lunedì 14 aprile 2014

MA CHI E' LA MADONNA?





Nella lista delle sette meraviglie del mondo antico (lista compilata da vari autori a cominciare forse da Antipatro di Sidone, 170-100 a.c.), una delle più celebrate era il Tempio dedicato alla dea Artemide a Efeso (nella Lidia, oggi in Turchia), costruito intorno al 560 a.c., nel quale si trovava, ovviamente, una statua della dea.


DIANA EFESINA
Benché abbia i tratti delle arcaiche divinità degli animali selvatici e della caccia, assimila anche tratti di altre divinità.

Nell’Artemide Efesia troviamo assimilati caratteri di una arcaica signora asiatica della fecondità femminile e il suo simulacro intagliato, che la leggenda voleva caduto dal cielo, la rappresentava con il petto ricoperto da numerose file di ”mammelle” per cui era detta polýmastos in Grecia e multimammia nell’ambito italico, ove era anche identificata con Diana Nemorense.

Le molte repliche della statua, eseguite in varie località e tempi diversi, hanno conservato la caratteristica presenza del grappolo di “seni”. A ben guardare, il petto scolpito mostra mammelle nessuna delle quali ha un capezzolo o un’aureola, per cui sono tutti seni, come è stato detto, “ciechi”.

Da questo fatto è scaturita una diversa interpretazione, basata su elementi del culto: si sa che il sacerdote della dea doveva essere un eunuco; quindi, per poterla servire, doveva castrarsi; successivamente, al posto dei sacerdoti venivano castrati dei tori e i loro grossi testicoli, conservati in
oli profumati, venivano appesi sul petto della statua lignea in occasione delle feste efesie.

Se i seni vistosi e/o numerosi sono un attributo femminile ben evidente nelle rappresentazioni delle veneri arcaiche, è interessante il fatto che il petto dell’Artemide efesia venisse ricoperto coi testicoli dei tori affinché gli spermatozoi in essi contenuti potessero, nella magìa del rito, fecondarla, consentendo così ad Artemide di svolgere la sua funzione di madre pur restando vergine.

Magìa doppia, dunque: fecondazione operata dai testicoli dei tori nel contatto con la statua e dalla statua (potenza del simulacro!) alla dea-Terra-Madre. In un contesto culturale che sentiva la terra come madre e dea, e considerava il maschio come un accessorio del processo riproduttivo, la funzione materna che doveva assicurare la ricchezza dei raccolti e la fertilità, animale e umana, risultava più coerente con la verginità che col ruolo di sposa, per cui possiamo concluderne che la contaminazione delle due figure divine con la trasformazione della virginea Artemide in una Grande Madre è meno bizzarra di quel che in un primo momento potrebbe apparire ai nostri occhi.

E non va dimenticato (lo stesso Socrate ce lo ricorda nel Teeteto) che Artemide, la dea la più lontana dalla sfera del matrimonio e del sesso, era quella che proteggeva i parti, veniva invocata dalle partorienti e rivestiva il ruolo archetipico della levatrice.


DIANA NERA
Una tradizione vuole che Maria, la madre di Gesù, avrebbe seguito ad Efeso Giovanni evangelista è lì avrebbe passato i suoi ultimi anni, in un luogo quasi già “preparato” a conciliare verginità e maternità. 

Il culto mariano avrebbe poi soppiantato quello della dea madre e la Vergine Maria oscurato le dee madri precedenti, venendo poi fissati come dogmi sia la nascita verginale di Gesù sia la verginità perpetua di Maria (senza cioè altri figli e rimanendo vergine prima, durante e dopo il parto, II Concilio di Costantinopoli del 553 dell’era corrente, per non dire anche del dogma della immacolata concezione, 1854, e di quello dell’assunzione, 1950).

Tutto questo per arrivare all’ultimo volume della trilogia che papa B. XVI ha dedicato a Gesù: L’infanzia di Gesù, Roma, Rizzoli-LEV, 2012. Riprendendo il racconto evangelico sulla nascita di Gesà dalla Vergine Maria che lo avrebbe concepito per opera dello Spirito papa Ratzinger si domanda:
«Questo, allora, è vero? O forse sono state applicate alle figure di Gesù e di sua Madre delle idee archetipiche?»

Il parto verginale e la resurrezione sono, continua il papa, interventi diretti di Dio sulla materia, a cui tutto appartiene, quindi anche la materia, pur se questi interventi sono uno scandalo per lo spirito moderno.
«Ma Egli possiede questo potere e con il concepimento e la Risurrezione di Gesù Cristo ha inaugurato una nuova creazione» (p. 69).



IL PARTO VERGINALE

"Il parto verginale e la resurrezione sono, continua il papa, interventi diretti di Dio sulla materia, a cui tutto appartiene, quindi anche la materia, pur se questi interventi sono uno scandalo per lo spirito moderno".


