lunedì 5 agosto 2013

LE NINFE - II




Nella mitologia classica, cioè la greca e la romana, le Ninfe stavano a metà tra gli Dei e gli uomini, come i demoni, a cui somigliavano molto.

Perchè le ninfe un tempo erano come le fate nordiche, noi per fate intendiamo dolci figure femminili belle e leggiadre, ma le fate celtiche erano belle, incantevoli, buone ma anche brutte e pure dispettose, anche se solo raramente pericolose.

Non salivano sull'Olimpo a banchettare con gli Dei.

Non ci abitavano proprio.

Loro erano un altro mondo.
Un mondo che pastori e contadini conoscevano, soprattutto le donne, quando si entrava in certe zone oscure del bosco, dove le radici si aggrovigliavano in modo strano, o dove c'erano strane buche nel terreno.

Oppure su alcune colline dove le pietre sembravano messe apposta per delineare dei luoghi, o nelle grotte umide, o in certi anfratti dei ruscelli dove le chiome degli alberi si chinavano fino a terra.

Non avevano templi, ma soltanto altari.

A volte erano le donne che forgiavano gli altari, scolpendoli da montarozzi di roccia abbastanza soffice, ricavandone un'ara tonda e magari vi scolpivano un animale.

A volte le are erano di pietra dura, pazientemente lisciata, o di tronchi di legno sovrapposti, o di tavole incastrate tra due alberi vicini.

Non si sacrificavano loro animali ma si dedicavano loro libagioni di latte, di vino e pure di acqua, o si dedicavano loro pezzi di focaccia, o semi, o bacche odorose, o fiori. Le ninfe non amavano il sangue, anzi lo rifuggivano, amavano invece le primizie e l'ultimo frutto della stagione.

Si dedicavano loro dei semi, anche quelli della frutta, i noccioli. La gente li metteva da parte e quando erano ben puliti li portava sull'altare, li innaffiava coll'acqua e diceva le sue formule. poi il vento e la pioggia facevano il resto, perchè se una pianta nasceva da quei semi era una pianta sacra, e spesso i noccioli venivano spesso dedicati ai bambini, perchè crescessero sani e forti, o guarissero dalle malattie.

Le ninfe non erano immortali; o almeno molte di loro non lo erano. La gene del villaggio su questo non aveva idee chiare, perchè le ninfe degli alberi vivevano quanto un albero, per cui era bene piantare un albero prima di tagliarne uno, così la ninfa poteva trasferirsi e non morire.

Di solito i contadini segnavano gli alberi da tagliare e facevano un altro segno sull'albero da abitare, e raccontavano alla ninfa ciò che stava per fare, affinchè lei avesse il tempo di capire e trasferirsi.

Onde invogliarle di solito ponevano pezzi di focaccia ai piedi del nuovo albero, perchè era piccino ma sarebbe cresciuto in fretta perchè con le offerte diversi animali sacri sarebbero andati a trovarlo.

Di solito accanto alle offerte si usava rovesciare in terra un sorso di vino, posto nella bocca di chi lo offriva e poi sputato in terra. Ma questo lo facevano le sacerdotesse, perchè si sentivano tutt'uno con le ninfe e con la Dea.

Di solito vivevano di più le ninfe più lontane dagli uomini, ma su questo non tutti sono concordi. Infatti mentre la maggior parte delle ninfe rifuggono gli uomini, ce n'erano alcune che erano benevole con essi.

Esiodo asserisce che la loro vita non superava "la durata di dieci vite di palma", e poichè una palma (non si specifica quale, può vivere 200 e pure 300 anni, ne consegue che una ninfa possa vivere 2 o 3000 anni.

Nelle loro figure sorridenti e graziose, che coprivano di danze la superficie del mondo, si raccoglieva tutta la vita acquatica della natura: loro erano i ruscelli, le fonti, i fiumi, i torrenti, i laghi, le paludi, le grotte montane grondanti d'acqua. 

Mircea Eliade:
"Chi, fra i Greci, poteva vantarsi di conoscere i nomi di tutte le ninfe? Erano le divinità di tutte le acque correnti, di tutte le sorgenti, di tutte le fonti. Non le ha prodotte l'immaginazione ellenica: erano al loro posto, nelle acque, fin dal principio del mondo; dai greci ricevettero forse la forma umana e il nome. Sono state create allo scorrere vivo dell'acqua, dalla sua magia, dalla forza che ne emanava, dal mormorio delle acque. I Greci, al più, le hanno staccate dall'elemento con cui si confondevano. Una volta staccate, personificate, investite di tutti i prestigi acquatici, hanno acquisito una leggenda.

