate:

- dai Vescovi,
- dai Protonotari Apostolici soprannumerari
- dai Prelati d'onore di Sua Santità.

- I Vescovi aggiungono invece la mozzetta paonazza, la croce pettorale (solitamente in metallo prezioso, anche gemmata, con al centro una cavità per le reliquie dei santi o frammenti della Vera Croce (ma quant'era grande questa croce che ce n'hanno un pezzetto in diecimila? ), ritrovata a Gerusalemme nel IV sec. dalla madre di Costantino I. Caspita, di 17 secoli fa, solo i sarcofagi dei faraoni si sono mantenuti tanto, ma erano conservati in sarcofagi di pietra! La croce può essere sorretta da una catena in metallo, o da un cordone di diversi colori:

- giallo per i prevosti, i decani, i vicari episcopali ed i canonici dell'arcidiocesi di Milano;
- oro e verde per i vescovi e gli arcivescovi, e la berretta di colore paonazzo con fiocco paonazzo.
- oro e rosso per i cardinali e i vescovi con diritto alla porpora;
- oro per il papa. 

Ma non è finita perchè, per ordine di papa Giovanni Paolo II, dal 1984 il cordone deve essere usato sopra l'abito corale e la catena con l'abito talare semplice o piano.

(32) RATZINGER, MAI LO STESSO COSTUME

- nel rito romano, quello classico insomma, invece la croce pettorale va portata, durante le celebrazioni, sopra il camice e sotto la pianeta (due strutture rigide di stoffa ricamata, una per il davanti e l'altra dietro e la dalmatica ( tunica con ampie maniche lunga fino al ginocchio )
- nel rito ambrosiano, invece, la croce pettorale viene indossata sopra il camice, e fatta uscire dallo scollo della casula o della pianeta.
Nel 1997 si è acconsentito all'uso ambrosiano di indossare la croce sopra i paramenti anche nel rito romano ed all'uso della croce con la catena sull'abito corale.

Ma questi davvero non hanno altro a cui pensare?

- I Nunzi Apostolici, che rappresentano la Santa Sede, portano la berretta con fiocco e la fascia in seta moirée color paonazzo, che li distingue dagli altri Vescovi. 
- Alcuni Arcivescovi per privilegio invalso usano ancora il colore cremisi (o rubino), ad esempio: l'Arcivescovo metropolita di Udine erede dell'antico Patriarcato di Aquileia,
 - Alcuni Arcivescovi Primati che portavano un rosso simile a quello cardinalizio, un po' più abbrunato, anche in seta moirée e il cordone pettorale in color oro/rosso anziché oro/verde come gli altri Vescovi e Arcivescovi. 
- Gli Arcivescovi di Salisburgo, di Vercelli e il Patriarca di Venezia hanno il privilegio, concesso loro dal Pontefice romano da secoli e tuttora invalso, di portare un abito corale di colore cardinalizio, pur non essendo cardinali.
(33)
- nero con occhielli, bottoni, bordi e fodera ponsò per i Cardinali; ad essa può essere aggiunto il ferraiolo di colore rosso marezzato, in solennità civili ; i Cardinali come abito corale devono indossare la talare rosso ponsò (rosso vivo), alla quale vengono aggiunti il rocchetto, la mozzetta di colore rosso ponsò, la croce pettorale sostenuta da un cordoncino rosso/oro, e la berretta sempre di colore rosso in seta moirée come la fascia, senza fiocco;

- bianco per il Papa che la porta in lanetta, con fascia bianco avorio in seta moirée e sopramaniche e zucchetto della stessa fattura e tinta. Esisteva anche la tradizione, sopravvissuta fino a tempi recenti, di una veste tutta in seta moirée bianca per il giorno dell'elezione del Pontefice e per alcune circostanze solenni.

- Analogamente in circostanze solenni abito corale per i cardinali rosso in seta moirée

- Analogamente per gli Arcivescovi Nunzi Apostolici paonazza in seta moirée, cioè le venature tipiche di questa seta trattata, nelle solennità più importanti.

- Il colore bianco può essere utilizzato anche dai sacerdoti, dai prelati, dai vescovi e dai cardinali in missione o in paesi caldi, a patto che occhielli, bottoni, bordi e fodera siano del grado corrispondente (ad esempio, un semplice sacerdote può indossarlo bianco ma con occhielli, bottoni, bordi e fodera neri).

- L'abito talare non deve essere per forza sempre abbinato a una fascia portata alla vita ( che scende sulla gamba sinistra, del colore corrispondente al grado. Vescovi, Cardinali e Papa sovrappongono poi una mantellina detta pellegrina.

- La veste talare nera viene indossata da alcuni laici, nel ministero all'altare, come i seminaristi, gli accoliti e i ministranti: in questo caso, però, viene poi sovrapposta la cotta.