Vediamo un po':
  • Afrodite fece sì che Poseidone e Apollo si innamorassero di Estia, ma lei aveva fatto giuramento di restare vergine e così li respinse entrambi.
  • Artemide è una vergine cacciatrice, con gonna corta,  stivali da caccia, faretra con le frecce d'argento e un arco.
  • Per gli antichi Egizi la Vergine era la dea Iside che portava nella mano destra un sistro e nella mano sinistra un vaso d'acqua.
  • Per i Greci la Vergine era la dea Diche (o Astrea) che amministrava la giustizia sulla terra. 
  • Ma Vergine era anche Demetra, figlia di Crono e Rea, la dea del grano e dell'agricoltura. 
  • Vergine era anche Cibele, ma qui comincia il bello, perchè Cibele è una Dea antica e fa sesso, anzi lo fa addirittura col proprio figlio. 
  • Athena manco a dirlo era Vergine.
  • La Mater Matuta era Vergine.
  • Insomma tutte le Dee sono Vergini, persino Afrodite lo è in epoca più antica.
MADONNA DEL MASACCIO
Il fatto è che la verginità della Dea, secondo il concetto antico, indicava la libertà dal giogo maschile, visto che la vergine in senso fisico veniva indicata come "Virgo intacta".

La Dea era la Grande Madre eppure vergine, che partoriva un figlio senza concorso dell'uomo, figlio che cresceva, moriva in un qualche incidente annuale e poi veniva resuscitato dalla Dea che lo prendeva come marito.

Era chiara l'allusione al Figlio - vegetazione che ogni anno muore nella stagione fredda e resuscita in primavera.

L'energia figlio, cioè la vegetazione annuale, non muore definitivamente ma torna alla Madre, si unisce a lei e poi ridiscende sulla terra come nuova vegetazione dell'anno.

Insomma la Grande Madre è la Natura Increata: "Io sono colei che è, che è sempre stata e sempre sarà e nessun uomo ha sollevato il mio velo."

Dovendo creare un Dio maschio, cioè passando dall'essenza femminile alla creazione maschile, o dal panteismo al creazionismo, la Natura decadde dalla sua divinità e divenne un oggetto da nulla, uno scherzetto creato da Dio in sette giorni, che vuoi che sia.



LA SACERDOTESSA VERGINE

Perchè le antiche sacerdotesse erano spesso o quasi sempre ierodule mentre le uniche sacerdotesse romane, le Vestali, dovevano essere rigorosamente vergini?

Se scoprivano poi che la sacerdotessa aveva avuto rapporti sessuali la pena era di essere murate vive, condannate quindi a morire di sete che è una morte molto peggiore di quella di morire di fame.

La giovane ritratta qua sotto è la vergine vestale Tuccia, custode del fuoco e sacerdotessa della Dea Vesta. Accusata di non aver salvaguardato la propria verginità, Tuccia implora aiuto a Vesta per dimostrare a tutti la sua innocenza. 

La prova consisteva nel trasportare dell'acqua all'interno di un setaccio, dal fiume Tevere fino al tempio della Dea, senza far cadere nemmeno una goccia d'acqua.



IL CULTO DELLA VERGINE

LA SACERDOTESSA
Il culto della Vergine Maria, seppure con qualche accenno precedente, inizia nel V sec., quando l'imperatrice Eudocia (408 - 450), entrata in possesso del sudario di Maria, aveva inviato alla sorella un dipinto che ritraeva la Madonna, eseguito nientemeno che da San Luca.

Naturalmente non è un ritratto, è un dipinto di fantasia, come tutti i dipinti della Madonna.

A parte che all'epoca si dipingevano le pareti o al massimo i sarcofaghi dei morti, visto che le tele dipinte non esistevano e tanto meno i quadri ad olio, ma la citazione è interessante perchè si comincia ad avere un'immagine della Madonna da adorare.

Il dogma dell'Immacolata Concezione, cioè della Madonna concepita senza peccato, è del 1854, emanato da Pio IX.

Il dogma dell'Assunzione, cioè assunta in cielo con anima e corpo, è invece del 1950, emanato da Pio XII in base a una petizione di ben 8 milioni di fedeli. 

Una petizione? 
  • Ma il dogma non è un'ispirazione divina del pontefice? 
  • Come mai qui invece è un referendum popolare?
  • E che caspita ne sapeva il popolo che la madonna fosse stata assunta in cielo (trasportata senza rishò dall'arcangelo Michele)?
  • Si disse pure che ne aveva parlato Santa Bernadetta, ma questo lo dissero i preti, perchè la poveretta "era una giovane malaticcia, aveva avuto il colera durante l'infanzia e aveva sofferto per la maggior parte della sua vita di asma, e alcune delle persone che la intervistarono in merito alle apparizioni la credevano lievemente ritardata"
Ancora una domanda:
Un dogma della Chiesa stabilisce che la Madonna è la Madre di Dio. E allora il padre di Dio chi è?

