lunedì 16 dicembre 2013

I SIMBOLI DEL FEMMINILE





Preghiera pitagorica:

- Onore alla donna sulla terra come in cielo, che essa sia santificata e ci aiuti a salire verso la Grande Anima del mondo che fa nascere, conserva e rinnova, la Divina Dea che trasporta le anime nel suo manto di luce. -



LA YONI OVVERO IL TRIANGOLO

Se disegnate un Triangolo con la punta in basso tutti pensano al sesso femminile, però tutti scrivono che rappresenta il simbolismo del Numero Tre.

 Per la cultura greca, e di conseguenza anche per quella romana, il Triangolo è la prima superficie, quella più semplice, come lo sgabello a tre zampi.

ELEMENTO TERRA
Attraverso il Triangolo sono stati identificati i Quattro Elementi.

Il Triangolo Equilatero raffigurerebbe la Terra, se ha la punta in basso, ma se ha la punta in alto oggi rappresenta la divinità, almeno in ambito greco e giudaico, pienamente assimilati nella tradizione cristiana per la rappresentazione della perfezione divina.

Nei Quattro Elementi, il Triangolo Rettangolo raffigura  l’Acqua. Il Triangolo Isoscele raffigura il Fuoco. Il Triangolo Scaleno raffigura l'ultimo elemento, l’Aria.

Il Triangolo Equilatero nelle discipline ermetiche, esoteriche e massoniche entrerà nel significato della Squadra, del Compasso e della Piramide.  In Massoneria il Triangolo Isoscele con la base più lunga degli altri due lati rappresenta il Ternario Cosmico e viene detto Delta Luminoso.

Nel Cristianesimo il Significato del Triangolo si rifà alla tradizione ebraica della rappresentazione del Nome di Dio. Da notare che il triangolo con la punta in bassso denota anche il diavolo. Del resto per la chiesa cattolica donna e diavolo vanno a braccetto.

Nell’arte cristiana è stato  utilizzato il Triangolo Equilatero con il vertice verso l’alto per rappresentare la Trinità o l’immagine di Dio Padre per mezzo di un’aureola raggiata a forma di Triangolo, a volte racchiudendo al suo interno un Occhio, per simboleggiare l’essenza o la conoscenza divina.

Il Triangolo Equilatero con al centro l'Occhio come simbolo del Divino verrà usato anche nella simbologia massonica. In ogni caso la simbologia dell'occhio deriva dall'egizio occhio di Horus, simbolo di consapevolezza che nel Dio cristiano diverrà il meccanismo ossessivo del Dio che tutto vede per punire o premiare.

Il Significato del Triangolo Equilatero cambia molto se si ha con il vertice in l'alto che con il vertice in basso.

 Il simbolo è riscontrato nelle culture di ogni epoca e latitudine, con una prevalenza del vertice in basso nei manufatti di epoca paleolitica e neolitica.

ELEMENTO ACQUA
Nelle culture patriarcali invece, il Triangolo con la punta in alto rappresenta il Divino, il Fuoco e il Maschile, mentre il Triangolo rovesciato, con la punta verso il basso, rappresenta l’Umano, l’Acqua e il Femminile, e diciamolo pure il demoniaco..

Le prime utilizzazioni del Triangolo come Simbolo si rintracciano già nel Paleolitico. Nei manufatti di quest’epoca e anche in quelli del Neolitico, si presenta con il vertice verso il basso.

Esso rappresenta sia il sesso femminile, da cui inoltre deriveranno i simboli della V, rappresentazione della Dea Donatrice di Vita, di morte e di rinascita.
Come grembo rigeneratore della Grande Dea rappresenta il più antico simbolo conosciuto, provenendo dal Paleolitico.
Ve ne sono infiniti esempi nelle grotte e sepolcri del Paleolitico e del Neolitico, mentre Triangoli in selce con abbozzati  con seni e vulva, proliferano nel Paleolitico Inferiore.

Dal Paleolitico Medio fino al Neolitico compreso, pietre triangolari vengono utilizzate come coperture nelle sepolture irlandesi, bretoni e della Dordogna. Inoltre la pianta di alcuni tumuli neolitici, specialmente in Irlanda, presenta forma triangolare. Il Triangolo viene usato come decorazione delle pareti di santuari e tombe megalitiche ritrovati in tutta Europa, dall’Irlanda all’Anatolia, nonchè su oggetti provenienti da sepolture di tutta Europa.