- D'inverno, sopra la talare s'indossa un lungo cappotto, detto Greca (soprabito)


ABITO CORALE

E' l'abito indossato dai consacrati quando assistono alle celebrazioni liturgiche, cioè quando:

(34) ANCORA UNA VESTE E UNA MITRA NUOVA

- assistono alle celebrazioni liturgiche, cioè dal coro,
- per la celebrazione della liturgia delle ore
- un atto di devozione,
- per l'amministrazione dei Sacramenti se al di fuori della messa.


Abito corale del papa

- La talare è di colore bianco, di lana o seta marezzata (cangiante, detta anche moirè).
- La fascia è in seta marezzata con stemma nella parte inferiore,
- Lo stemma può terminare con una frangia dorata o due nappe dorate.
- Sopra il rocchetto, si indossa la mozzetta, che può essere di quattro tipologie differenti:

- in velluto rosso con bordo di ermellino (dal 1º novembre a Pasqua);
- in seta rossa (da Pentecoste al 31 ottobre);
- in damasco bianco con bordo di ermellino (Tempo di Pasqua);
- in damasco bianco senza bordo di ermellino (T. di P.: dalla domenica di Pasqua a Pentecoste)

- Sul capo indossa il camauro, copricapo extraliturgico, leggermente conico e bombato che segue un po' la conformazione della testa, che può essere in velluto rosso bordato di ermellino oppure in damasco bianco bordato di ermellino. L'ermellino, povera bestiola ha la disgrazia di essere raro e pertanto costoso, e è costoso chi lo indossa vale di più.


COMPONENTI ABITI CORALI

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Papa
  1. Talare bianca in lana o seta marezzata 
  2. Fascia ( cinge la vita e scende sulla gamba sinistra ) bianca in seta marezzata con frange o nappe dorate magari con lo stemma del pontefice 
  3. Rocchetto con fodera delle maniche bianca 
  4. Mozzetta rossa in seta, con o senza bordi di ermellino (ma gli animalisti che dicono?) 
  5. Croce pettorale sorretta da un cordone dorato o da una catenella in metallo pregiato 
  6. Zucchetto bianco in seta marezzata ( calotta emisferica a otto spicchi, gli ebrei e i rabbini lo portano a sette spicchi perchè anche loro a ossessioni stanno messi bene) 

Cardinali
  1. Talare scarlatta in lana 
  2. Fascia scarlatta in seta marezzata con frange 
  3. Rocchetto con fodera delle maniche scarlatta 
  4. Mozzetta o cappa magna scarlatta in lana 
  5. Croce pettorale sorretta da cordone scarlatto intrecciato d'oro o da una catenella in metallo pregiato (mi raccomando niente che non sia costoso e di lusso, altrimenti i poveri come ci restano?) 
  6. Zucchetto scarlatto in seta marezzata 
  7. Berretta scarlatta in seta marezzata senza fiocco 

Arcivescovi e vescovi
(36)
  1. Talare paonazza in lana 
  2. Fascia paonazza in seta con frange, in seta marezzata per i nunzi apostolici (diplomatici all'estero) 
  3. Rocchetto con fodera delle maniche paonazza 
  4. Mozzetta o cappa magna paonazza in lana 
  5. Croce pettorale sorretta da cordone verde intrecciato d'oro o da una catenella in metallo pregiato 
  6. Zucchetto paonazzo in seta 
  7. Berretta paonazza in seta con fiocco paonazzo
Prelati superiori della Curia Romana e Protonotari apostolici numerari
  1. talare paonazza in lana 
  2. fascia paonazza in seta con frange 
  3. rocchetto con fodera delle maniche paonazza 
  4. mantelletta 
  5. zucchetto nero in seta con cuciture amaranto 
  6. berretta nera in seta con fiocco amaranto
Protonotari apostolici soprannumerari e Prelati d'onore di Sua Santità o
Monsignori elevati dal vescovo:
  1. talare paonazza in lana 
  2. fascia paonazza in seta con frange 
  3. cotta 
  4. zucchetto nero in seta con cuciture amaranto 
  5. berretta nera in seta con fiocco nero

(37)
Cappellani di Sua Santità
  1. talare nera in lana con cuciture, asole e bottoni paonazzi 
  2. fascia paonazza in seta con frange 
  3. cotta 
  4. zucchetto nero in seta con cuciture paonazze 
  5. berretta nera in seta con fiocco nero

Sacerdoti, diaconi, seminaristi
  1. talare nera in lana 
  2. fascia nera in seta con frange 
  3. cotta 
  4. zucchetto nero in seta 
  5. berretta nera in seta con fiocco nero (senza fiocco nel rito ambrosiano)

E LE ANTICHE SACERDOTESSE ?
- C'era la gran sacerdotessa,
- le sacerdotesse anziane,
- le sacerdotesse giovani,
- le novizie.
.. e stop.

SAI QUANT'ERA MEGLIO...
"Se non m'immergo non muoio, ma nemmeno vivo."



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