martedì 2 giugno 2015

SANTA VENERA



SANTA VENERA

Venera, detta anche Veneranda o Veneranda Parasceve o Venerina (Acireale, 100 circa – 26 luglio 143 circa), è stata una martire cristiana, venerata come santa dalla Chiesa cattolica che la ricorda il 14 novembre.

Santa Venera sarebbe nata il venerdì Santo dell'anno 100 d.c., per forza, una che si chiama Venera nasce di venerdì, nella zona delle terme Xiphonie vicino Acireale, dette anche Terme di Santa Venera al Pozzo. In realtà qui sgorgavano acque solfuree dedicate alla Dea ma i razionalissimi romani che amavano il business ci eressero su le terme. Che orrore, nudità, divertimento, naturalmente la Chiesa le ha fatte demolire.



LA STORIA

Figlia di due nobili cristiani della Gallia, Agatone e Ippolita, che dopo 35 anni di preghiere e suppliche a Dio, traferitisi dalla Gallia prima a Roma e poi ad Aci-xifonia, ebbero la gioia di avere una figlia.

La madre voleva che si chiamasse Venera in ricordo del giorno fortunato della sua nascita, però Agatone, temendo che quel nome potesse essere confuso con quello della Dea la chiamò Veneranda; ma i greci, ispirandosi al nome usato dagli Ebrei nell'indicare il giorno precedente al sabato della Pasqua, nel quale era nata la fanciulla, la chiamarono Parasceve.

Mamma mia ma che casino! E poi ai greci che gli fregava degli ebrei?

Consacratasi a Dio, Venera studiò la Bibbia e le vite dei martiri (qualcosa di più divertente no?) e, dopo la morte dei genitori, all'età di 20 anni, si sarebbe dedicata per dieci anni all'ascesi e poi, a 30 anni, dati tutti i suoi beni ai poveri, cominciò a predicare il Vangelo spostandosi da un capo all'altro della Sicilia, non trascurando l'assistenza a poveri e malati.

Così in Sicilia una figliola di 30 anni poteva verso l'anno 130 girare il mondo impunemente senza che nessuno la stuprasse o altro? Aspetta, aveva un'esenzione speciale, era o non era una santa?


Le torture del prefetto Antonio

Secondo la tradizione, Venera avrebbe predicato in Sicilia, in Campania e in Calabria.

Qui sarebbe stata arrestata a Locri dal prefetto Antonio, il quale avrebbe cercato invano di ricondurla alla religione romana, prima con inviti e poi addirittura con atroci torture, dalle quali però Venera sarebbe uscita illesa.

Il prefetto Antonio che, ripeto, cercò di ricondurla alla religione romana prima con blandizie, addirittura offrendole di sposarla, poi con atroci torture: le fece porre in capo un elmo di ferro rovente, ordinò di condurla in aperta campa­gna inchiodandone mani e piedi in forma di croce sul terreno, ordinando di percuoterla aspramente e di porle infine sul petto un grosso macigno.

Tutto questo perchè l'amava e voleva farla sua sposa? E se l'odiava che le faceva?

Ma ogni volta il Signore la risanava o la liberava mentre gli aguzzini si convertivano.

Il prefetto, naturalmente, ordinò di decapitare tutti i soldati (una faticaccia ogni volta!) per poi sottoporla a nuove sevizie: preparata una grande caldaia piena di pece, olio e zolfo, ordinò di accendere e alimentare sotto di essa un fuoco per sette giorni di seguito in modo da atterrire la vergine indomabile.

Ma anche questa minaccia cadde nel vuoto. Allora Antonio esasperato la fece gettare nella caldaia.

Tornato il giorno dopo (il giorno dopo? era andato con gli amici al bar? o pensava di cuocerla per mangiarsela? ) Si accorse stupito che la santa era illesa.
Ope­rano tanto le tue magie che neppure il fuoco ti tocca?
le domandò. E lei:
Avanzati e vedrai”.
E siccome il prefetto non osava avvicinarsi, Vene­ra raccolse con la mano una manciata di quel miscuglio ardente gettan­dolo verso il volto del persecutore che rimase accecato: comportamento non del tutto evangelico...