Si tratta di amuleti in pietra, osso o argilla, usati per porre il defunto sotto la protezione della Dea come rigeneratrice. Alcuni di questi oggetti presentano la forma di pesi da telaio con incisi Triangoli formanti una schematica figura femminile.

Ancora nell’Età del Bronzo, il significato del Triangolo come rigenerazione viene riproposto, accanto ad altri simboli del Femminile, in alcuni manufatti come, per esempio, le cosiddette padelle cicladiche.



IL PENTACOLO O STELLA A 5 PUNTE

Invece il Pentagono Stellato o Pentagramma designa l’Armonia Universale e sta alla base della Sezione Aurea o Divina Proporzione, raffigurando il Numero d’Oro.

In realtà, come lo disegnò Vitrivio e riprese Leonardo da Vinci, esso rappresenta l'uomo, naturalmente in rapporto al cosmo.
Ma soprattutto il simbolo venne raffigurato come emblema della Grande Dea Ishtar, la Grande Maga, e, come simbolo di tutti coloro che operano nell'invisibile mondo, divenne simbolo di tutti i maghi.

Ora unendo due triangoli con la punta in alto con un triangolo con la punta in basso, otteniamo il segno segreto (segreto di Pulcinella, perchè sta scritto su tutti i libri di magia) dei maghi.
Nonchè il simbolo dell'attività magica.

Ecco qua a lato come andrebbe rappresentato iniziando dalla punta in basso a sinistra senza staccare la penna.

Il cerchio intorno non c'entra nulla se non per tradurlo in medaglia, ma la firma del mago è senza il cerchio.

Inutile dire che la punta rivolta in basso è diventata col patriarcato la punta il alto, viso che preferiva il cielo alla terra e la mente all'istinto.

Pertanto il pentacolo maschile risulta con una punta della stella in alto, mentre nella magia femminile se due punte sono in alto e la punta unica in basso.

Il segno andrebbe eseguito disegnando due triangoli senza staccare la penna, iniziando sempre dal basso, e questo sarebbe la firma del mago.



ESAGRAMMA o STELLA A SEI PUNTE

L’unione di due Triangoli Equilateri rovesciati e intrecciati dà vita a una Stella a Sei Punte, detta anche Esagramma. Questo simbolo si ritrova soprattutto nell'ebraismo che accosta il Triangolo Equilatero al Nome di Dio, l’Esagramma viene chiamato Scudo o Stella di Davide, che nel Medioevo, viene utilizzato come sigillo o decorazione di libri, oggetti e pietre tombali. Esso raffigurerebbe il patto tra Dio e l'uomo.

Nell’Ermetismo la Stella a Sei punte rappresenta la sintesi degli opposti e l’unità cosmica con il Triangolo con la punta il alto rappresenta il Fuoco; Il Triangolo con la punta verso il basso per l’Acqua; Il Triangolo dritto con la punta tagliata dalla base del suo opposto per l’Aria; Il Triangolo rovesciato con la punta tagliata dalla base dell’altro per la Terra.

L’inserimento delle Proprietà, Caldo, Secco, Umido e Freddo, (inserimento molto arbitrario e usato malamente nella medicina medievale) definisce la Varietà della Materia. Il medesimo simbolo è stato usato nell’Ermetismo per designare la totalità dei Sette Metalli e dei Sette Pianeti, che si corrisponderebbero l’un l’altro.

Anche l’Alchimia ha utilizzato il Significato del Triangolo e dell’Esagramma. Il cosiddetto Sigillo di Salomone rappresenterebbe il compimento dell'Opera, dall’Imperfetto al Perfetto, dal Molteplice all’Uno, rappresentati rispettivamente dalle Punte e dal Centro della figura.

Inutile precisare che per le menti ossessive, che sono la maggioranza, avvicinarsi al tutto vorrebbe dire lasciare l'imperfetto per il perfetto, sbagliatissimo perchè l'imperfezione fa parte del tutto e rimuoverla significa esistere a metà.

Come simbolo del femminile indica il compimento dell'opera, l'armonizzazione degli elementi e quindi dell'individuo.