Vediamo: Dio è il Padre di Gesù, ma è pure il padre di Maria, è anche il Padre di Lui stesso (ma davvero? Eh si se Maria è la Madre di Dio...), come anche Gesù sarebbe il padre di Dio, come anche la Madonna è madre sia di Dio che di Gesù, d'altronde anche lei può essere la madre di colui che l'ha creata... e la Madonna... che confusione, ti credo che ci rimediarono 600 eresie!



IL CULTO DELLA VERGINITA'


Ora il popolo era abituato a raccomandarsi alla Dea, e di un Dio unico non sapeva che farsene, per cui andava ancora a strofinarsi sulle pietre di Efeso ( e che diamine, il Vescovo di Roma ne aveva fatti crocifiggere 30000 di Efesini perchè seguaci di Diana, ma non imparavano mai?... questo sui libri col cavolo che lo scrivono...) anche dopo che il tempio era stato abbattuto e la Diana Efesina distrutta. 

LA VERGINE ATHENA
Occorreva fare qualcosa, magari dargli un'alternativa, ed eccoti comparire il culto della vergine nel III concilio ecumenico che si tenne nel 431 a Efeso, in Asia Minore, ai tempi di Teodosio, tenuto da circa 200 vescovi. 

Il fatto che si sia tenuto ad Efeso la dice lunga: per convincere i pagani che la madonna era una nuova Diana Efesina bisognava instaurarla ed acclamarla ad Efeso, proclamando ai 4 venti la sua verginità, esattamente come Diana.

Non fu facile, perchè doveva essere la madre di Gesù, e quindi non avere marito, non poteva essere di dubbia moralità, e allora hanno dovuto inventarsi di tutto e di più. 

Una setta che non copulava (non credibile per gli ebrei che tenevano ai figli più di tutto), un san Giuseppe che si beveva la storia del figlio di Dio, un Dio che ingravida sotto forma di colomba (vabbè l'aveva fatto Giove sotto forma di Cigno...), una umile ancella che accetta l'alto onore per accorgersi poi che era una grossa fregatura (perchè questo amatissimo Figlio il Padre aveva deciso di farlo torturare e ammazzare con la crocefissione... e questo era il Dio buono... e se era cattivo che gli faceva?) sono invenzioni toste da mandar giù.

Così ragiona, ovvero sragiona la mente quando è staccata da istinto e sentimenti, quindi distruttiva, insensibile e impietosa, come tutte le religioni maschili, cioè mentali.

Insomma, vuoi vedere che la Madonna è la Diana Efesina solo che il candido crescente lunare invece di porglielo tra i capelli glielo hanno posto sotto il vergineo piede? E che male le aveva fatto la luna per calpestarla senza pietà?
Semplice: la luna è la donna e Dea e la chiesa è alquanto misogina e odia i serpenti in quanto simboli della Grande Madre, per quanto siano ritenuti sacri in tutto l'oriente per la stessa ragione, e odia la luna per la stessa ragione.

Insomma l'hanno dovuta far adorare e l'hanno dovuta chiamare Madre di Dio, però una soddisfazione se la sono tolta, non le hanno mai lasciato uno straccio di rapporto sessuale...




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1 commenti:

angelo raspante on 29 maggio 2016 02:05 ha detto...

Molto perspicace, logico e ragionevole la frase vicina alla conclusione dell'articolo che dice:

Insomma, vuoi vedere che la Madonna è la Diana Efesina...?

Alla stessa conclusione perviene anche l'opera I PROPILEI - Grande Storia Universale Mondadori- VOl.4 pag 534.
Questa illuminante opera storica CHIARISCE che i due concili , cioè quello di EFESO nel 431 e di Calcedonia nel 451 segnarono la vittoria definitiva della filosofia greca nella Chiesa Cristiana.
Alla luce di ciò è quindi chiaro che la chiesa "cristiana" del 5° secolo si era allontanata moltissimo dagli insegnamenti cristiani ed iniziava a sprofondare nell'idolatria che l'intero testo biblico a cominciare dai comandamenti dati a Mosè sino ad arrivare alla Rivelazione o Apocalisse DIFFIDANO dal praticare. (confronta ad es. Romani 1 verso 25: proprio essi, che avevano permutato il vero Dio con la menzogna, reso culto ed adorazione alla CREATURA in cambio del CREATORE - che sia benedetto in eterno. Amen!)

Angelo Raspante

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