Ovviamente l'episodio si conclude con la guarigione miracolosa del prefetto che si converte al cristianesimo e la lascia libera. Il prefetto si convertì, lo fece perchè Dio la salvava ogni volta? E tutti i cristiani morti ammazzati senza che Dio muovesse un dito non lo avevano colpito? Bah!

A proposito, l'immagine della santa ha degli splendidi capelli d'oro davvero inconsueti per una santa.. ricorda tanto Venere "dalle chiome dorate" che abbia a che vedere?


Il despota Temio

VENERE CALLIPIGIA (DAL BEL SEDERE)
A quel punto Venera percorre quasi tutte le province della Magna Grecia convertendo molti pagani; finché un giorno viene condotta dal despota della Magna Grecia, di nome Temio o Teotimo (despota? Ma la Grecia non era all'epoca parte dell'Impero Romano?).
Insomma dopo questa esperienza, Venera, alquanto rinfrancata (tanto che mi fanno? Un po' di torture ma poi mi risanano) avrebbe ripreso l'attività missionaria, percorrendo quasi tutte le province della Magna Grecia e convertendo molte persone, fino a un nuovo arresto da parte delle autorità locali, un certo Temio, che l'avrebbe sottoposta ad altre torture ma dalle quali, anche stavolta, sarebbe uscita illesa convertendo il tiranno Temio.

Anche in questo episodio infatti si accavallano torture atroci, come quella del taglio delle mammelle, già descritta a proposito della cata­nese sant'Agata, fino al gran finale del drago che Venera, gettata nella sua caverna, fa svanire con un segno di croce tra sibili spaventosi: sim­bolo, come in altre vite di santi, della evangelizzazione della zona. Anche Temio naturalmente si converte.

Fantastico, una tortura una conversione! E per giunta non si faceva niente... era Wonder Woman?


La decapitazione

Infine Venera si trasferisce nella Gallia dove subisce l'ultimo marti­rio a opera del preside Asclepio che la condanna a una serie di nuovi tormenti dai quali esce costantemente illesa: finché non se ne può più e viene condannata alla decapitazione. Ma prima di morire chiede ai suoi persecutori di es­sere condotta al tempio di Apollo che riesce a demolire con una sem­plice preghiera. (non basta tutti i templi e i monumenti romani che la Chiesa ha demolito peggio dell'Isis... pure i santi!) Morì decapitata a 43 anni, il 26 luglio del 143, giorno della sua festa liturgica, e fine dei giochi.

Secondo la tradizione, il suo corpo venne lasciato insepolto finché alcuni cristiani l'avrebbero traslato ad Ascoli Piceno, dove sarebbe stato venerato fino al IV sec., quando sarebbe stato trasferito a Roma, un 14 novembre.

Aspetta, le torture non le facevano nulla ma una decapitazione l'ammazzava? Si spiega tutto, altro che santa, era un Vampiro! Infatti è inutile ferire un Vampiro, gli devi tagliare la testa!

Secondo una tradizione diversa, Venera sarebbe morta il 26 luglio del 143 d.c., per decapitazione ma in Sicilia anziché in Gallia. La tradizione riporta come, prima di morire decapitata, la santa abbia chiesto ed ottenuto con una voce venuta da cielo, la promessa da Dio che, chiunque si fosse rivolto a lei con fede, avrebbe avuto concessa la liberazione dalle angosce in cui si trovasse. E vai con le offerte alla Chiesa!


Le reliquie

- 1) Le sue Reliquie sarebbero giunte ad Acireale soltanto nel Seicento, ma un pezzo alla volta, ma non tutti i pezzi, (ma che schifo, è un cadavere smembrato|)
- 2) perchè nella città di Salemi, Sicilia Occidentale, vengono custodite le restanti parti del corpo della santa (restanti di che?).
- 3) altre si troverebbero nella chiesa Matrice di Avola,
- 4) altre si troverebbero nella chiesa di Grotte,
- 5) altre si troverebbero nella chiesa di Santa Venerina,
- 6) altre si troverebbero nella chiesa di Santa Venera di Mascali,
- 7) altre si troverebbero nella chiesa di Gerace,
- 8) altre si troverebbero nella chiesa di Carfizzi,
- 9) a Taormina invece si conservano gli arnesi usati per il martirio di Venera. Certo era meglio un osso o non so che, però è meglio di niente.