IL CERCHIO

Espressione della ciclicità, senza inizio né una fine. Tutto si ricongiunge, per ricominciare di nuovo.

Nelle donne il ciclo mestruale mensile è collegato alla luna e quindi alla natura, e così il ciclo ormonale della vita fertile che scandisce il periodo dell'introversione e riflessione per una creatività stavolta interiore.

Il Cerchio è l'emblema dell'anima che non ha riferimenti esterni, niente punti cardinali nè confini orientati.


Nelle forme circolari della natura, nel cosmo, nel corpo femminile, nelle strutture architettoniche, nell'arte, c'è un senso di accoglienza e compiutezza, come se l'armonia non necessitasse di conferme all'esterno.

La luna è il cerchio che cresce fino alla sua forma perfetta, poi decresce e muore, come la vita sul pianeta, riguardando piante, animali ed esseri umani. Per questo la ciclicità è poco accettata dal maschile, perchè riguarda la morte.



L'ONDA, ovvero la lettera M

E' andata a sostituire l'antico serpente, simbolo della Madre Terra e delle Grandi Madri, M che è divenuto simbolo della Vergine Maria, perchè nel cattolicesimo non si butta nulla ma si ricicla tutto.

L'onda è anche simbolo del mare, con il suo significato interiore relativo all'anima umana insondabile e fluida, con i suoi contenuti vivi di pesci, molluschi e piante e con i suoi misteri nascosti, con i suoi scrigni occulti colmi di beni preziosi.



LA SPIRALE

Presso Newgrange, si situa l'area archeologica più famosa d'Irlanda dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO: oltre 50 monumenti costruiti nel neolitico da un'antichissima civiltà contadina preceltica di poca durata.

Nata intorno al 3200 a.c., giacque dimenticato per millenni, testimonianza di una civiltà complessa e progredita che popolò l'Irlanda prima dei Celti e ben prima degli invasori Vichinghi, 6 secoli prima della costruzione delle piramidi egizie.

Il tumulo di Newgrange, con motivi a losanga e a spirale incisi sulla magnifica pietra dell'entrata, una delle pietre più famose del megalitico, includono un motivo a triplice spirale, ripetuto all'interno della camera, che rievoca il  triskelion dell'isola di Man e le spirali della cultura di Castelluccio in Sicilia. Il passaggio è lungo oltre 60 piedi e conduce ad una camera centrale cruciforme "di sepoltura".

La struttura, con pietre perfettamente incastrate e copertura di numerosi metri di terra di riporto, non ha mai lasciato passare una sola goccia d'acqua fino alla camera centrale.

Al di sopra dello stretto passaggio d'ingresso, un'apposita apertura permette, all'alba del solstizio d'inverno, ad un raggio di sole di illuminare la camera centrale per 15 minuti, grazie a calcoli astronomici notevolmente precisi, non sconosciuti a diversi popoli dell'antichità.

La spirale indica qualcosa che si snoda allontanandosi dal suo punto di partenza, che arrivato all'estremo limite torna indietro rifacendo la spirale a senso inverso fino al punto di partenza.

E' il simbolo della ciclicità della natura, dell'uomo e del cosmo. Tutto torna a se stesso per riproporsi magari in forme diverse.

Qual'è il significato della spirale? E' analogo alla trottola, antichissimo gioco e strumento sacro. Alcune trottole perfettamente conservate sono state rinvenute fra gli scavi dell'antica Mesopotamia, altre in scavi dell'antica città di Troia, altre ancora in tombe etrusche e negli scavi di Pompei.

TRISKELION
Esistevano esemplari di trottole nell'antica Grecia e nell'Impero Romano. Sembra che oltre al gioco venisse usato nei riti propiziatori.

 Le tribù del Borneo e della Nuova Guinea ancora oggi fanno ruotare le loro trottole "magiche" dopo le semine, per far crescere piante alte e rigogliose.

La trottola riceve una spinta per cui corre velocissima stando in equilibrio sul suo perno.

Successivamente la spinta diminuisce e la trottola rallenta fino a fermarsi e crollare, un pò come la vita di ogni creatura sulla terra.

La spirale però indica contemporaneamente anche il rinnovo del ciclo: quindi nascita, morte, rinascita ecc. per gli umani, per i criceti, per le piante, per i virus ecc. perchè non siamo i figli prediletti dal Signore, perchè alla Signora i figli sono tutti ugualmente cari, siano essi animali, umani o piante, o
sassi.