Attratti dalla loro grazia, molti uomini entravano nel loro regno, accanto ai Sileni e ai Satiri.

Era un rischio tremendo.

Sia perchè i satiri spesso ebbri potevano ucciderli, sia perchè rimanevano intrappolati in quel mondo di sonnolente languore e non trovavano più l'uscita.

Chi vedeva le ninfe veniva a volte beneficato col dono della ispirazione e della chiaroveggenza, oppure veniva esaudito in un suo desiderio, ma chi si innamorava delle ninfe, spesso sprofondava nella follia e perdeva sé stesso.

Non a caso il folle veniva definito il "Ninfoleptus".

Delle ninfe si aveva dunque anche paura, non ci si poteva avvicinare, sul mezzogiorno, alle fontane, alle sorgenti, ai corsi d'acqua o all'ombra di certi alberi.

Una superstizione più tarda parla della follia vaticinante che colpisce chi scorge una forma uscire dalle acque: "speciem quondam e fonte, id est effigiem Nymphae".

Dunque persiste la virtù profetica delle acque, attrazione e paura insieme.

Non a caso tutte le apparizioni mariane riguardano sorgenti e grotte.

Poi col patriarcato le ninfe divennero da ninfomani a stuprate, perchè la principale attività degli Dei maschi divenne quella di stuprare le ninfe.

Il mito dichiarava che se ne innamoravano ma se innamorarsi è afferrarle a tradimento con la forza o con l'inganno per copulare con loro e mollarle dopo averle messe regolarmente incinte perchè un Dio scopa come un Dio e non fallisce un colpo... beh si tratta di un colpo di fulmine sia all'andata che al ritorno.

Fatto sta che il Dio di era tolto lo sfizio e la ninfa si era cuccato il pargolo o i pargoli, salvo poi incorrere nelle ire di qualche Dea tradita che non se la prendeva mai col marito ma solo con la rivale.

Quando le andava bene si trasformava in albero, in giunco, in roccia, in uccello o in una stella, non il Dio, ma la ninfa. Ancora di nuovo, non c'è giustizia.

Niente di eccezionale, spesso lo fanno anche le donne.




LE NINFE COME MOSTRI

Ma le ninfe non erano solo acquatiche, vi erano ninfe dei boschi e delle foreste, delle colline e delle rocce, dei prati e delle montagne, delle grotte e dei burroni, delle isole e dei vulcani.

Insomma tutto aveva un'anima.


Centaure

Ma le ninfe non erano solo umane, cioè non avevano solo sembianze umane. perchè a volte erano in parte animali, come le centaure, pochi sanno che esistono, ma sembra fossero antecedenti al mito dei centauri. 

E non sono avulse dal mondo degli Dei perchè a volte sono raffigurate come facenti parte del corteo della graziosissima Afrodite.

Qualcuno sostiene che fossero in realtà le Amazzoni che quasi ci vivevano sui loro cavalli, e in effetti le Amazzoni adoravano Afrodite oltre a Marte ed Atena.

Ma erano antiche ninfe anche le Arpie, chiamate in realtà Sirene, e ogni tipo di sfinge conosciuta, solo che mentre nel matriarcato sono sacre, nel patriarcato sono odiose e da combattere.

Che dire delle Arpie? A Virgilio non piacciono proprio:

"Sembran vergini a' volti, uccegli e cagne
A l'altre membra; hanno di ventre un fedo
Profluvio, ond'è la piuma intrisa ed irta,
Le man d'artigli armate, il collo smunto,
La faccia per la fame e per la rabbia
Pallida sempre, e raggrinzita e magra..."

(Eneide, III, 361-368)

Il poeta mantovano le accomoda nelle isole Strofadi per farle incontrare ad Enea, ma nel mito più antico risiedevano in una grotta di Creta.  La arpie avevano in genere testa di donna e corpo di uccello, ma nell'immaginario patriarcale divennero una specie di streghe rapitrici di bambini.

Giasone dal canto suo le scaccia, a ucciderle non ce la fa, ma ha più fortuna Edipo con la Sfinge: testa di donna, ali di aquila, corpo di leone e coda di drago, la vince e la distrugge.

Va diversamente a Giza, la sfinge egizia si è salvata perchè un faraone ci ha ritagliato la sua faccia, il che dimostra due cose: che aveva poco rispetto per il colosso di pietra e che aveva molto rispetto per il simbolo visto che se ne è appropriato.

Non hanno fatto lo stesso i babilonesi piazzando i re barbuti sulle loro sfingi?

Ma l'Egitto era meno maschilista, tanto è vero che Iside rimase per molto tempo la più venerata tra gli Dei, anche se Dea minore.Minore per il culto ufficiale, la prima Dea tra il popolo.