Viene identificata con Santa Parasceve da Roma, venerata dagli ortodossi, che tramandano una versione simile dei suoi martiri.


Le Reliquie viaggianti

VENERE GRECA
Verso la metà del secolo XVII all’epoca di papa Alessandro VII, fu donato al Procuratore Generale dei Carmelitani Scalzi in Roma, il corpo di s. Massimo martire, prelevato dalla catacomba di s. Ciriaca e una reliquia insigne di s. Veneranda martire. (commercio di ossa, ma non era meglio una bottiglia di buon vino?)

Queste reliquie furono donate a sua volta a padre Simone dello Spirito Santo, anch’egli del convento di Torre del Greco, che dona come attestato di devozione le suddette reliquie. Insomma tutti le donano per levarsele di torno, ti credo, sai che schifo.

I fedeli di Ercolano però erano un po' stranucci, e accolsero con gioia il dono, ed eressero nella Cappella dello Spirito Santo due altari uno dedicato a s. Massimo e l’altro a s. Veneranda. Per non far torti a nessuno.

La reliquia di Veneranda incastonata al centro di un mezzo busto di rame ricoperto d’argento, fu asportata dai francesi insieme all’argento, nel 14 giugno 1799, per cui nella basilica è rimasto solo il mezzo busto di rame. Diciamo che i francesi si sono fregati l'argento e che della reliquia se ne impipavano.


Le Terme di Venera

Anche le celebri terme le sono dedicate per­ché traggono l'acqua dalla sorgente di Santa Venera al pozzo, presso le antiche terme romane Xiphoniae, dove lei si recava da ragazzina per curare e assistere i malati. Erano le terme alimentate dalle acque sulfuree provenienti dal vulcano Etna
Il Venerdì Santo dell'anno 100 d.c. viene tradizionalmente ricordato come il giorno della nascita di Santa Venera, nella zona delle terme Xiphonie. Il 26 luglio del 143 d.c., sempre nei pressi avveniva l'esecuzione della Santa per decapitazione.

"Nell'area archeologica sono ancora visibili i segni di un tempietto, forse dedicato al culto della dea della bellezza Venere; accanto, invece, i resti di un semplicissimo mosaico e di una grande vasca con la base in battuto di coccio, presumibilmente usata come piscina o per l'allevamento di pesci."
Ma va'?


Neanche le belve...

Il suo corpo rimase insepolto ed esposto alle fiere: le quali tuttavia lo lasciarono miracolosamente intatto... eh pensavano alle reliquie..


Ascoli - Roma - Acireale

Alcuni cristiani trasportarono il corpo decapitato... le ossa.. ad Ascoli Piceno dove fu venerata fino al secolo IV, quando un sacerdote lo trasferì a Roma: era il 14 novembre. Sul finire del medioevo gli abitanti di Acireale cominciaro­no a reclamarlo: "quanto ci mancano quegli ossicini, ridateci gli ossicini" e le reliquie giunsero a poco a poco in successive trasla­zioni sicché ancora oggi si espongono in diversi reliquiari d'argento sia il 26 luglio che il 14 novembre.

Si sa i santi si dividono, più ossicini più offerte dei fedeli alle varie chiese.

All'inizio del secolo XVII si cominciò a celebrare con entusiasmo la festa liturgica di santa Venera e nel 1651, quando le sue reliquie furo­no trionfalmente trasferite dalla chiesa di Gesù e Maria a quella che og­gi è la cattedrale, la città l'acclamò patrona principale.

Sappiamo che molti Dei e Dee romani vennero trasformati in santi, e questa con le sue chiome d'oro è sospetta. Non so se era meglio Venere, ma di sicuro era più divertente.




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