IL LABRIS, DPPIA FALCE DI LUNA

La falce di luna rappresenta il ciclo di rinascita o di decrescita della vita, insieme le due mezzelune formano un cerchio, cioè la luna intera ma separati alludono agli eterni cicli della natura che seguiamo anche nostro malgrado.

Le donne molto più degli uomini hanno seguito e accettato i cicli naturali fino all'accettazione della morte, eternamente negata dal maschile che si fabbrica paradisi improbabili ed estremamente noiosi.

La doppia falce, sacra alle antiche Amazzoni, alla civiltà cretese e a quella etrusca, era il labris, simbolo del tutto femminile, non arma come si crede se non arma da cerimonia. sarebbe stato d'altronde molto scomodo il loro uso potendo colpire sempre e solo da una sola parte dell'arma ma con peso doppio.



L'UOVO COSMICO

L'Uovo è il primo simbolo cosmico, adorato dagli Assiro Babilonesi, in Mesopotamia, nel 4000 - 2.000 a.c., poi in India, nel 1.600 a.c., nella religione induista, nell'antico Egitto, nell'antica Grecia, con i Pelasgi e poi con l'orfismo nel VI sec. a.c.

Successivamente si è diffuso anche in altre religioni orientali, occidentali e africane, come in Cina, nel 400, nelle regioni europeee celtiche e in Africa.
Nel mito dei Pelasgi, si racconta che la Dea Eurinome, emersa dal caos e fecondata dal serpente Ofione, depone l'uovo universale, da cui emergono tutte le forme del creato.

Secondo Graves nel mito pelasgico, la Dea all'inizio della creazione avrebbe volteggiato nello spazio vuoto e con la sua danza avrebbe prodotto il vento Borea.
Accoppiatasi con lui sotto forma del serpente Ofione, ne sarebbe stata fecondata e si sarebbe trasformata in una colomba bianca che avrebbe deposto l'uovo cosmico, dal quale uscirono tutte le cose.
Poi però Ofione si vantò di aver creato da solo il mondo, Eurinome offesa con un calcio gli spezzò tutti i denti.

Eurinome rappresentava un aspetto della Grande Madre delle origini, che col passare dei secoli e delle civiltà si differenziò in una moltitudine di divinità femminili. Ofione era il maschile che si attribuì il merito delle prime civiltà create invece dalle donne.

Ancora oggi gli ebrei si scambiano un uovo ai funerali e i cristiani a Pasqua le mangiano sode o di cioccolata, sempre come simbolo di resurrezione.


Sardegna - altare megalitico monte d'Accodi

Iprimi scavi furono diretti dal Ercole Contu dal 1952 al 1958 e portarono allaluce anche numerose domus dejanas disposte a ventaglio intorno all’altare megalitico.

Nelle vicinanze della lastra sacrificale è presente una pietra ovoidale in arenaria ben rifinita e dotata di piccole coppelle, si presume avesse la stessa valenza sacra dell’omphalòs nella religione dionisiaca, ma non è da escludere l’interpretazione di una simbologia astrale (l’uovo cosmico presente in tantissime religioni dell’antichità).

La sua collocazione attuale non è quella originaria, esso fu infatti rinvenuto oltre il muro che delimita l’area archeologica.

Accanto all’onphalòs è stata collocata un’altra pietra sferoidale in quarzite proveniente dalla stessa area, anch’essa è dotata di coppelle.


L'uovo di Sarnano

Il Prof. Manlio Farinacci di Terni ha sostenuto che oggetti di tal genere sono osservatori astronomici celtici. Ce n’è uno simile anche nella provincia di Terni, precisamente in una località chiama Terria.

In pratica questo blocco di marmo a forma di uovo con una vaschetta nella parte superiore serviva ad osservare le stelle ed i pianeti. 

Nella vaschetta veniva messo un liquido riflettente (acqua, olio od altro) e poi delle persone poste intorno al cosiddetto uovo osservavano e ricopiavano la posizione delle stelle e le orbite dei pianeti. 

Il risultato di questo tipo di osservazioni è il famoso calendario celtico di Coligny, ora conservato al Museo di Parigi.