Esistevano pure le Ninfe Stigie, cioè degli Inferi, e pure le sirene, molto simili alle arpie, ma inseguito divennero bicaudate, come la Lamia, e infine con coda di pesce, come la ninfa Partenope, ovvero una sirena..

In genere erano perfide, facevano affondare le navi incantando gli uomini che presi dal loro magico canto perdevano il controllo delle imbarcazioni lasciandole incagliare sugli scogli.

Insomma dapprima erano soccorritrici dei naviganti, poi, coll'avvento del patriarcato, divennero pazze omicide. Oddio forse nell'animo molte lo saranno anche diventate, ma ne avevano ben donde..



LA PRIMA RELIGIONE

La prima religione ebbe come culto le ninfe, energie vitali emanate dalla Sacra Natura, la Dea più sacra in assoluto, anzi l'unica, ed è la sua mancanza a dettarci dolore, struggimento e nostalgia.

NINFA MEGARIDE
Le ninfe furono le energie vere e sentite della natura, e gli uomini, anzi le donne, avevano all'epoca un sesto senso per individuarle.

Non ci credete?

Capita talvolta di cogliere in un luogo naturale un'atmosfera particolare, densa, misteriosa, emozionante che fa pensare a presenze occulte di una sfera non umana.

La mente ci spiega che dipende dal fatto che il bosco è fitto, gli alberi antichi, o che dipende dall'umidità e la roccia muschiata, o perchè vi sono delle fenditure nel terreno, o per i disegni dei rampicanti...

La mente ci racconta un sacco di cose per convincerci che il mondo è come lei e gli altri ce l'hanno descritto, anzi come lei l'ha appreso dalla descrizione degli altri.

In questo modo noi rigettiamo qualsiasi intuizione relegandola nel mondo della follia.

Le antiche sacerdotesse invece cercavano di affinare quell'intuito ed avvicinarsi di più all'invisibile mondo della Madre natura.

Cosa vuol dire che sono energie?
Che hanno una forza e un'intelligenza.
Tutto il mondo le ha in qualche modo sentite, immaginate e illustrate.
Le hanno chiamate fate, ninfe, geni, angeli, lari, lase, dakini, demoni ecc. ecc.

Non sarebbe strano che tutti si fossero sbagliati?

Queste entità furono all'inizio percepite soprattutto come femminili, poi pian piano hanno dirottato in parte sul maschile.

La Chiesa, che è misogina non c'è male, poichè i fedeli erano abituati a figure femminili li fecero simili, però stabilirono che erano senza sesso, una specie di eunuchi: gli angeli.

NINFA ADDORMENTATA
Si sa che per il sesso degli angeli ci fu una grossa diatriba e addirittura il Concilio di Trento (1545-1563), in cui si stabilì, non si sa in base a quali elementi, che gli angeli essendo pure spiriti non hanno sesso.

Li avevano guardati sotto la veste?

No no, lo avevano deciso per deduzione, perchè la mente è cieca e sorda, però deduce.

Naturalmente non ci capisce nulla e deduce in realtà secondo i desideri di chi pensa?

Siete contro le donne?

Allora gli angeli non saranno mai femminili.

Però non possono essere neppure maschili, perchè sarebbero troppo diversi dalle ninfe, dalle lase, dalla Vittoria alata ecc ecc.

E allora facciamo che non hanno sesso, non hanno la barba nè i baffi, e nemmeno il pistolino, ma nemmeno la patata e sono senza seno.

ANGELI
Ecco fatto, non hanno sesso perchè sono puri spiriti e quindi non si devono riprodurre.
Va bene, ma se sono puri spiriti perchè compaiono in sembianze umane?

Comunque la maggior parte dei pittori li fa femmine, forse perchè vanno alla grande gli angeli custodi che se sono maschi sembrano molto meno affidabili, così come lo sono i padri rispetto alle madri.

Lo Spirito Santo ad esempio compare come una colomba alla faccia che per millenni sia stato sempre il simbolo della Grande Madre, dal Mediterraneo all'Asia, Da Afrofite a Tanit, ad Astarte ecc.

Insomma non sono femmine anche se somigliano alle femmine e non sono maschi ma hanno nomi da maschi, chissà com'è.

Il fatto è che la mente non sa nulla delle energie dell'universo e pensa di essere solo in un mondo vuoto con un paradiso oltre le nuvole dove ognuno se la suona e se la canta tutto il giorno, bene attento a lodare e contemplare Dio perchè questo sembra essere il meglio della beatitudine.

Ma se la mente cade tutto ciò sparisce e si percepiscono le energie vive dell'universo: insomma le ninfe. Chi lo ha fatto lo sa.




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