Le stesse osservazioni, sui Sibillini nel 1287, le faceva il grande astronomo Cecco d’Ascoli utilizzando come superficie riflettente il Lago della Sibilla (oggi Lago di Pilato).

Una conferma a quanto sostenuto dal Prof. Farinacci è venuta dal ritrovamento nei mesi scorsi di un reperto simile in provincia di Grosseto, precisamente nella località Poggio Rota. Anche questo, senza ombra di dubbio, è un osservatorio astronomico celtico.



L'AMIGDALA (o Mandorla Mistica, Yoni)

Si dice sia la stilizzazione del sesso femminile. Lo ritroviamo fin dalla preistoria, nelle rappresentazioni del corpo femminile.

Nell'arte sacra occidentale invece il fuso circolare è stato utilizzato come simbologia del divino. Forse proprio perchè in tempi antichi era sacra e veniva portata in processione come simbolo della Natura fertile.

Poi venne il patriarcato e in processione si portò il fallo perchè la yoni era passata di moda. Però il fallo non partorisce per cui è difficle comprenderne il significato. È la "mandorla mistica" che avvolge la Madonna, il Cristo e altri con un'aureola di luce. Rappresenta pure  l'occhio di Shiva o l'occhio di Horus.
E' anche l'occhio che si spalanca quando ci si addormenta ed appare il sogno. Chi ha potuto vederlo in modo rallentato si accorge che è un occhio orizzontale che si apre e fa apparire la scena di luce.



IL SERPENTE

è il simbolo della madre Terra, lo è in ogni parte del mondo, da ovest ad est, da nord a sud del globo. Il perchè è evidente, è attaccato alla terra con tutto il suo corpo, a contatto della terra fa tutto: cammina, attacca, si nutre, partorisce. Inoltre è bello e affascinante ma fa anche un po' paura, come la vita.

Le antiche Dee furono le Dee che gestivano i serpenti, che li accoglievano nelle proprie mani, o che correvano su un cocchio tirato da serpenti.

Fu il simbolo dell'astrale, di cui parleremo, e dell'istinto personale dell'uomo, di cui parleremo, venerato in ogni parte del mondo, odiato solo dalle religioni monoteiste, razionaliste senza istinto e sentimenti.

Da daimon divenne demonio, calpestato dal vergineo piede della Madonna, la nostra salvatrice. Come! La Madonna per salvarci ci uccide l'istinto? E' come se un medico ci dicesse:
- Guarda, io ti faccio un'operazione mediante la quale non non soffrirai malattie per tutta la vita.-
- Che bello! E l'operazione in che consiste? -
- Ti taglio le braccia e le gambe... -



LE CORNA

Sono un simbolo lunare. Anzi sono il simbolo della Luna, quindi della Dea. I greci lo tradussero nella capra Amaltea cui  Zeus staccò il corno appropriandosene.

E' evidente che il patriarcato si appropriò dei simboli dell'antica Dea Capra, Dea lussuriosa e prolifica, cioè la natura.

I romani se lo portarono appresso come corna di toro, così era più maschile, però colla testa di carne o di scheletro, a indicare la luna piena o nuova.

Sulle erme dei Mani infatti ci sono i bucrani (crani di buoi) uniti a serti di alloro, a indicare il mondo nascosto ed infero della Dea, mentre nelle decorazioni celebrative c'erano le teste carnee dei buoi (o tori non si sa bene) sempre uniti ai tralci di alloro.

Guarda caso l'alloro, che poi si fregò Apollo, era sacro alla Dea Tellus tanto è vero che le sue sacerdotesse, o pitonesse, vaticinando masticavano foglie di alloro.



LA SVASTICA

E' una croce greca con i bracci piegati ad angoli retti, un simbolo religioso e apotropaico per le culture religiose originarie dell'India come il Giainismo, il Buddhismo e l'Induismo.

SVASTICA NAZISTA
Sempre con significati augurali o di fortuna, fu utilizzato da molte altre culture fin dal Neolitico.

Durante il Primo dopoguerra fu adottato dal Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (Partito Nazista) come suo simbolo, finendo per essere inserito nella bandiera della Germania nazista.

Da allora è diventato un simbolo inquietante di distruzione e morte.

In realtà nella India prearia la svastica era il simbolo del sole, secondo altri della luna, essendo le più antiche civiltà improntate alla luna e alla Dea Luna. 

SVASTICA INDIANA
Fattostà che veniva rappresentata nei due sensi, che volgeva verso destra e che volgeva verso sinistra.

Era un simbolo simile alla doppia spirale, ciò che cresce e ciò che decresce, simbolo della luna e della vita. 

La decrescenza era vista come morte e la crescenza come nascita e vita, per cui nella mentalità occidentale assumeva aspetti negativi o positivi a seconda della direzione verso cui volgeva.

Che la svastica destrorsa (o destrogira) fosse solare e vitale mentre la sinistrorsa (o levogira) fosse distruttiva ce lo testimonia il fatto che la levogira venne attribuita alla Dea Kali, Dea della distruzione. 

In realtà allora il Nazismo avrebbe adottato la svastica positiva. 

Questo non significherebbe nulla perchè difficilmente il movimento operaio scelse il simbolo per affinità concettuali, scelsero un simbolo e basta, era semplice e rimaneva impresso.

SVASTICA BUDDISTA SINISTRORSA
Ma come la Dea Kali non è realmente distruttiva, anzi è la Dea del terzo occhio, dell'iniziazione segreta, percè ella distrugge solo le illusioni, ma svela la verità, quella che pochi vorrebbero conoscere.

Pertanto la Dea Kali è la Grande Disvelatrice, colei che conosce il mondo e lo fa conoscere, pertanto distrugge il vecchio mondo ma ne crea uno nuovo.

E così, come nell'uomo, anche nell'universo distrugge i mondi per crearne dei nuovi. La morte pertanto è trasmutazione e rinnovamento, una parentesi tra le vite infinite.



LA FALCE

Nel duomo di Berceto (PR) il simbolo della morte, tre strane figure e una curiosa iscrizione che dice:

HO TU CHE PASI PER QUESTA VIA TORTA
VAI CERCHANDO IN QUESTA CIECHA VIA
A ME DIMANDI SE LA MORTAE E' MORTA
IO NON LA VIDI MAI MORTAE NE VIVA

Tenendo conto che ae si legge e:

"O tu che passi per questa via contorta,
vai cercando in questa cieca via,
a me domandi se la morte è morta,
io non la vidi mai morte nè viva."

Sembra che il frate che scrisse questa frase non avesse capito nulla della morte nè potesse pertanto darne notizia ad alcuno.

La via della santa congregazione, la via contorta, era una via cieca e non portava al disvelamento della morte nè alla certezza dell'aldilà.

La falce, simbolo di mietitura di vite umane era un tempo il falcetto d'argento delle sacerdotesse arcaiche che ripeteva da un lato il simbolo della luna e dall'altro il simbolo della morte.

Con questo falcetto le sacerdotesse tagliavano i rami degli alberi sacri per adornarne i templi, anche a indicare che se è vero che il ramo moriva, era altrettanto vero che l'albero non ne soffriva.

Plinio il Vecchio

"Il sesto giorno del mese lunare, abbigliato di bianco, il druido saliva sulla quercia e tagliava con un falcetto d'oro il vischio, che poi veniva riposto in un drappo anch'esso bianco. 
Il vischio era considerato una specie di panacea, una pianta capace di curare tutti i mali, tra i quali anche l'infertilità. In questo rito una coppia di tori bianchi veniva poi sacrificata. 
Ciò che dobbiamo notare è la presenza del bianco: l'abito del druido, le bacche di vischio, il drappo e i tori. E' chiaramente un rituale legato alla luna, alla fertilità e alla guarigione. 
Lo stesso falcetto richiama la falce di luna. Possiamo ipotizzare due cose: innanzitutto che il falcetto non fosse d'oro ma solo di bronzo dorato, questo perchè l'oro è troppo morbido per poter tagliare qualcosa... 
La seconda ipotesi è che tutti questi elementi siano profondamente legati ad un solo rito: ovvero il taglio del vischio".

Con l'avvento del patriarcato i druidi maschi si associarono alle sacerdotesse per poi escluderle totalmente. Il rito era ovviamente lunare e il falcetto era ovviamente d'argento, soppiantato dai maschi col falcetto dorato.



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1 commenti:

Filomena Barata on 17 marzo 2016 15:01 ha detto...

Grata por este artigo. Vou partilhar.

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